Thomas Carlyle.

La Rivoluzione Francese.


Volume secondo.

Traduzione di: Ernestina D'Errico Ciccotti.
1951 Bietti Editore, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato da: Paolo Alberti, Catia Righi e Claudio Paganelli per il "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".
Ulteriori informazioni sul sito: http://www.liberliber.it/
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Indice.
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LIBRO PRIMO. LA FESTA DELLE PICCHE.
CAPITOLO 1. NELLE TUILERIES.
CAPITOLO 2. NELLA SALLE DE MANGE.
CAPITOLO 3. LA RIVISTA.
CAPITOLO 4. GIORNALISMO.
CAPITOLO 5. CLUBISMO.
CAPITOLO 6. "JE LE JURE".
CAPITOLO 7. PRODIGI.
CAPITOLO 8. LEGA SOLENNE E CONVENZIONE.
CAPITOLO 9. SIMBOLICO.
CAPITOLO 10. IL GENERE UMANO.
CAPITOLO 11. COME NELL'ET DELL'ORO.
CAPITOLO 12. RUMORE E FUMO.
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LIBRO SECONDO. NANCY.
CAPITOLO 1. BOUILL.
CAPITOLO 2. ARRETRATI E ARISTOCRATICI.
CAPITOLO 3. BOUILL A METZ.
CAPITOLO 4. ARRETRATI A NANCY.
CAPITOLO 5. L'ISPETTORE MALSEIGNE.
CAPITOLO 6. BOUILLE A NANCY.
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LIBRO TERZO. LE TUILERIES.
CAPITOLO I. EPIMENIDE.
CAPITOLO II. VIGILE.
CAPITOLO 3. SPADA IN PUGNO.
CAPITOLO 4. FUGGIRE O NON FUGGIRE.
CAPITOLO 5. IL GIORNO DEI PUGNALI.
CAPITOLO 6. MIRABEAU.
CAPITOLO 7. MORTE DI MIRABEAU.
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LIBRO QUARTO. VARENNES.
CAPITOLO 1. LA PASQUA A SAINT-CLOUD.
CAPITOLO 2. LA PASQUA A PARIGI.
CAPITOLO 3. IL CONTE FERSEN.
CAPITOLO 4. ATTEGGIAMENTO.
CAPITOLO 5. LA BERLINA NUOVA.
CAPITOLO 6. IL VECCHIO DRAGONE DROUET.
CAPITOLO 7. LA NOTTE DEGLI SPERONI.
CAPITOLO 8. IL RITORNO.
CAPITOLO 9. COLPO MAESTRO.
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LIBRO QUINTO IL PRIMO PARLAMENTO.
CAPITOLO 1. LA GRANDE ACCETTAZIONE.
CAPITOLO 2. IL LIBRO DELLA LEGGE.
CAPITOLO 3. AVIGNONE.
CAPITOLO 4. NIENTE ZUCCHERO.
CAPITOLO 5. RE ED EMIGRATI.
CAPITOLO 6. I BRIGANTI E JALS.
CAPITOLO 7. LA COSTITUZIONE NON CAMMINER.
CAPITOLO 8. I GIACOBINI.
CAPITOLO 9. IL MINISTRO ROLAND.
CAPITOLO 10. PTION-NATIONAL-PIQUE.
CAPITOLO 11. IL RAPPRESENTANTE EREDITARIO.
CAPITOLO 12. LA PROCESSIONE DEI CALZONI NERI.
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LIBRO SESTO. I MARSIGLIESI.
CAPITOLO 1. L'ESECUTIVO CHE NON AGISCE.
CAPITOLO 2. MARCIAMO!
CAPITOLO 3. QUALCHE CONSOLAZIONE PEL GENERE UMANO.
CAPITOLO 4. SOTTERRANEO.
CAPITOLO 5. A PRANZO.
CAPITOLO 6. LE CAMPANE A MEZZANOTTE.
CAPITOLO 7. GLI SVIZZERI.
CAPITOLO 8. LA COSTITUZIONE FATTA A PEZZI.
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Fine Indice.
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LIBRO PRIMO. LA FESTA DELLE PICCHE.
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CAPITOLO 1.
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NELLE TUILERIES.
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Poich la vittima ha ricevuto il suo colpo di grazia, la catastrofe pu considerarsi quasi come avvenuta. V' poco interesse ormai ad assistere ai suoi lunghi gemiti fiochi: resta solo degna di nota la sua acerba agonia, quali che siano gli sforzi convulsi che fa per sottrarsi alla tortura; e alfine l'ultimo distacco della vita; e come essa giace estinta, annientata, se si avvolge nobilmente come Cesare tra le pieghe del suo mantello, o s'abbatte indecorosamente, come una persona che non ebbe forza neppur di morire.
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Quando la Regalit francese venne strappata a quel modo dalle sue tappezzerie, quel 6 di ottobre 1789, fu essa una tale vittima? La Francia intera e la Proclamazione regale a tutte le provincie rispondono ansiosamente: No. Eppure si pu temere di peggio. La Regalit era digi cos decrepita, moribonda: le era rimasta cos poca vitalit, che non era in grado di curare la sua ferita. Quanta di quella sua forza, nient'altro che immaginaria del resto, s'era dissipata, allorch la Canaglia avea guardato il Re, apertamente in faccia, senza morire! Quando i corvi riuniti possono strappare il loro spauracchio e dirgli: Qui tu devi stare e non l; quando possono venire a patti con esso e renderlo, da infinito, un finito Spauracchio Costituzionale, che cosa bisogna dedurne? Non pi nel finito Spauracchio Costituzionale risiede d'ora in poi la speranza; ma in quella forza ancora incommensurabile e in apparenza infinita, che pu stringersi intorno ad esso. Poich  ben vero che ogni efficace Autorit  mistica nelle sue forme e viene "dalla grazia di Dio".
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Pi che seguire l'agonia della Regalit, sar opportuno di tener dietro al crescere e allo sgambettare del Sanculottismo; poich nelle umane cose in genere, e nella societ umana in ispecie, ogni morte non  che una nuova nascita; onde se lo scettro si diparte da Luigi,  sol perch, in altre forme, altri scettri, foss'anche sotto l'aspetto di picche, son chiamati ad avere il dominio. In un elemento effervescente, ricco d'influenze che l'alimentano, troveremo che il Sanculottismo cresce vigoroso e sgambetta, sollazzandosi non senza grazia, come la pi parte delle giovani creature; e non  forse a notare che mentre il gatto adulto e in genere gli animali di quella razza, sono la pi crudele cosa che si conosca, il pi allegro  appunto il gattino o il gatto che cresce?
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Ma figuratevi la Famiglia Reale al levarsi dai suoi letti mobili la dimane di quel giorno di furore; figuratevi la domanda del Municipio: "Come piacerebbe a Vostra Maest di allogarsi?" e la brusca risposta del Re: "Ognuno si alloggia come pu. Io sto bene abbastanza"; e il congedo e gl'inchini con espressivi sogghigni da parte dei Funzionar dell'Htel-de-Ville, che hanno alle loro spalle ossequiosi tappezzieri: e come il castello delle Tuileries  ridipinto, rifornito, per essere un'aurea residenza regale; e Lafayette con la sua azzurra Guardia Nazionale lo circonda, come l'azzurro Nettuno  (nel linguaggio dei poeti) fa di un'isola, avvolgendola carezzevolmente. L dentro possono riunirsi i resti del riabilitato Lealismo, se diverr Costituzionale; poich il Costituzionalismo non pensa a male; e lo stesso Sanculottismo  lieto del contegno del Re. I rottami d'una Insurrezione Menadica, come ogni specie di rottami in questo buon mondo, possono e debbono essere spazzati via; e cos sull'arena sgombrata, sotto nuove condizioni, con qualche cosa anche di pi solenne, iniziano un nuovo corso d'azione.
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Arturo Young  stato testimone della pi strana scena: S. M. il Re che passeggia senza seguito nei giardini delle Tuileries, e dei crocchi di gente varia, in tricolore, lo applaudono, e rispettosamente gli aprono il passaggio: la Regina stessa impone, non foss'altro, un rispettoso silenzio, e tutt'al pi  dolorosamente evitata (1). Le semplici anitre, in quelle acque regali, si sporgono per ricevere le briciole dalle giovani dita regali. Il piccolo Delfino ha un giardinetto contornato da una ringhiera, ove lo si vede zappare, con le guancia rosse e i capelli biondi e ricciuti; ha pure una casetta, ove depone i suoi utensili e si ripara dalla pioggia. Che pacifica semplicit!  la pace d'un padre restituito ai suoi figliuoli, o quella d'un padrone che ha perduta la sua frusta? Lafayette, la Municipalit e l'intero Costituzionalismo asseriscono la prima cosa, e fanno quanto  in loro per realizzarla. Quel Patriottismo che ringhia e mostra i denti pericolosamente, sar soppresso dal Pattuglismo; o meglio la Regalit liscer la sua capigliatura ribelle con delle gentili carezze; e, pi efficacemente ancora, con un regolare nutrimento. S, non solo Parigi sar nutrita, ma si vedr in questo la mano del Re. Le masserizie domestiche del povero saranno, fino a un certo limite, spegnorate dalla bont regale, e quell'insaziabile Moint de Piti sar costretto a vomitare; non mancheranno le passeggiate in carrozza per la citt con i relativi Vive le Roi; per tal modo, in sostanza e in apparenza la Regalit diverr popolare, se l'arte dell'uomo pu popolarizzarla. (2)
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Oppure, ohim! non  n il Padre recuperato, n il Padrone privato della frusta quello che passeggia ivi; ma un complesso anomalo dell'uno e dell'altro e ancora d'infinite altre cose eterogenee, non riducibili a nessuna rubrica, so non a questa di nuova invenzione: Re Luigi. Restauratore della libert francese. L'uomo invero, e Re Luigi al pari degli altri uomini, vive in questo mondo per conformare ad una regola ci che  privo di una regola: con la sua viva energia egli costringer l'assurdo stesso a divenire meno assurdo. Ma, e se non vi fosse nessuna energia vitale e solo una passivit vivente? Il Re Serpente, lanciato nel suo inatteso dominio acquatico, si dette almeno a mordere, e attest cos, in maniera credibile, che egli era l; ma, quanto al povero Re Travicello, egli and ballonzolando qua e l, dove lo spingevano mille accidenti e una volont che non era la sua; buon per lui, ch'era veramente di legno, e, non facendo nulla, pot anche non vedere e non soffrir nulla!  una faccenda da matti.
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Per Sua Maest Francese, intanto, una delle peggiori cose  che non pu recarsi a caccia. Ohim, non pi caccia, d'ora in poi: solo una caccia fatale data a lui! Appena gli sar concesso nelle prossime settimane di Giugno di tornare a gustare la gioia del distruttore di selvaggina; nel Giugno prossimo, e poi mai pi. Egli si fa portare i suoi utensili da fabbro, e nel corso della giornata, terminati che siano gli affari officiali e le cose del cerimoniale, "d qualche colpo di lima, quelques coups de lime" (3). Innocente fratello mortale, perch non fosti tu un oscuro, vero costruttore di serrature, anzich venir condannato a quest'altro mestiere cos in vista, per essere nient'altro che un artefice di follie umane, d'irrealit: cose che si distruggono da s e che nessun umano martello pu ridurre a coerenza?
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Il povero Luigi non  privo di penetrazione e neppure degli elementi della volont; a volte qualcosa di tagliente vien fuori da un carattere stagnante. Se l'inerzia inoffensiva potesse salvarlo, sarebbe bene; ma egli sonnacchier e far sogni penosi, e non  in lui di fare una qualsiasi cosa. Antiquari realisti ancora mostrano le camere dove Sua Maest e il seguito alloggiavano in quelle straordinarie circostanze. Qui sedeva la Regina leggendo, - poich ella s'era fatta portare la sua libreria, quantunque il Re avesse ricusata la sua; accettando consigli veementi da veementi sconsigliati; deplorando il mutamento dei tempi, con la speranza sicura di tempi migliori; quel suo giovane e roseo fanciullo non era per lei l'emblema vivente della speranza? Il cielo  fosco, agitato, e nello stesso tempo ha dei bagliori dorati; ma sono essi forieri dell'aurora, o d'una cupa notte meteorica? Qui poi, in questa camera, dall'altra parte dell'entrata principale, abitava il Re; qui Sua Maest faceva colazione e sbrigava il lavoro officiale; qui tutti i giorni dopo colazione riceveva la Regina, a volte con patetica amicizia, a volte di cattivo umore, poich la carne  debole; e quando ella gli domandava degli affari, le rispondeva: "Signora, i vostri affari sono i bimbi". Eppure, Sire, non sarebbe stato meglio che voi, proprio Vostra Maest, aveste preso cura dei bimbi? Questa domanda rivolge la Storia imparziale; sdegnata che il vaso pi spesso non fosse il pi forte: presa da piet per la creta di porcellana della umanit, pi che per la creta della tegola, - quantunque in verit entrambe fossero rotte!
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Cos, in ogni modo, in queste Medicee Tuileries, risiederanno il Re e la Regina di Francia per quarantuno mesi, ed assisteranno al selvaggio fermento della Francia in atto di elaborare il proprio destino e il loro. Mesi squallidi, senza genialit, di rapide vicende, e nello stesso tempo con qualche dolce e pallido splendore qua e l, come un Aprile che conduce a una Estate frondosa, o un Ottobre che mena a un gelo incessante. Le Medicee Tuileries, come sono mutate da che erano un pacifico campo di tegole! O forse il suolo stesso  colpito dal fato,  maledetto: una Casa d'Atreo; poich  sempre l quella finestra del Louvre, donde un Capeto, in preda alle furie, accese il suo segnale della notte di S. Bartolomeo! Tenebrosa  la via dell'Eterno, che si rispecchia in questo mondo del Tempo; la via di Dio  nel mare, e il Suo sentiero nel pi profondo.
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CAPITOLO 2.
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NELLA SALLE DE MANGE.
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Pei Patrioti che hanno fede, frattanto, ormai  chiaro, che la Costituzione dovr camminare, marcher, - dato che abbia gambe per stare in piedi. Su dunque, o patrioti, mettetevi all'opera; formate queste gambe! Prima, nell'Archevch, o Arcivescovado, giacch Sua Grazia in persona ne  fuggito, poi nella sala dell'Equitazione, detta Mange, presso alle Tuileries; ivi un'Assemblea Nazionale intraprender il lavoro miracoloso. Con successo, se fra loro vi fosse un Prometeo capace di dare la scalata al cielo; senza successo, dacch questo non v'! L, nel rumoroso dibattito, poich le sedute sono a volte "scandalose", al punto che si veggono fino a tre oratori in una volta nella Tribuna, continueremo a immaginarci quell'Assemblea Nazionale che si trascina cos, per lunghi mesi!
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Ostinato, dommatico, di lunga lena,  l'Abb Maury; Ciceroniano patetico  Cazals. Acuto, tagliente, dall'altra parte, brilla il giovane Barnave, che aborre il sofisma, e taglia in due fendenti, come un'acuta spada di Damasco, ogni sofistica, dandosi poco pensiero di quant'altro recide con essa. Tu sembri semplice, o solido Ption tagliato all'olandese; solido ma di certo noioso. N  fatto per rianimare il tuo tono polemico, vivace Rabaut. Con una serenit ineffabile annusa il gran Sieys, solo, in alto; la sua Costituzione voi potete discuterla, criticarla, emendarla mai: non  la politica una scienza che egli ha esaurita? Freddi, lenti appaiono i due militari Lameth, con la loro aria canzonatoria, o quasi canzonatoria; essi galantemente rimborseranno la pensione della loro Madre, quando sar prodotto il Libro Rosso; galantemente saranno feriti in duello. Un Marchese Toulongeon, la cui Penna noi ancora ringraziamo, siede l, e con un'aria meditabonda da stoico, spesso silenzioso, accetta ci che il Destino vorr mandare. Thouret e il Parlamentare Duport producono montagne di Riforme Legislative, liberali, anglomaniache, utili e inutili. I mortali salgono e cadono. Per esempio quell'oca di Gobel - o Gbel, poich  di Strasburgo, di stirpe tedesca - sar dunque un Arcivescovo costituzionale?
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Solo fra tutti quegli uomini Mirabeau pu cominciare a discernere chiaramente ove tutto ci tende. Onde il patriottismo deplora che il suo zelo si vada raffreddando. In quella famosa Notte di Pentecoste dal Quattro Agosto, quando la nuova fede d'un subito assurse in una fiamma miracolosa e la vecchia Feudalit fu bruciata, si not che Mirabeau non vi prese parte; poich effettivamente capit ch'egli per fortuna si trovasse assente. Ma non difese egli il Veto, anzi il Vto absolu? Non disse al veemente Barnave che seicento senatori irresponsabili creerebbero la pi insopportabile delle tirannie? Inoltre, come era ansioso che i Ministri del Re sedessero e votassero nell'Assemblea Nazionale - senza dubbio con l'intento di divenire Ministro egli stesso! E l'Assemblea Nazionale decide, ci che  assai importante, che nessun Deputato debba essere Ministro. Ed egli con la sua maniera altera e veemente, consiglia di correggere: "nessun Deputato chiamato Mirabeau" (4). Uomo forse d'un feudalismo inveterato; uomo di stratagemmi; che spesso inclina visibilmente verso la parte realista: un uomo sospetto, che il Patriottismo smascherer! Onde, in quei giorni di Giugno, quando sorge la domanda: Chi avr il diritto di dichiarare la guerra? voi udite dei rauchi strilloni che gridano tristamente per le strade: "il Grande Tradimento del Conte Mirabeau, per un soldo solamente"; - perch egli sostiene che non debba essere l'Assemblea, ma il Re! Lo sostiene; vince anche; poich, malgrado i rauchi strilloni e una grande massa di plebaglia montata da loro e pronta a ricorrere agli estremi, non esclusa la "Lanterne", egli sale alla Tribuna il giorno seguente, aggressivo, risoluto; susurrando in disparte ai suoi amici che parlano di pericolo: "Lo so; io debbo uscire di qua in trionfo o fatto a pezzi": ed usc in trionfo.
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Uomo dal cuore gagliardo; la cui popolarit non  costituita dalla plebaglia, pas populacire; tale che, al di fuori, nessun clamore di turbe non lavate, o, al di dentro, nessun clamore di plebe lavata pu stornarlo dalla sua via! Dumont ricorda d'averlo udito mentre presentava un rapporto su Marsiglia; "ogni parola era interrotta dal Ct Droit con epiteti ingiuriosi: "calunniatore, mentitore, assassino, scellerato  (sclrat)" Mirabeau si ferma un momento e con una voce dolce, rivolgendosi ai pi furiosi, dice: "Aspetto, Signori, che queste amenit siano esaurite" (5).
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Uomo enigmatico, difficile a smascherare! Per esempio, donde proviene il suo danaro? Si pu supporre che il profitto di un giornale, cos ben roso dalla Dame Le Jay, insieme alle diciotto lire al giorno che ha il vostro Deputato Nazionale siano adeguati alle sue spese? Una casa alla Chausse d'Antin: una casa di campagna ad Argenteuil, splendori, sontuosit, orgie; - una maniera di vivere come se possedesse una zecca! Tutti i saloni, sbarrati contro l'Avventuriero Mirabeau, si spalancano dinanzi al Re Mirabeau, divenuto la cinosura dell'Europa, che la Francia femminile guarda turbata, - quantunque l'Uomo Mirabeau sia uno e sempre lo stesso. Quanto al danaro, si pu congetturare che la Regalit lo fornisca; e sia pure la Regalit, il denaro non  forse il benvenuto, come sempre, per lui?
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"Venduto", checch ne pensi il Patriottismo, egli non pu dirsi tale alla lettera: il fuoco spirituale che  in quest'uomo e che, splendendo fra tanta confusione,  pur sempre convinzione e lo rende forte, quel fuoco senza il quale egli non avrebbe pi forza - non  soggetto n a compera, n a vendita; nel trasferimento del baratto, svanirebbe e cesserebbe di esistere. Forse "pagato e non venduto", pay, pas vendu; l'inverso del povero Rivarol che si diceva "venduto e non pagato"! Un uomo che, come la cometa, compie il suo viaggio tra lo splendore e le nebulose; un uomo che il telescopico Patriottismo pu bene a lungo contemplare, ma che senza le pi alte matematiche non riuscir ad intendere. Un uomo discutibile, assai biasimevole; eppure per noi il pi notevole di tutti. In una generazione dalla vista assai corta, munita di occhiali, e filosofeggiante, la Natura, con ricca munificenza, ha fatto il dono di un occhio a quest'uomo. La sua parola  sempre bene accolta, laddove egli parla ed opera; ed  sempre pi la benvenuta, poich essa sola sa andare al cuore della questione; il ragnatelo della logica si raggrinza; e tu vedi una cosa, la vedi qual' e quale pu essere usata.
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Disgraziatamente, la nostra Assemblea Nazionale ha molto da fare: una Francia da rigenerare, mentre alla Francia mancano tanti requisiti, a cominciare dai quattrini. Queste stesse finanze danno assai da pensare; n  possibile colmare il Deficit, che a gola aperta par che dica: Date, date! Per mitigare il Deficit noi ci avventuriamo in un passo arrischiato, cio nella vendita delle Terre e degli Edifizi superflui del Clero. Molto arrischiato  il passo. E poi, data la vendita, chi mai comprer, essendo fuggito via il denaro contante? Onde il 19 dicembre,  decretata l'emissione d'una carta-moneta di "Assignats", di Boni garentiti, od Obbligazioni assegnate su quella Propriet Clerico-Nazionale e incontrastabilmente almeno in pagamento di quella:  questa la prima di una lunga serie di riforme finanziarie di simil genere, che costituiranno lo stupore del genere umano. Di maniera che, ora, fino a quando rimarranno dei vecchi cenci, non mancher un medio circolante; quanto poi alle merci che dovevano circolare con esso,  un altro paio di maniche. Ma dopo tutto, questo Assegnato non sar forse materia di volumi per la scienza moderna? La bancarotta, possiamo dirlo, era venuta, come deve venire per necessit la fine di tutte le illusioni; eppure in che maniera gentile s'era diffusa, dolcemente, con un lento incalzare, finch era precipitata - non come una valanga che tutto distrugge, ma come un delicato pulviscolo di neve, impalpabile, nevicata su nevicata, finch tutto fu sepolto; e invero poco fu distrutto che non si potesse ricostruire, di cui non si potesse fare a meno! A tanto  giunto il meccanismo moderno. La Bancarotta, come dicevamo, fu grande; ma a dir vero, il Denaro stesso  un miracolo permanente.
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Dopo tutto,  una cosa d'una difficolt immensa, questa del Clero. La propriet ecclesiastica pu rendersi propriet della Nazione, e il Clero pu divenire un salariato dello Stato; ma in questo caso non sarebbe una Chiesa trasformata? Molte sono le riparazioni, e del genere pi confuso, che si sono rese inevitabili. Le vecchie distinzioni territoriali, in ogni senso, non valgono pi in una nuova Francia. Anzi, alla lettera, il Suolo stesso  diviso in una maniera nuova; le vostre vecchie e variegate Provinces divengono nuovi Dpartements uniformi, nel numero di ottantatre; - e cos, come in un subitaneo spostamento dell'asse terrestre, nessun mortale conosce a prima giunta la sua nuova latitudine. E dei Dodici Vecchi Parlamenti che cosa si far? I Vecchi Parlamenti sono tutti dichiarati in "vacanze permanenti" - finch la nuova giustizia uguale, delle Corti dipartimentali, della Corte d'Appello Nazionale, dei Giudici eletti, dei Giudici di pace e altri apparecchi Thouret-Duport siano pronti. A questi Vecchi Parlamenti tocca di sedere, in un'attesa penosa, quasi avessero la corda al collo, gridando come possono: Non v' qualcuno che venga a liberarci? Ma poich, fortunatamente, la risposta : Nessuno, nessuno, sono divenuti assai maneggevoli questi Parlamenti. Essi possono magari essere forzati al silenzio; il Parlamento di Parigi, savio pi che altro mai, non ha mosso un lamento. Debbono, volere o no, sedere l in una vacanza forzata, e la loro Camera delle Vacanze distribuisce nell'intervallo quel po' di giustizia che si pu. Con la corda intorno al collo: il loro destino pu essere cos riassunto! Il 13 novembre 1790, il Maire Bailly s'incamminer verso il Palais de Justice, notato da pochi, col timbro municipale e un po' di cera calda, per sigillare gli Archiv parlamentari, - e il temuto Parlamento di Parigi sparisce nel caos, dolcemente, come un Sogno! Cos periranno i Parlamenti, sommariamente; e innumerevoli occhi rimarranno asciutti.
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Non cos il Clero. Poich ammettendo anche che la Religione sia morta, morta mezzo secolo addietro con l'ineffabile Dubois, o emigrata negli ultimi tempi in Alsazia col Rohan, il Cardinale dalla Collana; o che vaghi come un fantasma col Vescovo Talleyrand di Autun: non restano ancora l'ombra, il Convenzionalismo della Religione, ancora erranti? Il Clero dispone di mezzi e di materiale; mezzi di numero, di organizzazione, di valore sociale; e possiede il materiale, non foss'altro, della pubblica ignoranza, che, com' noto,  la madre della devozione. Di pi,  incredibile che vi possa essere nei semplici cuori, latente qua e l, come granelli d'oro sulla riva fangosa, della vera Fede in Dio, cos singolare, cos tenace che possano vederne il simbolo anche in un Maury, anche in un Talleyrand? Basta: il Clero ha la forza, il Clero ha l'astuzia, il Clero ha l'indignazione.  la cosa pi fatale questa del Clero. Un'idra raggomitolata, che l'Assemblea Nazionale  venuta stuzzicando intorno alle orecchie; che sibila e punzecchia; che viva non pu esser domata, e che non  possibile schiacciare dopo morta! Fatale dal principio alla fine! A stento dopo quindici mesi di dispute pu essere messa in carta una Costituzione Civile del Clero; ma, e per tradurla poi in realt? Ohib, questa Costituzione Civile non  che un accordo per discordare. Essa divide la Francia da un estremo all'altro con un nuovo crepaccio che complica all'infinito tutti gli altri crepacci. Il Cattolicismo, ci che rimane di esso, col gergo del Cattolicismo che freme da un lato, e l'Ateismo scettico dall'altro lato: entrambi nel loro contendere divengono fanatismo. Che interminabile conflitto di odiati Preti Refrattarii, di Preti Costituzionali disprezzati; di coscienze tenere come quella del Re, di coscienze inaridite come quelle di alcuni del suo Popolo: tutto destinato a finire nelle Feste della Ragione e nella guerra della Vende! A tal punto radicata  la Religione nel cuore dell'uomo, e contiene passioni infinite! Se l'eco morta di esse ha ancora tanto potere, che doveva esser mai un tempo della sua viva voce?
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Finanza e Costituzione, Legge e Vangelo, sarebbe gi abbastanza; eppure non  tutto. Infatti, il Ministero e lo stesso Necker, al quale il popolo "ha attaccato sull'architrave della porta" una iscrizione in bronzo che lo qualifica "Ministre ador", si dissolvono in una nullit sempre pi evidente. L'esecuzione o la legislazione, il generale o il particolare, tutto cade incompiuto dalle loro dita snervate, tutto va a poggiarsi sulle spalle savraccariche di un augusto corpo rappresentativo. Un'Assemblea Nazionale gravata di un gran peso! Le tocca udire d'innumerevoli rivolte nuove, di spedizioni di Briganti, di Chteaux nell'Ovest, e specialmente di Archiv, Chartiers, messi in fiamme; poich anche l l'Asino sovraccarico ricalcitra spaventevolmente. Le tocca udire di citt del Mezzogiorno piene di odio e di gelosia, che finiranno coll'incrociare la spada; Marsiglia  contro Tolone, Carpentras  bloccata da Avignone; udire di tante collisioni realiste in una carriera di Libert; anzi di collisioni patriottiche, che una mera differenza di velocit far sorgere! Udire d'un Jourdan Coupe-ttes, che s' slanciato verso quelle regioni meridionali, uscito dalle branche dello Chtelet, per formare reggimenti di ribaldi.
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Deve occuparsi ancora del Realista Camp de Jals: la pianura di Jals circondata da monti fra le rocce delle Cevennes, donde il Realismo, come si teme e si spera, pu precipitarsi al pari d'una valanga, sommergendo tutta la Francia! Una strana cosa questo Camp di Jals; che non esiste in massima parte se non sulla carta; poich i soldati, a Jals, tutti contadini o Guardie Nazionali, erano nell'intimo Sanculotti giurati; e i Capitani realisti non potevano far altro che trattenerli con parole false o piuttosto far mostra della loro presenza in quel sito, visibile a tutte le immaginazioni come un segno e una cosa terrorizzante, - se per avventura la Francia potesse essere riconquistata dal meccanismo teatrale, dalla pittura d'un esercito realista, richiamato in vita! (6) Non prima che trascorresse la terza estate, questo prodigio fu spento alfine; il vecchio Castello di Jals, nessun campo essendo visibile ad occhio mortale, fu demolito da alcune Guardie Nazionali.
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Inoltre l'Assemblea deve non solo occuparsi di Brissot e dei suoi Amici dei Neri, ma di tutto San Domingo, le cui fiamme a poco a poco salgono al cielo; divampando di vero fuoco, e di qualche cosa di peggio metaforicamente, illuminando come un faro l'immensit della notte. Deve occuparsi ancora degl'interessi marittimi, degli interessi terrestri, d'ogni sorta d'interessi, in somma, ridotti a mal partito, dell'industria dappertutto inceppata, stremata, mentre la sola Ribellione prospera. Dei sotto ufficiali, dei soldati, dei marinai, in rivolta per terra e per mare. Dei soldati a Nancy che, come vedremo, dovettero essere cannoneggiati da un bravo Bouill. Dei marinai, anzi addirittura dei galeotti, a Brest, che del pari occorre di cannoneggiare, peraltro senza che vi sia un Bouill per farlo. Poich, per dirla con una parola, in quei giorni non v'era Re in Israele, ed ognuno faceva quello che ai propri occhi pareva giusto. (7)
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Di tali cose un'augusta Assemblea Nazionale deve occuparsi, mentre persegue la rigenerazione della Francia.  triste,  duro; ma come rimediarvi? Che la Costituzione sia subito pronta e tutti gli uomini presteranno giuramento: non arrivano forse a carrettate gl'"Indirizzi di Adesione"? Per tal modo, con la benedizione del Cielo e una Costituzione compiuta, il baratro di fuoco senza fondo sar colmato con della cartaccia; l'Ordine sposer allora la Libert, e vivranno l insieme - fin che quel sito non diverr troppo caldo per loro. O Ct Gauche, tu sei degno, come in genere  detto negli Indirizzi d'adesione, di "attirare gli sguardi dell'Universo", o almeno gli sguardi di questo povero Pianeta!
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Di pi, bisogna confessarlo, il Ct Droit fa una figura ancora pi pazzesca, Generazione irrazionale; irrazionale e imbecille, con l'ostinazione veemente che caratterizza questi difetti; generazione che non imparer. Bastiglie che cadono, Insurrezioni di Donne, migliaia di Castelli in fumo; un paese ove non si raccoglie altra messe che l'acciaio dei Sanculotti; eran queste lezioni parecchio didattiche; ma essi non le hanno imparate. Vi sono tuttora uomini, di cui fu scritto in antico: Pestateli in un mortaio! O, con linguaggio pi dolce, si dir che essi hanno sposato le loro illusioni; e non il ferro, n il fuoco, n le rudezze dell'Esperienza romperanno il legame fino alla morte! Che il Cielo almeno ne abbia piet; giacch la Terra, con le sue rigorose Necessit, non ne avr.
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Bisogna riconoscerlo, peraltro, che ci era molto naturale. L'uomo vive di Speranza. Pandora, quando la sua scatola di doni divini s'apr, e quei doni si mutarono in divine maledizioni, ritenne ancora la Speranza. Come pu un irragionevole mortale, allorch la sua alta posizione  atterrata pi evidentemente che mai - ed egli, essendo irragionevole, rimane senza risorse - abbandonare la credenza che debba essere riedificata! Si potrebbe rimetterla in piedi di nuovo,  una cosa tanto desiderabile, tanto ragionevole - per poco che vi poniate mente! Poich, non deve la cosa che fu continuare ad essere, - o altrimenti bisogna che il solido Mondo si dissolva? S, persistete, o infatuati Sanculotti di Francia! Rivoltatevi contro le Autorit costituite, perseguitate i vostri legittimi Seigneurs, che dopo tutto v'amarono tanto, e che furono pronti a spargere il loro sangue per voi - nelle battaglie della patria come a Rossbach e altrove; e che anche quando proteggevano la selvaggina, proteggevano voi, per poco che lo aveste compreso; date loro la caccia, come a lupi selvaggi; appiccate il fuoco ai loro Castelli e ai loro Archivi, come a tane di lupi; e poi? Ebbene, ogni uomo allora levi la mano contro il suo simile! Nella confusione, nella fame, nella desolazione, rimpiangerete i giorni che furono; rammentateli nell'angoscia e rammentate allora anche noi. Alle preghiere dei pentiti noi non saremo sordi.
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Cos, con coscienziosit pi o meno incerta o chiara, la Destra deve ragionare ed agire. Una posizione inevitabile forse; ma delle pi false per essa. O Male, sii tu il nostro Bene: questa, d'ora in poi, dev'essere virtualmente la sua preghiera. Come pi feroce si sviluppa l'effervescenza, pi presto passer, poich, dopo tutto, non  che una folle effervescenza; il Mondo  solido e non pu dissolversi.
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Del resto, se essa ha qualche attivit positiva, si esplica nei complotti e nei conclavi clandestini. Complotti che non possono essere eseguiti, e che sono in massima parte teorici da parte sua; - per cui nondimeno un pratico come un altro, un Sieur Augeard, un Sieur Maillebois, un Sieur Bonne Savardin, si trovano in imbarazzi, vengono imprigionati, o sfuggono con difficolt. E v' un povero pratico Chevalier Favras, che non senza qualche passeggero riflesso sullo stesso Monsieur,  impiccato per loro con grande rumore del mondo. Povero Favras, egli passa il tempo dettando il suo testamento "all'Htel-de-Ville per tutto il resto del giorno", un'uggiosa giornata di Febbraio. Offre di rivelare dei segreti, se lo salvano; generosamente si esime dacch non hanno voluto, poi muore al bagliore delle torcie, con la pi corretta compostezza, osservando pi che esclamando, con le mani protese: "Popolo, io muoio innocente; prega per me" (8). Povero Favras; - tipo di tanti che hanno depredata con lena infaticabile la Francia nei giorni che volgono alla fine; e in campo pi libero avrebbero guadagnato invece di depredare, - per te non  questione di teoria!
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Al Senato, ancora, l'attitudine della Destra  di una calma incredulit. Che un'augusta Assemblea Nazionale il Quattro di Agosto abolisca la Feudalit; dichiari il Clero Servitore dello Stato, col debito salario; voti di Veto Sospensivo, le nuove Corti di Giustizia; voti o decreti ci che le pare; che abbia plauso dai quattro angoli della Francia; che ottenga pure la Sanzione del Re, e qualsiasi altro Consenso concepibile, la Destra persiste, come vediamo, con la pi imperturbabile tenacia, a considerare, e di quando in quando mostra che ancora considera - tutti questi cosiddetti Decreti, come meri capricci temporanei, che stanno sulla carta, ma che in pratica e in fatto non esistono e non possono esistere. Immaginate la testa di bronzo d'un Abb Maury che su questo tono versa a torrenti la sua eloquenza gesuitica: figuratevi che il fosco d'Esprmnil, Mirabeau-barile  (probabilmente di liquori), e parecchi altri lo applaudono dalla Destra; immaginate, per esempio, con quale sembiante un Robespierre verdemare lo guarda dalla Sinistra. E come Sieys arriccia il naso verso di lui, o non degna neppur di arricciarlo; e come le Gallerie eccitate fanno sentire dei grugniti, o abbaiano rabbiose all'indirizzo di lui; onde per isfuggire alla Lanterna, nell'uscire di l, gli occorrono della presenza di spirito e un paio di pistole alla cintola! Egli  uno degli uomini pi energici!
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Qui invero diviene notevole una grande differenza tra le nostre due specie di guerra civile: la moderna guerra linguale o logico-parlamentare, e la guerra antica o manuale combattuta col ferro sul campo di battaglia; - con grande svantaggio della prima. In quella manuale voi andate contro il vostro nemico con l'arma sguainata, e un colpo bene assestato  la fine; poich, fisicamente parlando, quando il cervello  fuori, l'uomo onestamente muore e vi toglie il disturbo. Ma com' diverso quando voi combattete con gli argomenti! In questo caso, niuna vittoria, per quanto decisiva, pu dirsi finale. Voi battete il nemico con l'invettiva parlamentare fino a renderlo esanime; lo dividete in due parti, appiccandone ciascuna ad ogni corno del dilemma; lo private del cervello o della facolt intellettiva pel momento; poco monta: egli si rialza e rivive la dimane, e la dimane riaccende i suoi fuochi d'oro! La cosa che logicamente lo abbatter  forse ancora un desideratum nella Civilt Costituzionale. Poich fino a quando un uomo sa in qualche modo, a qual punto, egli diviene logicamente defunto, come possono le Cose Parlamentari aver corso, e il parlare cessare o affievolirsi?
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Senza dubbio fu una qualche idea di questa difficolt e la chiara consapevolezza che tale cognizione scarseggiasse ancora nella Francia, nuova alla carriera costituzionale; fu il pensiero che i defunti Aristocratici continuerebbero a camminare durante periodi illimitati, come Partridge, l'autore dell'almanacco; - fu tutto ci che s'era impresso profondamente nella mente dell'Amico del Popolo Marat, una mente eminentemente pratica; ed in quel terreno cos ricco di putredine s'era venuto maturando nel pi originale piano d'azione mai sottoposto a un popolo. Non ancora questo piano ha raggiunto il suo pieno sviluppo, ma  germinato ed  sulla via della crescenza, mettendo le sue radici nel Tartaro, lanciando i suoi rami verso il Cielo. Al sopravvenire della seconda stagione, lo vedremo sbucar fuori dalle Tenebre infinite, in tutta la sua pienezza, sotto una disastrosa luce crepuscolare; - un albero della Cicuta grande quanto il mondo; sui rami o alla cui ombra tutti gli amici del Popolo di questo mondo potranno avere stanza: "Duecentosessantamila teste di Aristocratici",  il calcolo pi preciso, quantunque non si tenga conto di qualche centinaio; pure, noi non andiamo fino a raggiungere la cifra tonda di trecentomila. Rabbrividisci, o Popolo; eppure ci  vero, come  vero che tu e il tuo Amico del Popolo siete vivi. Questi tuoi Senatori ciarlieri s'indugiano senza scopo sulla sterile lettera, e mai salveranno la Rivoluzione. Un Marat-Cassandra non pu farlo col suo unico braccio rattrappito; ma con pochi uomini volonterosi, sarebbe possibile. "Datemi", disse con la sua solita freddezza l'Amico del Popolo, quando il giovane Barbaroux, un tempo suo allievo in un corso che fu detto d'Ottica, venne a vederlo, "datemi duecento Bravi di Napoli, armati ognuno di un buon pugnale, e un manicotto sul braccio sinistro a mo' di scudo: con costoro io attraverser la Francia e compir la rivoluzione" (9). Piglialo sul serio o, giovane Barbaroux, poich, lo vedi, non v' nessun'aria di celia in quegli occhi arrossati, in quel viso sudicio e cisposo, il pi serio delle cose create; n qui vi  della follia, di quella che ha bisogno della camicia di forza.
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Tale  il prodotto che il Tempo maturer nel cavernoso Marat, l'uomo ripugnante, che vive nelle cantine di Parigi, solitario come il fatidico Anacoreta nella sua Tebaide, anzi un Simone Stilita veduto di lontano sulla sua Colonna, donde gli riesce di guardare le cose da un peculiare punto di vista. I Patrioti possono sorridere fin che vogliono; e servirsene come un mastino, ora mettendogli la museruola, ora lasciando che abbai, e lo chiamano come fa Desmoulins, "Maximum del Patriottismo e Cassandra-Marat"; ma non sarebbe strano se questo suo piano di pugnale e di manicotto  (con modificazioni superficiali) mostrasse coi fatti d'essere precisamente quello adottato?
In questo modo, in queste circostanze, augusti Senatori rigenerano la Francia. Infatti si crede veramente che essi stiano rigenerandola; onde, per via di questo grande fatto, il fatto principale della loro istoria, non pu esser mai permesso all'occhio stanco d'ignorarli completamente.
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Ma guardando adesso lontano da questi recinti delle Tuileries, dove la Regalit Costituzionale, per quanto innaffiata da Lafayette, langue purtroppo come un ramo reciso; mentre gli augusti Senatori sono immersi nel perfezionare la loro "teoria dei verbi difettivi", - come si sviluppa la giovine Realt, il giovane Sanculottismo? L'attento osservatore pu rispondere: Esso prospera a meraviglia, mettendo nuovi germogli, mentre i vecchi germogli si espandono in foglie, in rami. La vita della Francia, sempre oltremodo stimolante, tutta scompaginata, non  forse quanto mai nutriente per esso? Il Sanculottismo ha la propriet di trovare alimento ove altre cose trovano la morte: nell'agitazione, nella discordia, nel tumulto; in una parola, in ci che  simbolo e frutto di tutto questo: nella Fame.
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In una tale Francia, la Fame, come gi notammo, difficilmente fa difetto. Le Province, le Citt del Mezzogiorno la provano alla loro volta, con tutte le conseguenze: l'Esasperazione, il Sospetto Soprannaturale. A Parigi alcuni giorni alcionici, di abbondanza, seguirono all'Insurrezione Menadica, coi relativi carichi di grano di Versailles e col recuperato Restauratore della Libert; ma non potettero continuare. S' ancora al mese di ottobre, quando l'affamato Saint-Antoine, in un momento d'ira, afferra un povero fornaio, l'innocente "Francesco il Fornaio" (10), e lo impicca come si fa a Costantinopoli; - ma anche questo, per quanto strano possa parere, non fa diminuire il prezzo del pane!  purtroppo chiaro che nessuna munificenza regale, nessuna destrezza municipale possono adeguatamente nutrire una Parigi distruttrice della Bastiglia. In conseguenza, alla vista del fornaio impiccato, il Costituzionalismo, preoccupato e in preda all'ira, domanda la "Loi Martiale", una specie di legge contro gli ammutinamenti; e invero l'ottiene immantinente, quasi prima del tramonto.
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 questa la famosa Legge Marziale, con la sua bandiera rossa, il suo "Drapeau Rouge", in virt della quale il Maire Bailly, o qualsiasi altro Sindaco, non bada d'ora innanzi che a spiegare questo suo nuovo Orifiamma; poi a leggere o mormorare qualche cosa intorno all'ordine pubblico, e dopo un certo intervallo, a disperdere qualunque riunione a colpi di moschetto, a colpi di qualsiasi altra cosa atta a disperderla. Una legge decisiva e molto giusta, a una condizione: che ogni specie di Pattuglismo provenga da Dio e ogni riunione di popolino dal Diavolo - altrimenti non pu dirsi giusta. O Sindaco Bailly, non essere proclive ad usarla! Non ispiegarlo questo nuovo orifiamma, fiamma non di oro ma di penuria d'oro! La Rivoluzione tre volte benedetta  fatta, lo credi tu? Se cos , meglio per te.
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E d'ora in poi che nessun mortale dica che un'augusta Assemblea Nazionale ha bisogno d'ammutinamenti: quello di cui ebbe sempre bisogno fu d'una certa quantit di ammutinamenti per controbilanciare i complotti della Corte; quello di cui ora abbisogna, dal Cielo o dalla Terra, si  di perfezionare la sua teoria dei verbi difettivi.
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CAPITOLO 3.
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LA RIVISTA.
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Con la Fame e con una teoria costituzionale dei verbi difettivi che procede innanzi, ogni altro eccitamento  concepibile. Questo  uno scotimento universale, una cernita della Vita francese; nel cui corso, qual moltitudine di gente posta in basso,  spinta, per una sola cosa, alla sommit, ove si pone a lavorare alacremente!
Il veterinario Marat, oramai in vista come Simone Stilita, noi gi lo conosciamo; conosciamo lui ed altri saliti in alto. Questi sono i semplici campioni di ci che viene, che sta venendo incessantemente dal regno della Notte! - Chaumette, presto Anassagora Chaumette, fa gi la sua apparizione: mellifluo tra i gruppi delle strade; non come un mozzo sull'albero alto e vertiginoso, ma come un mellifluo tribuno della plebaglia, dai lunghi capelli ricciuti, che arringa ad ogni angolo di via; abile sub-direttore di giornali anche; che s'elever - fino al patibolo. Lo scrivano Tallien, anch'egli sub-direttore di giornali, diverr un abile direttore e qualcos'altro ancora. Il bibliopola Mormoro, il tipografo Prudhomme, vedono aprirsi nuovi commerci; Collot d'Herbois, calpestando una passione, si ferma sul margine della carriera di Tespi; ascolta con la sua testa nera e folta il rumore del dramma del mondo: che la Mimetica stia per divenire Reale? Voi lo fischiaste, o uomini di Lione? (11) Meglio avreste fatto ad applaudirlo!
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Felici davvero, per ogni specie di Mimetica, gli uomini semi-originali! Il parlar gonfio e spavaldo, con pi o meno di sincerit, che non ha bisogno di essere in tutto sincero, ma che val meglio quanto pi  sincero, ha probabilit d'andare lontano. Dovremo noi dire che l'elemento rivoluzionario si rende sempre pi raro, in modo che i corpi sempre pi e pi leggeri vi galleggeranno; finch non rester a nuotare che una vescica gonfia! La ristrettezza di mente e poi la veemenza, l'improntitudine, l'audacia, tutto sar buono; bisogner solo aggiungere queste due cose: la scaltrezza e dei buoni polmoni. Va presupposta la buona fortuna. Onde, di tutte le classi noi osserviamo che quella che pi si distingue  la classe degli Avvocati; ad esempio, Bazire, Carrier, Fouquier-Tinville, il Capitano Bourdon della Basoche; ed  pi che abbastanza. Queste figure la Notte emetter dal suo seno gravido di meraviglie, uno sciame dopo l'altro. Di un altro sciame, pi e pi fitto, che sorge dalle cavit pi profonde e che non ancora si  presentato all'occhio meravigliato, composto di Ladruncoli di sgoccioli di candele, di Servi ladri, di Frati sfratati e di tanti Hbert, Henriot, Ronsin, Rossignol, permetteteci di parlarne quanto pi tardi  possibile.
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Cos, sulla Francia produce movimento ogni cosa che ha in s ci che i Fisiologi chiamano irritabilit e viemaggiormente coloro la cui irritabilit si  perfezionata in vitalit, in visione reale, in forza di volont! Tutto  in movimento; e quelli che non sono a Parigi si affollano a quella volta. Sempre pi e pi grande diviene il Presidente Danton nella sua Sezione dei Cordeliers; i suoi tropi rettorici sono tutti "giganteschi": l'energia si sprigiona dai suoi neri sopraccigli, minaccia nella sua atletica figura, romba nel tono della sua voce, che "echeggia sotto le volte": anche quest'uomo, come Mirabeau, ha un naturale occhio, e comincia a scorgere ove tende il Costituzionalismo, quantunque con un'aspirazione diversa da quella di Mirabeau.
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Notate, d'altra parte, come il Generale Dumouriez ha lasciato la Normandia e le Dighe di Cherbourg, per venire - si pu indovinar dove.  la sua seconda od anche la terza prova a Parigi, dacch incominci questa nuova ra; ma ora fa proprio sul serio, poich egli ha lasciato ogni altra cosa. Uomo a scatti, elastico, infaticabile, la cui vita non era che una battaglia e una marcia! No, non una creatura di Choissul: "la creatura di Dio e della mia spada", egli rispondeva fieramente in altri tempi. Scagliandosi sulle batterie corse, sotto una mortale grandine di fuoco; districandosi invincibile di sotto il suo cavallo a Closterkamp nei Paesi Bassi, quantunque "avvinto dal ferro della sua staffa, schiacciato e con diciannove ferite"; inflessibile, minaccioso, ridotto agli estremi come una sentinella avanzata, sui confini della Polonia; intrigando, battagliando nel gabinetto e sul campo; ramigando lontano, oscuro, come spia del Re, o chiuso, ammaliato nella Bastiglia; duellando, scrivendo pamphlets, facendo progetti e lottando fin dal giorno della sua nascita (12) - l'uomo era giunto a quel punto. Come frenato e come irrefrenabile! Al pari di uno spirito incarnato in prigione, qual'era difatti, forava i muri di granito per la liberazione, e da quei muri uscivano guizzi di fuoco. Ed ora il terremoto generale  venuto a squarciare anche la sua caverna? Pi giovane di venti anni, che non avrebbe mai fatto! Ma la sua capigliatura si adombra di grigio; la via del suo pensiero  tutta tracciata, militarmente. Egli non pu pi divenire, e il nuovo mondo  in pieno sviluppo. Noi lo chiameremo, dopo tutto, uno degli Svizzeri del Cielo; senza fede; desideroso sopratutto di operare, da un lato o dall'altro. E v' lavoro per lui, ed egli lo compir.
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Non solo dal suolo di Francia, turbe agitate muovono verso Parigi, ma da tutte le parti d'Europa. Ov' la carogna, verso quel punto convergono le aquile. Pensate quanti, come lo Spagnolo Guzman, come Fournier della Martinica detto "Fournier l'Amricain", come l'Ingegnere Miranda venuto fin dalle Ande, accorrevano od erano gi accorsi.
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Il Vallone Pereyra potrebbe vantarsi della pi strana parentela; dicono, che il Principe Kaunitz, il diplomatico, l'abbia lasciato cadere distrattamente, come un uovo di struzzo, per essere covato dal Caso - e mutato in un mangiatore di struzzi! Gli Ebrei o i Tedeschi Frey fanno affari nella grande cloaca dell'Aggio, la quale, per via dell'Assignat a corso forzoso, s' trasformata in una matrice di cani morti. Lo Svizzero Clavire non potrebbe fondare nessuna Colonia Sociniana di Ginevrini in Irlanda; ma anni addietro egli si ferm, profetico, innanzi al palazzo del Ministero a Parigi, e disse, che gli era sorto in mente il pensiero che egli un giorno sarebbe stato Ministro, e si pose a ridere (13). Lo Svizzero Pache, inoltre, dal cranio lucido e dal vivere frugale,  la meraviglia del suo vicolo ed anche dei vicoli circonvicini, per la sua umilt di animo e il pensiero pi profondo di quello della maggior parte degli uomini. Resta l, Tartuffe, finch  necessario! O italiano Dufourny, o Fiammingo Proly, migrate tutti qua dentro, voi tutti bipedi da preda! Venga chiunque ha la testa calda. Oh! tu dall'animo sbrigliato; sia il caos di ci che non si  svolto ancora o il caos della ruina; venga chi non pu rendersi noto e chi  gi molto noto; se tu hai qualche facolt vendibile; se tu non hai che edacit o loquacit, vieni! Ed essi vengono; con un caldo entusiasmo nel cuore; come pellegrini verso un altare miracoloso. Quanti anzi ve ne sono che vengono come Oziosi girovaghi, senza uno scopo determinato; n' piena l'Europa di costoro, che vengono in cerca di qualche cosa! Allorch voi battete la frasca su cui stanno gli uccelli sorpresi dalla notte, essi si precipitano verso qualche luce. Cos, anche il Barone Federico Trenck  qui, sbalordito, mezzo accecato dalle celle di Magdeburgo; minotauriche celle; ed ha perduto la sua Arianna! Cosa strana: Trenck, in questi tempi, vende vino; a dir vero, non in bottiglie, ma in legno.
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N la nostra Inghilterra manca dei suoi missionari. Essa ha il suo salvatore Needham; al quale fu solennemente offerta una "spada civica" - che da tempo  arrugginita nell'inerzia. Ha il suo Paine, il ribelle Fabbricante di busti; spettinato; il quale pensa che egli solo, un semplice cucitore, fece libera l'America, col suo pamphlet il Senso Comune; e che egli pu e vuole render libero tutto questo Mondo e forse anche l'altro. L'Associazione costituzionale Price-Stanhope manda le sue congratulazioni (14); bene accolte dall'Assemblea Nazionale, quantunque non si tratti che di un semplice club di Londra, che Burke e il Torismo guardano bieco.
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Anche su te, per amore del paese, o Cavalier Paul Jones, si spenda o si sprechi una parola! In una scolorita uniforme navale, Paul Jones appare qui, nella sua lenta andatura; come un otre da vino dal quale tutto il vino sia stato tolto! Come il fantasma di s stesso! La sua voce, alta un tempo,  fioca; appena udibile, eccetto che, con tedio estremo, nelle anticamere ministeriali, e in una o in un'altra sala da pranzo, ove si  caritatevolmente memori del passato. Quale mutamento: essere giunti al vertice e poi declinare! Non ora, povero Paolo, tu appari pensoso alla riva del Solway a pi del nativo Criffil, fra le azzurre montagne del Cumberland, nell'azzurro Infinito; circondato dalla parsimonia, dall'umile amicizia; tu stesso giovane e folle, anelante d'andar lontano, o almeno di partirti di l. S s, oltre quel Promontorio di zaffiro che  chiamato St. Bees, per poco che ci si avvicini, v' un mondo. Un mondo che anche tu dovrai gustare! Di lontano White Haven innalza i suoi nugoli di fumo; terribile ma innocuo. L'orgoglioso Forth trema sotto il gonfiarsi delle sue vele, se il vento non cambia d'un subito. I mietitori di Flamborough, rincasando, si fermano a lato del monte: che cosa  mai quella nuvola sulfurea che sprizza lingue di fuoco?  un combattimento di galli in mare e dei pi ardenti; ove il Britannico Serapis e il Franco-americano Bon Homme Richard si avvincono e si strozzano a vicenda, alla loro maniera; ed ecco che il valore disperato ha soffocato il valore risoluto, e Paul Jones anch'egli  fra i Re del Mare!
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Le acque Eusine e quelle della Meotide ti provarono prima, e i Turchi dalla lunga sottana, o Paolo; e la tua anima fiera s' sciupata in tante contraddizioni: - per nulla. Poich nelle terre lontane, con lo scarlatto Nassau-Siegens, con le imperiali Caterine peccatrici, non s' forse spezzato il tuo cuore, precisamente come a casa, nella mediocrit? Povero Paolo! La fame e l'avvilimento danno l'impronta ai tuoi passi cadenti; una o due volte al pi, in questo tumulto di Rivoluzione emerge la tua figura, muta, spettrale, "come alla luce incerta delle stelle". E alfine quando la luce  addirittura scomparsa, una Legislatura nazionale ti accorda "un funerale solenne!" Sarebbe stato lo stesso la campana della chiesa presbiteriana, e sei piedi di terra scozzese fra la polvere dei tuoi cari. Tale  il mondo che si trova di l del Promontorio di St. Bees. Tale  la vita dell'umanit peccatrice quaggi.
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Ma di tutti gli stranieri, di gran lunga il pi notevole per noi  il Barone Giovanni Battista de Clootz; - o, mettendo da parte i nomi di battesimo e il feudalismo, Anacarsi Clootz da Cleves, cittadino del mondo. Poni mente a lui, giudizioso Lettore. Tu hai conosciuto suo Zio, l'astuto e profondo Cornelius de Pauw, che senza piet distrugge le pi care illusioni, e dice che quei bellissimi Spartani antichi altro non sono che i moderni scannatori Mainoti (15). Della stessa stoffa  Anacarsi: metallo infuocato pieno di scorie, che avrebbero dovuto e potuto essere fuse, e non saranno. Egli  andato vagando in questo Pianeta terraqueo; in cerca, si pu dire, di quel Paradiso, che da molto tempo abbiamo perduto. Egli ha visto l'Inglese Burke;  stato visto dall'Inquisizione del Portogallo; ma  andato ramingo, ha combattuto, ha scritto, e scrive tuttora, fra le altre cose, l'"Evidenza della Religione Maomettana". Ma ora, come lo Scita suo padrino adottivo, egli si ritrova nella Parigi-Atene, che sar, alfine, il rifugio della sua anima. Aggressivo, bene accetto nei pranzi Patriottici; uomo gaio, anzi di spirito; avventato, mordace, largo di borsa; vestito inappuntabilmente, quantunque non vi fosse mortale che disprezzasse pi di lui il vestire. Sotto ogni veste Anacarsi cerca l'uomo; n lo Stilita Marat calpesta pi liberamente i vestiti, se essi non contengono un uomo. Tale  la fede di Anacarsi: che vi sia un Paradiso da scoprire; che ogni costume deve racchiudere un uomo. O Anacarsi,  questa la tua fede arrischiata e che va troppo in l! Su questo piede, a me sembra tu hai spiccato il salto per la Citt di In-nessun-Luogo; e vi perverrai! Almeno, diciamo, arriva in attitudine di buon cavaliere; il che al postutto  qualche cosa.
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Tante nuove persone e tante nuove cose sono venute ad occupare questa Francia. Il suo antico Linguaggio e il suo pensiero, e l'Attivit che emana da essi vanno subendo un mutamento, fermentando verso uscite ignote. Al contadino pi indolente quando siede sopraffatto dal lavoro, di sera, presso il suo focolare  venuta un'idea: quella degli Chteaux bruciati, degli Chteaux combustibili. Come sono mutati i Caff nella Provincia o nella Capitale! L'Antre de Procope ha ora altre questioni da risolvere oltre quella delle Tre Unit Stagirite; non le controversie del teatro, ma una controversia mondiale. Col nell'antica moda del codino, o con le moderne teste alla Bruto, i logici della chioma arricciata tumultuano e il Caos siede arbitro. L'incessante melodia dei salnoi di Parigi ha preso un nuovo tono profondo: ininterrotta; che  stata udita anche dal Cielo in ascolto, fin dal tempo di Giuliano l'Apostata, e prima ancora: folle ora come per lo innanzi.
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L'Ex-censore Suard, ex, perch abbiamo la libert della Stampa, lo si pu vedere l, imparziale ed anche neutrale. Il tiranno Grimm volge gli occhi a un problematico Tempo a venire. L'Ateo Naigeon, prediletto discepolo di Diderot, canta, con la sua voce sottile e stentata, l'avvento d'una felice aurora (16). Ma d'altra parte quanti Morellet, quanti Marmontel, che avevano seduto tutta la loro vita covando uova filosofiche, che ora schiamazzano in uno stato che confina con la folla innanzi alla covata che hanno fatto schiudere! (17) Era cos piacevole vedere coronato nei saloni il proprio Teorema Filosofico dimostrato, ed ora della gente infatuata non vuole pi appagarsi del metodo speculativo, ma avere la Pratica.
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Osservate anche l la precettrice Genlis, o Sillery, o Sillery-Genlis - poich nostro marito  nello stesso tempo Conte e Marchese ed abbiamo pi d'un titolo. Pretenziosa, vacua, puritana, eppure senza fede; consigli oscuri con parole senza saggezza! Giacch,  nel sottile elemento delle donne sentimentali e distinte che Sillery-Genlis opera; essa di buon grado vorrebbe esser sincera, eppure non pu divenire pi sincera del Convenzionalismo sincero, Convenzionalismo di varie forme, che va a finire nella forma devota. Pel momento, su di un collo ancora di moderata bianchezza, ella porta come gioiello una Bastiglia in miniatura, incisa in semplice pietra bigia, ma pietra bigia della Bastiglia. Il signor Marchese  una delle creature di D'Orlans, nell'Assemblea Nazionale e altrove. Madama, dal canto suo, educa una giovane generazione di D'Orlans nella pi sopraffina moralit che le  possibile; frattanto d conto alquanto enigmaticamente della bella Mademoiselle Pamela, la Figliuola che ella ha adottata. E ella, nel salone del Palais Royal; - dove notiamo lo stesso D'Orlans, che a dispetto di Lafayette  tornato da quella sua "missione" inglese, di certo non piacevole per lui; perch gl'Inglesi non volevano parlargli, e Santa Hannhah More d'Inghilterra, a differenza di Santa Sillery-Genlis di Francia, lo vide schivato, nei giardini del Vauxhall, come un appestato (18), col suo impassibile volto rosso-violaceo, reso per quanto era possibile pi cupo.
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CAPITOLO 4.
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GIORNALISMO.
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Quanto al Costituzionalismo, con le sue Guardie Nazionali, fa quello che pu; ed ha abbastanza da fare: esso deve, come sempre, far aleggiare l'una mano in segno di persuasione per contenere il Patriottismo; e serrare il pugno dall'altra in segno di minaccia contro i complotti Realisti.
Per esempio se l'Amico-del-Popolo Marat si trova oggi tra capo e collo il suo ordine di "prise de corps", o mandato d'arresto, e si eclissa, domani  lasciato al largo; o magari incoraggiato, come una specie di mastino il cui abbaiare pu riuscire utile. Il Presidente Danton, in una pubblica Aula, dichiara, con voce vibrata, che in un caso come quello di Marat, "alla forza si pu resistere con la forza". Dopo di ci lo Chtelet gratifica anche Danton di un mandato d'arresto; - se non che, dichiaratosi a lui solidale tutto il Distretto dei Cordeliers, dove trovare l'Agente pronto ad eseguirlo? Due volte ancora, in altre occasioni, lo Chtelet somministra il suo mandato; e due volte sempre invano; il corpo di Danton non pu essere preso dallo Chtelet; egli, imprendibile, se pure dovr fuggire per alcun tempo, vedr lo Chtelet medesimo sprofondarsi nel limbo.
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Frattanto la Municipalit e Brissot sono assai innanzi con la loro Costituzione Municipale. I Sessanta Districts diverranno Quarantotto Sections; molte cose saranno aggiustate, e Parigi avr la sua Costituzione. Una Costituzione completamente Elettiva; quale veramente tutto il Governo Francese deve essere, e sar. Eppure un elemento fatale  stato introdotto: quello del citoyen actif. Nessun uomo che non paghi il marc d'argent, o tassa annuale equivalente a tre giorni di lavoro, pu essere altro che un cittadino passif; il pi piccolo voto non gli  concesso, quantunque egli spieghi durante tutto l'anno la sua attivit col martello del fabbro, con la scure del boscaiolo! Cosa inaudita! gridano i Giornali Patriottici. S, davvero, Amici Patrioti, se per Libert passione e preghiera di tutte le anime umane, s'intende la Libert di mandare la vostra cinquantamillesima parte di un Nuovo schermidore della parola nel Club parlamentare Nazionale, chiamo gli dei in testimonianza, voi difficilmente la conseguirete. Oh, se questa benedizione realmente si trovasse, in un Palaver Nazionale  (come lo chiamano gli Africani), quale tiranno dovrebbe mai negarla al Figlio d'Adamo? Anzi, non vi potrebbe essere anche un Parlamento Femminile coi relativi "strilli dai banchi dell'opposizione" e "relativa sortita dell'onorevole Membro, preso da un attacco isterico?" Io consentirei volentieri a un Parlamento di Fanciulli od anche a qualche cosa di pi basso, se voi lo desideraste, amati fratelli! La Libert  da temere, ormai non si trova veramente che nel Cielo, come dicevano gli antichi saggi. Su questa Terra, dove crede il pubblico illuminato, che una brava, piccola Dame de Staal  (non la figliuola di Necker, ma una pi perspicace di lei) pot trovare qualcosa che pi si avvicinava alla Libert? Dopo un maturo calcolo, freddo come quello di Dilworth, la sua risposta fu: nella Bastille (19). "Del Cielo?" rispondono domandandolo molti, e il male  che si debba domandarlo; qui sta la maggiore disgrazia! "Del Cielo": ci ha un largo significato; forse si estende al Palaver Nazionale o probabilmente no.
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Un ramo sanculottico che non pu mancare di fiorire  il Giornalismo. Essendo la voce del Popolo la voce di Dio, questa voce divina non si far udire? S, fino all'estremo della Francia; in tanti dialetti, come al tempo in cui si doveva costruire la prima grande Babele! Son voci poderose come quella del leone; voci esili come quella del giovane colombo. Mirabeau stesso ha il suo, Journal o i suoi Journaux istruttivi, in cui lavorano operai Ginevrini; e inoltre gli tocca spesso bisticciarsi con la signora Le Jay, suo editore di sesso femminile, cos ultra-compiacente in tutt'altro (20).
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L'Amico del Re di Royou, si stampa ancora. Barrre versa lagrime di vera sensibilit nel giornale Lo spuntare del giorno  (Point du jour), quantunque la vendita vada declinando. Ma perch Frron, il nipote dell'Amico del Re,  un cos caloroso democratico? Egli l'ha ereditato quel calore; la vespa Frron lo generava; il Frlon di Voltaire, che combattette a punture, finch gli rimasero il pungiglione e il sacco di veleno, fors'anche come redattore di riviste, come revisore di bozze di stampa. Costante, illuminando come il lampionaio notturno, esce l'utile Moniteur, che ora  divenuto quotidiano: con fatti e pochi commenti; officiale, eccetto che nel mezzo; - i suoi abili editori si sprofondarono da tempo nelle tenebre pi fitte, con o senza speranza di ritorno. L'acido Loustalot, dal "vigore" pari a quello delle giovani prugnole selvatiche, non maturer mai, ma morr prematuramente; il suo Prudhomme, d'altronde, non permetter che muoiano quelle Rvolutions de Paris, e se ne far egli stesso editore insieme a tante altre cose, - quantunque sia un editore noioso e rumoroso.
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Di Cassandra-Marat abbiamo parlato spesso; eppure la verit pi sorprendente resta ancora a dirsi: che egli pel momento non manca di buon senso; e dalla sua gelida gola, insieme al suo gracchiare, vien fuori una massa di verit, su parecchie cose. Anzi, qualche volta si pu immaginare che egli abbia un certo senso di lepidezza, e che rida un po' nel pi profondo di s stesso. Camillo  pi spiritoso che mai, sempre pi franco e pi cinico, ma pi che mai geniale. Creatura luminosa e melodiosa; "nata", com'egli stesso dir con lagrime amare, "per scrivere versi"; luminoso Apollo, cos chiaro, cos dolcemente brillante, lanciato in questa guerra di Titani, dove egli non trionfer!
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Giornali piegati e messi in vendita esistono in ogni paese; ma in un elemento giornalistico come questo di Francia, c' da ripromettersi le pi strane specie. Che cosa dice il lettore inglese d'un Journal-affiche, o giornale affisso, leggibile da chi non possiede un soldo, in vivaci colori prismastici, che attirano lo sguardo di lontano? Questi giornali, nei mesi a venire, a misura che le Associazioni Patriottiche pubbliche e private progrediscano e siano in grado di sottoscrivere fondi, appariranno esposti in gran copia; fogli, fogli impaniati per acchiappare tutto quello che ponno! Il Governo stesso avr il suo Giornale Incollato. Louvet, occupato ancora in un nuovo "piacevole romanzo", scriver le Sentinelles, e le incoller con successo; Beltrand de Moleville, ridotto agli estremi, ci si prover ancora con pi abilit (21). Il Giornalismo  grande. Non  forse ogni abile Editore un Condottiero del Mondo, essendo un precettore? Un precettore che, quantunque sia eletto da s, ha la sanzione della vendita dei Numeri del suo giornale. Per disfarsi di costui il mondo ha il pi pronto dei rimedii, quando occorra: quello semplicissimo di non fargli nulla; il che va a finire alla fame.
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N crediate che sia cosa di poco momento il cmpito degli Attacchini a Parigi: son circa una sessantina, con le loro pertiche, le loro bisacce, le loro pentole con la colla; n mancano della marca di piombo, poich debbono avere la licenza del Municipio. Un Sacro Collegio questo degli Araldi dei Condottieri del mondo; quantunque non rispettato come tale, in un'ra ancora incipiente e immatura. I muri di Parigi per opera loro divennero didattici, persuasivi, di una letteratura periodica sempre nuova; ove anche chi passava correndo poteva leggere: Affissi-Giornali, Affissi-Satire, Ordinanze Municipali, Proclami Regali; tutto il resto, cio il reparto volgare degli affissi, poteva essere aggiunto - od omesso per disprezzo! Quali cose indicibili dissero i muri di pietra, durante quei cinque anni! Ma tutto  passato; poich l'Oggi ingoia l'Ieri, e, a sua volta,  ingoiato dal Domani, e cos  delle parole. E veramente, o tu immortale Uomo di lettere, lo Scritto  forse altro che una Parola conservata per un tempo? Il Giornale-Affisso la conservava per un giorno; alcuni Libri la conservavano per dieci anni; alcuni anche per tremila; ma, e poi? Poi, allorch gli anni sono trascorsi, anch'essi muoiono, e il mondo se ne sbarazza. Oh, se non vi fosse uno spirito nella parola dell'uomo, come nell'uomo stesso; uno spirito che sopravvive alla parola materiata e fatta udibile, e che tende in eterno a Dio o al Diavolo; per che altro mai l'uomo dovrebbe darsi tanta pena della verit o della falsit di essa, se non per ragioni commerciali? La sua immortalit, invero, e se essa debba durare la met d'una vita o una vita e mezzo, non  una cosa degna di grande considerazione? Immortalit, mortalit: - Federico il Grande fece tornare dei fuggitivi al campo di battaglia con queste parole: - "R..., wollt ihr ewig leben? Innominabile feccia di malandrini, vorreste voi vivere in eterno?" (22)
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Questa  la Comunicazione del Pensiero; fortuna quando v' un Pensiero da comunicare! N i pi semplici e vecchi metodi sono trascurati nella loro sfera. La tenda del Palais-Royal  stata rimossa da un Pattuglismo tirannico; ma esso rimuove i polmoni dell'uomo? Vedemmo Anassagora Chaumette salito su qualche blocco di pietra, mentre Tallien lavorava, sedentario, al tavolino di sotto-direttore. In ogni angolo del mondo civile si pu rovesciare un tino, e pu montarvi su un bipede dal linguaggio articolato. Anzi, con un po' di maniera, si pu procurarsi un palco portatile, o uno sgabello pieghevole, per amore, o per danaro; l'oratore peripatetico pu tenerlo in mano, e scacciato da un luogo, pu piantarlo in un altro, dicendo dolcemente con Savio Biante: Omnia mea mecum porto.
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Tale  il giornalismo, venduto in istrada, incollato, parlato. Qual cambiamento, da che un vecchio Mtra attraversava questo stesso giardino delle Tuileries, col cappello guarnito di dorature, col giornale sul naso, o spiegato dietro la schiena, ed era una notabilit a Parigi, "Mtra il Notiziario"; e Luigi stesso era solito a dire Qu'en dit Mtra? finch il primo Foglio di notizie veneziane fu venduto per una gazza, o mezzo soldo, e chiamato Gazzetta! Noi viviamo in un mondo fertile.
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CAPITOLO 5.
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CLUBISMO.
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Quando il cuore  pieno, cerca per mille ragioni, in mille modi di espandersi. Com' dolce, com' indispensabile in tali casi la compagnia; un'anima che misticamente rafforza un'anima! I meditativi Tedeschi, al dire di alcuni, sono stati d'opinione che l'Entusiasmo in genere non significhi altro che eccessiva Riunione - Schwrmen o Schwrmerei. Dopo tutto non vediamo noi come dei residui di fuoco semispento, messi insieme, producono la pi viva incandescenza?
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In una Francia siffatta, le Riunioni di gregar necessariamente si moltiplicheranno, s'intensificheranno. La Vita francese uscir fuori di casa e, da domestica che era, diverr la Vita pubblica del Club. I vecchi Clubs, germogliati prima, crescono e fioriscono; di nuovi ne spuntano ovunque;  questo il simbolo sicuro dell'Inquietudine sociale; in tal maniera, ch' la pi infallibile di tutte, l'Inquietudine sociale si mette in mostra, trovando conforto e quindi nutrimento. In ogni testa francese ondeggia ora, vuoi pel terrore, vuoi per la speranza, una qualche profetica pittura d'una Nuova Francia: profezia che trae seco il suo compimento, o che  gi il suo stesso compimento; e in tutti i modi, consapevolmente, opera verso questo fine.
Osservate frattanto, come il Principio Associativo, per poco che abbia preso terreno, va sempre diramandosi, e con progresso geometrico; osservate come nel mentre tutto il mondo, in un tal tempo plastico, si va formando in clubs, il pi forte o il pi fortunato, per attrazione favorevole, per azione vittoriosa diviene sempre pi forte, finch diviene incommensurabilmente potente; e tutti gli altri allora, con la loro forza, o sono amorevolmente assorbiti in esso, o ostilmente aboliti per opera sua. Ci se lo spirito clubistico  universale, se l'epoca  plastica. Abbastanza plastica  l'epoca, universale lo spirito clubistico. Un club per eccellenza che tutto assorba non pu mancare.
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Qual progresso dal primo punto saliente del Comitato Breton! Esso lavor lungamente in segreto, e non languidamente;  venuto con l'Assemblea Nazionale a Parigi; si d il nome di Club, forse per imitare, come si crede, quei generosi Inglesi del Price Stanhope che mandarono le loro congratulazioni; si chiama Club della Rivoluzione Francese, e presto, con pi originalit, si chiamer Club degli Amici della Costituzione. Di pi esso ha preso in affitto per una grossa pigione l'Aula del convento dei Giacobini, uno dei nostri "edifiz superflui"; e di l, adesso, in questi mesi di primavera, comincia a risplendere su Parigi in ammirazione. E cos a grado a grado col titolo popolare pi breve di Club dei Giacobini, rester memorabile in ogni tempo, in ogni paese. Date un'occhiata all'interno: banchi e sedie solidi, ma modesti; Milletrecento patrioti scelti; non pochi membri dell'Assemblea. Si veggono col Barnave, i due Lameth; occasionalmente Mirabeau, immancabilmente Robespierre; anche il viso di furetto di Fouquier-Tinville con altri legali; Anacarsi della Scizia prussiana, e una miscellanea di Patrioti, quantunque tutto sia ancora nel pi perfetto stato di pulizia, decente, anzi dignitoso. Non mancano il Presidente sulla piattaforma, il campanello presidenziale, la Tribuna degli oratori posta in alto, n le tribune pel pubblico, dove prendono posto anche le donne. Ha qualche Societ francese di antiquar osservato quel contratto scritto di locazione dell'Aula nel Convento dei Giacobini? O fu esso, pi sfortunato della Magna Charta, ritagliato da sacrileghi sarti? La Storia universale non  indifferente a questo.
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Questi amici della Costituzione si sono riuniti principalmente, come il loro nome pu far presentire, per prender parte alle Elezioni quando una Elezione ha luogo, e per trovare le persone idonee; e ancora per consultarsi in genere, perch la Cosa pubblica non abbia a soffrir danno; non si sa per ora in che modo. E invero fate che due o tre persone si trovino riunite in qualsiasi luogo, che non sia la Chiesa, ove tutti sono tenuti a uno stato passivo, nessun mortale potr dire con precisione, e al pari degli altri essi medesimi, per che cosa si trovino riuniti. Quante volte il barile sturato  stato causa, in cambio di gioia e di effusione, di duelli, di rottura di teste; e la festa promessa  divenuta una Festa di Lapiti! Questo Club dei Giacobini, che in sulle prime brill di splendore, e fu creduto un nuovo Sole celeste venuto ad illuminare le Nazioni, dovette, come tutte le cose, attraversare le sue fasi segnate; arse sfortunatamente pi livido, sempre pi sulfureo, folle; - e infine si libr attraverso il Cielo stupido, come un Prodigio Infernale, come una fosca Prigione fiammante di Spiriti in pena.
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E la sua forma di eloquenza? Rallegrati, Lettore, che non la conoscesti, che non potrai mai conoscerla perfettamente. I Giacobini pubblicarono un Journal des dbats, dove quelli cui basta l'animo, possono riscontrarvi: un'Eloquenza patriottica appassionata e uggiosa; implacabile e infeconda, eccetto per la Distruzione, che fu realmente l'opera sua; un'opera delle pi tediose, quantunque delle pi letali. Felicitiamoci che l'Oblio copra tante cose; che ogni carogna  tosto sepolta nel seno della Terra verde, la quale diviene per ci stesso pi verde. I Giacobini sono sepolti; ma non  sepolta la loro opera; essa continua, come pu, a "fare il giro del mondo". E si pot vederla di recente, per esempio, col petto nudo e l'occhio sfidante la morte lass nel greco Missolungi; strana cosa, l'antica Ellade addormentata  stata risuscitata, in un sonnambulismo che presto diverr completo risveglio, da una voce della Rue St.-Honor! Tutto muore, noi sogliamo dire, meno lo spirito dell'uomo e di ci che l'uomo fa. Cos, non  forse svanita la stessa Casa dei Giacobini, restandone un fievole ricordo nella mente, dei vecchi? Il Mercato St.-Honor l'ha spazzata via, ed ora l, dove una fosca eloquenza, come una tromba del Destino, una volta scosse il mondo,  un pacifico mercanteggiare sul pollame e sulla verdura. La stessa Aula sacra dell'Assemblea Nazionale  divenuta suolo pubblico! La piattaforma del Presidente  solcata dai carri e dalle carrette, poich vi corre la Rue de Rivoli. In realt, al canto del gallo  (di questo o di quel gallo), ogni Apparizione si fonde e si dissolse nello spazio.
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I Giacobini di Parigi diverranno "la Societ Madre, Socit Mre", ed ebbero fino a "trecento" figliuole, dalla lingua squillante, in "diretta corrispondenza con lei". Di corrispondenti indirette, che noi potremmo dire figlie delle sue figlie e minuta progenie, essa ne contava "quarantaquattromila!" - Ma pel momento noi non facciamo che notare due cose: la prima delle quali  un semplice aneddoto. Una notte due confratelli Giacobini stanno a guardia della porta, poich i Membri prendono questo posto di dovere e di onore per turno, e non ammettono alcuno che non abbia il biglietto; una delle guardie della porta era il degno Sieur Las, un patriota cantante dell'Opra, che ora  sovraccarico d'anni e la cui trachea  da lungo chiusa senza risultato; l'altro, giovane, chiamato Luigi Filippo,  il primogenito di D'Orlans, che di recente, dopo casi inauditi,  divenuto Cittadino-Re, e lotta per regnare un po' di tempo. Ogni carne  erba: erba che cresce alta come la canna, o rasenta il suolo.
La seconda cosa che dobbiamo notare  storica; cio. che la Societ Madre, anche in questo suo rifulgente periodo, non pu contentare tutti i suoi Patrioti. Gi essa deve mettere fuori, per cos dire, due sciami insoddisfatti, uno di destra e uno di sinistra. Un partito giudica i Giacobini troppo tiepidi, e si costituisce in Club dei Cordeliers; un club pi ardente  l'elemento di Danton, con cui va Desmoulins. L'altro partito, al contrario, che crede i Giacobini troppo focosi, fugge a destra, e diviene "Club del 1789, degli Amici della Costituzione Monarchica".  chiamato poi "Club dei Feuillants", essendo il loro punto di ritrovo il Convento dei Feuillants. Lafayette , o diviene, il loro capo, sostenuto dai Patrioti rispettabili d'ogni luogo, dalla massa della Propriet e dell'Intelligenza, con la pi brillante prospettiva. Essi in questi d di giugno del 1790 fanno un solenne banchetto nel Palais Royal con le finestre aperte; acclamati dal popolo, con brindisi e con canzoni eccitanti - con una canzone almeno delle pi miserevoli che si siano mai cantate (23). Essi saranno poi nel tempo debito fischiati, scagliati oltre i confini, nella notte Cimmeria.
Un altro Club essenzialmente Monarchico o Realista, il "Club des Monarchiens", quantunque sia un club fornito di larghi fondi, e tutti seggano sui divani di damasco, non riesce a raccogliere neppure il pi piccolo e momentaneo applauso; suscita solo scherni e grugniti; - finch, in ultimo, alcuni patrioti, disordinatamente e in buon numero, vi penetrano una notte o pi notti, e gli danno il colpo di grazia. Solo prospera sar la Societ Madre e la sua famiglia. Gli stessi Cordeliers possono, per cos dire, rientrare nel suo seno, che sar divenuto caldo abbastanza.
Aspetto fatale! Non sono queste Societ un Nuovo ordine incipiente della Societ stessa?  il principio aggregativo che opera di nuovo in una societ antiquata che cade in rovina, che si dissolve in macerie e negli atomi primitivi?
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CAPITOLO 6.

"JE LE JURE".
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Con questi segni dei tempi, qual maraviglia che il sentimento dominante per tutta la Francia fosse ancora, sempre, la Speranza? O Speranza benedetta, unico favore dell'uomo, per cui sulle mura della sua angusta prigione si dipingono lunghe distese di bei paesaggi; e nelle tenebre della Morte stessa si spandono i pi santi albori! Tu sei per tutti un possesso indistruttibile in questo mondo di Dio; pel savio una sacra bandiera di Costantino, scritta nei cieli eterni; sotto cui essi dovranno conquistare, poich la battaglia stessa  una vittoria; pel folle, una specie di miraggio secolare, un'ombra d'acque chete, dipinta sulla Terra adusta; merc la quale il loro polveroso pellegrinaggio diviene pi lieto, diviene possibile.
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Nel tumulto mortale d'una Societ che si sommerge, la Speranza Francese non vede che gli sforzi della nascita di una nuova Societ indicibilmente migliore; e canta con perfetta sicurezza di fede la sua allegra Melodia, che qualche violinista ispirato ha proprio in questi giorni composta per lei - il a-ira di fama mondiale. S, "ci andr"; e poi verr - ?
Tutti sperano; anche Marat spera - che il Patriottismo prenda il manicotto e la daga. Il Re Luigi non  senza speranza: spera nel capitolo degl'imprevisti, in una fuga verso qualche Bouill; nella possibilit di divenir popolare a Parigi. Ma qual popolo pieno di speranza  il suo Popolo giudicatelo dal fatto, e dalla serie dei fatti, che saranno ora narrati.
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Il povero Luigi, coi migliori propositi, ma con poca intuizione e pi scarsa risolutezza da parte sua,  costretto a seguire, in quel fosco viaggio, quel segnale che gli viene indicato dal Realismo clandestino, Costituzionalismo officiale o clandestino, da chiunque nel mese in corso pu giungere a guidare la mente del Re. Se la fuga presso Bouill, e  (orribile a pensare!) l'idea di sguainare la spada della guerra civile stanno in sospeso come teoria, portentoso nel retroscena, pi prossimo  il fatto di questi Milleduecento Re, che siedono nella Salle de Mange. Re non soggetti al suo controllo e non ancora irriverenti verso di lui. Se si riuscisse a guadagnarsi l'animo di costoro con buone maniere, quanto ci sarebbe pi giovevole degli Emigranti armati, degli intrighi di Torino, dell'aiuto dell'Austria! Ma, son forse inconsistenti le due speranze? Le passeggiate in carrozza nei sobborghi, lo abbiamo notato, costano cos poco; eppure sempre apportarono evviva (24). Ancora a pi buon mercato  una parola dolce, una di quelle parole che molte volte sono riuscite a dissipare la collera. In quei giorni tumultuosi, in cui tutta la Francia  sul punto d'esser divisa in Dipartimenti, il Clero presso ad essere riformato, le Societ Popolari in via di progresso, e il Feudalismo e tante altre cose sono sul punto di venir gettate nella fonderia - non si potrebbe tentare?
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Per conseguenza il 4 Febbraio M. le Prsident legge all'Assemblea Nazionale un breve autografo, con cui si annunzia che Sua Maest vi andr senza cerimoniale, probabilmente a mezzod. Pensate, dunque, Messieurs, al significato che pu avere questa cosa e sopratutto fate in modo che l'Aula possa essere un po' decorata. Il Bureau dei Segretar si pu rimuoverlo dalla piattaforma; sulla sedia del Presidente si pu gettare questa copertura di velluto, "di color violetto cosparso di gigli d'oro"; - giacch, a dir vero, il Presidente ha avuto un previo avviso segretamente, e si  consultato col Dottor Guillotin. Poi qualche frammento del "tappeto di velluto", dello stesso tessuto e dello stesso colore, non si pu spiegarlo di fronte al posto dove di solito seggono i Segretar? Questo ha consigliato il giudizioso Guillotin, e l'effetto si trova soddisfacente. D'altronde, poich  probabile che Sua Maest, malgrado il velluto a fiori di gigli, vorr stare in piedi e non sedere affatto, il Presidente medesimo, nell'intervallo, presieder in piedi. E cos, mentre uno degli onorevoli Membri sta discutendo la divisione di un Dipartimento, gli Uscieri annunziano: "Sua Maest!" Entra Sua Maest in persona con un piccolo seguito: l'Onorevole Membro s'interrompe; l'Assemblea sorge in piedi; i Milleduecento Re, "quasi tutti", non escluse le tribune, salutano con applausi sentiti il Restauratore della Libert Francese.
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Il Discorso di Sua Maest, nella diluita fraseologia convenzionale, esprime principalmente questo: Che egli, pi di ogni Francese,  lieto di assistere alla rigenerazione della Francia; nello stesso tempo  sicuro che in questo processo di rigenerazione la Francia sar trattata gentilmente e non rigenerata con rudezza.
Tale fu il discorso di Sua Maest, che non ebbe altro pensiero che venire a pronunziarlo e poi tornarsene. Senza dubbio, eccetto che su un popolo animato da grande speranza, non v'era da edificare gran fatto. Eppure che cosa non edificarono! Il fatto che il Re ha parlato, che  venuto volontariamente a parlare, non pu dirsi quanto rincori! Lo splendore che emanava dal suo aspetto regale, come raggi di sole concentrati, non aveva infiammati tutti i cuori in un'augusta Assemblea, e per conseguenza in tutta una Francia infiammabile, entusiasta? Quella di proporre "una Deputazione pei ringraziamenti" pu essere la sorte fortunata d'un solo uomo; il far parte di questa Deputazione la sorte di pochi. I Deputati sono andati e son tornati colmi dei complimenti pi lusinghieri; hanno anche incontrata la Regina col Delfino per mano. Eppure i nostri cuori non ardono ancora d'insaziabile gratitudine; e in un altro uomo sorge una idea felice anche pi alta: proporre che tutti rinnoviamo il Giuramento Nazionale.
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Felicissimo onorevole Membro, che pot dire una parola cos opportuna come assai raramente si ud; magico Campione di tutta un'Assemblea Nazionale che sedeva anelante di fare qualche cosa; Campione di tutta una Francia che guardava! Il Presidente giura, e dichiara che ognuno deve giurare con le parole distinte je le jure. Anzi anche la Galleria manda gi una striscia scritta e firmata col Giuramento; e come l'Assemblea d un'occhiata in quella direzione, il pubblico della Galleria sorge tutto in piedi e giura un'altra volta. Poi, all'esterno, osservate come, all'Htel-de-Ville, Bailly, il grande giuratore della Pallacorda, giura di nuovo al cader della notte con tutti i Municipali, e i Capi dei Distretti col riuniti. E "M. Danton suggerisce che il pubblico sarebbe lieto di parteciparvi": al che Bailly, con una scorta di dodici, si avvia per lo scalone e con la mano protesa fa cenno alla moltitudine bollente, e riceve il suo giuramento, fra un tonante "rullar di tamburi" e fra applausi che squarciano la volta celeste. E per tutte le strade il popoli giubilante, con gli occhi umidi e ardenti, "spontaneamente si forma in gruppi, prestandosi l'un l'altro giuramento" (25) - e tutta la citt era illuminata. Questo accadeva il quattro Febbraio 1790: giorno degno d'essere segnato in bianco negli Annali Costituzionali!
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N l'illuminazione  per una notte sola, ma, parziale o totale, dura parecchie notti. Poich in ogni Distretto gli Elettori debbono giurare specialmente; e sempre che i Distretti giurano, s'illuminano. Mirateli: un Distretto dopo l'altro, nelle piazze aperte, dove i non Elettori possono vedere e unirsi agli altri: con le loro destre alzate, mentre pronunziano je le jure, con rullare di tamburi, con abbracci, e gl'infiniti evviva de' rivendicati in libert, ci che ogni tiranno il quale si trovi l pu considerare! Fedele al Re, alla Legge, alla Costituzione che l'Assemblea Nazionale far.
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Immaginate, per esempio, i Professori d'Universit in processione per le strade con la loro giovane Francia, che giurano in una maniera entusiastica, non senza tumulto. Con un pi largo esercizio di fantasia espandete questa breve parola: l'uguale parola era ripetuta in ogni Citt, in ogni Distretto della Francia! Una madre patriota, a Lagnon in Brettagna, riunisce i suoi dieci figliuoli, e con la sua vecchia mano, ella stessa fa pronunziar loro il giuramento: venerabile donna dall'animo grande. Di tutto ci intanto un'Assemblea Nazionale deve essere eloquentemente informata. E tali sono le tre settimane di giuramento! Vide mai il sole un popolo cos intento a giurare? Sono stati forse colpiti da una tarantola giurante? No; ma essi sono uomini e son Francesi; hanno Speranza, e, strano a dirsi, hanno Fede, foss'anche in un vangelo secondo Jean Jacques. O Fratelli miei, se il Cielo avesse voluto che le cose fossero andate secondo le vostre idee e secondo il vostro giuramento! Ma vi sono i Giuramenti degl'Innamorati, che, siano stati pur veri quanto l'amore istesso, non possono essere mantenuti; senza parlare dei Giuramenti dei giuocatori, una specie ben nota.
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CAPITOLO 7.
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PRODIGI.
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A tal punto era giunto il Contrat Social, nei cuori credenti. L'uomo, ben si dice, vive per la fede; ogni generazione ha una fede sua propria, pi o meno intensa, e ride della fede professata dalla generazione precedente, - assai poco saggiamente. Bisogna ammettere per altro che la fede nel Contratto Sociale  delle pi strane; di tal sorta, che la generazione non ancora nata potrebbe saviamente, se non riderne, fermarsi a considerarla con uno sguardo pietoso. Poich, che cosa vuol dir mai Contratto? Se tutti gli uomini fossero di tal natura che un semplice Contratto pronunziato o giurato valesse a legarli, tutti gli uomini sarebbero allora veri uomini, e un Governo diverrebbe una cosa superflua. Non  ci che tu ed io ci siamo promessi reciprocamente, ma ci che la bilancia delle nostre forze ci pu far ottenere l'uno dall'altro; in un mondo peccaminoso come il nostro questa  la cosa su cui si deve contare. Figurarsi poi un Popolo e un Sovrano che si fanno l'un l'altro delle promesse; quasi che tutto un Popolo, che cambia di generazione in generazione, anzi d'ora in ora, possa con un metodo qualsiasi essere messo in grado di parlare, di promettere e di esprimere meri solecismi: "Noi, che il Cielo ci sia testimone, quel Cielo che ora non fa miracoli; noi, Milioni in continua trasformazione, permettiamo a te, Unit mutevole, di costringerci con la forza o di governarci!" Il mondo ha forse vedute poche fedi comparabili a questa.
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Eppure in questo modo il mondo aveva allora foggiate le cose. E se non le avesse foggiate cos, come sarebbero state diverse le loro speranze, i loro tentativi, i loro risultati! Ma cos e non altrimenti i Poteri Supremi vollero la libert mediante il Contratto sociale: questo era invero il Vangelo di quell'ra. E tutti gli uomini avevano creduto in esso, come si crederebbe in una buona novella del Cielo; vi si erano attaccati coi cuori traboccanti di fede, e con voce esaltata e poggiati su di esso, fronteggiavano il Tempo e l'Eternit. No, non sorridete, o soltanto con un sorriso pi triste delle lagrime! Questa fede era d'altronde migliore di quella che aveva surrogata; di una fede in un Nulla Sempiterno e nei Poteri Digestivi dell'uomo; al disotto della quale nessuna fede pu andare.
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Non gi che questo sentimento di speranza che dominava universalmente, e universalmente giurava, potesse essere unanime. S'era lontani da ci. Il tempo era fatale: la dissoluzione sociale era prossima e certa; il rinnovamento sociale ancora un problema difficile e lontano, se anche di sicura soluzione. Ma se appariva fatale agli osservatori pi chiaroveggenti la cui fede non pencolava o non poggiava su di una parte o sull'altra, n nella eterna contesa di Greco con Greco, come doveva essere terribilmente fatale pei Realisti dalla mente annebbiata che partecipavano alla lotta; per cui il Realismo era il palladio del Genere umano e per cui, con l'abolizione della Regalit Cristianissima e del Talleyrandissimo Episcopato, ogni leale obbedienza, ogni fede religiosa era destinata a tramontare, e la Notte finale doveva avviluppare i Destini dell'Uomo! Nei cuori seriamente impressionati da questa persuasione, la cosa doveva far breccia profonda; stimolando, come abbiamo visto, ai complotti segreti, alla Emigrazione che implorava la guerra, ai Clubs monarchici, alle imprese sempre pi folli.
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Lo Spirito di Profezia, per esempio, s'era considerato estinto da pi secoli; pure quest'epoca che volge alla fine, come  tendenza delle epoche che muoiono, risuscita lo spirito di profezia; onde, delle follie francesi,  questo il pi folle dei campioni. Nei remoti Distretti rurali dove il Filosofismo non ha ancora proiettato i suoi raggi, dove una Costituzione eterodossa del Clero porta la contesa fino intorno all'altare e fin le campane delle chiese si fondono per farne moneta minuta, pare probabile che la fine del Mondo non pu esser lontana. I vecchi musoni strabiliari, e specialmente le vecchie, insinuano in maniera oscura che essi sanno quel che sanno. La Madonna, da tanto tempo silenziosa, non  divenuta muta; - ed ora invero pi che mai in questo mondo sarebbe per lei il tempo di parlare. Una Profetessa, quantunque gli Storici trascurati abbiano omesso il suo nome, la sua condizione e il suo luogo di dimora, diviene udibile alle orecchie di tutti; per non pochi degna di fede; degna di fede per il monaco Gerle, povero patriota Certosino nella stessa Assemblea Nazionale! Essa con un tono da Pitonessa, con gli occhi impetriti, canta che vi sar un Segno; che lo stesso sole celeste inalberer un Segnale o un Sole contraffatto - su cui, molti dicono, sar impressa la testa dell'impiccato Favras. Ascolta, povero Dom Gerle, dalla povera zucca rasata; ascolta, oh ascolta; - e non udrai nulla. (26)
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Degna di nota fu, peraltro, quella "magnetica pergamena, vlin magntique", dei Sieurs d'Hozier e Petit-Jean, Parlamentari di Rouen. Dolce giovane quel D'Hozier, "educato alla fede del suo Messale, delle pergamene genealogiche", e della pergamena in genere; e quel Petit-Jean, adusto, melanconico, di mezza et. Perch mai vennero essi a Saint-Cloud dove Sua Maest si trovava per la caccia nella festivit dei santi Pietro e Paolo; e attesero nelle anticamere un'intera giornata, suscitando le meraviglie e i mormorii degli Svizzeri; e attesero ancora fuori i Cancelli quando dovettero uscire, rimandando i loro valletti a Parigi, quasi col proposito d'un'attesa interminabile? Hanno una pergamena magnetica quei due, su cui la Vergine, meravigliosamente rivestita da Masmeriana Cagliostrica Filosofia Occultista, li ha ispirati perch scrivessero istruzioni e predizioni per un Re messo in quelle distrette. Al quale, per Ordini venuti dall'Alto, dovranno presentarla oggi, salvando la Monarchia e il Mondo. Indefinibile coppia di esseri percettibili alla vista! Voi dovreste essere uomini del Secolo Decimottavo; ma il vostro vello magnetico c'impedisce di considerarvi tali. Dite, siete voi qualche cosa? Questa  la domanda che rivolgono loro i Capitani del Corpo, di Guardia, il Sindaco di Saint-Cloud; e finisce col domandarlo insistentemente il Comitato delle Ricerche, non gi quello Municipale, ma quello dell'Assemblea Nazionale. Ma per settimane non si ha nessuna risposta chiara. Alfine diviene evidente che la vera risposta  negativa. Andate via, o Chimere, col vostro magnetico vello: tu, dolce e giovane Chimera; e tu, adusta e matura! Le porte della Prigione sono aperte. Difficilmente voi presiederete un'altra volta la Camera dei Conti a Rouen; ma svenirete oscuri nel Limbo. (27)
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CAPITOLO 8.
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LEGA SOLENNE E CONVENZIONE.
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Queste fosche masse, e le tinte di nero ancor pi profondo, operano nella fiamma incandescente dell'anima francese, ora tutta in fusione e confusione. Qua vecchie donne che fanno giurare i loro dieci figliuoli sul nuovo Vangelo di Jean Jacques; l vecchie donne che cercano la testa di Favras nella luminaria celeste; sono segni soprannaturali, che fanno presagire qualchecos'altro.
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Infatti, gli stessi patrioti figli della Speranza non possono negare che delle difficolt esistano: Signori che emigrano; Parlamenti che si ammutinano di soppiatto, ma con molta malizia  (quantunque abbiano la corda al collo); e sopratutto la pi costante "deficienza di grano". Condizione dolorosa; ma per una Nazione che spera, non irrimediabile. Per una Nazione che  in una fusione, in una comunione ardente di pensiero, che, per esempio, al segnale d'un Capofila alzer la sua mano destra come un reggimento disciplinato e giurer e illuminer, finch ogni villaggio dalle Ardenne ai Pirenei abbia fatto sentire il rullo del suo tamburo, abbia pronunziato il suo piccolo giuramento e illuminato a candele di sego qualche spanna del regno della Notte!
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Se i grani sono deficienti, la colpa non  n della Natura, n dell'Assemblea Nazionale, ma dell'Arte e degli intriganti Antinazionali. Questi maligni individui, razza di malandrini, hanno il potere di crearci imbarazzi, mentre si sta facendo la Costituzione. Sopportate, sopportate, o eroici Patrioti; o piuttosto, perch non vi ponete rimedio? Il grano abbonda, ed  lasciato a giacere nei covoni e nei sacchi; solo gl'incettatori e i cospiratori realisti, per provocare il Popolo e farlo uscire dalla legalit, ne impediscono il trasporto. Presto, o Autorit Patriottiche organizzate, Guardia Nazionale armata, unitevi; unite le vostre buone volont; l'unione decupla la forza: fate che il fulgore concentrato del vostro patriottismo colpisca di soppiatto, repentinamente, di cecit, di paralisi la Scelleratezza, come un coup de soleil.
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Sotto qual cappello o qual berretto da notte dei Venticinque Milioni sorse prima questa feconda idea, perch bisogna proprio che sia sorta in una testa, nessuno potrebbe dirlo ormai. Una ben piccola idea, alla portata di tutti: ma una idea viva, pratica che cresce se non in elevatezza, in incommensurabile dimensione. Quando una Nazione  arrivata al punto che il Capoccia pu esercitare la sua azione su di essa, di che non sar mai capace una parola opportuna, un atto compiuto a tempo debito! Essa far in una notte come la pianta di fave del fanciullo della fiaba, che crebbe in una notte alta fino al cielo e su di essa dimorarono abitanti e si svolsero avventure. Essa, per altro, resta disgraziatamente sempre una fava  (poich la vostra annosa quercia non cresce cos) e la notte seguente pu giacere rasa al suolo, abbattuta, calpestata nel fango. - Ma, notate almeno, come  naturale in ogni Nazione agitata che ha una Fede, questo fatto dell'Adunarsi. Gli Scozzesi, credendo in un Cielo giusto al disopra di loro e quindi in un Vangelo ben diverso da quello di Jean Jacques, giurarono nel loro estremo bisogno una Lega Solenne e una Convenzione, - come fratelli che, impegnati a combattere all'ultimo sangue, nell'imminenza della battaglia, si abbracciano con lo sguardo volto a Dio; e fecero giurare tutta l'Isola ed anche alla loro ostinata maniera sassone antica, ebraica presbiteriana, ottennero che il giuramento fosse pi o meno mantenuto; - poich la cosa, come in genere sono tutte queste cose, fu udita in Cielo ed ivi parzialmente ratificata; e non  ancora morta, se ben si consideri, n  sul punto di morire. I Francesi anche, con la loro eccitabilit, ed effervescenza gallico-etnica, hanno, come abbiamo veduto, una specie di Fede vera; essi sono messi a dura prova, quantunque nel fiore della Speranza; una solenne Lega Nazionale e una Convenzione possono bene esservi anche in Francia; ma in quali differenti condizioni; con quale differente sviluppo e risultamento!
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Notate, pertanto, il piccolo inizio; la prima scintilla d'un potente fuoco pirotecnico; poich se non si pu additare sotto quale primo cappello, si pu dire in quale primo Distretto. Il giorno 29 dello scorso Novembre furono viste sfilare migliaia di Guardie Nazionali, giunte da lungi e da presso, con la musica militare, con ufficiali municipali cinti di fasce tricolori; avanti e indietro lungo il corso del Rodano, verso la piccola citt d'toile. Col con evoluzioni e manovre di prescrizione, a suon di fanfara, con salve di moschetteria e quant'altro il genio patriottico poteva architettare, essi fecero giuramenti e proteste di mantenersi reciprocamente fedeli sotto la Legge e il Re; e particolarmente, dacch il grano v'era, di far circolare liberamente grani di ogni specie, a dispetto dei ladri e degli incettatori. Questo fu il comizio d'toile in quella mite fine del Novembre 1789.
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Ora, se una qualunque insignificante Rivista, seguta da un pranzo di festeggiamento, dal ballo ed altri simili eserciz e trastulli, interessa la fortunata citt di provincia, e la fa segno d'invidia da parte delle citt di provincia circonvicine; che dovette esser mai di questa? Dopo quindici giorni, la pi grande Montlimart, quasi vergognandosi di s, vuol fare lo stesso, e pi ancora. Nella Pianura di Montlimart, o ci che  ugualmente sonoro, "sotto le Mura di Montlimart", il 13 Dicembre vede una nuova accolta e nuove attestazioni; sono seimila forti; e per di pi ora con queste tre notevoli aggiunte, approvate unanimemente. Primo, che gli uomini di Montlimart debbano confederarsi con gli altri gi confederati d'Etoile. Secondo, che, facendosi salva senza dirlo la circolazione del grano, essi "giurano innanzi a Dio e al loro Paese", con la pi grande enfasi e con la pi grande chiarezza, "di obbedire a tutti i decreti dell'Assemblea Nazionale, e di far prestare ad essi obbedienza fino alla morte, jusqu' la mort". Terzo, e pi importante, che ci dev'esser consacrato solennemente in un documento officiale e rimesso all'Assemblea Nazionale, a Lafayette, e "al Restauratore della Libert Francese"; i quali ne trarranno il conforto che potranno. In questo modo la pi grande Montlimart rivendica la sua importanza patriottica, e conserva il suo rango nella scala municipale (28).
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Per tal modo, col Nuovo anno,  inalberato il segnale: poich non  un'Assemblea Nazionale, ed una solenne comunicazione fatta l, almeno un Telegrafo Nazionale? Non solo il grano circoler, finch ve ne sia, sulle vie maestre e sulle acque del Rodano in tutta quella regione del Sud-Est - dove, se anche Monseigneur d'Artois credesse conveniente di darvi una capatina da Torino, incontrerebbe un caldo ricevimento; ma ogni provincia di Francia che ha penuria di grano o  vessata da un Parlamento sedizioso, da complotti anticostituzionali, Clubs Monarchici, o da altre molestie patriottiche - pu andare e fare lo stesso, e meglio anche. Ed ora specialmente che il giuramento di Febbraio li ha messi tutti in uzzolo! Dalla Brettagna alla Borgogna, su tante Pianure della Francia, sotto le mura di tante Citt,  un frastuono di trombe, un ondeggiar di bandiere, un seguito di manovre costituzionali; sotto il cielo invernale, mentre anche la Natura affaccia le sue verdi Speranze, sotto i brillanti raggi del sole, turbati dal tempestoso vento di levante; come il Patriottismo che esce vittorioso, quantunque con difficolt, dalla lotta con l'Aristocrazia e la scarsezza del grano! L marciano e girano costituzionalmente col motivo del a-ira suonato dai pifferi e dai tamburi, sotto i loro tricolori Municipali, le nostre brillanti Falangi; e fanno alto, con la destra levata, e le salve dell'artiglieria che imitano il tuono di Giove; e tutto il paese, anzi metaforicamente tutto l'"Universo", sta a guardarli. I bravi uomini, vestiti dei loro migliori abiti, e le belle donne tutte adorne di gingilli, le quali per la maggior parte hanno i loro innamorati fra essi, son l a giurare per gli eterni Cieli e per questa Terra verde e feconda che tutti ci nutre, che la Francia  libera!
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Giorni dolcissimi, quando  (strano a dirsi) i mortali si riuniscono in comunione e fratellanza; e l'uomo, fors'anche per una volta dopo l'abbiezione di lunghi secoli,  per alcuni istanti veramente il fratello dell'uomo! - E poi le Deputazioni all'Assemblea Nazionale con una gonfia arringa descrittiva; le Deputazioni a Lafayette e al Restauratore, e frequentemente anche alla Madre del Patriottismo che siede sui suoi solidi banchi nell'Aula dei Giacobini. Gli orecchi di tutti son pieni della parola Federazione. Emergono nuovi nomi di patrioti che un giorno dovranno divenire familiari: Boyer-Fonfrde, eloquente denunciatore d'un ribelle Parlamento di Bordeaux; Massimiliano Isnard, eloquente relatore della Federazione di Draguignan; coppia eloquente, divisa da tutta la larghezza della Francia, ma che pure dovr incontrarsi. Sempre pi dilaga la fiamma della Federazione, e si estende e diviene pi viva. Cos i fratelli della Brettagna e d'Anjou esprimono l'idea d'una fratellanza fra tutti i veri Francesi e arrivano fino ad invocare "morte e perdizione" su ogni rinnegato; inoltre, se nelle arringhe all'Assemblea Nazionale accennano lamentosamente al marc d'argent che rende passivi tanti cittadini, essi, innanzi alla Societ Madre, domandano di essere d'ora in poi considerati. "n come Brettoni n come Angevins, ma come Francesi". Perch tutta la Francia non ha una Federazione, un giuramento di fratellanza universale, una volta per tutte? (29) Un suggerimento de' pi convenienti, che data dalla fine di Marzo. E questo opportuno suggerimento non pu a meno di attaccarsi a tutto il mondo patriottico, che l'accoglier e l'agiter finch non divenga un alto grido; e allora i Municipali del Palazzo Civico faranno bene ad adattarvisi e meditare.
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Qualche cosa come una Federazione universale appare inevitabile: il Luogo  stabilito; Parigi senza dubbio; ma il Quando e il Come? A questo provveder il Tempo sempre provvido, e forse vi sta gi provvedendo. Poich a misura che il lavoro della Federazione procede, si viene perfezionando, e il genio patriottico aggiunge contribuzione a contribuzione. Per tal modo, a Lione, alla fine del mese di Maggio, noi vediamo fino a cinquantamila, e alcuni dicono sessantamila uomini riuniti in Federazione, circondati da una moltitudine che sarebbe difficile enumerare. Dall'alba al tramonto! Poich le nostre guardie di Lione si posero in riga alle cinque d'un bel mattino rugiadoso e irruppero col loro brillante scintillio nel Quai du Rhne, per marciare poi al campo della Federazione, fra l'agitare dei cappelli degli uomini e lo sventolare dei fazzoletti delle donne, acclamate da duecentomila voci e cuori di Patrioti: quanto v' di bello e di bravo! Tra la folla, senza volere attirare l'attenzione, eppure pi notevole di tutte, non vedete quella figura da Regina scortata dal suo seguito e da Champagneux, il patriottico Editore; venuta di lontano coi primi arrivati? Raggianti d'entusiasmo son quegli occhi neri, quel viso energico di Minerva, che spira dignit e gioia ardente; lietissima ove tutti sono lieti.  la moglie di Roland de la Platrire! (30) Il rigido Roland, uomo attempato, Regio Ispettore delle Manifatture in questo luogo, ed ora del pari, per voto popolare, il pi rigido dei nostri nuovi Municipali di Lione: un uomo che ha molto guadagnato, se possono dirsi guadagni il merito e le attitudini; ma, pi d'ogni altra cosa, ha guadagnato d'aver per moglie la figliuola di Phlipon, intagliatore di Parigi. O Lettore, prendi nota di questa borghese dall'aspetto di Regina, bella a vedersi nella sua grazia di amazzone, e pi ancora nella grazia dello spirito. Inconscia del suo merito  (come  d'ogni merito) della sua grandezza, della sua purit di cristallo; genuina; creatura della Sincerit e della Natura, in un'epoca d'Artificio, d'Impurit, d'Ipocrisia; nella sua integrit calma, nella sua placida invincibilit, essa, se tu non lo sai,  la pi nobile donna della Francia, - e si vedr un giorno. O quanto pi felice mentre era ignorata, anche da s stessa! Frattanto essa guarda tutt'intorno, senza sospetto, questo grande apparato teatrale, e pensa che i suoi sogni giovanili stanno per avverarsi.
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Dall'aurora al crepuscolo, come abbiamo detto, si prolunga lo spettacolo; e invero  uno spettacolo come ve ne sono pochi. I suoni dei tamburi e delle trombe sono qualche cosa; ma figuratevi una "Roccia artificiale alta cinquanta piedi", tutta a scaglioni, non senza l'apparenza di "cespugli"! Nella cavit interna, poich in realt  fatta d'abete, si erge solenne un "Tempio della Concordia"; sulla sommit esterna, una "Statua della Libert", colossale, visibile alla distanza di pi miglia, con la sua lancia e il suo Berretto Frigio, e la colonna civica; ai suoi piedi un Altare della Patria, "Autel de la Patrie". E nel far tutto questo non s' risparmiato n legname, n assicelle, n gesso, con pitture a var colori. E poi, immaginate le bandiere tutte spiegate sugli scaglioni della Roccia; la messa solenne cantata; il giuramento civico di cinquantamila persone con la esplosione vulcanica che partiva dal bronzo e da altre gole capaci di fare arretrare spaventati fin la Saona e il Rodano; e che brillanti fuochi artificiali, e balli e banchetti si alternano in quella notte di paradiso! (31) E cos scompare anche la Federazione Lionese, ingoiata dalle tenebre; - eppure non interamente scompare, poich era l la nostra brava, bella Roland, anche lei, quantunque sotto il pi fitto velo dell'anonimo, ne fa la descrizione nel Courrier de Lyon di Champagneux; un brano di prosa che arriva a sessantamila copie e che si leggerebbe ora tanto volentieri.
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Insomma Parigi, come vediamo, avr poco da inventare; non potr far altro che prendere a prestito e applicare. E quanto al giorno, qual giorno del calendario potrebbe essere pi adatto dell'Anniversario della Bastiglia? Il sito conveniente,  facile immaginarlo, dev'essere il Campo di Marte, ove pi d'un Giuliano l'Apostata  stato levato sugli scudi alla sovranit della Francia o del mondo, ove i Franchi coperti d'armature hanno con alti clamori risposto alla voce di Carlomagno; ove dagli antichi tempi tutti gli atti sublimi sono stati consueti.
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CAPITOLO 9.
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SIMBOLICO.
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Come  naturale, per ogni specie di uomini, in tutte le circostanze decisive, la rappresentazione simbolica! Anzi, che cosa  mai tutta la vita terrestre dell'uomo, se non una rappresentazione simbolica e una rivelazione visibile della Forza Celestiale invisibile che  in lui? Con gli atti e con la parola egli si sforza a manifestarla, sinceramente, se  possibile; se no, in forma teatrale, la quale pu avere anche il suo significato. Una Mascherata non  poi nulla; in epoche pi geniali, i Travestimenti del Natale, le Feste degli Asini, i Sacerdoti della Demenza, erano qualche cosa di considerevole, erano una forma di divertimento sincero, come le mascherate possono essere tuttora un sincero desiderio di divertimento. Ma d'altra parte pensate che mai doveva essere qualche cosa di sincero e serio insieme, per esempio la Festa Ebrea dei Tabernacoli! Tutta una Nazione radunatasi nel nome dell'Onnipotente, sotto lo sguardo dell'Onnipotente; l'immaginazione stessa impallidisce al cospetto della realt; e ogni nobile cerimonia, non ancora divenuta cerimoniale,  pur solenne, significativa, nei pi minuti particolari! N, nella vita privata moderna, bisogna avere in dispregio quelle scene teatrali in cui delle donne bagnano delle loro lagrime interi metri di tela, dei giovani dai folti baffi minacciano di suicidarsi, e cos via: piuttosto spargete voi stessi una lagrima su queste cose.
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In ogni modo si pu notare che nessuna Nazione metter da banda il suo lavoro per andare deliberatamente a fare una rappresentazione, senza annettervi un qualche significato. Poich invero nessun individuo di teatro, con furbe ed ipocrite vedute, si dar la pena di soliloquizzare una scena; ed ora, riflettete, non  una Nazione scenica messa precisamente nell'atteggiamento di soliloquizzare, nient'altro che pel suo profitto, per appagare la sua sensibilit, la sua ebbrezza o qualcos'altro? - Eppure sotto questo rapporto dell'attitudine alla rappresentazione, la differenza da nazione a nazione, da uomo a uomo,  grandissima. Per esempio, se i nostri amici, i Puritani Sassoni, giurarono e firmarono la loro Convenzione Nazionale senz'alcuna scarica di moschetti e senza battere il tamburo, riuniti squallidamente in una meschina camera nell'High Street di Edimburgo, ove adesso si va a bere cattivi liquori, questa maniera di giurare era conforme alle loro forme di vita. I nostri Gallo-Enciclopedici amici, al contrario, hanno bisogno d'un Campo di Marte sotto gli occhi di tutto il mondo, o dell'universo; e di un tale Apparato Scenico a petto del quale il Colosseo non sarebbe che una baracca da saltimbanchi; qualche cosa che il nostro vecchio Mondo non ha mai visto, n udito. Questo metodo peraltro a noi pare naturale, avuto riguardo al tempo e al luogo. N il rispettivo mantenimento di questi due Giuramenti fu forse inadeguato alla pompa spiegata nel compierli; in senso inverso, propriamente. Poich la teatralit d'un popolo si rivela in una maniera complessa: in ragione della sua fiducia, della sua sociabilit, del suo fervore; ma poi anche della sua eccitabilit, della sua porosit incontinente; ovvero della sua esplosione, della sua violenza, che son anche di breve durata.
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Come  vero, dunque, ancora una volta, che non v' uomo o nazione conscio di compiere qualche cosa di grande che non abbia prodotto, in quella sua opera, altro che una meschina cosa! O Federazione del Campo di Marte, coi trecento suonatori di tamburi, coi milleduecento strumenti da fiato e l'artiglieria piantata d'altura in altura per espandere col suo rimbombo la novella per tutta la Francia, in pochi minuti! Non potrebbe un Ateo Naigeon ingegnarsi a discernere diciotto secoli addietro quei Tredici Uomini per la pi parte poveri e meschinamente vestiti, ad una Cena frugale, in una meschina abitazione ebrea, senza alcun simbolo, ma dai cuori iniziati da Dio nella "Divina profondit del Dolore", e quel Fate questo per riguardo mio; e non potrebbe allora smettere quel suo gracchiamento banale? A meno che egli fosse a ci condannato dal Destino.
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CAPITOLO 10.
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IL GENERE UMANO.
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Sono perdonabili le teatralit umane; fors'anche commoventi, come l'espressione appassionata d'una lingua che balbetta con sincerit; o d'una testa che ciarla senza sincerit - essendo divenuta folle. Eppure, in comparazione delle non premeditate esplosioni della Natura, quale una Insurrezione di Donne, come appariscono deboli, poco edificanti, insulse, al pari di una birra svaporata, di una effervescenza esaurita! Tali scene concepite in anticipazione, fossero grandi come il mondo e abilmente architettate come mai, sono nel fondo nient'altro che cartoni dipinti. Ma le altre son originali, emanate dal gran sempiterno della natura: qualunque figura esse assumeranno sar indicibilmente significativa. Quanto a noi, dunque, che la Lega Solenne e la Federazione Nazionale Francese siano il pi alto e ricordato trionfo dell'arte di Tespi; senz'altro trionfante, dacch l'intera Platea, che si componeva di Venticinque Milioni, non solo batte le mani, ma si slancia essa medesima sulle scene e si pone a recitare con ardore. Essendo tale, che sia tratta come tale: con un'ammirazione sincera, ma fugace; con meraviglia, ma di lontano.  quel che merita una Nazione che si mette la maschera sul viso; ma non merita tanto amorevole lusso di particolari quanto un'Insurrezione Menadica. E pi ancora: che le scene preliminari e quasi di prova dalla Federazione vadano e vengano mentre essi ascoltano; e nei Piani e sotto le Mura della Citt, innumerevoli bande militari soffino nel Vuoto, senza che noi vi badiamo.
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Su una scena, per altro, il pi affrettato Lettore vorr momentaneamente fermarsi; su quella di Anacarsi Clootz e sulla Collettiva Posterit peccatrice di Adamo. - Poich una patriottica Municipalit ha, ora, il 4 Giugno, digerito il suo piano e ottenuta la sanzione dell'Assemblea Nazionale; il consenso d'un Re patriottico; al quale, anche quando egli fosse libero di dissentire, le Arringhe Federative riboccanti di fedelt, darebbero non foss'altro una passeggera dolcezza. Verranno deputate Guardie Nazionali, tante per cento da ognuno degli Ottantatr Dipartimenti della Francia. Parimenti tutte le forze navali e militari del Re manderanno la loro quota di deputati. Di questa Federazione di soldati Nazionali coi soldati Regali, fatta spontaneamente, gi s' presa visione ed  stata approvata. Del resto, si spera che ne arriveranno quarantamila; le spese saranno sostenute dal Distretto che li manda: che Distretti e Dipartimenti abbiano cura di tutto ci ed eleggano uomini idonei, e i fratelli di Parigi correranno loro incontro, dando loro il benvenuto.
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Ed ora giudicate se i nostri Artisti Patrioti sono affaccendati, tenendo serio consiglio per rendere la Scena degna d'uno sguardo dell'Universo! Non meno di quindicimila uomini: vangatori, carrettieri, muratori, lastricatori, coi loro ingegneri, sono all'opera sullo Champ-de Mars, per ridurlo un Anfiteatro Nazionale adatto a tale solennit. Poich si pu sperare che sia annuale o perenne una "Festa delle Picche, Fte des Piques", il pi notevole degli avvenimenti dell'anno; in ogni modo non dovrebbe una Nazione Libera e teatrale avere un Anfiteatro Nazionale permanente? Lo Champ-de Mars si sta scavando; e il discorso diurno, il sogno notturno della pi parte dei Parigini  la Federazione, nient'altro che questa. I Deputati Confederati sono gi in cammino. L'Assemblea Nazionale, sia per i suoi lavori ordinar sia per udire e rispondere alle arringhe di questi Federati, di questa Federazione, avr un bel da fare! L'arringa del "Comitato Americano", nel quale  la diafana figura di Paul Jones, "attraverso cui sembra brillare il fosco chiarore delle stelle" - viene a congratularsi con noi nella ricorrenza di un tal giorno auspicato. L'arringa dei Conquistatori della Bastiglia, che vengono per "rinunziare" ad ogni speciale ricompensa, ad ogni posto speciale nella solennit; dopo di che i Granatieri del Centro brontolano alquanto. L'arringa del "Club della Pallacorda", che entra col suo disco sfavillante in cima a un palo, e col Giuramento della Pallacorda inciso su di esso; questo disco sfavillante si propongono di affiggere solennemente nella localit originaria di Versailles, il 20 di questo mese, che  l'anniversario, ad imperitura memoria, per alcuni anni; al ritorno, pranzeranno nel Bois de Boulogne (32); - non possono, per altro, far questo senza darne notizia al mondo. Tutte queste cose l'Augusta Assemblea Nazionale deve ascoltare attentamente ad ogni momento, sospendendo i suoi lavori di rigenerazione; e con qualche tocco d'eloquenza improvvisata rispondere amichevolmente; - cosa di cui da lungo tempo s' sentito il bisogno, perch  un Popolo simpatico che ama il gesto, e ha un cuore, e lo porta sulle mani.
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In queste circostanze venne in mente ad Anacarsi Clootz che, mentre tante cose prendevano corpo in un Club o in un Comitato, mentre si perorava e si applaudiva, rimaneva sempre una cosa pi grande, massima fra tutte, che, se alla sua volta avesse preso corpo e fosse perorata, qual ne sarebbe stato mai l'effetto! Cio l'Uman Genere, le Genre Humain! In qual momento di rapimento, di creazione, il Pensiero sorse nell'anima di Anacarsi; quali non furono le sue angosce mentre egli dava forma e vita ad esso; come fu deriso dai mondani indifferenti; ma, da uomo d'un raffinato sarcasmo, ricambi il ghigno; e and qua e l pei caff e per le soires per indurre alla persuasione; e s'immerse, sempre oscuro, nella grande profondit di Parigi, facendo del suo Pensiero un Fatto: di tutto questo le biografie spirituali di quel tempo non dicono nulla. Finch la sera del 19 Giugno 1790 i raggi obliqui del sole illuminavano uno spettacolo quale il nostro piccolo e sciocco Pianeta non sempre pu mostrarci; Anacarsi Clootz entra nell'augusta Salle de Mange con le Specie Umane alle calcagna: Svedesi, Spagnuoli, Polacchi, Turchi, Caldei, Greci, abitatori della Mesopotamia. Guardateli tutti: essi sono venuti a reclamare un posto nella grande Federazione, avendo un incontestabile interesse ad appartenervi.
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"I nostri titoli d'Ambasciatore", disse il fervente Clootz, "non sono scritti sulla pergamena, ma sui cuori viventi di tutti gli uomini". Questi barbuti Polacchi, questi Ismaeliti in abito ampio e turbante, questi astrologi Caldei, che se ne stanno cos muti qui, lasciateli patrocinare con voi, augusti Senatori, pi eloquentemente dell'eloquenza stessa. Essi sono i rappresentanti muti delle loro Nazioni dalla lingua legata, strette dalle catene, soggette ad un aggravio presente, che dalla loro oscurit confusa guardano intente, stupite, con una speranza in parte incredula verso di voi, verso questa luce smagliante d'una Federazione Francese: stella che brilla in pieno giorno, annunziatrice di un giorno universale. Noi chiediamo di star l, come monumenti muti, adombrando pateticamentte tante cose. - Dai banchi e dalle gallerie vengono "ripetuti applausi", poich, quale  l'augusto Senatore, che non  lusingato allorch almeno un'ombra della specie umana dipende da lui? Dal Presidente Sieys, che presiede questa notevole quindicina, malgrado la sua piccola voce, viene una eloquente, bench stridula risposta. Anacarsi e il "Comitato di stranieri" debbono aver posto nella Federazione, a condizione che dicano ai loro rispettivi Popoli quel che veggono col. Nello stesso tempo, noi li invitiamo "agli onori della seduta, honneurs de la sance". Un Turco, dal lungo strascico, replica inchinandosi con solennit orientale, e pronunzia suoni articolati: ma, confessando la sua imperfetta conoscenza del dialetto francese (33), le sue parole somigliavano ad acqua che sgorga; e il suo pensiero resta congetturale fin oggi.
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Anacarsi e il Genere Umano accettano gli onori della seduta; ed hanno perci la soddisfazione, come gli antichi Giornali ancora attestano, di vedere parecchie cose. In primo luogo, a seguito d'una mozione di Lameth, Lafayette, Saint-Fargeau ed altri Patrioti Nobili, per quanto gli altri potessero sentirne ripugnanza, tutti i titoli di Nobilt, da quello di Duca a quello di Signore, o pi basso ancora, sono d'ora in poi aboliti. Parimenti, i Servi in livrea, o piuttosto la livrea dei Servi. N in avvenire dovranno gli uomini e le donne sedicenti nobili, essere "incensati", scioccamente suffumigati d'incenso, in chiesa, com'era costume. In una parola, essendo il Feudalismo morto in questi dieci mesi, perch dovrebbero sopravvivere le sue gualdrappe e le sue armi gentilizie? Anche gli stemmi debbono essere cancellati; - eppure Cassandra-Marat nota, a proposito di questi e di altri stemmi di carrozze, che non s'era fatto altro che darvi qualche pennellata e che minacciano di ricomparire.
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Cos, d'ora innanzi, De Lafayette non  che il Sieur Motier, e Saint-Fargeau  semplicemente Michele Lepelletier; e Mirabeau poco dopo avr a dire adirato: "Col vostro Riquetti voi avete messa l'Europa in imbarazzo per tre giorni". Poich la sua Contea non  indifferente per quell'uomo; e il popolo che lo ammira, gli conserva il suo titolo fino all'ultimo. Ma si rallegri il Patriottismo pi spinto e principalmente Anacarsi e il Genere Umano, perch ormai sembra ammesso che un Adamo  Padre di tutti noi!
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Questo , nella sua precisione storica, il famoso fatto di Anacarsi. Cos, il pi esteso degli Enti Pubblici trov una specie di oratore. Questo fatto ci d occasione non foss'altro di giudicare una cosa: cio dell'amore della Citt di Parigi un tempo cos piena di boria e motteggiatrice, e dell'umore del Barone Clootz, perch questa esposizione potesse riuscire presentabile, sublime quasi.  vero che l'Invidia pot, nei tempi che seguirono, sformare questo successo di Anacarsi, attribuendogli la pretesa che da "Oratore accidentale del Comitato delle Nazioni straniere", volesse divenire il permanente "Oratore Officiale delle Specie Umane", cose che egli solo meritava di essere; e allegando, calunniosamente, che i suoi Caldei astrologi e il resto erano della marmaglia francese travestita per l'occasione; in breve, sbeffeggiandolo e schernendolo con la maniera fredda e arida di cui si serve la Invidia; senonch egli era uomo fornito di tal corazza da poter ricevere questi colpi o farli rimbalzare lontano, proseguendo per la sua via.
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Il pi esteso dei Corpi Pubblici, noi possiamo dirlo, ed anche il pi inaspettato: poich chi avrebbe pensato di vedere Tutte le Nazioni nella sala d'Equitazione alle Tuileries? Eppure cos ; e invero queste strane cose ponno accadere quando tutto un popolo si maschera e fa l'istrione. Non hai tu forse per avventura vista una coronata Cleopatra, figlia dei Tolomei, perorare quasi genuflessa, in un poco eroico salottino o in una bottega di rigattiere semibuia, rivolta all'inflessibile e rozzo Dignitario Municipale per ottenere il permesso di regnare e morire; essendosi vestita per questo, e non avendo denaro, e avendo piccoli fanciulli; - mentre a un tratto gli sbirri avevano chiuso il Palco di Tespi e il suo Antonio implorava invano? Tali immagini visibili passano per questa Terra, se il Palco di Tespi  bruscamente chiuso: ma tanto pi quando, come s' detto, la Platea balza sul Palco; allora  veramente, come nel Dramma dello Herr Tieck, una Verkehrte Welt, o Mondo a rovescio!
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Avendo visto coi propr occhi le Specie Umane, la vista del "Decano delle Umane Specie" cessa di essere un miracolo. Questo "Doyen du Genre Humain, il Maggiore di tutti gli Uomini", s' mostrato ivi, in queste settimane: Jean Claude Jacob, nato Servo, deputato delle sue native Montagne del Giura, viene a ringraziare l'Assemblea Nazionale che le rendeva libere. Sulla sua faccia bianca e avvizzita sono segnati i solchi di centovent'anni. Egli ha udito oscuri discorsi in patois delle immortali vittorie del Gran Monarca, d'un Palatinato bruciato, mentre si sottoponeva ad ogni stento per rendere pi verde un piccolo pezzo di questa Terra; ha udito delle Persecuzioni delle Cvennes; all'andata di Marlborough alla guerra. Quattro generazioni sono sbocciate, hanno amato, hanno odiato; poi hanno fatto udire il loro rumore lontano; egli aveva quarantasei anni quando mor Luigi XIV. L'Assemblea, come un sol uomo, si lev spontaneamente e fece atto d'ossequio al pi Vecchio del Mondo; il vecchio Jean prender parte alla loro sance, in mezzo a loro, onorevolmente, col capo coperto. Egli guarda debolmente, coi suoi occhi di vecchio, questa nuova scena stupefacente, ch' per lui come un sogno, che si svolge indefinita, ondeggiante tra frammenti d'antiche memorie e di drammi. Poich il Tempo va sempre pi divenendo qualche cosa di non sostanziale, come un sogno; gli occhi e la mente di Jean sono stanchi, presso a chiudersi - e si aprono su un'altra scena lontana e meravigliosa, che sar reale. Una patriottica sottoscrizione, una Pensione Regale fu deliberata per lui; ed egli torn a casa contento; ma dopo due mesi abbandon tutto e se ne torn per la sua vita ignota (34).
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CAPITOLO 11.
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COME NELL'ET DELL'ORO.
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Frattanto, per Parigi che va e viene, tutti i giorni e tutta la giornata, dal Campo di Marte, diviene purtroppo evidente che i lavori di sterro non potranno venir compiuti a tempo. L'area  ben grande: trecentomila piedi quadrati; poich dalla cole Militaire  (che sar rivestita di legno con balconi e gallerie) ad occidente, fino alla Barriera presso il Fiume  (ove si adoprer altro legname per gli archi di trionfo) possiamo calcolare una lunghezza di parecchie miglia di braccia; e una larghezza, da questa Avenue ombreggiata da otto filari, verso il lato del Sud a quello corrispondente del Nord, di qualche migliaio di piedi pi o meno. E tutto questo occorre scavarlo, formando col materiale sterrato un pendio lungo i lati; alto abbastanza per farvi una specie di scalea "con trenta file di comodi sedili" adorni di zolle erbose, ricoperti di solido legno; - e poi v' il nostro immenso Altare della Patria, Autel de la Patrie, piramidale, che deve sorgere nel centro e avere una scala d'accesso. Una opera della Forza compiuta penosamente;  l'Anfiteatro d'un Mondo. Non vi sono che altri quindici giorni, e, andando cos languidamente, ci vorrebbero altrettante settimane. Quello che poi  strano,  che gli sterratori mostrano di lavorare pigramente; non vogliono lavorare a doppio cottimo, neppur con una paga maggiore, quantunque la loro giornata non sia che di sette ore; essi dichiarano aspramente che il tabernacolo umano richiede un adeguato riposo!
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Sono stati forse corrotti segretamente dagli Aristocratici? Gli Aristocratici sono capaci di questo. Niente altro che sei mesi addietro non si ebbe la prova che il sottosuolo di Parigi - poich noi stiamo su cave e catacombe, in continuo pericolo come tra il Cielo e l'Abisso, e abbiamo il vuoto sotto i nostri piedi - fosse caricato di polvere per farci "saltare in aria"? Al punto che una Deputazione di Cordeliers dov venire per ispezionare il luogo, e trov.... che la polvere era stata portata via! (35) Razza maledetta, impenitente, che chiede "passaporti" in massa, in questi giorni sacri. Nel Limousin e altrove avvengono torbidi, ammutinamenti, si bruciano i castelli, perch essi si danno da fare! Costoro vorrebbero seminare la zizzania tra il migliore dei Popoli e il migliore dei Re Restauratori, e con qual ghigno malefico vedrebbero venir meno questa Federazione attesa dall'Universo!
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Senonch non sar per la mancanza di vangatori che verr meno. Chiunque ha quattro membra e un cuore di Francese pu lavorare di vanga; e lo far volentieri! Il primo Luned di Luglio, appena il colpo di cannone ha dato il segnale; appena i Quindicimila torpidi mercenar hanno deposto i loro utensili, e gli occhi degli spettatori son rivolti con dolore al Sole ancora alto; alcuni Patrioti, col fuoco negli occhi, danno di piglio a zappe e carriuole e, indignati, si pongono essi medesimi al lavoro. Prima qualche ventina, poi delle centinaia d'individui vengono ad aggiungersi, finch presto Quindicimila Volontar lavorano di pale e carriuole; col cuore da giganti; tutti in debito ordine, con quella spontanea abilit che trovano in loro; onde ognuno d un impulso che vale l'opera di tre mercenar; che termina quando l'ultimo crepuscolo s'addensa, fra acclamazioni che sono udite e si ripercuotono oltre Montmartre!
Il giorno seguente una popolazione intenta aspetter con ardore che siano liberi gli utensili. Ma perch aspettare? Delle vanghe si trovano anche altrove!
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E allora scoppia quella fiamma d'entusiasmo parigino, quella bont di cuore, quell'amore fraterno, che, se dobbiamo prestar fede ai Cronisti, non ha esempio sin dall'Et dell'Oro. Parigi, coi suoi uomini e le sue donne, si precipita verso l'estremit sud-ovest, con la zappa in ispalla. Ondate di uomini, senz'ordine; o in ordine come compagni di mestiere, come gruppi riuniti a caso o naturalmente, marciano verso il Campo di Marte. Marciano per tre file; a suon di musica d'istrumenti a corda; preceduti da giovanette con ramoscelli verdi e pennoncelli tricolori; hanno in ispalla, come soldati, le loro pale e i loro picconi; e con una sola gola cantano il a-ira. S, pardieu, a-ira, gridano i passanti per le vie. Tutte le Corporazioni, tutte le Organizzazioni di cittadini pubbliche e private, dalla pi alta alla pi bassa, sono in marcia; perfino i Merciaiuoli ambulanti hanno cessato di gridare per un giorno. S'avanzano i Villaggi vicini; marciano i loro uomini validi a suon di violino, di tamburello o di triangolo, guidati dal Sindaco o dal Curato, il quale anch'egli reca la pala ed  cinto dalla fascia tricolore. Sono centocinquantamila lavoratori; anzi, in certi momenti, alcun ne conta duecentocinquantamila; poich, specialmente nel pomeriggio, ogni mortale, compiuto in fretta il suo lavoro giornaliero, vi accorre! Una citt irrequieta: lungo il percorso dalla Piazza Louis-Quinze, al sud, costeggiando il Fiume, sbuca da tutte le Avenues una massa vivente. Questi lavoratori, e mica lavoratori per burla, mercenar; ma lavoratori veri, che prestan l'opera loro liberamente! Ogni Patriota lotta contro la dura gleba; scava e trasporta via con quanta forza  in lui.
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Amabili ragazzi, aimables enfants! Fanno da s stessi la "police de l'atelier", curando che tutto sia ben diretto e in regola, con quella loro volont libera, con quella loro improvvisa destrezza.  davvero un lavoro fraterno; tutte le distinzioni sono confuse, abolite, come se si fosse nei primi tempi, quando Adamo in persona lavorava di zappa, tonsurati dalla lunga veste accanto a portatori d'acqua dalla giubba corta, e a Incroyables dalle code di rondini e dalla chioma arricciata votati al patriottismo; neri Carbonai accanto a bianchi Parrucchieri o portatori di parrucche, poich vi si trovano Avvocati e Giudici e tutti i Capi dei Distretti; umili suore fraternamente accomunate alle pompose Ninfe dell'Opra e a quelle femmine che in circostanze ordinarie son dette disgraziate: il patriota Cenciaiuolo e il profumato abitatore dei palazzi; poich il Patriottismo, al pari della Nascita e al pari della Morte, livella tutto. Gli Stampatori si sono messi in marcia; quei di Prudhomme tutti in berretti di carta su cui  stampato Rvolution de Paris; come nota Camillo, desiderando che in quei gran giorni vi fosse anche un Pacte des crivains, o Federazione di buoni Editori (36). Bello spettacolo! La nivea biancheria e i delicati pantaloni si alternano con le sudice camicie a scacchi e i ruvidi pantaloni, poich gli uni e gli altri hanno gettato via le giubbe e tutti hanno sotto le vestimenta quattro membra e muscoli di Patrioti. Essi ammucchiano e trasportano con le pale; o s'avanzano curvi, formando catena, per trasportare i carichi; allegri, con una sola mente. Si vede l'Abb Sieys che tira con slancio, con veemenza, malgrado la sua natura delicata; accanto a Beauharnais, che far dei Re senz'essere Re egli stesso. L'Abb Maury non tirava; ma i Carbonai avevano recato un fantoccio fatto a sua immagine, e cos egli aveva dovuto tirare in effigie. Che nessun augusto Senatore abbia in dispregio il lavoro: il Maire Bailly, il Generalissimo Lafayette son l; e, purtroppo, saranno ancora l un altro giorno! Anche il Re viene a vedere: mentre il grido di Vive le Roi! echeggia fino al cielo, "e subitamente con le pale in ispalla si forma una guardia d'onore intorno a lui". Chiunque pu interviene, sia per lavorare, che per guardare, e benedire il lavoro.
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Sono venute famiglie intere. Noi abbiamo sotto gli occhi tutta una famiglia di tre generazioni: il padre lavora di piccone, la madre di pala, i giovani trasportano via il materiale, assiduamente; il vecchio nonno dai bianchi capelli, dell'et di novantatr anni, tiene fra le braccia il pi piccino (37): quest'ultimo, buono soltanto a sgambettare, non  di nessuno aiuto; ma egli alla sua volta potr raccontare queste cose ai suoi nipoti, e come il Futuro e il Passato fermarono su questa cosa il loro sguardo, e questo con la voce semispenta, quello con la voce non ancora formata, balbettavano insieme il a-ira. Un mercante di vino ha recato del vino per uno smaltimento patriottico: "Non bevete, fratelli miei, se non avete sete, perch la botte possa durare di pi"; e nessuno bevve, tranne quelli "evidentemente esausti". Un lindo Abb guarda con aria di scherno: "Alla carriola!", gridano parecchi; ed egli, per paura che gli accada di peggio, obbedisce; frattanto, sopraggiunge un Patriota pi savio addetto ai lavori di carriuola, e gli grida: "arrtez"; poi, deposta la sua carriuola, strappa l'altra di mano all'Abb, e la fa rotolare rapidamente fuori del circuito dello Champ-de-Mars, e la vuota l come cosa infetta. Giunge poi una persona  (in apparenza d'una certa qualit e provvista di beni di fortuna) che entra con passo affrettato, depone a terra il soprabito, il farsetto e due orologi, e corre dove pi ferve il lavoro: "Ma i vostri orologi?" gli gridano tutti. - "Si pu diffidare dei propri fratelli?" egli risponde; n gli orologi furono rubati. Com' soave il nobile sentimento! pu assomigliarsi a quel tessuto chiamato filamenti di S. Maria, bello e a buon mercato, ma che non resiste all'uso. Bel tessuto, a buon mercato, ombra trasparente d'una materia prima di Virt, che non sei ancora tessuto nel Dovere; ancora, n mai, probabilmente; tu sei meglio che niente, e nello stesso tempo peggio!
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Giovani Scolari pensionanti, Studenti di Collegio gridano: "Vive la Nation", rimpiangendo che non abbiano da dare "altro che i loro sudori". Ma a che parlare dei ragazzi? Le pi belle Ebi, le pi amabili di Parigi, nelle loro vesti leggere, aeree, con le loro cinture di nastro tricolore, son l, che scavano e trasportano insieme agli altri; i loro occhi di Ebi brillano d'entusiasmo, e i lunghi capelli disciolti appaiono pi belli. Le piccole dita risentono il duro contatto; ma la carriuola patriottica  spinta lo stesso, e magari si sforzano a farla montare fino alla sommit del pendio, su una piccola traccia che quale braccio d'uomo non era ben lieto di formare? - poi ridiscendono, e, saltellando, la riportano gi per tornare a caricarla, coi loro lunghi riccioli e i nastri tricolori che ondeggiano al vento; graziose come le Ore color di rosa. Oh, quel Sole della sera che cadde sullo Champ-de-Mars, tingendo di fuoco i folti e ombrosi boschetti che da un lato e dall'altro lo tenevano nascosto, e and direttamente a colpire le cupole e le quarantadue Finestre dell'cole Militaire, facendone tutto un ammasso d'oro brunito - vide esso mai nella sua grande via zodiacale un simile spettacolo? Un giardino vivente, cosparso e picchiettato da quella specie di fioritura; con tutti i colori del prisma; i pi belli mescolati fraternamente coi pi utili; ove tutto cresceva e lavorava fraternamente, sotto un unico e caldo sentimento, foss'anche per la durata di giorni, per una volta e non pi! Ma ogni Notte si sprofonda nell'Eternit; e cos anche queste Notti. Il viaggiatore affrettato, diretto alla volta di Versailles, ha tirata la sua briglia sulle alture di Chaillot, e ha spinto per un momento il suo sguardo di l del Fiume, per narrare poi a Versailles ci che egli vide, non senza lagrime (38).
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Frattanto, da tutti i punti cardinali arrivano i Federati; fervidi figli del Sud, "che si gloriano del loro Mirabeau"; i Montanari del Giura dal sangue nordico; gli acuti Bretoni dalla prontezza Gaelica; i Normanni inarrivabili nel trattare negoz; tutti ormai animati dal nobilissimo fuoco del Patriottismo. Tutti i fratelli di Parigi si mettono in marcia per riceverli, con una solennit militare, con degli abbracci fraterni, con un'ospitalit degna dei tempi eroici. Questi Federati assistono alle Discussioni dell'Assemblea: le Gallerie sono riserbate per loro. Essi intervengono ai lavori dello Champ-de-Mars; ogni nuova truppa vuole metter mano alla vanga; vuol portare la sua palettata di terra sull'Altare della Patria. E che fioriture rettoriche, poich questo  un popolo amante del gesto; che sublime morale in quegli indirizzi a un'augusta Assemblea, a un Restauratore Patriottico! Il nostro Capitano dei Federati Bretoni s'inginocchia finanche, in un eccesso d'entusiasmo, e rimette la sua spada al Re, cogli occhi bagnati di lagrime, mentre anche gli occhi del Re sono umidi di pianto. Povero Luigi! Quei giorni, com'egli ebbe a dire in seguito, andavano annoverati fra i pi brillanti della sua vita.
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Anche le Riviste dovranno aver luogo; Riviste Regali dei Federati con intervento del Re, della Regina e della Corte tricolore. Nella peggiore ipotesi, se, come spesso suole accadere, piover, i nostri Volontari Federati sfileranno sotto le arcate, e la Regalit rester all'asciutto. Anzi col potrebbe capitare di fermarsi; allora le pi belle dita della Francia vi tirerebbero dolcemente per la falda, mentre una dolce voce di flauto vi domanderebbe: "Monsieur, di qual Provincia siete voi?" Felice colui che potr rispondere cavallerescamente abbassando la punta della sua spada: "Madame, della Provincia in cui regnarono i vostri antenati". Questo fortunato "Avvocato Provinciale", ora Federato Provinciale, sar ricompensato con un sorriso di sole e da queste melodiose e liete parole rivolte al Re: "Sire, questi sono i vostri fedeli Lorenesi". Pi gaio  veramente in questi giorni di festa l'abito "bleu cielo guarnito di rosso" d'una Guardia Nazionale, che quello monotono grigio e nero d'un Avvocato Provinciale usato nei giorni di lavoro. Poich lo stesso Lorenese, tre volte benedetto, far questa sera da sentinella alla porta d'una Regina, sentendo che soffrirebbe mille morti per lei: poi un'altra volta gli capiter di trovarsi alla porta esterna, e una terza volta ella lo vedr; anzi sar egli che richiamer la sua attenzione, presentando le armi con enfasi, "e facendo risuonare il suo moschetto una volta ancora"; nel saluto di lei vi sar di nuovo un sorriso di sole; il piccolo Delfino dai riccioli biondi, che avr troppa fretta, sar cos ripreso: "Salutate dunque, Monsieur, non siate incivile"; poi ella come un luminoso Pellegrino errante pel Cielo o come un Pianeta con la sua piccola Luna, proseguir per la sua vita (39).
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Ma la notte, quando termina il patriottico lavoro di vanga, immaginate i sacri riti dell'ospitalit! Lepelletier Saint-Fargeau, un semplice Senatore, ma che ha grandi possedimenti, ha quotidianamente "cento convitati alla sua tavola"; la tavola del Generalissimo Lafayette pu duplicare questo numero. Nei modesti salotti, come nei sontuosi salotti, si passa in giro la coppa col vino, fra i sorrisi della Belt, sia della Grisette leggera e saltellante, che della Dama dall'incedere maestoso, poich entrambe posseggono la bellezza e il sorriso che riescono preziosi al bravo.
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CAPITOLO 12.
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RUMORE E FUMO.
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Ed ecco che malgrado i complotti aristocratici, malgrado la pigrizia dei vangatori mercenar, e quasi malgrado lo stesso Destino  (poich s'era avuto anche molta pioggia), il 13 del mese lo Champ-de-Mars  bell'e pronto: ben pulito, rassodato, sostenuto da solida muratura; e il Patriottismo pu percorrerlo ammirandolo, e, per cos dire, ripassandosi la sua parte, poich in ogni mente  una inesprimibile immagine del domani. Pregate il Cielo che non vi siano nuvole. Ma quale pi brutta nuvola  mai questa, di una Municipalit mal consigliata che parla di ammettere il Patriottismo alla solennit mediante biglietti? Avemmo forse bisogno di biglietti quando fummo ammessi al lavoro e a compiere tutto quello che dette origine al lavoro? Avemmo bisogno di biglietti per prendere la Bastiglia? La Municipalit mal consigliata vede l'errore; e tardi, alla mezzanotte, il rullo dei tamburi annunzia al Patriottismo destato di soprassalto, che non vi saranno biglietti. Rimettiti dunque il tuo berretto da notte, e con un brontolo quasi inarticolato, che indica tante cose, torna a dormire pacificamente. Domani  Mercoled: mattino indimenticabile tra i fasti del mondo.
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Viene il mattino, freddo pel mese di Luglio; ma una tale festivit farebbe sorridere la Groenlandia. A ogni entrata di quell'Anfiteatro Nazionale  (che ha una lega di circuito, con delle aperture a debita distanza) affluisce la turba vivente, occupando senza tumulto, e grado a grado, tutto lo spazio. L'cole Militaire occupa le gallerie e i baldacchini sulle volte, ove l'Arte dei Falegnami e dei Pittori ha rivaleggiato in onore delle Autorit Superiori; alla Porta presso il Fiume, degli archi di trionfo hanno iscrizioni, alquanto fiacche, ma ideate con buon proposito e ortodosse. Molto in alto, al disopra dell'Altare della Patria, su i loro grandi argani di ferro, ondeggiano sospese le nostre antiche Cassolettes, Bacini da incenso, che spargono il dolce fumo dell'incenso, non si sa per che cosa, quando non sia per la Mitologia Pagana. Duecentomila Patriotti, e, quel ch' pi, Centomila Patriotte, tutte adornate e festeggiate come si pu immaginare, seggono in attesa in questo Champ-de-Mars.
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Quale quadro! Un circolo di vita, brillante, multicolore disteso lass sul Declivio dai trenta ordini di sedili, che si direbbe sospeso sull'ombra fitta degli alberi dell'Avenue, poich i loro tronchi sono nascosti dall'altura; al disopra di esso tutta la Terra verdeggiante dell'Estate; col barbaglio dell'acque, o il bianco scintillare degli edifiz di pietra: piccola pittura circolare di smalto nel centro d'un tal vaso - di smeraldi! Un vaso non vuoto: le Cupole degli Invalidi non mancano di popolazione al pari dei lontani Mulini a vento di Montmartre; sulle pi remote guglie, sui campanili d'invisibili villaggi stanno persone coi cannocchiali. Sulle alture di Chaillot si veggono gruppi variopinti che si muovono; tutt'intorno e a distanza su tutto il cerchio di alture che ha in grembo Parigi,  come un Anfiteatro pi o meno popolato, che l'occhio dura fatica a misurare. Le alture, per di pi come fu gi accennato, hanno i cannoni; e una batteria galleggiante di cannoni  sulla Senna. Ove non arriva l'occhio, supplisce l'orecchio; e tutta la Francia propriamente non  che un Anfiteatro; poich nella citt lastricata e nel casale non lastricato, gli uomini sono intenti ad ascoltare fin che il soffocato rumore del tuono non sia udibile nel loro orizzonte; e allora anche per essi cominceranno i giuramenti e il fuoco! (40) Ma ora, con ondate di musica, vengono Federati in quantit - che si sono riuniti sul Boulevard Saint-Antoine o in quei pressi, e vengono marciando a traverso la citt, con le loro Ottantatr Bandiere dei dipartimenti, mandando benedizioni, non a voce alta, ma dal profondo del cuore; giunge l'Assemblea Nazionale e va a prender posto sotto il suo Baldacchino; giunge la Regalit, e va a sedere su un trono accanto. Lafayette, che cavalca un gran cavallo bianco da battaglia,  qui; tutti i Funzionar civici son qui; e i Federati formano delle danze, fin che non comincino le loro evoluzioni e manovre militari.
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Evoluzioni e manovre? Non costringete la penna del mortale a descriverlo: l'immaginazione pigra impallidisce; dichiara che non val la pena;  un andare, venire, girare, al passo, al passo accelerato, di carriera. Il Sieur Motier, o Generalissimo Lafayette, poich rappresentano la stessa persona, ed  Generale di Francia e fa le veci del Re per ventiquattr'ore; il Sieur Motier si fa innanzi con quella sublime e cavalleresca andatura sua propria, solennemente ascende i gradini dell'Altare della Patria al cospetto del Cielo e della Terra respirante appena, e sotto lo scricchiolo delle ondeggianti Cassolettes, "premendo l, con forza, la punta della sua spada", pronunzia il Giuramento al Re, alla Legge, alla Nazione  (senza far menzione dei "grani", e della loro circolazione), in nome proprio e della Francia armata. Segue un ondeggiar di bandiere fra molte acclamazioni. L'Assemblea Nazionale deve giurare restando in piedi al suo posto; anche il Re, in modo da essere udito. Il Re giura; a quel punto gli applausi debbono fendere la volta del Cielo; che i cittadini emancipati si abbraccino l'un l'altro, ognuno stringa con tutto il cuore la mano del suo simile; e i Federati armati percuotano insieme le loro armi; sopratutto parli la batteria galleggiante! Ed essa ha parlato - ai quattro angoli della Francia. Da una a un'altra eminenza scoppia il tuono; debolmente udito, fortemente ripetuto. Qual pietra lanciata e in qual lago; in circoli che non vanno perdendo di forza! Da Arras ad Avignone; da Metz a Bayonne! Su Orlans e Blois, passa tonando nel recitativo del cannone; Puy ne risuona fra le sue montagne di granito; cos Pau, ov' la culla di tartaruga del Grande Enrico. Nella lontana Marsiglia pare che la sera rosseggiante ne divenga testimone: sulle acque del Mediterraneo d'un azzurro profondo il Castello di If, tutto colorito di rosso, lancia da ogni bocca di cannone la sua lingua di fuoco, e tutto il popolo grida "S, la Francia  libera". O Francia gloriosa, tu ti espandi cos, in rumore e fumo universale; ed hai saputo conseguire il Berretto Frigio della Libert! In tutte le citt si possono piantare gli Alberi della Libert, con o senza frutto. Non dicemmo noi che fu il pi alto grado che raggiunse l'arte di Tespi, su questo Pianeta, il maggior grado?
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L'arte di Tespi, sfortunatamente, bisogna ancora chiamarla cos; poich, guardate l in quel Campo di Marte, le Bandiere Nazionali, prima di ricevere alcun giuramento, dovettero essere tutte benedette. Operazione molto conveniente, poich, di certo, senza la benedizione accordata dal Cielo, o, se vogliamo, cercata ad alta voce o in silenzio, nessuna bandiera terrestre, nessuna impresa pu riuscire vittoriosa: ma ora come fare? Con quel parafulmine di Franklin triplicamente divino, sar sottratto dal Cielo il fuoco miracoloso che scender delicatamente, ridonando la salute, la vita, alle anime degli uomini? Oib, la cosa  semplicissima: con Duecento Individui tonsurati, "in camice bianco come neve, e cinte tricolori", allineati sugli scalini dell'Altare della Patria; e alla loro testa, come interprete, la Guida delle Anime Talleyrand Prigord! Costoro faranno da miracoloso parafulmine finch sar loro dato. O Cielo azzurro e profondo, o Terra verde che tutto alimenti; Ruscelli che sempre scorrete; o Foreste caduche che morite e rinascete di continuo, come i figli degli uomini; Montagne di roccia che morite ogni giorno ad ogni rovescio di pioggia, eppure non siete morte n siete livellate per secoli e secoli e che non rinascerete  (a quel che pare) se non per nuove esplosioni del mondo, per tumultuosi ribollimenti e capitomboli tra un vapore che sale fino a met strada della Luna; o tu impenetrabile, mistico Tutto, vestimento e dimora dell'INNOMINATO; e tu, articolato Spirito dell'Uomo dotato di favella, che formi e modelli questo Incommensurabile Innominabile, come  veduto dai nostri occhi - non  in questo un miracolo: che qualche mortale Francese possa, non diciamo aver creduto, ma preteso e immaginato di credere che Talleyrand e duecento pezzi di tela bianca potessero fare un tal miracolo?
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Qui intanto, dobbiamo notare con gli addolorati storici di quel giorno, che, d'un subito, mentre il Vescovo Talleyrand con lunga stola, mitria e cinta tricolore era per montare sui gradini dell'Altare per cominciare il suo miracolo, il cielo materiale divenne nero; cominci a spirare, con lungo sibilo, un vento del Nord, freddo e umido, e venne gi un vero diluvio di pioggia. Triste a vedersi! I sedili a trenta file, tutt'intorno al nostro Anfiteatro sono istantaneamente coperti dagli ombrelli, poco utili in una tal calca; le nostre antiche Cassolettes divengono pentole d'acqua; il fumo d'incenso esce fischiando in un soffio di vapore fangoso. Oim, in cambio di evviva, non s'ode ora che il batter furioso della pioggia e un incessante strepito. Poich le tre o quattrocentomila persone pensano che hanno una pelle, fortunatamente impermeabile. La divisa del Generale sgocciola acqua: tutte le bandiere militari s'abbassano languidamente, non sventolano pi, ma penzolano inerti, metamorfosate in bandiere di stagno dipinto! Molto, molto peggiore  la condizione, attesta la testimonianza dello storico, delle centomila bellezze della Francia! Le loro nivee mussoline sono tutte inzaccherate e sgualcite; le piume di struzzo, ridotte spioventi, mostrano pietosamente la loro spina; tutti i cappelli sono rovinati, il cartone interno liquefatto  tornato alla sua pappa originaria; la Belt non si pavoneggia pi nei suoi adornamenti, come la Dea dell'Amore uscente appena dalle sue nuvole di Pafo, ma si dibatte in una disastrosa prigionia, poich "compaiono le forme"; ed ora solo le esclamazioni di simpatia, un risolino represso e uno schietto buonumore possono dare un aiuto. Un vero diluvio, un lenzuolo infinito o colonna fluida di pioggia; - tale, che fin dalla mitria della nostra Guida delle Anime dev'essere riempita; non pi una mitria ma una secchia ricolma, che fa acqua da tutte le parti sulla sua testa vulnerabile! Noncurante di ci, la Guida Talleyrand opera il suo miracolo. La Benedizione di Talleyrand, diversa da quella di Giacobbe, discende sulle ottantatr bandiere dipartimentali della Francia, che ondeggiano o s'agitano penzoloni, ringraziando con tutto l'ardore che  del caso. Verso le tre il sole manda i suoi raggi; le evoluzioni che ancora rimangono, si possono fare col cielo sereno, comunque con le decorazioni molto danneggiate (41).
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Il Mercoled la nostra Federazione  consumata, ma le feste durano tutta la settimana e continuano nella settimana seguente. Feste che nessun Califfo di Bagdad o Aladino con la sua lampada, avrebbero potuto uguagliare. V' una giostra sul Fiume, con relativi salti mortali, infangamento e baccano. L'Abb Fauchet, Te Deum Fauchet, pronunzia per suo conto "nella rotonda del Mercato dei grani" un'orazione funebre su Franklin, pel quale l'Assemblea Nazionale ha di recente tenuto il lutto per tre giorni. Le tavole di Motier e di Lepelletier scricchiolano ancora al peso delle vivande, le vlte delle sale echeggiano di patriottici brindisi. La quinta sera, che  il sabato Cristiano, v' un Ballo universale. Parigi, a casa e fuori, dappertutto balla; ballano gli uomini, le donne, i fanciulli, a suono d'arpa e di violino. L'uomo dalla testa canuta vuol battere ancora una volta la misura sotto questa bassa luna: i bimbi senza parola che ancora succhiano il latte, infantes, come noi li chiamiamo, ??p?a t???a s'agitano tra le braccia, e dimenano le loro piccole membra paffute, impazienti d'esercitare i loro muscoli, senza sapere perch. La pi solida trave si curva pi o meno, tutti i travicelli scricchiolano.
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Fuori, proprio sul seno della Terra, guardate le Rovine della Bastiglia. Son tutte illuminate e allegoricamente decorate; un Albero della Libert alto sessanta piedi, coperto d'un berretto frigio di dimensioni enorme, sotto il quale il Re Arturo e la sua tavola rotonda avrebbero potuto pranzare! Nel fondo pi remoto vi  una sola lampada lugubre, che fa vedere a luce incerta una delle vostre gabbie di ferro mezzo sepolta e alcune pietre della Prigione. La Tirannia che svanisce sotto terra; tutto  sparito, tranne il contorno: il resto completamente sostituito da festoni di lampade, da alberi veri o di cartone, a somiglianza d'un boschetto di fate, con questa iscrizione che si legge passando: "Ici l'on danse, qui si balla". Come infatti era stato oscuramente presagito da Cagliostro, il profetico Ciarlatano dei Ciarlatani, quando egli, quattro anni addietro, lasci l'orrida prigione, per ricadere in una prigione pi orrida, l'Inquisizione romana, che non lascia pi.
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Ma, dopo tutto, che cosa  quello che si fa alla Bastiglia, in confronto di quello degli Champs lyses?  l, verso quei Campi ben chiamati Elisi, che tende ogni piede. I festoni di lampade irradiano come una luce del giorno; piccole coppe ad olio, come mosche variegate e luminose, illuminando le pi alte foglie; vi sono alberi tutti coperti di fuochi var che spargono lontano la loro luce tenue, tra le ombre del bosco. In quel luogo sotto il libero cielo, i robusti Federati con le pi belle amanti d'occasione, elastiche come Diana, ma non come Diana ritrose e rigide, tessono liete danze nella notte d'ambrosia; i cuori sono commossi, infiammati; raramente il nostro vecchio Pianeta, in quella immensa Ombra conica, "che va oltre la Luna, ed  chiamata Notte", ha steso il suo velo su una Sala da ballo di quella specie. O se, come dice Seneca, gli di guardano quaggi l'uomo buono che lotta contro l'avversit, e sorridono; che cosa dovranno di Venticinque Milioni d'individui, che indistintamente trionfano d'ogni avversit - per otto giorni e pi?
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Frattanto in quella maniera e con tali forme, la Festa delle Picche  trascorsa danzando; i galanti Federati tornano alle loro case verso tutti i punti cardinali, coi nervi febbrili e il cuore e la testa in fiamme; anzi alcuni di loro, come il rispettabile amico Dampmartin, di Strasburgo, completamente "bruciati dai liquori" e avviati alla morte (42). La festa delle Picche se n' andata a passo di danza,  morta ed  ora lo Spettro d'una Festa; - nulla ormai rimane di essa, tranne la visione nella memoria degli uomini; neppure il posto dove ebbe luogo si riconosce pi, poich il declivio di quello Champs-de-Mars  ridotto alla met dell'altezza originaria (43). Fu senza dubbio una delle pi memorabili Alte Maree Nazionali. Mai o quasi mai, come dicemmo, fu pronunziato un Giuramento con tanta effusione di cuore, con tant'enfasi, con tanta manifestazione di gioia, eppure fu rotto irrimediabilmente entro l'anno. Ah, perch? Se quel giuramento fu pronunziato con tanto giubilo celestiale, petto contro petto, mentre Venticinque Milioni di cuori ardevano insieme; o Destino inesorabile, perch? - In parte perch fu pronunziato con troppo rapimento di gioia; ma principalmente per una pi antica ragione: il Peccato era venuto al mondo, e dal Peccato la Miseria! Quei Venticinque Milioni, se noi vorremmo portarvi la nostra attenzione, con quel loro Berretto Frigio, non hanno nessuna forza, al disopra di loro, che li vincoli e li guidi; n hanno in s stessi, ora pi di prima, una forza di direzione, una regola esatta di vita; come dunque, andando con un tal passo, con tanta foga, per vie sconosciute, senza briglia, senza scopo, si pu evitare il precipizio? Poich invero, non  quello di una Federazione color di rosa, il colore di questa Terra e del suo lavoro; n con gli scoppi di squisito sentimento, ma con ben altre munizioni l'uomo potr affrontare il mondo.
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 savio, in ogni caso, che "risparmiate il vostro fuoco", conservandolo sepolto, piuttosto come un calore interno, fecondatore! Le Esplosioni pi violente, anche se ben dirette, sono di dubbio esito; spesso futili, in genere orribilmente dannose; come se un uomo, una Nazione d'uomini sciupassero tutta la loro provvigione di Fuoco artificiale. Cos noi abbiamo visto matrimon d'amore  (poich gli individui come le Nazioni hanno le loro Alte Maree) celebrati con esplosione di trionfo, mentre gli anziani scuotevano la testa. Pi opportuno sarebbe stata una gioia seria, poich grande era l'impresa. Coppia d'innamorati, pi vi sentite vittoriosi e sprezzanti del male terrestre, che sembra tutto scomparso, e pi sar grande la vostra disillusione nel trovare che il male terrestre ancora sussiste! "E perch sussiste il male?" Grider ciascuno di voi: "Perch il mio falso compagno  stato traditore; il male era abolito; ed io per parte mia ho agito con fedelt in tutto ci che feci o avrei fatto". Onde la dolcissima Luna di miele si cambia in lunghi anni di aceto, forse divulsivo come quello d'Annibale.
Dovremo noi dire, che la Nazione Francese ha condotto il Trono, o l'ha adescato, costretto, a condur lei all'Altare della Patria, per celebrare le loro nozze, in tale maniera troppo affettuosa; e che per dare alla cerimonia nuziale il dovuto splendore e tutta la sua pompa, ha sconsideratamente - dato fuoco al suo letto?
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LIBRO SECONDO. NANCY.
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CAPITOLO 1.
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BOUILL.
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In una semioscurit, a Metz, sulla frontiera Nord-Est, un certo brave Bouill, ultimo rifugio della Regalit in tutte le distrette e nei suoi progetti di fuga, per molti mesi ha aleggiato occasionalmente innanzi ai nostri occhi; qualche cosa come il nome o l'ombra d'un brave Bouill; ed ora guardiamolo fisso un momento, finch egli divenga una sostanza, una persona per noi. L'uomo stesso  degno di un'occhiata; la sua posizione e la sua condotta l, in quei giorni, getter luce su tante cose.
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Poich  di Bouill quel che  di tutti gli Ufficiali Comandanti francesi; solo in un grado pi enfatico. La grande Federazione Nazionale, gi l'indoviniamo, non fu che un vano rumore, o peggio: un ultimo, clamorosissimo universale evviva, con colmi bicchieri, in quel nazionale festino dei Lapiti per la Costituzione che si faceva; come un'alta smentita dell'esistenza palpabile; come se, con gli hurrah!, si volesse dissimulare l'inevitabile, che gi picchia alle porte! E si pu dire che questo nuovo brindisi nazionale non pu che accrescere l'ebrezza; in modo che, come pi giurer a voce alta la fratellanza, pi presto e pi certamente condurr al Cannibalismo. Ah! sotto questo splendore e clangore di fraternit, che fitto mondo di irreconciliabili discordie giace momentaneamente sopito, domo per un istante! I rispettabili Federati militari hanno appena raggiunto le loro abitazioni; nei pi infiammabili "morenti, bruciati dai liquori e dalle effusioni", non ancora s' spento il fuoco; lo splendore non s' ancora dileguato dagli occhi degli uomini e ancora brilla riempendo la memoria di tutti, quando le vostre discordie scoppieranno ancora pi intense e pi fosche che mai. Volgiamo lo sguardo a Bouill e vediamo in qual modo.
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Bouill comanda presentemente la Guarnigione di Metz, e tutto in giro l'Est e il Nord; poich egli  stato nominato, per un recente atto del Governo con la sanzione dell'Assemblea Nazionale, uno dei nostri quattro Generali in capo. Rochambeau e Mailly, a quei tempi eminenti uomini e Marescialli, quantunque per noi di poca importanza, sono due suoi colleghi; il vecchio Lukner, ostinato e ciarliero, per noi anche di poco momento, sar probabilmente il terzo. Il Marchese de Bouill  un Lealista dichiarato, non avverso alle riforme moderato, ma risoluto contro gli eccessi. Un uomo da molto tempo sospetto al Patriottismo, che ha pi d'una volta date molestie all'augusta Assemblea Nazionale: che non volle per esempio prestare il Giuramento Nazionale, come era tenuto a fare, ma sempre procrastinava or con un pretesto or con un altro, finch Sua Maest, con un autografo, glielo richiese come un favore. Quivi, a quel posto, che se non  un posto d'onore,  eminente e di pericolo, egli attende silenzioso e concentrato e assai incerto del futuro. "Solo", com'egli dice, o quasi solo, dell'antica Notabilit militare non ha emigrato; eppure sempre pensa ai suoi momenti atrabiliari che anche a lui non resta altro a fare che mettersi in marcia. Egli potrebbe marciare, per esempio alla volta di Trves o di Coblenz, dove i principi esiliati si schiereranno un giorno, oppure cacciarsi nel Lussemburgo, ove il vecchio Broglie poltrisce e langue. Non v' l il grande ed oscuro Abisso della diplomazia europea, ove i vostri Calonnes e i vostri Breteuils cominciano a errare in una luce incerta?
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Con immensi confusi propositi e prospettive, senza nessun proposito determinato, tranne quello di rendere un servizio a Sua Maest, Bouill attende; facendo ogni sforzo per mantenere il suo distretto leale, le sue truppe fedeli, la sua guarnigione equipaggiata. Egli continua col suo cugino Lafayette una certa lenta corrispondenza diplomatica per vie di lettere e messaggeri; da un lato cavalleresche proteste costituzionali, dall'altro gravit e brevit militare; rara corrispondenza, che si pu vedere di giorno in giorno divenire sempre pi rara e pi vacua finch diventa interamente vuota (44). Uomo impetuoso e collerico, d'una chiaroveggenza acuta, d'un ostinato ardimento; che comprime le esplosioni del suo carattere, che  valoroso e che possiede un'audacia impulsiva: tale uomo che sarebbe stato meglio al suo posto difendendo come un leone quelle Isole Windward, ovvero, con un salto da tigre, avrebbe potuto strappare agli Inglesi Nevis e Montserrat, - anzich qui ridotto all'impotenza, impigliato da capo a piedi nelle reti della diplomazia, in attesa d'una guerra civile che forse non verr mai. Pochi anni addietro Bouill doveva condurre una spedizione francese nelle Indie orientali per riconquistare o conquistare Pondichry e i Regni del Sole; ma il mondo intero  d'un subito cambiato, ed egli con esso; il Destino non lo volle su quella via, ma su quest'altra.
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CAPITOLO 2.
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ARRETRATI E ARISTOCRATICI.
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Invero dal modo come in genere si mostrano le cose, lo stesso Bouill non ne trae buon auspicio. L'Esercito fin dagli antichi giorni della Bastiglia, e prima ancora, s' trovato universalmente nella pi incerta posizione ed  andato di giorno in giorno peggiorando. La disciplina che  in ogni tempo uno specie di miracolo, che riceve l'impulso dalla fede, croll allora; non si vede qual prospettiva di ripristinamento abbia ormai. Le Gardes Franaises giocarono l'ultima carta, e tutti sanno come guadagnarono la partita e qual uso fecero della posta. In questo sconvolgimento generale vediamo che i soldati Mercenari rifiutano di combattere. Perfino gli Svizzeri di Chteau-Vieux, che sono una specie di Svizzeri francesi, di Ginevra e del Cantone di Vaud, si sente che hanno rifiutato. I disertori si eclissavano; lo stesso Royal-Allemand ha l'aspetto sconsolato, quantunque fermo nel suo proposito. In una parola noi vedemmo la Disciplina Militare sotto la misera figura di Besenval, con quel suo campo convulsivo, senza freno, passare due giorni di martirio sul Campo di Marte, e poi velandosi, per cos dire con le tenebre della notte, "partirsi lungo la riva sinistra della Senna", per cercare un rifugio in un posto qualsiasi; giacch questo suolo  divenuto troppo scottante per essa.
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Ma qual nuovo sito cercare? Qual rimedio tentare? Dei quartieri che non fossero "infetti": questo, senza dubbio, con un'oculata e severa disciplina, sarebbe il piano. Ma oim, in ogni quartiere, in ogni luogo, da Parigi, gi, fino al pi remoto casale,  l'infezione,  il contagio sedizioso: un contagio inalato, propagato col contatto e con la parola, che  giunto fino al pi oscuro dei soldati! V' uno scambio di discorsi fra uomini in uniforme e uomini senza uniforme; uomini in uniforme leggono i giornali e vi scrivono anche (45). Non mancano pubbliche petizioni o rimostranze, emissari privati e associazioni; v' scontento, gelosia, incertezza e umor tetro e sospettoso. Tutto l'Esercito Francese, fermentando in un fosco ardore, ha una tetraggine sinistra, che non fa presagire niente di buono.
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Dobbiamo dunque nella generale dissoluzione e rivolta sociale assistere alla forma pi profonda, alla pi terribile, quella di una soldatesca che si rivolta? Sterile, desolante a mirarsi  il fatto stesso della rivolta in tutti i suoi aspetti; ma  infinitamente peggio allorch prende l'aspetto d'un ammutinamento militare! Lo strumento stesso della disciplina e della repressione, che serviva a regolare e a mantenere nell'ordine tutte le cose,  divenuto precisamente il pi grande e il pi spaventevole strumento di disordine; proprio come il Fuoco, il nostro servo indispensabile e onniprovvidente, allorch ottiene il predominio e diviene incendio. La disciplina noi la dicemmo una specie di miracolo: infatti non  un fatto miracoloso che un uomo possa muovere centinaia di migliaia d'uomini, ognuno dei quali forse non l'ama singolarmente e non lo teme; eppure deve ubbidirlo, andare avanti e indietro, camminare e fermarsi, dare la morte ed anche riceverla, come se il Fato avesse parlato; e la parola del comando non diviene alla lettera quasi una parola magica?
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E tornando alla parola magica: se essa una volta sola  dimenticata,  rotto l'incanto! Le legioni di spiriti, assiduamente obbedienti, si rivoltano ora contro di voi come nemici minacciosi; la vostra arena larga e bene ordinata diviene una tumultuosa Platea, e il disgraziato mago  dilaniato a brani a brani. Le turbe militari sono turbe con i moschetti in mano e che per giunta hanno la morte sospesa sul capo, poich la morte  la pena della disobbedienza, ed essi hanno disobbedito. Quindi, se tutte le turbe sono, di regola, possedute dalla frenesia, ed operano freneticamente, in uno stato di parossismo folle, scosse da un'onda di calore e da un brivido di freddo, mentre una rabbia feroce s'alterna stranamente con un terrore panico; figurarsi poi quel che avviene d'una turba militare, la quale sente il conflitto fra doveri e pene,  sbalottata fra il rimorso e il furore, e nei suoi accessi febbrili si trova fra le mani un'arma carica! Pel soldato stesso la rivolta  spaventevole e spesso degna di piet; eppure cos pericolosa, che pu essere solo odiata, punto compatita. Una classe anomala di mortali questi poveri Ammazzatori Salariati! Con una franchezza che al Moralista in questi tempi sembra sorprendente, essi hanno giurato di divenir macchine; e nondimeno sono rimasti in parte uomini. Nessuna persona autorevole dotata di prudenza rammenti loro quest'ultimo fatto; ma sempre la forza, e l'ingiustizia sopratutto, comprimano questo lato della molla che scatta! I soldati, come spesso diciamo, si rivoltano: ebbene, se cos non fosse, molte cose che sono transitorie in questo mondo diverrebbero perpetue.
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Al disopra ed oltre le doglianze generali di tutti i figli di Adamo contro la loro sorte quaggi, quelle della soldatesca francese si riducono a due: prima, che i loro Ufficiali sono Aristocratici; seconda, che truffano loro la Paga. Due doglianze, o piuttosto, potremmo dire, una, capace di dividersi in cento; poich in questa sola proposizione: gli Ufficiali sono Aristocratici,  tutta una moltitudine di corollar che balza fuori!  una sconfinata fonte di scontento che scorre inesauribile;  per cos dire una materia grezza di querele donde questa querela individuale viene plasmandosi di giorno in giorno. E vi sar una specie di refrigerio nel vederla, di tanto in tanto, prender corpo. Il peculato della propria Paga! Ecco che la querela ha preso corpo,  resa tangibile, atta ad essere denunciata, capace di uno sfogo, non foss'altro che con parole irate.
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Giacch, sventuratamente, questa grande fonte di doglianze esiste: quasi tutti i nostri Ufficiali, di regola, sono Aristocratici; hanno l'Aristocrazia proprio nel sangue e nelle ossa. Per una legge speciale, nessuno pu aspirare a divenire il pi meschino luogotenente nell'esercito, prima che abbia fornito le prove d'una nobilt blasonata di quattro generazioni. Non solo la nobilt ma quattro generazioni di nobilt. Quest'ultima  un'innovazione escogitata relativamente di recente da un certo Ministro della Guerra assai vessato da richieste di brevetti (46). Un'innovazione che riusc di sollievo al Ministro della Guerra oppresso dalle domande ma che in Francia squarci ancor pi la voragine dei contrasti fra il Popolo e la Nobilt, anzi fra la nuova nobilt e l'antica; quasi che non vi fossero abbastanza contrasti e divergenze fra quella nuova e quella antica, e poi fra quella nuova, quella antica e quella antichissima; una collisione generale, ove gli uomini ora veggono e odono, nel turbine singolare, tutte le disuguaglianze assieme che toccano il fondo! Sono andate o stanno andando a fondo; in maniera tumultuaria, senza ritorno; dappertutto, tranne che nelle cose militari; e l si pu domandare: Possono sperare di restare sempre a galla? Apparentemente, no.
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 vero, in tempo di pace esterna, allorch non v' nessuna battaglia, e solo semplici manovre, la questione dell'avanzamento dell'esercito pu sembrare teorica anzich no. Ma in rapporto ai Diritti dell'Uomo  sempre pratica. Il soldato ha giurato fedelt, non solo al Re, ma alla Legge ed alla Nazione. I nostri comandanti amano la Rivoluzione? domandano tutti i soldati. Sfortunatamente no, essi la odiano ed amano la Controrivoluzione. I giovani adorni di spalline, dal sangue aristocratico, avvelenati dall'orgoglio della loro posizione, beffeggiano apertamente con un'indignazione che si sforza di divenire scherno i nostri Diritti dell'Uomo, come un ragnatelo di nuova specie, prossimo ad essere spazzato via. I vecchi Ufficiali, pi cauti, serbano il silenzio a denti stretti; ma si pu indovinare quel che passa nel loro interno. E chiss che, sotto la pi plausibile parola di comando, non si trovi la Controrivoluzione medesima, non si celi la vendita ai Principi esiliati e all'Imperatore d'Austria? Chiss che gli Aristocratici traditori non mettano la benda sulla scarsa chiaroveggenza di noialtri uomini del popolo? - In tal modo opera questa generale materia greggia di scontento, disastrosa; che in luogo di fedelt e di rispetto, genera odio e sospetto senza fine e l'impossibilit di comandare e di obbedire. Ed ora, poi, che questa seconda e pi tangibile doglianza si concreta universalmente nella mente dell'uomo del popolo: Peculato della sua paga! Peculato della pi spregevole specie esiste ed  esistito da tempo; ma, se i nuovi dichiarati Diritti dell'Uomo, ed ogni qualsiasi diritto, non sono dei ragnateli, non esister pi in avvenire.
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Il Sistema Militare Francese ha l'aria di morire di un doloroso suicidio. Ancor pi com' naturale, in questa causa il cittadino si mette contro il cittadino. Il soldato trova numerose adesioni e simpatie senza limiti fra i Patrioti delle classi inferiori; n mancano, da parte delle classi alte, all'ufficiale. L'ufficiale si veste e si profuma per andare alle tristi soire, dei non emigrati, in quanto ve ne sono ancora; e manifesta i suoi dolori; e non sono poi questi i dolori della Maest e della Natura? Manifesta nello stesso tempo la sua allegra sfida, la sua ferma risoluzione. I Cittadini e ancor pi le Cittadine veggono il bene e il male; e non solo il Sistema Militare  destinato a suicidarsi, ma tante altre cose con esso. Come s' detto,  ancora possibile un pi profondo sconvolgimento di quanti se ne siano mai visti; il pi profondo sconvolgimento dello stato corrusco e solforoso su cui tutto riposa e cresce!
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Ma in che modo queste cose possono influire sulla rozza mente del soldato con le sue pedanterie militari, con la sua inesperienza di tutto ci che non concerne la piazza d'armi; inesperienza pari a quella di un fanciullo congiunta alla fierezza di un uomo e alla veemenza di un Francese?  molto tempo che i segreti conversari alla mensa e al corpo di guardia, gli sguardi arcigni, le mille vessazioni meschine fra comandante e comandato, occupano ovunque le noiose giornate militari. Domandate al capitano Dampmartin, un ufficiale di cavalleria autentico e nello stesso tempo un intellettuale, che ama il Regno della Libert in una certa maniera: egli ha sentito il dolore nel pi profondo del suo cuore, molte volte, nella calda regione del Sud-Ovest e altrove; ha visto le rivolte, le battaglie civili alla luce del giorno e a lume di torcie, e l'anarchia pi odiosa della morte. Domandate come insubordinati soldati di cavalleria, ubriachi, incontrarono il capitano Dampmartin e un altro sui bastioni, dove non c' modo n di svignarsela n di farsi da lato, e puntualmente fanno il saluto militare, poich noi li guardiamo con calma; ma lo fanno con stizza e in una maniera quasi insultante. Come un mattino essi "lasciano tutti i loro farsetti di camoscio" e gli oggetti superflui di cuoio, di cui sono stufi, ammucchiati innanzi alla porta del Capitano, "e di ci noi ridiamo", come l'asino quando mangia i cardi. Come "legano poi insieme due corde da foraggio", e bestemmiano a voce alta, mostrano evidentemente l'intento d'impiccare il Quartiermastro. Tutto ci, esaminato tra il rosso e il nero d'una memoria piena di rimpianti,  stato scritto di getto dal Capitano. Gli uomini mormorano vaghe parole di disgusto; gli ufficiali abbandonano la loro carriera disgustati.
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Ed ora rivolgiamo qualche domanda a un altro Ufficiale letterato, non ancora capitano, ma semplice sottotenente di ventun anni che ha qualche titolo per parlare; il suo nome  Napoleone Bonaparte. A tale altezza di sottotenente  egli giunto promosso dalla Scuola di Brienne, cinque anni addietro, "essendo stato trovato idoneo in matematica dal Laplace". Egli sta ad Auxonne nella Cte d'Or, in questi mesi; non certo sontuosamente alloggiato, - "nella casa d'un barbiere, alla cui moglie non us il dovuto rispetto"; oppure al Padiglione, in una camera dalle nudi pareti, arredata solo da un "letto qualunque senza cortina, due sedie e, nel vano d'una finestra, una tavola coperta di libri e di carte. Suo fratello Luigi dorme su un rozzo materasso in una camera attigua". Ci nonostante egli sta facendo qualche cosa di grande: scrive il suo primo libro o pamphlet, l'eloquente e veemente Lettera a Matteo Buttafuoco, il nostro Deputato Corso, il quale non  un patriota, ma un aristocratico indegno dell'ufficio di Deputato; Joly di Dle  il suo editore. Il sottotenente letterato corregge le bozze; "parte da Auxonne ogni mattina alle quattro, a piedi, per recarsi a Dle: dopo aver esaminato le sue bozze, divide con Joly una bistecca molto frugale, e immediatamente si apparecchia a tornare alla sua guarnigione, dove arriva prima di mezzod, dopo aver percorso circa venti miglia durante il mattino".
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Questo Sottotenente pu notare che nei salotti, per le vie, per le strade maestre, negli alberghi, dappertutto i cervelli degli uomini sono pronti a infiammarsi; che un patriota, allorch fa la sua apparizione in un salotto o fra un gruppo di ufficiali, si sente scoraggiato per la grande maggioranza che gli  contraria; ma non appena egli si trova in istrada o fra i soldati, gli pare che tutta la Nazione sia con lui; che dopo il famoso giuramento al Re, alla Nazione, alla Legge, sia avvenuto un grande cambiamento; che prima del giuramento, quando si fosse ordinato di far fuoco contro il popolo, egli per primo lo avrebbe fatto in nome del Re; ma che dopo, nel nome della Nazione, vi si sarebbe rifiutato. Pu notare altres che gli ufficiali patrioti, bench numerosi nell'artiglieria e nel genio pi che negli altri corpi, erano scarsi di numero; senonch, avendo i soldati dalla loro, comandavano il reggimento e spesso liberavano gli ufficiali aristocratici loro confratelli da pericoli e da imbarazzi. Un giorno, "per esempio, un membro della nostra mensa provoc la folla, ponendosi a cantare alla finestra della nostra sala da pranzo: O Richard, o mio Re; ed io dovetti strapparlo alla sua furia". (47)
Che il Lettore moltiplichi questi fatti diecimila volte, e poi li sparga con lievi variazioni su tutti i campi e su tutte le guarnigioni della Francia. L'esercito francese appare sulla china d'un ammutinamento universale.
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Un ammutinamento universale! Queste parole racchiudono quanto basta a dare i brividi al Costituzionalismo patriottico e a un'augusta Assemblea. Qualche cosa  utile che si faccia; ma che bisogna fare niuno sa dirlo. Mirabeau propone che la soldatesca, tutti i duecentottantamila uomini, sia incontanente disciolta, poich si  giunti a questo passo, e organizzata daccapo (48). Ci  impossibile di punto in bianco! dicono tutti. Eppure  addirittura inevitabile, rispondiamo noi, inevitabile in una maniera o in un'altra. Un tale esercito, coi suoi Nobili di quattro generazioni, il suo peculato della paga, e i suoi uomini che legano le corde del foraggio per impiccare il loro Quartiermastro, non pu sussistere accanto ad una tale Rivoluzione. La vostra alternativa si riduce o ad una lenta dissoluzione cronica seguita da una nuova organizzazione; o ad una dissoluzione pronta e decisiva; insomma l'agonia prolungata per anni, o concentrata in un'ora. Con un Mirabeau per Ministro o per Governatore, la seconda sarebbe stata scelta; senza un Mirabeau per Governatore, naturalmente sar adottata la prima.
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CAPITOLO 3.
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BOUILL A METZ.
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A Bouill, nel suo circolo del Nord-Est, nessuna di queste cose  completamente occulta. Molte volte la fuga oltre le frontiere illumina la sua mente come un'ultima luce in tale confusione; eppure resta ancora, sforzandosi sempre a sperare il meglio, non da una nuova organizzazione, ma da una felice controrivoluzione e dal ritorno all'antico. E, dopo tutto, per lui  chiaro che questa stessa Federazione Nazionale, i giuramenti e la fraternit universale fra Popolo e Soldati hanno "prodotto mali incalcolabili". Tutto ci che fermentava in segreto ha avuto con questo mezzo libero corso ed  divenuto pubblico. Le Guardie Nazionali ed i Soldati di linea si abbracciano solennemente fra loro in ogni piazza d'arme, bevono e fanno giuramenti patriottici, si mischiano a processioni disordinate per le vie, pronunciando esclamazioni ed evviva costituzionali e antimilitari. Per questo fatto il Reggimento di Piccardia, fra gli altri,  fatto schierare nella corte della caserma, qui a Metz, e aspramente arringato dal Generale in persona; cos fa atto di pentimento (49).
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Vicino e lontano, come asseriscono i rapporti, l'insubordinazione ha cominciato a mormorare sempre pi alto. Si son visti ufficiali chiusi nelle loro sale da pranzo, assaliti da domande clamorose non senza minaccie. L'insubordinato caporione  scacciato con un "congedo giallo", infame cosa gialla che essi chiamano cartouche jaune; ma dieci nuovi caporioni sorgono in sua vece, e la cartouche gialla cessa d'essere disonorevole. Dopo quindici giorni o al pi un mese da quella sublime Festa delle Picche, tutto l'esercito francese chiede gli arretrati, forma circoli di lettura, frequenta le societ popolari, ed  in uno stato cui Bouill non sa dare altro nome che quello di ammutinamento. Bouill lo comprende, come pochi sono in grado di comprenderlo; e parla per crudele esperienza. Ed ecco un esempio che vale per tutti.
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Si  ancora ai primi di Agosto, la data precisa ora non si pu scoprire, quando Bouill, in procinto di partire per le Acque di Aix-la-Chapelle,  un'altra volta chiamato a recarsi subito al quartiere di Metz. I soldati erano tutti allineati in ordine di battaglia coi fucili carichi e tutti gli ufficiali trattenuti per forza; con l'enfasi di tante voci si chiedeva la paga degli arretrati. Il Piccardia aveva fatto atto di pentimento, ma lo rivediamo recidivo; il vasto spazio  irto di rivoltosi in armi. Il bravo Bouill s'avanza verso il pi vicino Reggimento, e si accinge ad arringare in tono di comando; non suscita che un'eco discorde di lamenti indignati, dai quali emerge il reclamo delle tante migliaia di lire legalmente dovute. Il momento  critico; vi sono circa diecimila soldati a Metz, e pare che uno spirito solo si sia diffuso fra loro.
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Bouill  saldo come adamante; ma che fare? un Reggimento tedesco, detto di Salm, si crede che sia pi docile; senonch Salm pel primo deve aver udito il precetto Tu non devi rubare; Salm pel primo deve sapere che il denaro  sempre il denaro. Bouill s'appressa fiducioso al Reggimento di Salm e pronunzia parole di pace; ma anche qui gli si risponde col grido di quarantaquattromila lire e rotti soldi. Un grido che aumenta sempre d'intensit, a misura che l'umore di Salm si eccita; e poich questo grido non otterr n il pagamento n la promessa del pagamento, finisce con uno strepito simultaneo di moschetti posti in ispalla e una marcia affrettata da parte di Salm, - che si dirige verso la casa del Colonnello nella vicina strada, per prendere le insegne e la cassa militare. Questo fa Salm, per parte sua forte nella fede che meum non  tuum, e che le belle parole non sono quarantaquattromila lire e rotti soldi.
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Incoercibile! Salm marcia con passo militare, percorrendo rapidamente la via. Bouill e gli ufficiali con la spada sguainata si debbono precipitare al doppio pas-de-charge, e mettersi a correre poco militarmente per avere il sopravvento, per prendere posto sulla scala esterna, e restare ivi con quanto hanno di dispregio della morte, e con la spada sguainata; mentre Salm si ammassa ferocemente fila su fila e viene a porsi rimpetto a loro; con quali disposizioni noi possiamo immaginarlo, ma che fortunatamente non arrivano fino all'omicidio. Qui Bouill rester sicuro almeno della risoluzione d'un uomo, con una calma truce, aspettando la fine. Ci che il pi intrepido degli uomini e dei generali pu fare  fatto. Bouill, quantunque ogni imboccatura della via sia sbarrata da un picchetto, e veda la morte sotto i suoi occhi trova modo di mandare in cerca d'un Reggimento di Dragoni, con l'ordine di caricare: gli ufficiali dei dragoni montano, gli uomini si rifiutano: non v' pi speranza per lui. Come dicevamo, la via  barricata; tutta la terra chiusa, solo l'indifferente volta celeste sovrasta quelle teste; forse qua e l un timido proprietario fa capolino alla finestra e prega per Bouill; la massa della Canaglia in istrada prega per Salm. E le due parti stanno ferme come carri impigliati in uno stretto passaggio o come lottatori impegnati in una pugna mortale! Per due ore rimangono cos; la spada di Bouill scintilla nella sua mano e una risoluzione adamantina oscura la sua fronte: per due ore, secondo gli orologi di Metz. Cupo e silenzioso se ne sta Salm, e solo di tanto in tanto si ode del frastuono da quella parte; ma non da fuoco. La Canaglia di tratto in tratto costringe qualche granatiere a puntare il suo moschetto contro il Generale, che guarda impassibile, come un Generale di bronzo; avviene poi sempre che uno o un altro caporale gli fa abbassare la canna.
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In tale rimarchevole attitudine, su quella scala, per due ore, il bravo Bouill, per lungo tempo un'ombra, si fa visibile attraverso l'oscurit e diviene persona. Dopo tutto, e poich Salm non ha tirato su lui fin dal primo momento, e poich qui in lui nulla  mutato, il pericolo diminuir. Il Maire, "persona oltremodo rispettabile", coi suoi Municipali e sciarpa tricolore, alfine ottiene l'entrata; fa rimostranze, perora, promette e riesce a persuadere. Salm torna in caserma. Il giorno seguente, il nostro rispettabile Maire presta la moneta, e gli ufficiali pagano a pronti contanti la met della somma richiesta. Con questa liquidazione Salm si pacifica e pel momento tutto si appiana, per quanto  possibile (50).
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Scene come queste di Metz, o la preparazione e le dimostrazioni in questo senso sono universali in Francia. Dampmartin con le sue corde da foraggio e coi suoi mucchi di farsetto di camoscio  a Strasburgo; in questi giorni medesimi o piuttosto in quelle notti il Regale Champagne "grida: Vive la Nation, au diable les Aristocrates, con una trentina di candele accese", a Hesdin, nel lontano Nord-Est. "La guarnigione di Bitche", il Deputato Rewbell  dolente di asserirlo, "usc dalla citt a suon di tamburo, depose gli ufficiali, e poi torn in citt a spada sguainata" (51). Non deve un'Assemblea Nazionale occuparsi di simili cose? La Francia militare  dappertutto satura di acre umore infiammabile, che esala fuligginoso di qua o di l: tutta una massa di lino fumante, che percorso da un brusco colpo di vento in un altro punto, potrebbe facilmente divampare e divenire una massa di fuoco.
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Il Patriottismo Nazionale  naturalmente molto allarmato di queste cose. L'Augusta Assemblea si aduna diligentemente e delibera; ma non osa in nessun modo decidere, come vorrebbe Mirabeau, l'istantanea dissoluzione ed estinzione; trova che una sequela di palliativi  il mezzo pi facile. Pure, al postutto, questa doglianza circa gli arretrati sar aggiustata. Un piano, che fece molto rumore in questi giorni sotto il nome di "Decreto del sei Agosto", fu formulato a questo scopo. Degli Ispettori visiteranno tutti gli armati e con alcuni caporali scelti "e soldati capaci di scrivere", verificheranno arretrati e peculati e ripareranno a tutto. Bene, se in questo modo la massa incandescente e fumida potesse essere spenta; ma, in caso contrario, come dicevamo, per la forza d'un vento impetuoso, pel contatto d'una scintilla, per una qualunque collisione, potrebbe divampare!
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CAPITOLO 4.
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ARRETRATI A NANCY.
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Dobbiamo per altro notare che di tutti i Distretti quello di Bouill sembra il pi infiammabile. Era sempre presso Bouill e a Metz che la Regalit voleva fuggire. L'Austria trovasi vicino; qui pi che altrove deve il Popolo diviso guardare, di l dalla frontiera, nel mare profondo della Politica Estera e della Diplomazia, con una speranza mista a timore, con mutua esasperazione.
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Fu proprio in quei giorni che alcune truppe austriache, attraversando un angolo di questa regione, in una pacifica marcia, fecero sospettare una vera Invasione; allor accorsero in direzione di Stenay da tutti i punti cardinali circa trentamila Guardie Nazionali coi fucili in ispalla, per vedere di che si trattava (52). E si pot constatare che era una manovra diplomatica; l'Imperatore d'Austria, avendo fretta di giungere nel Belgio, s'era fatto concedere quella scorciatoia. Il movimento senza fine e fosco della Politica Europea fece una punta su questi luoghi, passando per la sua via come la fuggevole ombra di un condore, e subito, in conseguenza, si lev quell'alato stuolo di trentamila, starnazzando e strepitando! Poich a tutto il resto si aggiunge il fatto che questo popolo  molto diviso, gli Aristocratici abbondano; e il Patriottismo deve tener d'occhio Aristocratici e Austriaci.  la Lorena questa regione; la quale non  cos illuminata come la vecchia Francia e ricorda l'antico Feudalismo; anzi, a memoria d'uomo, si pu ricordare che ebbe una Corte e un Re proprio suoi, o piuttosto lo splendore d'una Corte e d'un Re, senza sopportarne gli oneri. E poi d'altra parte, la Societ Madre, che siede nella Chiesa dei Giacobini a Parigi, ha delle filiali qui, in queste citt, e queste Figlie hanno la lingua acuta, lo spirito acre. Figurarsi come la memoria del buon Re Stanislao e dell'et del Feudalismo Imperiale possa accordarsi con questo nuovo e rude Vangelo, e qual virulenta discordia debba risultarne! A tutto ci la soldatesca, ufficiali da un lato, privati dall'altro, prendono parte, ed ora invero una parte principale; la soldatesca inoltre  quasi pi bollente perch pi numerosa, occorrendo in maggior numero in una provincia di frontiera.
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Tale  la Lorena in genere e la sua capitale in ispecie. La piacente citt di Nancy, amata dal Feudalismo appassito, dove il Re Stanislao in persona abit e rifulse, possiede un Municipio aristocratico e nello stesso tempo una Societ Filiale; ha una popolazione di circa quarantamila anime discordi e tre grandi Reggimenti, uno dei quali  lo Svizzero Chteau-Vieux, caro al Patriottismo, dacch si rifiut o fu creduto che si rifiutasse di combattere nelle giornate della Bastiglia. Qui, a quel che pare, sventuratamente, tutte le cattive influenze si trovano riunite; qui pi che in ogni altro luogo la gelosia e l'odio possono svolgersi liberamente. Onde, per tutti questi mesi, l'uomo  stato messo contro l'uomo, il Lavato contro il Non-Lavato; il Soldato Patriota contro il Capitano Aristocratico, con un accanimento sempre crescente; e una gran massa di acrimonie  venuta sempre accentuandosi.
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Acrimonie che possono definirsi, e anche di quelle a cui non si pu dare un nome: poich v' una natura puntuale nella Collera; e giorno per giorno, ora un'occhiata, ora un'inflessione di voce, e le pi piccole commissioni o omissioni portano il loro contributo sulla somma degli incerti che accrescono la somma totale. Per esempio lo scorso Aprile, in quei tempi di Federazione preliminare, quando le Guardie Nazionali e i soldati dappertutto giuravano fraternit e che tutta la Francia si organizzava in federazioni locali, preparandosi per la grande Festa Nazionale delle Picche, fu notato che questi Ufficiali di Nancy buttavano acqua fredda su quanto concerneva la fraternit; che cercavano di esimersi dal comparire alla Federazione di Nancy; che alfine intervennero, ma in semplice redingote e in abito negletto, cambiandosi appena la camicia; che anzi uno di loro, come i Colori Nazionali gli passarono vicino in gran pompa in quel momento solenne, senza una necessit visibile, prese occasione di sputare (53).
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Bazzecole e fatti di cronaca, ma continui, incessanti! La Municipalit Aristocratica, pretendendo d'essere Costituzionale, si mantiene per lo pi tranquilla; non cos la Societ Figlia, i cinquemila adulti maschi, Patrioti del luogo; e tanto meno le cinquemila femmine; non cos la giovent dei Nobili di quattro generazioni, con o senza baffi, e ornata di spalline; n gli arcigni patrioti Svizzeri Chteau-Vieux, la fanteria effervescente del Reggimento du Roi, le bollenti truppe del Mestre-de-Camp! La murata Nancy, cos gaia, linda, con le sue vie dritte e le sue piazze spaziose e la sua architettura che rimonta a Stanislao, sulla feconda alluvione della Meurthe; cos brillante fra i gialli campi di frumento in questi mesi di ricolto - non  altro internamente che un antro ove albergano la discordia, l'ansia, l'infiammabilit non lungi dall'esplosione. Che Bouill vi fermi un po' il suo sguardo. Se questo universale ardore militare, che possiamo comparare a un vasto mucchio di lino fumigante, prendesse fuoco in qualche sito, la sua barba qui in Lorena e a Nancy, potrebbe pi prontamente d'ogni altra cosa esserne abbruciacchiata.
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Bouill, dal canto suo,  abbastanza occupato, ma soltanto della sopraintendenza generale, facendo uscire da Metz il pacificato Salm e tutti gli altri reggimenti ancora maneggevoli; egli si dirige verso la citt e i villaggi del Mezzogiorno, verso gli accantonamenti rurali come Vic, Marsal e luoghi limitrofi, presso le acque chete, dove  abbondanza di foraggio pei cavalli e un suolo appartato per le manovre, dove le facolt speculative del soldato possono essere calmate dagli esercizi militari. Salm, come dicevamo, non aveva ricevuto che solo una met del pagamento degli arretrati; non senza brontolare, naturalmente. Nondimeno quella scena della spada sguainata aveva dopo tutto rialzato Bouill agli occhi di Salm, poich gli uomini in genere e i soldati in ispecie amano l'intrepidit e le decisioni pronte e inflessibili, anche quando ne vien danno ad essi medesimi. E infatti non  questa fondamentalmente la qualit delle qualit per un uomo? Una qualit che in s stessa  pressoch nulla, dacch animali inferiori, come gli asini, i cani e anche i muli, la posseggono; eppure, bene accoppiata,  la base indispensabile di tutto.
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Di Nancy e delle sue efflorescenze, Bouill, comandante generale, non sa nulla di particolare; ma comprende in genere che le sue truppe in quella citt sono forse quanto v' di peggio (54). Gli ufficiali col fanno come hanno sempre fatto, fanno da padroni, e sventuratamente sembra che agiscano male. "Cinquanta congedi gialli", rilasciati in una volta, fanno sicuramente presagire delle difficolt. Ma che pensava il Patriottismo di certi fucilieri e schermidori, "mandatar" o supposti tali, "venuti ad insultare il Club dei Granatieri", i ser speculativi Granatieri e la loro sala di lettura? Con fischi, schiamazzi; finch lo speculativo Granatiere sfoder la spada e ne nacquero baruffe e duelli. Inoltre non sono stati "mandati", o cos s' creduto, degli Spaccamontagna dello stesso stampo, ora in veste di Soldati per attaccar litigi coi Cittadini; ora in veste di cittadini per provocare i soldati? Poich un tal Roussire, esperto nella scherma, fu colto sul fatto, quattro ufficiali  (presumibilmente di giovane et) lo inseguirono, ed egli fugg precipitosamente! Il maestro di scherma Roussire, trascinato al corpo di guardia, fu condannato a tre mesi di carcere; ma i suoi compagni chiesero "un congedo giallo", per lui solo; poi lo fecero venire alla manovra, e, postogli sul capo un elmo di carta su cui era scritto Iscariota, lo condussero alle porte della citt, e l gli fu intimato di scomparire per sempre.
Tutti questi sospetti, tutte queste accuse, una tale rumorosa procedura e quanto di simile veniva accumulandosi, non potevano a meno di suscitare una sdegnosa indignazione negli Ufficiali, i quali esprimevano forse il loro sdegno con parole e "subito dopo fuggivano dagli Austriaci".
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Onde, quando qui come altrove sorge la questione degli arretrati, l'umore e il procedimento divengono dei pi amari. Il Reggimento Mestre-de-Camp ottiene fra alti clamori intorno a tre luigi per uomo - che come di solito debbono essere presi a prestito dal Municipio. Lo Svizzero Chteau-Vieux, richiedendo alcunch di simile, ottiene in cambio istantanee courrois o staffilate seguite da insoffribili fischi da parte delle donne e dei fanciulli. Il Rgiment du Roi, stanco di speranze deluse, prese alfine la sua cassa militare e marci con essa al quartiere; ma il giorno seguente la riportava indietro attraversando le vie fra il silenzio generale. Manovre non ordinate, clamori, in cui non fanno difetto i forti liquori, obiurgazione, insubordinazione, gerarchia militare che va rapidamente a rifascio, come dicono i tipografi in casi simili a proposito di caratteri composti, nella cassa della confusione (55). Tale  Nancy in questi primi di Agosto; e non  trascorso un mese dalla sublime Festa delle Picche.
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Il Patriottismo Costituzionale a Parigi e altrove pu ben tremare a queste notizie. Il Ministro della Guerra Latour du Pin corre a perdifiato all'Assemblea Nazionale con un messaggio scritto che "tutto brucia, tout brle, tout presse". L'Assemblea Nazionale, sotto lo stimolo del momento, formula a sua richiesta un Decreto, che "ordina di sottomettersi e di pentirsi", se pu giovare a qualche cosa. D'altra parte il Giornalismo dalle tante gole emette il suo grido roco: grido di condanna e d'approvazione elegiaca. Le Quarantotto Sezioni levano la voce; il sonoro Birraio, o piuttosto chiamatelo ora il Colonnello Santerre, non resta in silenzio nel sobborgo Saint-Antoine. Frattanto i soldati di Nancy hanno mandato una Deputazione di Dieci Membri, muniti di documenti e di prove, e narreranno un'altra storia ben differente dal "tutto brucia". Questi dieci Deputati, anche prima di giungere nell'Aula dell'Assemblea, sono presi dal solerte Latour e cacciati in prigione per ordine del Maire Bailly! Assai incostituzionalmente, poich essi avevano i congedi degli ufficiali. Onde Saint-Antoine, indignato dell'incertezza del futuro, chiude le sue botteghe. Bouill  dunque un traditore venduto all'Austria? In tal caso quei poveri soldati si sono rivoltati per patriottismo pi che altro.
Una nuova Deputazione, una Deputazione di Guardie Nazionali ora muove da Nancy per illuminare l'Assemblea. Incontra i Dieci antichi Deputati, che tornano inaspettatamente non impiccati; procede perci con una migliore prospettiva; ma non ricava nulla. Deputazioni, messaggeri del Governo, ordinanze che galoppano a briglia sciolta, allarmi, rumori dalle mille voci fanno impazzire, in un continuo frastuono, in un andare e venire senza fine. Solo nell'ultima settimana di Agosto M. de Malseigne, nominato Ispettore, scende sulla scena dei tumulti, munito di autorit, di peculio e d'un "Decreto del 6 Agosto". Egli dovr fare in modo che gli Arretrati siano liquidati, che sia fatta giustizia o che almeno sia sedato il tumulto.
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CAPITOLO 5.
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L'ISPETTORE MALSEIGNE.
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Dell'Ispettore Malseigne noi discerniamo, per luce diretta, che egli  di "statura erculea", e desumiamo, con probabilit di apporci al vero, che egli ha un truce viso dai lunghi mustacchi, - poich gli Ufficiali Realisti ora non si radono pi il labbro superiore; che egli ha un indomabile cuore taurino; e anche, sfortunatamente, una dura testa taurina.
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Il Marted del 24 Agosto 1790 apre la seduta quale Commissario Ispettore, e convoca i "caporali eletti e i soldati che sanno scrivere". Egli trova che i Conti dello Chteau-Vieux sono complicati, in modo da richiedere tempo e riflessione; prende ad arringare e a sermoneggiare, e finisce fra un mormorio che si fa sentire. Il mattino seguente riconvoca la seduta, non al Palazzo di citt come i prudenti Municipali consigliavano, ma di nuovo in caserma. Ma, per disgrazia, lo Chteau-Vieux, avendo brontolato tutta la notte, non vuole ora pi sentir parlare di tempo e di riflessione; dalla riprensione egli passa all'insulto, a cui si risponde con continui gridi di: "Jugez tout de suite", che suscitano la collera di Malseigne, il quale s'impenna e cerca di ritirarsi. Senonch lo Chteau-Vieux, tumultuando per tutta la corte della caserma, ha le sentinelle ad ogni uscita; e come il Malseigne chiede di uscire, non gli viene accordato, quantunque il Comandante Denoue lo appoggi; non si ottiene altra risposta che: "Jugez tout de suite". Ecco il problema!
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Il Malseigne dal cuore di toro sguaina la spada; e vuole ottenere a viva forza l'uscita. Ne segue confusione e tumulto. La spada di Malseigne si spezza; egli d di piglio alla spada del Comandante Denoue: la sentinella  ferita. E, poich si ha ripugnanza di uccidere Malseigne, egli giunge a forzare l'uscita, seguito dallo Chteau-Vieux tutto in disordine: un vero spettacolo per Nancy. Malseigne cammina a passo affrettato, ma senza correre, volgendosi di tanto in tanto, minaccioso e in atto di schermirsi con la spada, finch giunge all'abitazione di Denoue, illeso. Lo Chteau-Vieux, tutto agitato, investe quella casa, impedito di penetrarvi da una moltitudine d'Ufficiali schierati sulla scala.
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Malseigne si riduce per vie traverse al Palazzo di citt, agitato, ma impavido, fra una scorta di Guardie Nazionali. Dal Palazzo di citt egli, il mattino seguente, emette nuovi ordini, piani d'accordo collo Chteau-Vieux, niuno dei quali lo Chteau-Vieux vuole ascoltare. Alla fine, in mezzo a tanto tumulto, emette l'ordine che lo Chteau-Vieux debba porsi in marcia il mattino del domani e prender stanza a Sarre Louis. Chteau-Vieux ricusa nettamente di marciare; Malseigne "prende atto", con una debita protesta per via di notaio, di tale rifiuto, se per caso ci potr giovargli.
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Questa  la fine del gioved; e, veramente, la fine dell'Ispettorato di Malseigne, che  durato circa cinquanta ore. Il Mestre-de-Camp e il Rgiment du Roi sono ondeggiati come se fossero in bala dei flutti; per qual via lo Chteau-Vieux s' chiaramente messo lo abbiamo visto. Alla sera, un Aiutante di campo di Lafayette, messo qui per tale emergenza, manda veloci emissari di qua e di l per convocare le Guardie Nazionali. Il sonno dei cittadini  rotto dallo scalpitio dei cavalli e da un continuo picchiare dei fratelli che chiamano a voce alta i fratelli: dappertutto il Patriota Costituzionale deve armarsi e prendere la via di Nancy.
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E cos l'Erculeo Ispettore  rimasto tutto il gioved fra i municipali invasi del terrore, centro di rumori confusi; tutto il gioved, poi il venerd e anche il sabato fin verso mezzogiorno. Lo Chteau-Vieux, malgrado la protesta notarile, non vuol muovere un passo. Circa quattromila Guardie Nazionali vengono a poco a poco o irrompono col; incerte su ci che si richiede da loro e pi incerte ancora su ci che per mezzo loro si potr ottenere. Poich tutto  incertezza, commozione e sospetto. Corre voce che Bouill, il quale comincia a darsi attorno nei cantoni rurali dell'Est, altro non sia che un traditore Realista; che lo Chteau-Vieux e il Patriottismo siano venduti all'Austria, di cui probabilmente il Malseigne  un agente. Il Mestre-de-Camp e il Roi si barcamenano incerti. Lo Chteau-Vieux, ben lungi dal mettersi in marcia, "sventola bandiere rosse da due carrozze", in maniera irata, percorrendo le strade; e il mattino seguente risponde ai suoi ufficiali: "Pagateci, e noi marceremo con voi fino in capo al mondo!"
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In queste condizione di cose, verso il mezzogiorno del sabato, il Malseigne pensa che forse sarebbe bene ispezionare i bastioni, a cavallo. Monta quindi a cavallo con la scorta di tre soldati di cavalleria. Alla porta della citt, ordina a due di quei soldati di attendere col finch egli ritorni, e col terzo, persona di cui poteva fidarsi, galoppa in direzione di Lunville dove si trova un certo Reggimento di Carabinieri che non s' ancora ammutinato. I due soldati rimasti, presto cominciano a sentirsi a disagio; scoperto come va la cosa, danno l'allarme. Cento soldati del Mestre-de-Camp sellano i loro cavalli con una precipitazione frenetica, quasi fossero venduti all'Austria, e galoppano alla rinfusa per inseguire il loro Ispettore. Spronano i loro cavalli e l'Ispettore a sua volta d di sprone, andando a carriera con molto rumore e tintinnio su per la valle del fiume Meurthe, verso Lunville e il sole di mezzogiorno; attraverso un paese stupito; forse stupiti essi stessi.
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Quale caccia, una caccia simile e quella d'Atteone, in cui, per buona fortuna, Atteone di Malseigne vince. All'armi, Carabinieri di Lunville! per castigare i sediziosi che insultano il vostro uffiziale Generale, insultano i vostri quartieri. Prima d'ogni cosa fate subito fuoco, diversamente s'incomincer a conferire e voi rifiuterete di tirare! I carabinieri fanno subito fuoco, tirando sui primi soldati del Mestre-de-Camp, che con un grido d'orrore retrocedono precipitosamente verso Nancy in uno stato non dissimile dalla follia. Panico e furia; venduti all'Austria senza un se; a un tanto per reggimento, anche la somma pu essere specificata; e il traditore Malseigne  fuggito! Aiuto, o Cielo, aiuto o terra, e voi Patrioti non lavati; voi anche siete stati venduti al pari di noi!
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Il Rgiment du Roi in fermento prepara i suoi fucili, il Mestre-de-Camp sella i suoi cavalli: il Comandante Denoue  preso e cacciato in prigione con una camicia di canovaccio  (sarreau de toile); lo Chteau-Vieux scassina i magazzini e distribuisce "tremila fucili" a un popolo di patrioti: l'Austria dovr pagarla cara. Oim, gli sventurati cani da caccia hanno dato la caccia al loro bracchiere; ed ora si son dati a correre urlando ed abbaiando senza sapere su quale traccia; quasi in preda alla rabbia!
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 cos una marcia tumultuosa di uomini nella notte; si fa alto sulle alture di Flinval, donde si pu vedere Lunville tutta illuminata. Seguono lunghi abboccamenti alle quattro del mattino e poi ancora trattative, e finalmente si viene ad un accordo: i Carabinieri cedettero. Malseigne  consegnato fra le giustificazioni reciproche. Dopo la stanchezza e la confusione di tante ore, egli viene rimesso in viaggio, e gli abitanti di Lunville, che festeggiano la domenica, vengono tutti fuori per assistere a quella partenza: il ritorno dell'ammutinato Mestre-de-Camp col suo Ispettore prigioniero. Il Mestre-de-Camp si mette dunque in marcia; i cittadini di Lunville stanno a guardare. Ma ecco che alla prima voltata di strada il nostro Ispettore dal cuore di toro spicca un salto; fra i colpi delle sciabole e il rimbombo dei moschetti; e scappa via a tutto galoppo con una sola palla piantata nella sua casacca di cuoio. Oh l'uomo erculeo! Senonch,  una fuga senza scopo; poich i carabinieri fra i quali  tornato dopo la corsa faticosa di quella domenica, "se ne stanno presso i loro fuochi notturni, ragionando intorno all'Austria, ai traditori e al furore del Mestre-de-Camp". Sicch, dopo tutto, l'ultima comparsa che abbiamo  quella del Malseigne dal cuore di toro che, nel pomeriggio del luned, attraverso le strade di Nancy, in carrozza aperta, avendo un soldato accanto con la spada sguainata; "in mezzo alle donne furiose, a una siepe di Guardie Nazionali, ad una confusione da Babele" egli  condotto alla Prigione a raggiungere il Comandante Denoue! Questo finalmente  l'alloggio dell'Ispettore Malseigne (56).
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Senza dubbio  tempo che Bouill si appressi. Il paese tutt'intorno, allarmato dai fuochi delle sentinelle, dalle citt illuminate, dalle marce e dal fracasso, non dorme da pi notti. Nancy con le sue Guardie Nazionali incerte, le sue distribuzioni di fucili, i soldati ammutinati, il suo panico e i suoi ardori, non  una citt, ma una Bedlam.
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CAPITOLO 6.
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BOUILLE A NANCY.
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Affrettati a portare il tuo aiuto, o Bouill; se un pronto aiuto non viene, tutto adesso  veramente in "fiamme", e l'incendio chiss mai dove pu estendersi! Molto in questi momenti dipende da Bouill; secondo la sua azione tutto il Futuro pu avere un indirizzo pi che un altro. Se, per esempio, egli indugiasse dubbioso, e non venisse; o se venisse e non riuscisse nell'impresa; tutta la soldatesca della Francia si ammutinerebbe, le Guardie Nazionali andrebbero chi di qua chi di l; il Realismo sfodererebbe il suo spadone, il Sanculottismo brandirebbe la sua picca; e lo spirito del Giacobinismo, ancor giovane, con un'aureola di raggi solari, diverrebbe ad un tratto maturo, circondato dal fuoco infernale - al pari di quegli esseri umani che in una notte d'angoscia mortale hanno visto divenir grigi i loro capelli!
Il bravo Bouill s'avanza rapidamente, con l'antica inflessibilit accrescendo il suo seguito, "sfortunatamente con una lieve affluenza" di persone che vengono dall'Est, dall'Ovest e dal Nord. Ed ora, marted mattina, l'ultimo giorno del mese, egli, concentrando le sue forze, disgraziatamente sempre scarse, si ferma nel villaggio di Frouarde, a poche miglia di distanza. Non  al mondo figlio d'Adamo che abbia quel mattino un compito innanzi a s pi incerto di quello di lui. Tutto un mare inquieto e infiammato di dubb e di perigli, e Bouill che su una sola cosa poteva contare: sulla propria fermezza. Questa sola cosa peraltro ne valeva mille altre. E infatti egli con fermezza affront il quesito: "La sottomissione, oppure una battaglia spietata, la distruzione: ventiquattr'ore per fare la vostra scelta". Questo fu il tenore del suo Proclama, di cui mandava ieri trenta copie a Nancy, - e tutte, come sappiamo, intercettate e non impostate (57).
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Nondimeno questa mattina alle undici e mezzo, apparentemente in risposta ad esse, si reca da lui a Frouarde una Deputazione inviata dai reggimenti ammutinati e dai membri del Municipio di Nancy, per vedere quel che si pu fare. Bouill riceve questa Deputazione "in una larga corte scoperta attigua al suo alloggio". Vi assistono il pacificato Salm ed altri che sono stati invitati, e tutti fortunatamente pacifici e ben disposti. Gli Ammutinati si esprimono in un tono cos reciso, che a Bouill sembra insolenza; e fortunatamente anche a Salm. Salm, dimentico del fatto della scala di Metz e della sciabola, chiede che quegli scellerati "siano impiccati" sul momento. Bouill respinge l'idea dell'impiccagione; ma risponde che i soldati ammutinati non hanno che una via da seguire, una sola: liberare con sincera contrizione i signori Denoue e Malseigne; e tenersi pronti per mettersi in marcia per quel luogo che egli ordiner; e "sottomettersi e pentirsi", come l'Assemblea Nazionale ha decretato e come egli ieri ha fatto stampare in trenta Proclami da affiggere. Queste sono le sue condizioni, inalterabili come i decreti del Destino. E poich queste condizioni, come sembra, non saranno accettate dai deputati degli Ammutinati, sarebbe opportuno per loro scomparire da quel luogo al pi presto possibile; per lui, fra pochi istanti, il motto sar "Avanti!". I deputati degli Ammutinati scompaiono non senza sollecitudine; quelli Municipali, preoccupati oltre il dovere delle loro persone, preferiscono restare con Bouill.
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Il bravo Bouill, quantunque guardi la cosa con occhio troppo sicuro, conosce molto bene la sua posizione. A Nancy v' poco da fare, con soldati ribelli, con Guardie Nazionali tentennanti, con una cos larga distribuzione di fucili, contro l'impeto e la furia di diecimila combattenti; mentre non  con lui che appena la terza parte di quel numero, composto per giunta di Guardie Nazionali incerte, di Reggimenti appena pacificati; che se nel momento attuale sono furenti e tumultuano anelanti di marciare, non si sa poi qual nuova forma potrebbero assumere in un prossimo momento quel loro furore e quel loro tumultuare.  come chi trovandosi sull'instabile sommit d'un maroso, fosse costretto a calmare gli altri marosi! Bouill si deve "abbandonare alla fortuna", che qualche volta, come si dice, favorisce gli audaci. Alle dodici e mezzo, essendo scomparsi i deputati degli Ammutinati, i nostri tamburi rullano; noi marciamo alla volta di Nancy! Che Nancy pensi, dunque, ai casi suoi; poich Bouill ha riflettuto e deciso.
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Senonch, come mai pu pensare a Nancy, se non  pi una citt, ma una Bedlam? Il feroce Chteau-Vieux  per la difesa fino alla morte, e obbliga il Municipio ad ordinare, a suon di tamburo, a tutti i cittadini che hanno pratica d'artiglieria, di mettersi all'opera prestando il loro aiuto nel maneggio del cannone. D'altro canto, l'effervescente Rgiment du Roi si riunisce nel suo quartiere, ed  desolato nell'udire in qual posizione trovasi il brioso Salm, e grida dalle sue mille gole: "La loi, la loi!". Il Mestre-de-Camp strepita, con giuramenti profani, in un misto di terrore e di furore. Le Guardie Nazionali guardano di qua e di l senza sapere che fare. Che citt di Bedlam! tanti piani quanti cervelli; tutti comandano e nessuno ubbidisce; nessuno  quieto tranne i morti che dormono sotto terra, dopo aver compiuta la loro battaglia.
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Osservate intanto come Bouill mantiene la parola: "alle due e mezza", gli esploratori riferiscono che egli  ad una mezza lega dalle porte; facendo gran rumore, col cannone e con tutti gli ordegni di guerra; non respirando che distruzione. Una nuova deputazione di Municipali, Ammutinati e Ufficiali gli va incontro, chiedendo istantaneamente che si accordi loro un'altra ora. 
Bouill accorda l'ora. Trascorsa l'ora, non comparendo n Denoue n Malseigne, secondo la promessa, fa battere i tamburi e si riprende il cammino. Verso le quattro i cittadini, terrorizzati, possono ritrovarsi faccia a faccia con lui. I suoi cannoni s'avanzano con fracasso sui loro carri; la sua avanguardia  a una trentina di passi dalla Porta Stanislao. Egli s'avanza come un pianeta a intervalli determinati, per legge di natura! e poi? Ma ecco una bandiera di tregua e di armistizio; si scongiura di sostare. Malseigne e Denoue sono in istrada e vengono a questa volta; tutti i soldati sono pentiti e pronti a sottomettersi, a marciare! Lo sguardo adamantino di Bouill non si altera; nondimeno la parola Alt  detta: momento pi felice egli non vide mai. Oh gioia suprema! Malseigne e Denoue realmente escono, scortati dalle Guardie Nazionali, per le strade in preda alla frenesia, ove si grida che son venduti all'Austria e cos via; ed essi illesi salutano Bouill. Bouill si fa da lato per parlare con loro e con altri capi della Citt, dopo aver gi ordinato per quali Porte e per quali Via i Reggimenti ammutinati debbano mettersi in marcia.
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Questo colloquio coi due Ufficiali Generali ed altri Notabili della citt era ben naturale; nondimeno si sarebbe desiderato che Bouill lo avesse rinviato e non si fosse appartato con loro. Quelle masse tumultuose e infiammabili, che s'agitano scompigliate respingendosi reciprocamente, alcune di sottile ossido di nitro, alcune di solfureo gas infiammabile, - non sarebbe stato bene tenerle affatto separate mettendosi in mezzo finch non si fosse vuotato lo spazio? Numerosi soldati sbandati dello Chteau-Vieux ed altri non hanno marciato con le loro colonne principali, che filano via dalle Porte indicate e vanno a stazionare in campo aperto. Le Guardie Nazionali sono in uno stato d'incertezza che rasenta la demenza; la plebe, armata e inerme, si accalca in preda al delirio, tradita, venduta agli Austriaci, venduta agli Aristocratici. Vi sono cannoni carichi con le micce accese fra loro, e l'avanguardia di Bouill  a trenta passi dalla porta della citt. Il comando non pu allignare in quella frenetica massa infiammabile, che cova sotto la cenere e s'agita in una cieca e fumida rabbia, che si rifiuta ad aprire la porta quando le viene intimato e dice che piuttosto aprir la gola del cannone! Non cannonate, o fratelli, a meno che non tirate a traverso il mio corpo! grida quell'eroico giovane del Desilles, Capitano nel Roi, che circonda con le sue braccia lo strumento omicida. Lo Chteau-Vieux Svizzero, a viva forza, con bestemmie e con minaccie, giunge a strappare l'eroico giovane; che imperterrito e fra imprecazioni sempre crescenti va a sedersi sul focone. Fra le imprecazioni e lo strepito giunti all'ultimo punto, parte un primo colpo di moschetto, poi un secondo, poi un terzo che lo colpisce e lo fa rotolare nella polvere, - e nella follia strepitosa di quel momento, prende fuoco la miccia del cannone; e una scarica di mitraglia manda in aria una cinquantina d'uomini dell'avanguardia di Bouill.
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Fatalit! Quella scintilla del primo colpo di moschetto ha prodotto una tale scarica del cannone, una tal fiamma mortale; e ora dappertutto  una massa incandescente, una conflagrazione come d'Inferno. Con una rabbia demoniaca, l'avanguardia di Bouill si precipita dalla porta Stanislao, e con rapido fuoco fa dileguare i Rivoltosi, che cadono morti o cercano qualche rifugio nelle cantine, donde continuano a far fuoco. I Reggimenti accampati nei campi odono questo; rientrano precipitosamente per la porta pi vicina; Bouill entra galoppando, furioso, inaudito; ed ora comincia a Nancy, come nel fatale palazzo dei Nibelungi, "un massacro orrido e grande".
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Miserando spettacolo! Una follia orrenda e senza scopo, quale l'ira del Cielo raramente permette fra gli uomini! Dalle cantine e dalle soffitte, di fronte, dalla strada, da ogni angolo di via, da ogni quadrivio, dappertutto lo Chteau-Vieux e il Patriottismo mantengono il fuoco di fila omicida contro il fuoco omicida neppur esso antipatriottico. Il vostro azzurro Capitano Nazionale, crivellato dalle palle, combattendo non si sa da qual parte, chiede d'essere adagiato sulla bandiera, per morire. La patriottica donna  (di cui  sopravvissuto il fatto e s'ignora il nome) grida allo Chteau-Vieux che non accenda l'altro cannone, e poich a nulla vale il gridare, vi butta su una secchia d'acqua (58). Tu devi batterti, tu non devi batterti; dovrai batterti con questo, devi batterti con quello! Se il tumulto potesse destare gli antichi Morti, il Borgognone Carlo il Temerario sorgerebbero di sotto la sua Rotonda; poich mai, dacch egli furibondo affond nei fossati perdendo la Vita e il Diamante, fu udito in quel sito un pi grande strepito.
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Tremila, secondo il calcolo di alcuni, giacciono mutilati, immersi nel sangue; la met dello Chteau-Vieux  stata fucilata, senza bisogno d'una Corte Marziale. La Cavalleria, sia del Mestre-de-Camp che dei suoi nemici, pu fare poco o nulla. Il Rgiment du Roi era stato indotto a restare in caserma ove  tuttora palpitante. Bouill, armato del terrore della Legge e favorito dalla Fortuna, trionfa alfine. In due ore di strage egli  penetrato nelle grandi Piazze, impavido, bench abbia perduto quaranta ufficiali e cinquecento uomini; i superstiti dello Chteau-Vieux, tutti sfracellati, cercano un ricovero. Il Rgiment du Roi, purtroppo non pi effervescente ormai, ma evaporato, offre di deporre le sue armi, e vuol "mettersi in marcia in un quarto d'ora". Anzi questo povero svaporato richiede una "scorta" che l'accompagni, e l'ottiene, quantunque siano in mille e forti ed abbiano ciascuno trenta cartucce cariche a palla! Il sole non  ancora tramontato quando si ha la Pace, una Pace sanguinosa che si sarebbe potuta ottenere senza spargimento di sangue. I Reggimenti ammutinati sono in marcia, tristemente, per le loro tre Vie; e da Nancy esalano i lamenti degli uomini e delle donne, la voce del pianto e della desolazione; la Citt piange i suoi uccisi che non si desteranno mai pi. Le strade sono deserte e non si veggono che pattuglie vittoriose.
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Per tal modo la Fortuna, che favorisce gli audaci, ha tratto Bouill, come egli stesso dice, fuori di questo spaventevole pericolo "afferrandolo pei capelli". Un uomo intrepido, adamantino, questo Bouill: - se si fosse trovato egli al posto del vecchio Broglie nelle giornate della Bastiglia, le cose sarebbero andate diversamente! Egli ha distrutto l'ammutinamento e la smisurata guerra civile. Non per niente, come vediamo; ma, in ogni modo, a un prezzo che egli e il Patriottismo Costituzionale considerano a buon mercato. Anzi, quanto a Bouill, egli, stretto dai contrasti che seguirono, dichiarava freddamente che, piuttosto contro la sua volont e pi per dovere militare, spense l'ammutinamento (59), - essendo ora la guerra civile a oltranza la sola, l'unica via d'uscita. E, diciamo noi, messo alle strette dai contrasti che seguirono! Invero la guerra civile  il Caos, e in ogni Caos vitale v' un nuovo Ordine che si va plasmando; ma qual fede mai potea far credere che di tutti i nuovi Ordini capaci di uscire dal Caos, dalle Possibilit dell'Uomo e del suo Universo, Luigi XVI e la Monarchia dalle Due Camere dovessero essere proprio la forma che ne dovrebbe uscire?  come si prendesse a gettare i dadi, mettiamo, cinquecento volte di seguito ed ogni colpo dovesse essere predestinato - per Bouill. Piuttosto ringrazia sempre la Fortuna e il Cielo, intrepido Bouill; e lascia che le discussioni abbiano il loro corso! La guerra civile che infieriva dappertutto in Francia in quel momento, avrebbe potuto menare ad una cosa o ad un'altra; frattanto spegnere il conflitto ovunque si trovi e dove si pu,  questa stata sempre la regola dell'uomo in genere, dell'Ufficiale Generale in ispecie.
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Immaginate un po' che avvenne a Parigi, cos agitata e divisa, quando i Messaggeri lanciati a briglia sciolta entrarono nella citt con notizie cos strane! Grande  la gioia; e profonda  altres l'indignazione. Una Augusta Assemblea, con una maggioranza schiacciante, ringrazia entusiasticamente Bouill; un autografo del Re e le voci di tutti i Leali e di tutti i Costituzionali sono improntati allo stesso tenore. Un solenne officio funebre Nazionale pei difensori della Legge uccisi a Nancy  detto e cantato al Campo di Marte; e vi assistono Bailly, Lafayette e le Guardie Nazionali, eccettuate poche che protestano. Non mancano la pompa e gli accessor: non il Calic episcopale dalle fasce tricolori, e l'altare della Patria dalle pire fumiganti o incensieri; il vasto Campo di Marte  tutt'intorno pavesato da drappi mortuar; - quanto alle gramaglie e alla spesa, Marat  d'opinione che sarebbe stato meglio comprare del pane e darlo a' Patrioti (60) vivi, affamati in quei giorni di carestia. Nello stesso tempo, il Patriottismo vivo, e Sant-Antoine, che noi abbiamo visto a chiudere rumorosamente le botteghe e far altro di simile, si riunisce ora "raggiungendo il numero di quarantamila"; e con alte grida, proprio sotto le finestre di quell'Assemblea Nazionale che inviava i suoi ringraziamenti, chiede vendetta pei fratelli trucidati, chiede che Bouill sia messo in istato d'accusa, e che il Ministro della Guerra Latour du Pin sia immediatamente licenziato.
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Nell'udire e nel vedere tali cose, non il Ministro della Guerra Latuor, ma Necker, "il Ministro adorato", trova opportuno, il 3 Settembre del 1790, di ritirarsi, quietamente, quasi in segreto, - adducendo "il motivo di volersi ristabilire in salute". Egli si reca nella nativa Svizzera; ma non allo stesso modo come ne venne; fortunato di giungervi vivo almeno! Quindici mesi addietro lo vedemmo venire scortato da cavalli, a suon di trombe e di tromboni; ed ora, ad Arcis-sur-Aube, mentre egli parte senza scorta e senza suoni, il Popolaccio e i Municipali lo trattengono come un fuggitivo, e non sarebbero alieni dal massacrarlo come un traditore; l'Assemblea Nazionale, interpellata all'uopo, gli accorda la libera uscita come a una nullit. Tale instabile "plasma del Caso"  la sostanza di questo basso mondo, per quelli che abitano le sue case d'argilla; specialmente nelle regioni e nei tempi ardenti, i pi superbi edifiz da noi costruiti mettono le ali e divengono palazzi di sabbia del Sahara, con i loro pilastri presi nel turbine, e ci seppelliscono sotto la loro polvere!
Malgrado i Quarantamila, l'Assemblea Nazionale persiste nei suoi ringraziamenti, e il Realista Latour-du-Pin seguita ad essere Ministro. I Quarantamila si riuniscono il giorno seguente, pi rumorosi che mai; e si precipitano verso il Palazzo di Latour; ivi trovano il cannone sotto l'atrio con la miccia accesa, e son costretti a dirigere altrove i loro passi, digerendo la loro bile, o assorbendola nel sangue.
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Frattanto lass in Lorena i caporioni della distribuzione dei fucili del Mestre-de-Camp du Roi son messi sotto accusa; - eppur non saranno mai giudicati. Pi spiccio  il giudizio dello Chteau-Vieux. Lo Chteau-Vieux , per legge svizzera, abbandonato per un giudizio immediato alla Corte Marziale dei suoi ufficiali. Questa Corte Marziale, con tutta brevit  (in poche ore), ne ha impiccati ventitr su appositi patiboli; ne ha spediti una sessantina incatenati alle Galere; e in questo modo, apparentemente, la cosa ha fine. Gli uomini impiccati scompaiono per sempre da questa Terra; ma, dopo le catene e la Galera, pu esservi la resurrezione, il trionfo. La resurrezione dell'Eroe incatenato; ed anche del Ribaldo o Semiribaldo! Lo scozzese John Knox, un eroe mondiale, a nostra notizia, andava remigando, torvo e taciturno, sulla galera francese, "nelle Acque della Loira", e scagliava lontano la loro Vergine Maria, invece di baciarla, - come una tavoletta dipinta, una Vergine di legno, che naturalmente poteva galleggiare (61). Cos, voi dello Chteau-Vieux, remigate pazientemente, non senza speranza!
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Ma, veramente, a Nancy in generale, l'aristocrazia passeggia in carrozza con aria di trionfo, sprezzante. Bouill  ripartito il secondo giorno, e un Municipio Aristocratico, libero della sua azione,  ora crudele per quanto  stato prima codardo. La Societ Filiale, quale madre di tutto il male,  soppressa ignominiosamente; le Prigioni non possono contenere altri prigionieri; il Patriottismo atterrato mormora, non a voce alta, ma profondamente. Qui e nelle citt vicine "le palle schiacciate", raccolte per le strade di Nancy, adornano le bottoniere; le palle schiacciate che davano la morte al Patriottismo sono portate indosso attaccate alle bottoniere, come eterno momento di vendetta. I riottosi disertori vanno raminghi pei boschi e sono costretti a chiedere l'elemosina col fucile spianato. Tutto  dissoluzione, reciproco rancore, tristezza e disperazione - finch arrivano i Commisar dell'Assemblea Nazionale, con una costante e gentil fiamma di Costituzionalismo nei loro cuori; essi con garbo rialzano gli abbattuti e con pari garbo abbassano quelli che sono saliti troppo alto; ristabiliscono la Societ Filiale, richiamano gli ammutinati disertori; a grado a grado, rimettono le cose a posto; cercano per tutte le vie di ristabilire l'equilibrio, calmare e raddolcire. Cos, livellando gradualmente da un lato, e con un solenne servizio funebre, e le pire, e le Corti Marziali, e i ringraziamenti nazionali dall'altro - tutto ci che l'Officialit, poteva fare,  fatto. Le bottoniere lascieranno cadere le loro palle schiacciate; dal nero stato di cenere, in quanto  possibile, torna a spuntare il verde.
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Questo  "l'"Affaire de Nancy", da alcuni chiamato il "Massacro di Nancy"; - propriamente parlando, lo spiacevole rovescio della medaglia di quella festa delle picche triplicemente gloriosa; il cui lato dritto form uno spettacolo grato perfino agli Dei. Il diritto e il rovescio son sempre cos vicini: l'uno fu in Luglio, l'altro in Agosto! I teatri, persino i teatri di Londra, sfoggiano il loro simulacro di carbone di quella "Federazione del Popolo Francese", ridotta a dramma. Questo di Nancy, possiamo dire che, quantunque non recitato in nessun teatro di cartone, si rappresentava da s e passava anche, spettrale, - in tutte le teste francesi. Poich la novella vola con un gran rumore per tutta la Francia, destando, nelle citt e nei villaggi, nei circoli e nelle trattorie fino ai pi lontani confini, delle riflessioni mimiche, delle immaginose ripetizioni del fatto, dando sempre luogo a quelle asserzioni polemiche ed amare: Fu giusto, fu ingiusto. Onde controversie e duelli, acredine e gergo vano, che affrettavano, aumentavano, intensificavano altrettante nuove esplosioni gi in serbo per noi.
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Frattanto, a costo d'una cosa o d'un'altra, l'ammutinamento, come dicevamo,  sedato. L'Esercito francese non proruppe n in un simultaneo e universale delirio, n, sbandato d'un subito, vi pose fine cominciando una vita nuova. Esso deve morire d'un male cronico, dopo anni, a poco a poco, passando attraverso rivolte parziali; come quella dei marinai di Brest e simili, che pur non osano ampliarsi; con uomini malcontenti e insubordinati; con ufficiali scontenti dai baffi realisti, che, soli, o in corpo, se ne vanno col loro cavallo oltre il Reno: da ogni parte uno scontento e un disgusto morbosi; l'Esercito moribondo, inadeguato a qualsiasi ufficio - finch, inaspettatamente, a guisa di Fenice, dopo una lunga agonia, muore e rinasce simultaneamente; indi si leva forte, poi pi forte, poi fortissimo.
Fino a questo punto era destinato che dovesse arrivare Bouill. E con ci lasciamo che egli si dilegui nell'oscurit, e a Metz o nei Cantoni rurali manovri assiduamente, faccia della misteriosa diplomazia, facendo seguire un progetto a un altro, aleggiando come per lo innanzi, a mo' di un languido fantasma, speranza della Regalit.
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LIBRO TERZO. LE TUILERIES.
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CAPITOLO 1.
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EPIMENIDE.
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Com' vero che nulla muore in questo Universo; e che tutto ci che noi diciamo morto ha subta soltanto una trasformazione, poich le sue forze lavorano in senso inverso! La foglia che "marcisce esposta agli umidi venti", dice qualcuno, "ha ancora della forza in s, altrimenti come potrebbe marcire? Il nostro intero Universo non  che un infinito Complesso di Forze, di mille forme diverse, dalla Gravitazione al Pensiero e alla Volont; la Libert dell'Uomo  circondata dalla necessit della Natura; e nessuna di queste cose dorme, ma tutto  eternamente desto e attivo. La cosa che giace isolata, inattiva, tu non la scoprirai in nessun luogo; per quanto possa cercarla dappertutto, dalla montagna di granito che si va formando lentamente fin dal tempo della Creazione, alla nuvola vaporosa che passa, all'uomo vivente, all'azione, alla parola parlata dell'uomo. La parola pronunziata, lo sappiamo, vola irrevocabile; e non meno, anzi pi, l'azione compiuta". "Gli Dei stessi", canta Pindaro, "non possono annullare l'azione compiuta". No; questa, avvenuta che sia, s' compiuta per sempre; lanciata nel Tempo infinito; e, o che stia in vista a lungo, o che presto sia occulta, deve senz'altro operare e crescere sempre, ivi, indistruttibile, nuovo elemento nell'Infinito di Cose. E che  mai questo Infinito di Cose che gli uomini chiamano Universo, se non un'Azione, una somma totale di Azioni e di Attivit? La somma totale vivente di queste tre cose, - che il calcolo non pu addizionare n passare sulle sue tabelle; quella somma, diciamo noi, porta scritto visibilmente: Tutto ci che  stato fatto, Tutto ci che si fa, Tutto ci che si far!
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Rifletti bene: la cosa che tu rimiri, questa Cosa  un'Azione, il prodotto e l'espressione d'una forza esercitata. Tutto l'insieme delle Cose  un'infinita coniugazione del verbo Fare. Una sterminata Fonte-Oceano di Forza, di potenzialit di fare, in cui la Forza rotea e si avviluppa, ondeggia e zampilla armoniosa; vasta come l'Infinito; profonda come l'Eternit; bella, terribile e non comprensibile; ecco ci che l'Uomo chiama Esistenza e Universo; questa fiamma - immagine dalle mille tinte, al tempo stesso atto e rivelazione riflessa, come meglio pu dipingerla il povero cuore e il povero cervello di un Innominabile dimorante in una luce inaccessibile! Da oltre la Via Lattea, da prima dell'Origine dei Giorni, essa scorre e gira intorno a te, anzi tu stesso sei parte di essa, in questo punto dello Spazio dove ora ti trovi, in questo momento che conta il tuo orologio.
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O, a prescindere da ogni Trascendentalismo, non  forse una verit tangibile, tale che la mente pi ottusa pu considerare anche come una verit banale, quella che le umane cose sono in continuo movimento d'azione e reazione, spingendosi sempre innanzi, una fase dopo l'altra, per opera di leggi immutabili, verso mte determinate? Come spesso ci accade di dire, pure senza scolpirlo nel cuore: il seme che  seminato, germoglier! E se v' l'estate che fa fiorire, v' anche l'autunno che fa appassire; cos  stabilito, e non solo pel seme dei campi, ma per gli atti, per gli accordi, per le filosofie, per le societ, per le Rivoluzioni Francesi, per tutto ci insomma con cui l'uomo ha da fare in questo basso mondo. Il Principio contiene in s la Fine e tutto ci che conduce ad essa; come la ghianda contiene in s la quercia e le sue vicende.  cosa molto seria, se noi volessimo pensarvi, - il che, sfortunatamente o fortunatamente, non facciamo molto spesso! Tu puoi cominciare l; il principio per te  l; ma dove, di qual sorta e per chi sar mai la Fine? Tutto cresce e subisce il suo destino: considera similmente quante cose crescono come fanno gli alberi, non importa se non vi pensiamo oppur no. In modo che quando il vostro Epimenide, il vostro sonnolento Peter Klaus, chiamato Rip van Winkle, si ridesta trova tutto un mondo cambiato. In quei sette anni che egli ha dormito quante cose sono cambiate! Tutto ci che  fuori di noi cambier, mentre noi non vi pensiamo neppure; molto di ci che  in noi. La Verit la quale era ieri un problema che inquietava le menti,  divenuta oggi una Credenza che arde del desiderio di trovare un'espressione; il domani, la contraddizione l'esaspera fino a farne un folle Fanatismo; gl'impedimenti l'hanno illanguidita in un'Inerzia morbosa; e va declinando verso un silenzio, di soddisfazione o di rassegnazione. .
Oggi non  Ieri, per l'uomo come per le cose. Ieri era il giuramento dell'Amore; oggi  sopraggiunta la maledizione dell'Odio. Non volontariamente; ah, no! eppur non si poteva impedire che avvenisse. L'aureo splendore della giovent vorrebbe essersi volontariamente oscurato nel color fosco della vecchiaia? -  spaventoso: come noi siamo avviluppati, sprofondati nel Mistero del Tempo; e siamo figli del Tempo, formati e tessuti dal tempo; e su di noi, su tutto ci che abbiamo o vediamo o facciamo  scritto: Non riposarti, non fermarti, procedi verso il tuo destino!
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Ma in tempi di Rivoluzione, che veramente si distinguono dai tempi comuni, specialmente per la loro velocit, il vostro miracoloso Dormiente dei sette anni, pu destarsi abbastanza miracolosamente, pi presto; non occorre che egli dorma un secolo, o sette anni; spesso neppur sette mesi. Immaginate, per esempio, un nuovo Peter Klaus, che, soddisfatto del giubileo del giorno della Federazione, si sia coricato subito dopo la Benedizione di Talleyrand, e che stimando tutto oramai salvo, si sia tranquillamente addormentato sotto la costruzione in legno dell'Altare della Patria, per riposare col, non ventun anni, ma un anno e un giorno. Le cannonate di Nancy, tanto lontane, non possono disturbarlo, n lo disturbano le gramaglie a portata di mano, n i canti delle messe di requie, n gl'incessanti colpi di fucile, n l'ondeggiare dei turiboli, n il concorso di tanta gente proprio al disopra della sua testa; niente di tutto questo; Pietro dorme malgrado tutto. Nel giro d'un anno, come dicevamo, dal 14 Luglio 1790 al 17 Luglio 1791; ma in quest'ultimo giorno non v' Klaus che possa dormire, n dormirebbe il pi plumbeo Epimenide, ch solo un morto continuerebbe a dormire; sicch il nostro miracoloso Peter Klaus si desta. E con quali occhi o Poter! La terra e il cielo hanno ancora il loro lieto aspetto del Luglio, e il Campo di Marte  popolato d'una moltitudine di persone; ma gli evviva di giubilo sono divenuti urli di Bedlam, di terrore e di vendetta; non pi Benedizione di Talleyrand, non benedizione di sorta, ma bestemmie, imprecazioni, acuti lamenti; le nostre salve di artiglieria son divenute colpi secchi. Non ondeggiano pi i turiboli, non sventolano pi le bandiere di ottantatr Dipartimenti; solo vediamo agitarsi il sanguinoso Drapeau-Rouge. - O povero pazzo d'un Klaus! L'una cosa  contenuta nell'altra, l'una era l'altra, meno il Tempo; come l'aceto di Annibale, che spaccava la roccia, era contenuto nel dolce vin nuovo. Quella dolce Federazione era dell'anno scorso; quest'acerba Divulsione  della stessa sostanza, resa sola pi vecchia dai giorni che sono trascorsi.
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Non v' nessun miracoloso Klaus o Epimenide, che dorma in questi tempi; ma pi d'un uomo ottuso e leggero non pu operare lo stesso miracolo, in una maniera naturale, cio ad occhi aperti? Occhi egli ne ha, ma non riesce a vedere di l del suo naso. Con uno scintillio, una vivacit di sguardo, quasi che egli non solo veda ma possa penetrare nelle cose, costui si va movendo assiduamente nella sua cerchia di affari ufficiali, sognando che quello sia l'intero mondo: e invero, dove termina la vostra visione, non  l che comincia il vuoto, e la fine del mondo si scopre innanzi a voi? Ed ecco che la vostra scintillante e vivace persona officiale  (chiamatela, per es., Lafayette), d'un subito scossa, dopo un anno e un giorno dall'immenso strepito della mitraglia, resta non meno attonita di quel che sarebbe stato Peter Klaus. Questo miracolo naturale pu compiere Lafayette; e invero non egli solo, ma molti altri, sia officiali che non officiali, e in genere tutto il popolo di Francia, dando un balzo di tanto in tanto, come i Dormienti dei sette anni nell'atto di destarsi; che si destano sorpresi del rumore che essi medesimi producono. Cos strana  la Libert avviluppata nella Necessit; un tale strano Sonnambulismo, di Conscio e d'Inconscio, di Volontario e d'Involontario,  la vita dell'uomo. Se vi fu qualcuno al mondo meravigliato che il giuramento della Federazione andasse a finire in una scarica di mitraglia, furono principalmente gli stessi cittadini francesi che prima avevano giurato e ora facevano alle fucilate.
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Ohim, bisognava pur venire alle offese. La sublime Festa delle Picche, con la sua effusione d'amore fraterno, sconosciuto dall'Et dell'Oro in poi, non ha cambiato nulla. Quel calore stuzzicante nascosto nei cuori dei Venticinque Milioni non s' raffreddato per questo, ma  sempre tale, e magari  cresciuto d'intensit. Era tolto ogni freno di comando a tanti Milioni; ogni freno o costrizione, eccettuato il melodrammatico giuramento della Federazione, con cui s'erano vincolati da s stessi! Giacch il Tu devi fu dagli antichi tempi la condizione di tutta l'esistenza dell'uomo, il suo benessere e la sua felicit consistettero nell'osservanza di questo precetto. Guai a lui, quando, fin anche per la pi patente necessit, fu sua regola la ribellione, l'isolamento sleale e il semplice Io voglio! Ma il vangelo di Jean Jacques  sopraggiunto e il suo primo Sacramento  stato celebrato; tutto, come dicevamo, ha acquistato calore, un calore sempre pi alto, e la fermentazione deve divenire sempre pi attiva, subendo continui mutamenti osservati o inosservati.
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"Sopraffatto dal disgusto", un capitano dopo l'altro, coi suoi baffi realisti, monta il suo cavallo da guerra o il suo Ronzinante, e galoppa minaccioso oltre il Reno, finch sono passati tutti. N va cessando l'emigrazione civile; un Signore dopo l'altro deve a sua volta montare a cavallo o in vettura, spinto e magari costretto a farlo. Poich anche i contadini lo disprezzano se egli non osa unirsi al suo ordine e combattere (62). Pu egli tollerare che gli si mandi per posta una Conocchia, una quenouille, incisa in rame, o che addirittura gliene sia messa una di legno sull'architrave della porta, quasi che egli non fosse un Ercole ma un'Onfale? Tale scudo  spedito a lui diligentemente d'oltre Reno; finch anch'egli si d da fare e si mette in cammino, e cos, per quanto di mala voglia, un altro proprietario fondiario  scomparso, senza portar via la Terra con s. Ma che avviene dei Capitani e dei Signori che emigrano?
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Non c' una parola di sdegno nelle bocche dei Venticinque Milioni di Francesi, non un pensiero d'ira nel cuore, che non sia una frazione della grande battaglia. Mettete insieme tante parole irate e avrete la rissa; mettete insieme delle risse con l'amarezza che traggono seco e si va fino agli ammutinamenti e alle rivolte. Una cosa veneranda dopo l'altra cessa di riscuotere reverenza; in una combustione visibile e materiale, un castello dopo l'altro  avvolto dalle fiamme; nella combustione invisibile, spirituale, un'autorit crolla dopo l'altra. Nello strepito e nel bagliore, oppure silenziosamente e senza richiamare attenzione, tutto un Antico Ordine di cose si dilegua a pezzo a pezzo; domani tu guarderai e non lo vedrai pi.
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CAPITOLO 2.
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VIGILE.
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Dorma chi vuole, cullato dalla speranza e dalla corta veduta, come Lafayette; il quale "sempre nel pericolo che  passato vede l'ultimo pericolo che lo minaccer". Non  tempo di dormire n tempo di seminare.
Quel sacro Collegio di Araldi di una nuova Dinastia, vogliamo dire dei sessanta e pi Attacchini con le loro marche di piombo, non dorme. Essi quotidianamente, con le loro pentole di colla e con le loro pertiche, rivestono a nuovo i muri di Parigi di tutti i colori dell'iride; autorevole e araldico collegio, come dicevano, o addirittura quasi magico-taumaturgico; poich nessun Manifesto-Giornale, che essi attaccano, mancher di convincere un'anima o delle anime di uomini. Gli Strilloni di piazza schiamazzano, e cos i cantori di ballate: il gran Giornalismo soffia e strepita, da Parigi, a traverso tutte le sue gole, in direzione di tutti gli angoli della Francia, come una Caverna d'Eolo, mantenendo vivi i fuochi d'ogni specie.
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Di queste gole o Giornali che siano, se ne contano (63) circa centotrentatr; di vario calibro, a cominciare dai vostri Chnier, Gorsasa e Camille, venendo gi fino al vostro Marat, ed ora fino al vostro incipiente Hbert del Pre-Duchesne; costoro a volte con argomenti impetuosi, a volte con baie spiritose e leggere, si battono per i diritti dell'Uomo; i Durososy, Royou, Peltier, Sulleau, con una tattica mista, che racchiude, strano a dirsi, una buona dose di Parodia profana (64), si scalmanano pel Trono e per l'Altare. Quanto a Marat, l'Amico del Popolo, la sua voce  simile a quella del ranocchio o della rana- toro presso gli stagni solitari; egli, non visto dagli uomini, gracida un brontolo aspro, incessante, d'indignazione, di sospetto, di dolore inguaribile. "Il popolo sprofonda incontro alla ruina e s'appressa alla fame". Ed egli esclama: "Fratelli miei, la vostra indigenza non  frutto del vizio, n dell'ignavia; voi avete diritto alla vita, precisamente come Luigi XVI, o il pi felice del secolo. Quale uomo pu dire che egli ha diritto a mangiare quando voi non avete pane?" (65) Da un lato il popolo che sprofonda, dall'altro un disgraziato Sieur Motier, un traditore Riquetti Mirabeau; sempre traditori e altre ombre e simulacri di ciarlatani si veggono in alto ovunque voi guardiate!
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Uomini che fanno mostra di s e con ogni specie di smorfie tengono discorsi bene spazzolati, vacui all'interno. Ciarlatani politici, ciarlatani scientifici, ciarlatani accademici; tutti animati da uno spirito di solidariet fra loro e teneri dello spirito pubblico ciarlatanesco! N il grande Lavoisier, n alcuno dei Quaranta, pu sfuggire a questa lingua tagliente, che non manca di sincerit fanatica, n, quel ch' pi strano, d'un rude senso caustico. Eppoi le "tremila case da giuoco", che sono a Parigi, veri luoghi immondi di scelleratezza; fogne di nequizia e di depravazione: - dove non sono i buoni costumi, la Libert  impossibile! L, in quegli antri di Satana, conosciuti e denunziati con insistenza, i mouchards del Sieur Motier bazzicano e si accomunano, cibandosi, come vampiri, d'un Popolo presso a morire d'inedia. "O Peuple!" grida, egli sovente, con un accento che lacera il cuore. Tradimento, delusione, vampirismo, scelleratezza, da Dan a Bersabea! L'anima di Marat  ammalata a tal vista; ma come rimediare? Rizzare "Ottocento forche in bell'ordine, e cominciare dall'issare Riquetti sulla prima di esse!" Tale  il breve recipe di Marat, Amico del Popolo.
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Cos soffiano e strepitano i Centotrentatr; n, a quel che pare, sono bastevoli; poich vi sono angoli reconditi in Francia ove i giornali non giungono; e ovunque " un cos grande appetito di notizie come mai il simile in nessun paese". Parte uno sbrigativo Dampmartin, in congedo, per tornare a casa da Parigi (66), e non pu proseguire, "perch i contadini lo fermano sulla strada maestra, opprimendolo di domande"; il Matre de Poste non si decide a metter fuori i cavalli prima che vi siate quasi bisticciato con lui, e intanto, seguita a domandare: "Quali nuove?" Ad Autun, ad onta della notte buia e dei rigori del gelo, poich siamo al Gennaio 1791, non c' da esimersi; e, rassettate le vostre stanche membra e raccolti i vostri pensieri, dovete "parlare alla moltitudine da una finestra che sporge sulla piazza del mercato".  la maniera pi spiccia: questo, o buon popolo cristiano,  invero ci che un'Augusta Assemblea mi parve stesse facendo; queste e non altre sono le notizie:
Ora chiudo le mie stanche labbra;
Lasciatemi, lasciatemi riposare!
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Oh il buon Dampmartin! - Ma dopo tutto, le Nazioni non sono straordinariamente fedeli al loro carattere nazionale, che pur circola nel loro sangue? Millenovecento anni addietro, Giulio Cesare, col suo occhio rapido e sicuro, not come i Galli traevano in agguato gli uomini. " loro consuetudine" egli dice "di fermare i viaggiatori, foss'anche con la forza, ed informarsi di ci che ognuno di loro potesse avere udito o saputo; nelle loro citt il popolino assedia di domande il mercante che passa, per sapere da quali regioni egli venga, di quali cose  venuto a conoscenza col. Nell'eccitazione di quelle voci e di quelle comunicazioni, decidono intorno alle cose della pi grande importanza; e necessariamente sono costretti a pentirsi, nel pi breve tempo, di quello che han fatto con la guida d'incerte referenze; poich molti viaggiatori rispondono con mere invenzioni, per compiacerli, e potersi partire" (67). Millenovecento anni; e il buon Dampmartin, rotto dalla fatica del viaggio, in un rigido inverno, probabilmente al tenue lume delle stelle o a quello dell'olio di pesce, perora ancora da una finestra d'albergo! Questo popolo non  pi chiamato Gallico, ed  divenuto completamente braccatus, indossa pantaloni e ha subti molti cambiamenti. Alcuni fieri Germani Franchi irruppero con impeto su di esso, e, per cos dire, saltarono sul suo dorso; e poi sempre alla sua maniera feroce e tenace, lo cavalcarono dopo avergli messa la briglia; poich il Germano , per via del suo stesso nome, uomo di Guerra, o uomo che combatte e lotta. E cos il Popolo, come diciamo,  ora chiamato Franco o Francese: eppure non  l'antico popolo Gallico o Gallo-Celtico, con la sua veemenza, la sua prontezza effervescente, con quanto aveva di buono e di cattivo, che si rivela, soltanto alcun po' adulterato?
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Dopo tutto, come in questa fermentante confusione, il Clubismo prosperi e dilati, non  a dire. Gi la Madre del Patriottismo, sedente ai Giacobini, rifulge suprema, e ha fatto impallidire la povera luce lunare di quel Club Monarchico presso all'estinzione finale. Essa, come dicevamo, rifulge suprema, cinta dalla luce del sole, non ancora dalle fiamme infernali; rispettata non senza timore, dalle Autorit Municipali; contando i suoi Barnave, Lameth, Ption, d'un'Assemblea Nazionale, e con pi compiacimento, il suo Robespierre. I Cordeliers poi, coi loro Hbert, Vincent, il Bibliopola Momoro, fanno udire il loro lamento, perch un sindaco tiranno e un Sieur Motier li straziano con gli acuti tribula della Legge, avendo lo scopo evidente di sopprimerli a via di tribolazioni. Come la Giacobina Societ Madre, secondo s' accennato innanzi, dissemina da un lato i Cordeliers e dall'altro i Feuillants; i Cordeliers "un elixir o una doppia distillazione del Patriottismo Giacobino"; gli altri, una estesa e debole diluizione di questo; come essa riassorbir i primi nel suo Seno materno, e tempestosamente disperder gli altri nel nulla; come essa generi e tiri su Trecento Societ Figlie, e le allevi e corrisponda con esse e si adoperi in un continuo lavoro; come, sotto un'antica figura, il Giacobinismo lanci i suoi filamenti organici fin agli angoli pi remoti d'una Francia confusa e disfatta, riorganizzandosi di nuovo: -  questo propriamente il gran fatto del Tempo.
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Pel Costituzionalismo passionato, e pi ancora pel Realismo, i quali vedono tutti i loro Clubs declinare e morire, il Clubismo naturalmente finir per sembrare di pi in pi la radice d'ogni male. Eppure il Clubismo non  la morte, ma piuttosto una nuova organizzazione, la vita che scaturisce dalla morte: distruttore invero dei resti del Vecchio, ma importante, indispensabile pel Nuovo. Che l'uomo possa cooperare ed avere comunione con l'uomo: in ci consiste la sua forza prodigiosa. Nel tugurio o nel casale, il Patriottismo non geme pi, come la voce nel deserto; esso pu incamminarsi verso la pi vicina Citt ed ivi, nella Societ Figlia, concretare le sue giaculatorie in una orazione articolata, in un'azione cui d impulso la stessa Madre del Patriottismo. Tutti i Clubs dei Costituzionalisti e simili vengono a mancare l'un dopo l'altro come fontane poco profonde; il solo Giacobinismo  andato nelle profondit sotterranee fino alle scaturigini dell'acqua; e pu, a meno che non sia occluso, scorrere copioso, continuo come un pozzo artesiano. Finch la grande Sorgente non si sia dissecata, fin che tutto non sia inondato e sommerso, e il Diluvio di No non sia a sua volta sopraffatto da un diluvio pi forte ancora!
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D'altra parte, Claudio Fauchet, per preparare al genere umano una Et dell'Oro che appare a portata di mano, ha aperto il suo Cercle Social, coi suoi commessi, i suoi uffic di corrispondenza, e cos via, nei pressi del Palais Royal.  Te-Deum Fauchet, quello stesso che predic sulla morte di Franklin nella immensa, medicea rotonda delle Halles-aux-bls. Egli, qui, questo inverno, mediante un Torchio e un melodioso Eloquio sparge la sua fama fino alle ultime barriere della citt. "Diecimila persone rispettabili" attendono quivi per ascoltare questo "Procureur Gnral de la Vrit, Procuratore Generale della Verit", come s'era qualificato egli stesso, col suo saggio Condorcet, o altro eloquente coadiuatore. Eloquente Procurator Generale! Egli mette fuori, bene o male, tutte le cose mature o immature che sono in lui; non senza suo pro, poich ci mena a un vescovado, foss'anche un vescovado Costituzionale. Fauchet si rivela buon parlatore, dai polmoni forti, dal cuore umanitario; vi  in lui tanta materia fluente e invero del miglior genere, intorno al Diritto, alla Natura, alla Benevolenza, al Progresso; e, sia essa panteistica o pot-teistica, solo una mente ingenua, in questi giorni, sente il bisogno di esaminare. L'affaccendato Brissot era da molto tempo dell'avviso di stabilire precisamente qualche Circolo Sociale rigeneratore; ed anzi ne aveva tentato l'esperimento in "Newman-street Oxford-street" della Babilonia nebbiosa, e n'era seguto un fallimento che alcuni dicono fraudolento, con appropriazione della cassa. Fauchet, non Brissot, era destinato ad essere l'uomo fortunato; peraltro il generoso Brissot con animo sincero canter un intonato Nunc Domine (68). Ma "diecimila persone rispettabili": qual mole hanno certe cose in proporzione della loro grandezza! E questo Cercle Social pel quale Brissot canta con voce sincera e intonata quel Nunc Domine, che cosa  mai? Purtroppo nient'altro che vento e ombra. La principale verit che troviamo ormai in esso  forse questa: che un "Procurator Generale della Verit" prese una volta forma corporea, qual figlio d'Adamo, sulla nostra Terra, nient'altro che per mesi, per momenti, e diecimila persone rispettabili erano presenti, prima che il Caos e la Notte lo riassorbissero ancora.
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Centotrentatr Giornali di Parigi; un Circolo Sociale rigeneratore; eloquenza ovunque, nella Societ Madre e nelle Societ Figlie, dai balconi degli Alberghi, accanto al camino, a tavola, - la polemica, che molte volte va a finire in duelli! Aggiungete a tutto ci il costante accompagnamento in tono di basso profondo: scarsezza di lavoro, scarsezza di cibo. L'inverno  duro e freddo: la coda di cenciosi dinanzi ai Forni, che pare lo stendardo nero e lacero della miseria, s'avanza e s'agita a quando a quando.  il terzo degli anni della fame questo nuovo anno di una Rivoluzione gloriosa. Il ricco, quando  invitato a un pranzo, in questo tempo di miseria, si sente in dovere di recare il suo pane in saccoccia; e il povero come fa a mangiare? La vostra gloriosa Rivoluzione  causa di tutto ci, grida qualcuno. La nostra gloriosa Rivoluzione  astutamente pervertita dai pi neri traditori, degni della Lanterna, grida qualche altro.
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Qual pennello dipinger la voragine immensa in cui la Francia, fatta a brani da un'incoerenza selvaggia, rotea in rapidi avvolgimenti? Lingua umana non potrebbe dire qual dissenso regnava sotto ogni tetto di Francia, in ogni cuore francese, e le cose insensate che si pronunziavano e si compievano, il cui assieme costituiva la Rivoluzione Francese; n le leggi d'azione che operavano non vedute nel fondo di quella incommensurabile, cieca Incoerenza! Gli uomini guardano l'Incommensurabile con stupore, non con misura; senza conoscere le sue leggi: vedendo con differenti gradi di percezione, quali nuove fasi, quali risultati delle sue leggi genereranno. La Francia  come una mostruosa Massa Galvanica in cui forze e sostanze pi strane delle forze chimiche, galvaniche o elettriche, lavorano, elettrizzandosi a vicenda, positive e negative, riempendo d'elettricit le vostre bottiglie di Leyda, - nel numero di Venticinque Milioni. Come le bottiglie saranno sature, vi sar, di tempo in tempo, per una lieve occasione, una esplosione.
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CAPITOLO 3.
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SPADA IN PUGNO.
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Nondimeno, su questa base meravigliosa debbono mantenersi la Legge, la Regalit, l'Autorit e quanto ancora sussiste dell'Ordine visibile, finch  possibile. Qui, come fece il Vecchio Anarch nella mischia dei Quattro Elementi, un'Augusta Assemblea ha distesa la sua tenda, che ha per cortine il buio infinito della discordia,  collocata sulla ondeggiante profondit dell'Abisso senza fondo e ha in s uno strepito continuo. Il Tempo la circonda e l'Eternit e il Vuoto; essa fa quanto pu, quanto le  dato di fare.
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Lanciando in essa uno sguardo riluttante, discerniamo poco ci che sta edificando: una Teoria Costituzionale di Verbi Difettivi per cui lotta, con perseveranza, in mezzo ad interruzioni senza fine; Mirabeau, dalla sua tribuna, col peso del suo nome e del suo genio, tiene a segno parecchia violenza giacobina; la quale si sfoga baldanzosa nelle sue Aule de' Giacobini, e tiene anche al suo indirizzo acerbi discorsi (69). Il sentiero di quest'uomo  misterioso, discutibile, difficile, ed egli lo percorre senza un compagno. Il Patriottismo Puro lo abborre; eppure il suo peso  soverchiante pel mondo. Che percorra pure la sua via, senza compagni, con fermezza, verso il luogo ov' diretto, - mentre  ancora giorno per lui, e la notte non  venuta.
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Ma la schiera eletta dei puri fratelli patrioti  esigua; non se ne contano che una Trentina, assisi ora sul lembo estremo della Sinistra, separati dal mondo. Un virtuoso Ption, un incorruttibile Robespierre, il pi fermo, il pi incorruttibile degli uomini aspri ed esili; i Triumviri Barnave, Duport, Lameth, grandi nei discorsi, nel pensiero, nell'azione, ciascuno secondo il suo genere; il vecchio e macilento Goupil de Prefeln: su costoro o quelli che li seguiranno deve contare il Patriottismo Puro.
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Anche col, cospicuo fra i Trenta, quantunque raramente si oda, si pu vedere assiso Filippo d'Orlans; in un fosco e fuligginoso stupore; essendo, si direbbe, giunto al Caos! A volte vi sono accenni d'una Luogotenenza e d'una Reggenza; dispute nell'Assemblea stessa intorno alla successione al Trono "nel caso il Ramo presente venisse a mancare"; dicono che Filippo passeggiava inquieto e silenzioso pei corridoi, aspettando che l'importante argomento fosse esaurito; ma tutto si ridusse a niente. Mirabeau, scrutando l'uomo sino in fondo e per traverso, ebbe ad esclamare in energico e intraducibile linguaggio: "Ce f... f... ne vaut pas la peine qu'on se donne pour lui".
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Tutto fin a niente; e frattanto, danaro di Filippo, dicono, ne  corso. Poteva egli rifiutare un po' di danaro al Patriota di talento, che aveva bisogno soltanto di questo, mentre egli aveva bisogno di tutto, meno che di questo? Neppure un pamphlet pu essere stampato senza danaro; e neppure scritto, senza il nutrimento che procura il danaro. Senza danaro il vostro pi ardimentoso Progettista non pu muovere un passo; ogni Progetto, sia individuale, patriottico o d'altro genere, richiede del danaro; tanto maggiormente poi quando si tratta d'una vasta rete d'intrighi, che vivono ed esistono per danaro; mentendo su larga scala, con una fame da dragoni, pel danaro; capaci di divorare i Principati! E in questo modo il Principe Filippo fra i suoi Sillery, Laclose e altri confusi Figli della Notte,  precipitato per la china; centro del pi strano e fosco garbuglio, dal quale  visibilmente venuta fuori, come spesso diciamo, la Macchina Epica e Preternaturale del SOSPETTO; nel cui interno ha albergato e compiuto il suo lavoro un cumulo tutto particolare di tradimenti, di stratagemmi, propositi interessati o disinteressati per malfare, tale che nessun essere vivente  (se ne escludiamo il Genio ispiratore di esso, un Principe del Regno dell'Aria) ha ormai il potere di conoscere. La congettura di Camillo  la pi plausibile: che il povero Filippo si fosse lanciato un po' in una speculazione traditrice, come fece un'altra volta quando si pose a montare in uno dei primitivi Palloni, ma, spaventato della nuova posizione che veniva assumendo, aveva subito rifatto il cammino ed era venuto gi pi insensato che non fosse nel salire! Creare un Sospetto Preternaturale, tal fu la sua funzione nell'Epos Rivoluzionario. Ma ora, se egli aveva perduta la sua cornucopia di moneta contante, che cos'altro poteva mai perdere? Nelle fitte tenebre, all'interno e all'esterno, deve brancolare, dibattersi in quel miserabile elemento di morte, il disgraziato. Una o due volte noi lo vedremo emergere, lottando per trarsi fuori del denso elemento di morte: invano. Per un momento,  l'ultimo momento, egli viene a galla,  spinto a galla nella luce in una certa maniera memorabile, - per affondar poi per sempre!
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Il Ct Droit non  meno persistente, anzi ha pi animazione che mai, quantunque la speranza sia presso che svanita. Il rigido Abb Maury, quando gli oscuri Realisti di provincia vanno a stringergli la mano con trasporto e lo ringraziano, risponde scuotendo la sua indomabile testa di rame: "Hlas, Monsieur, tutto quello che io fo qui equivale a niente". Il valoroso Faussigny, visibile questa sola volta nella storia, s'avanza furioso in mezzo all'Aula, esclamando: "Non c' che una sola via da tenere, ed  di piombare con la spada in pugno su quella gente, sabre  la maine sur ces gaillards l" (70), indicando con gesto violento i nostri Trenta eletti sull'estrema punta della Sinistra! Al che un clangore, un clamore, e poi dispute, pentimento, e tutto svapora. Le cose maturano per una completa incompatibilit, e ci che  chiamata "scissione". Il feroce e teoretico assalto di Faussigny avvenne nell'Agosto del 1790; ebbene l'Agosto susseguente non sar ancora giunto che i famosi Duecentonovantadue, gli eletti del Realismo, faranno una solenne e finale "scissione" da un'Assemblea ligia alle Fazioni; e si dipartiranno scuotendo la polvere dalle loro scarpe.
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Connessa a questo fatto della spada in pugno, v' ancora un'altra cosa da notarsi. Abbiamo talvolta parlato di duelli: come in ogni parte della Francia, innumerevoli duelli erano combattuti. Dei commensali si trovano insieme a discorrere, ed ecco che buttano via la coppa del vino e le armi della ragione e della replica, e s'incontrano sul terreno; per separarsi sanguinanti; o forse per non separarsi pi, ma per cadere mutuamente infilzati dal ferro, mettendo fine, a un tempo, alla loro ira e alla loro vita - e morire come muoiono i dementi. Ci  durato molto tempo e dura ancora. Ed ora sembra che nella stessa Augusta Assemblea, il Realismo traditore, nella sua disperazione, abbia adottato un nuovo sistema: quello di sopprimere il Patriottismo col duello sistematico! Spadaccini "Spadassins" di quel partito vanno facendo i bravi; o per dir meglio, si possono avere per poco danaro. Il giornalismo aveva sbirciato col suo occhio giallo "Dodici Spadassins", di recente arrivati dalla Svizzera, come anche "un considerevole numero di Assassini, nombre considrable d'assassins, che si esercitavano nelle sale di scherma e al bersaglio della pistola". Ad ogni Deputato Patriota di vaglia pu capitare d'essere sfidato; egli riuscir di farla franca una volta, dieci volte; ma verr il tempo che dovr cadere e la Francia dovr portarne il lutto. Quanti cartelli non aveva avuto Mirabeau; specialmente quando era il campanile del Popolo! Cartelli a centinaia; ed egli, poich bisognava fare la Costituzione e il suo tempo era prezioso, rispondeva sempre con una formula stereotipata: "Signore, voi siete scritto nella mia lista, ma vi avverto che questa  lunga, ed io non ammetto preferenze".
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Poi, in autunno, non abbiamo il Duello di Cazals e di Barnave: i due campioni dei colpi di lingua che ora s'incontrano per iscambiare colpi di pistola? Poich Cazals, capo dei Realisti, che noi chiamiamo neri o Noirs, disse, in un momento di eccitazione, che "i Patrioti erano veri Briganti", e anzi, in cos dire, lanci o parve che lanciasse, uno sguardo di fuoco specialmente a Barnave; il quale non potette a meno di rispondere con lo stesso sguardo - e con un rinvio al Bois de Boulogne. Il secondo colpo di Barnave colp il cappello di Cazals. L'angolo anteriore del feltro triangolare, che allora solevano portare i mortali, smorz la palla: e salv quella bella fronte da qualche cosa di pi serio d'una ferita temporanea. Ma sarebbe stato ben facile che la sorte avesse presa un'altra direzione, e che il cappello di Barnave non fosse stato cos buono! Il Patriottismo protesta fortemente contro il duello in genere; fa petizioni a un'Augusta Assemblea perch arresti con la legge questo barbarismo feudale. Barbarismo e solecismo; poich potr mai giungere a persuadere e convincere un uomo il fatto di cacciargli mezz'oncia di piombo nella testa? No, di certo. - Barnave fu ricevuto dai Giacobini con molti abbracci ma anche con riprensioni.
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Memore di questo fatto, e poich in America aveva reputazione d'avventato e di temerario, privo piuttosto di cervello che di cuore, Carlo Lameth, il dodici Novembre, con un po' d'emozione, ricusa d'attendere un giovane Gentiluomo di Artois, dagli spiriti ardenti, venuto espressamente per sfidarlo; anzi in sulle prime s'impegna freddamente ad attendere; poi freddamente permette a due suoi Amici di fare le sue veci e confondere l'ardente Gentiluomo fuori di s; ci che essi fanno con successo. Un procedimento freddo, soddisfacente pei due Amici, per Lameth e per l'ardente Gentiluomo; dopo il quale si poteva presumere che fosse esaurito l'incidente.
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Ma non fu cos: Lameth, andando per attendere al suo ufficio senatorio in sul declinare del giorno, altro non incontra per i corridoi di quell'Assemblea che brocards Realisti, lazzi, provocazioni e non celati insulti. La pazienza umana ha i suoi limiti. "Signori", disse Lameth rompendo il silenzio, a un Lautrec, con la gobba, o altra deformit naturale, ma dalla lingua mordace, della parte Nera pi spiccata; "Signore, se voi foste un uomo con cui si potesse battersi!..." - "Ci sono io", grid il giovane Duca di Castries. Ratto come il lampo, Lameth replica: "Tout  l'heure. Ebbene sul momento!". Cos come le ombre del crepuscolo si addensano in quel Bois-de-Boulogne, noi rimiriamo due uomini dallo sguardo leonino, dall'atteggiamento intento, col fianco proteso, il pi dritto in avanti, che assaltano e si difendono, colpo su colpo, col proposito d'infilzarsi reciprocamente. Ed ecco che col proposito diretto d'infilzare, l'avventato Lameth si slancia con tutto il suo peso vibrando un colpo furioso; ma l'agile Castries sguiscia da un lato, e Lameth non fa che infilzare l'aria, mentre la punta della spada di Castries penetra profonda nel suo braccio sinistro teso. Dopo di che, col sangue, il pallore, la fasciatura del chirurgo e le formalit, il duello  considerato chiuso con soddisfazione.
Ma ci non avr, dunque, mai fine? L'amato Lameth giace profondamente ferito, e non  fuori di pericolo. I Neri traditori Aristocratici uccidono i difensori del Popolo, colpiscono non con gli argomenti, ma a colpi di spada. E i dodici Spadassins venuti dalla Svizzera? E il considerevole numero d'Assassini che s'esercitano al bersaglio della pistola? Cos medita e impreca il leso Patriottismo con un fervore che cresce e dilaga, per lo spazio di trentasei ore.
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Trascorse le trentasei ore, il giorno tredici, di sabato, si assiste a un nuovo spettacolo; la Rue de Varennes e il vicino Boulevard des Invalides sono coperti da una moltitudine varia e fluttuante: il Palazzo di Castries  divenuto folle,  corso a cavallo dal diavolo: da ogni finestra erutta "letti con coperte e cortine", vasellame d'argento e d'oro con filigrana, specchi, pitture, immagini, canterani, armadi a luce, maioliche e gingilli senza fine fra incessanti acclamazioni popolari, e senza l'ombra d'un furto; poich circola un grido: "Sar impiccato chi toccher un chiodo".  un Plebiscito, o un informe Decreto iconoclastico della Plebe che si sta prontamente eseguendo! - La Municipalit siede trepidante; deliberando sull'opportunit di metter fuori il Drapeau Rouge e la legge Marziale. Parte dell'Assemblea Nazionale leva alti lamenti; e parte inchina a un plauso a stento represso; l'Abb Maury  incapace di decidere se la Plebe iconoclastica ammonti a quarantamila o a duecentomila.
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Deputazioni, messaggeri veloci, poich si  parecchio di l del Fiume, vanno e vengono. Lafayette e le Guardie Nazionali, quantunque senza Drapeau Rouge, si avanzano, non mostrando gran fretta. Anzi, giunti sulla scena, Lafayette saluta togliendosi il cappello, prima che ordini d'inastare le baionette. A che serve? La Plebea "Corte di Cassazione", come Camillo potrebbe chiamarla motteggiando, ha compiuto il suo lavoro, e si fa innanzi con le vesti sbottonate, le tasche volte al rovescio; saccheggio e giusta distruzione, non bottino! Con una pazienza inesauribile, l'Eroe dei Due Mondi fa delle rimostranze; in tono persuasivo, con una specie di dolce costrizione, quantunque sempre con le baionette inastate, disperde, sgombra. Il domani tutto riprende il suo andamento, come di consueto.
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Considerando queste cose, il Duca di Castries pu giustamente "scrivere al Presidente", pu giustamente passare egli stesso la frontiera per reclutarvi un corpo d'armata, o fare quant'altro  in lui. Il Realismo abbandona totalmente questo metodo Bobadiliano di contestazione, e i dodici Spadassins ritornano in Svizzera, - od anche nella Terra dei Sogni, attraversando la porta di Corno, quale che sia la loro vera casa. E l'Editore Prudhomme  autorizzato a pubblicare una cosa curiosa: "Noi siamo autorizzati a pubblicare", dice l'ottuso e gradasso Pubblicista, "che il signor Boyer, campione dei buoni Patrioti,  alla testa di Cinquanta Spadassinicides o Uccidi-Sgherri. Il suo indirizzo  il seguente: Passage du Bois-de-Boulogne, Faubourg St.-Denis" (71). Una delle pi strane istituzioni, questa del campione Boyer e degli Uccidi-sgherri! I cui serviz non sono richiesti; avendo il Realismo abbandonato il metodo della spada, come affatto impraticabile.
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CAPITOLO 4.
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FUGGIRE O NON FUGGIRE.
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La verit  che il Realismo si vede spinto verso tristi estremi, cui di giorno in giorno s'appressa. Di l del Reno viene la voce che il Re non  libero nelle Tuileries. Il povero Re non pu contradire questa cosa con la bocca ufficiale, ma nel suo cuore spesso sente che  innegabile. La Costituzione Civile del Clero; il Decreto di espulsione contro i Dissidenti; e neppure per quest'ultimo, quantunque quasi ribelle alla sua coscienza, egli pu dir questo. Fu il 21 Gennaio di questo 1791 che lo firm; pel dolore di questo povero cuore v' ancora un altro ventun Gennaio! Onde si hanno i Preti Dissidenti espulsi: per alcuni, Martiri inconquistabili, per altri, incorreggibili e cavillosi traditori. E cos  avvenuto quel che noi una volta abbiamo presagito: con la Religione o col gergo e l'eco della Religione, tutta la Francia  divisa in due parti in una nuova soluzione di continuit, che complica e amareggia tutte le altre pi antiche, - da curarsi con severo trattamento chirurgico, nella Vandea!
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Disgraziata Regalit, disgraziata Maest, Rappresentante Ereditario, Reprsentant Hrditaire, o come si voglia chiamarlo, dal quale molto si aspetta, al quale poco  dato! Le Guardie Nazionali Bleues circondano quelle Tuileries e Lafayette, molle Pedante costituzionale; puro, limitato, inflessibile, come acqua cambiata in tenue ghiaccio; che nessun cuore di Regina pu amare. L'Assemblea Nazionale, con la sua tenda spiegata dove sappiamo, siede l vicino in un continuo tumulto. Dall'esterno, niente, tranne le Rivolte di Nancy, il sacco di palazzo Castries, ammutinamenti e sedizioni; ammutinamenti al Nord e al Sud, ad Aix, a Douai, a Belfort, Usez, Perpignan, Nmes e in quella inguaribile Avignone dei Papi: uno schioppettio, un continuo schizzar di rivolte per tutta la superficie della Francia; che attesta il crescere incessante dell'elettricit. E per giunta un rigido inverno, gli scioperi degli operai affamati; quel continuo brontolo in tono basso della Carestia, che  la nota dominante, la base di tutte le altre Discordanze!
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Il piano della Regalit, in quanto si pu dire che abbia un piano stabilito,  ancora, come sempre, quello di fuggire verso le frontiere. E a dir vero  il solo piano che pu farle nutrire la bench menoma fiducia! Fuggite presso Bouill, circondatevi d'una siepe di cannoni, serviti dai vostri "quarantamila Tedeschi non corrotti"; intimate all'Assemblea Nazionale di seguirvi, intimatelo a quanto  in essa di Realista, di Costituzionale, di corruttibile col danaro; dissolvete il resto con la mitraglia, se  necessario. Fate che il Giacobinismo e la Rivolta con un gemito selvaggio si librino nello Spazio Infinito, lanciati dalla mitraglia. Tuonate sulla Francia con la bocca del cannone; comandando, non pregando, che cessi la rivolta. Governate poi con la massima Costituzionalit; facendo giustizia, abando la misericordia; rendendovi Pastore di questo Popolo indigente, non semplice Tosatore o sedicente Pastore! Fate ci, se l'osate. Se poi non l'osate, in nome del Cielo, andate a dormire: pi bella alternativa non vi si offre.
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La cosa era forse possibile, con un uomo che fosse stato da tanto. Poich se questo indescrivibile turbine di confusione Babilonica  (quale  la nostra ra) non pu essere chetato dall'uomo, ma solo dal Tempo e dagli uomini; un uomo pu moderare i suoi parossismi, pu mantenere l'equilibrio e dominare, restando ritto alla cima senza farsi ingoiare - come fanno parecchi uomini, parecchi Re in questi giorni. Molto  dato di fare a un uomo; gli altri uomini prestano obbedienza all'uomo che discerne di pi  (Kens e cans) e lo chiamano con riverenza il loro Ken-ning o Re.
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Non govern Carlomagno? Eppure considerate se avesse tempi sereni quando impiccava "quattromila Sassoni sul Ponte del Weser", in un momento critico. Del pari, chi sa che in questa medesima Francia sconvolta e fanatica non esista veramente l'uomo idoneo!  forse un uomo taciturno, dalla tinta olivastra, per ora Luogotenente d'Artiglieria, che un tempo studiava Matematica a Brienne? Quello stesso che il mattino andava a piedi a Dle per corregger le bozze di stampa e per gustare una colazione frugale in compagnia di Joly? Questo tale  andato ove anche il famoso Generale Paoli suo amico  andato proprio in questi giorni, a vedere le antiche scene nella nativa Corsica, e ad esperimentare quanto bene, nel senso democratico, pu farsi col.
La Regalit mai esegue il piano dell'evasione e mai lo abbandona, vivendo in una speranza variabile, indecisa, finch decider la sorte. Nel pi gran segreto, si mantiene una corrispondenza attiva con Bouill; vi  anche un progetto che risorge pi d'una volta, di trasportare il Re a Rouen (72): progetti su progetti che fanno capolino e poi scompaiono, come ignes fatui in tempo burrascoso, che non menano a niente. "Verso le dieci di sera", il Rappresentante Ereditario, in partie carre, con la Regina, col Fratello Monsieur, e Madame giuoca al "wisk", o whist. L'Usciere Campan entra misteriosamente, con un messaggio che egli comprende solo a mezzo: un certo Conte D'Inisdal attende con ansia nell'anticamera esterna: il Colonnello Nazionale, Capitano in servizio questa notte,  guadagnato; i cavalli di posta sono pronti lungo tutto la via; una parte della Nobilt ha preso le armi con attitudine decisa; vuol consentire Sua Maest a partire prima di mezzanotte? Profondo silenzio, Campan attende con l'orecchio teso. "Ha sentito Vostra Maest ci che ha detto Campan?", domanda la Regina. "S, ho sentito", risponde la Maest e seguita a giuocare. " stato un bel versetto quello di Campan", insinua Monsieur, che a volte faceva il bello spirito; e la Maest, sempre senza rispondere, giuoca al wisk. "Dopo tutto, qualche cosa bisogna pur dirla a Campan", osserva la Regina. "Dite al Sig. D'Inisdal", disse il Re, e la Regina accentu le parole, "che il Re non pu consentire a lasciarsi portar via per forza". "Lo vedo", disse D'Inisdal, volgendo le spalle, al colmo dell'ira; "noi corriamo il rischio e ci esponiamo a ricevere tutto il biasimo in caso di non riuscita" (73), - e scompare insieme al suo progetto, come un fuoco fatuo. La Regina stette in piedi fino a notte inoltrata, occupata ad imballare i gioielli; ma a nulla valse; poich, in quella rabida fiamma di irritazione, il fuoco fatuo s'era dileguato.
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In tutto questo v' poca speranza. Ohib, con chi fuggire? Le nostre fedeli Gardes-du-Corps fin dall'insurrezione delle Donne si sono sbandate; sono tornate alle loro case; molte hanno attraversato il Reno verso Coblenz e i principi esiliati; il bravo Miomandre e il bravo Tardivet, questi Due fedeli, hanno ricevuto in una intervista notturna con le Loro Maest, il loro viatico in luigi d'oro, e vivi ringraziamenti dalle labbra d'una Regina, mentre sfortunatamente S. M. il Re stava in piedi con le spalle volte al fuoco senza parlare (74). Essi hanno ora pranzando d'una in altra provincia e narrando i pericoli scampati per miracolo, gli orrori dell'insurrezione. Grandi orrori, ma destinati a impallidire innanzi ad altri maggiori. Frattanto, tutto sommato, qual decadimento dagli antichi Splendori di Versailles! Qui, queste povere Tuileries, un Colonnello Nazionale Birraio, il sonoro Santerre, fa la sua comparsa ufficiale di parata dietro la sedia di S. M. la Regina. I nostri alti dignitar tutti fuggirono di l del Reno; non essendovi pi nulla da guadagnare a Corte, tranne speranze, per cui bisognava rischiare la vita! Oscuri uomini affacendati frequentano le scale segrete con le notizie di quel che si dice, coi loro progetti campati in aria, con le loro fanfaronate infruttuose. Dei Giovani Realisti, al Thatre de Vaudeville, cantano ariette; come se ci potesse giovare a qualche cosa. Molti Realisti, Capitani in congedo, Seigneurs incendiati, si pu incontrarne parimenti "al Caf de Valois e al Ristorante di Mot". Ivi si esaltano a vicenda nel loro alto e leale ardore, brindano con quel vino che riescono a procurarsi, alla confusione del Sanculottismo; mostrano i pugnali d'un lavoro perfezionato che hanno acquistati previa ordinazione; e, tante cose osando, pranzano (75). Fu in questi posti, in questi mesi che l'epiteto di Sansculotte fu per la prima volta applicato al Patriottismo indigente; nel secolo scorso avemmo Gilbert Sansculotte, il Poeta indigente (76). Mancante di calzoni: triste Mancanza; se non che, essendo condivisa da Venti Milioni, pu divenire pi efficace che molte possessioni!
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Frattanto, tra questo vago e fosco turbine di fanfaronate, progetti campati in aria, pugnali lavorati per ordinazioni, balza fuori un punctum saliens di vita e d'attualit: il dito di Mirabeau! Mirabeau e la Regina di Francia si sono incontrati; si sono separati con una reciproca fiducia!  un fatto strano; segreto come i Misteri, ma indubitabile. Mirabeau mont una sera a cavallo e si diresse, inatteso, verso l'Occidente, - per vedere l'Amico Clavire, nella sua casa di campagna. Prima di giungere da Clavire, il cavaliere meditabondo and a picchiare ad una porta di dietro del Giardino di Saint-Cloud; un Duca D'Aremberg, o qualcosa di simile, era l per introdurlo; la Regina non era lontano; su un poggio, rond point, il pi alto del Giardino di Saint-Cloud, "egli guard in viso la Regina, parl con lei, soli sotto la vuota cupola della Notte". Quale intervista! Fatalmente segreta per noi, malgrado tutte le ricerche; al pari dei colloqu degli Dei! (77) Ella lo chiam "un Mirabeau"; leggiamo altrove che ella fu "entusiasta di lui", il selvaggio titano sottomesso; e invero ora una delle qualit che onoravano quell'alto e malaugurato cuore, che nessuna mente intellettuale, nessun Mirabeau, o Barnave o Dumouriez, potesse trovarsi alla presenza di lei, senza che ella si sentisse tratta a riconoscerne il merito, ad avvicinarsi con confidenza, malgrado ogni prevenzione. Alto cuore imperiale, dotato d'una attrazione istintiva verso tutto ci che era alto. "Voi non conoscete la Regina", disse una volta in confidenza Mirabeau; "la sua forza d'animo  prodigiosa;  un uomo per coraggio" (78). E cos, nel vuoto della Notte, a cavaliere di quel poggio, essa aveva parlato con un Mirabeau; il quale le aveva fedelmente baciato la mano, dicendole con entusiasmo: "Madame, la Monarchia  salva!" Le Potenze estere, misteriosamente scandagliate, davano caute risposte favorevoli; Bouill  a Metz e potrebbe trovare quarantamila Tedeschi sicuri. Con un Mirabeau per testa e un Bouill per braccio, qualche cosa  veramente possibile, - se il Fato non interviene.
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Ma figuratevi in quale viluppo dalle mille pieghe, in quale tenebroso mantello, la Regalit deve involgersi meditando queste cose. Vi sono persone che hanno "biglietti d'entrata", vi sono consulti cavallereschi, complotti misteriosi. Pensate ancora, se, avviluppata come si voglia, la Regalit che cospira pu sfuggire allo sguardo del Patriottismo, all'occhio di lince dei Diecimila, fissato su di essa, e che vede nelle tenebre! Il Patriottismo sa tante cose: sa dei pugnali fatti per ordinazione, e pu specificarne le botteghe; conosce le legioni di mouchards del Sieur Motier; i biglietti d'Entre, gli uomini in nero, e come un piano d'evasione succede all'altro, - o pu supporsi che succeda. Immaginate poi i couplets che si cantano al Thtre de Vaudeville; o peggio, i bisbigli, lo scrollar del capo dei traditori in moustaches. Pensate d'altra parte all'alto grido d'allarme che veniva dai Centotrenta Giornali; all'orecchio di Dionisio di ognuna delle Quarantotto Sezioni, vigile notte e giorno.
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Il Patriottismo tollera tante cose, ma non tollera poi tutto. Il Caf de Procope ha mandato, apertamente per le strade, una Deputazione di Patrioti, "per lagnarsi coi cattivi Editori con parole fiduciose: cosa singolare a vedere e a udire. I cattivi Editori promettono di emendarsi, ma non lo fanno. Le Deputazioni pel cambiamento del Ministero erano molte. Il Maire Bailly si  unito fino al Cordelier Danton in questo; e ci sono riusciti. Con quale profitto? Di ciarlatani per elezione o costretti ad esser tali la razza  sempiterna; i Ministri Duportail e Dutertre, dovranno maneggiarsi, precisamente come facevano i Ministri Latour-du-Pin e Cic. Cos galleggia il mondo in confusione.
Ma ora sopraffatta senza tregua da tali influenze e evidenze insolubili e contradittorie, in che cosa pu mai credere e a che mai pu attenersi il Patriota Francese indigente, in questi giorni malaugurati? Tutto  Incertezza, eccetto che egli  un disgraziato, un indigente; una gloriosa Rivoluzione, meraviglia dell'Universo, non ha finora apportato n il Pane n la Pace, essendo corrotta dai traditori, che difficilmente si possono scoprire. Traditori che si nascondono nelle tenebre, rendendosi invisibili, - o lasciandosi vedere a momenti in un pallido e incerto crepuscolo, nel quale poi si dileguano di soppiatto! Il Sospetto Soprannaturale ancora una volta guida le menti degli uomini.
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"Nessuno qui", scrive Carra negli Annales Patriotiques non pi tardi del Primo Febbraio, "pu conservare un dubbio circa il costante e ostinato progetto che ha questa gente di far andar via il Re; e della perpetua successione di manovre che impiegano all'uopo". Nessuno: la vigile Madre del Patriottismo manda due suoi Membri deputati alla sua Figlia di Versailles, per esaminare come procedono le cose ivi. Bene, e poi? Il Patriottico Carra continua: "poi tutti udimmo con le nostre orecchie il rapporto di questi due Deputati, sabato scorso. Essi vennero con altri di Versailles ad ispezionare le stalle del Re, ed anche le stalle delle gi Gardes-du-Corps; e trovarono col da sette ad ottocento cavalli che avevano sempre sella e briglia, pronti ad avviarsi al primo cenno. Gli stessi Deputati videro inoltre coi propri occhi parecchie Vetture Reali, che anche in quel momento degli uomini si affacendavano a caricare d'un grosso bagaglio di sacchi bene imbottiti, quelli propriamente che noi chiamiamo vacche di cuoio, vaches de cuir; le Armi Reali "erano quasi completamente cancellate dagli sportelli. Fatto importante. Nello stesso giorno tutta la Marchausse, o Polizia a cavallo, si riun con le armi, i cavalli e il bagaglio, e poi si disperse. Essi hanno bisogno che il Re passi la frontiera, perch l'Imperatore Leopoldo e i Principi Tedeschi, le cui truppe sono pronte, possano avere un pretesto per cominciare; questo", soggiunge Carra, " il motto dell'enimma; questa  la ragione per cui i nostri Aristocratici fuggitivi reclutano uomini oltre le frontiere, attendendo che una di queste mattine il Supremo Magistrato Esecutivo sia condotto fino a loro e cominci la guerra civile" (79).
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Oh, se il Supremo Magistrato Esecutivo, imballato in una di quelle vacche di cuoio, fosse una volta portato salvo fino a loro! Ma la pi strana cosa  che il Patriottismo, sia che abbai alla ventura, sia che lo faccia guidato da qualche istinto di sagacia soprannaturale, questa volta abbaia a proposito; per qualche cosa, non per niente. La Corrispondenza Segreta di Bouill, da che  divenuta pubblica, attesta questo fatto.
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Inoltre  innegabile,  a tutti visibile, che Mesdames, le zie del Re, fanno i preparativi per la partenza, chiedendo i passaporti al Ministero, salvacondotti al Municipio; e Marat ammonisce tutti di stare all'erta. Esse porteranno via dell'oro, "queste vecchie beghine"; anzi trasporteranno il piccolo Delfino, "avendo allevato apposta un fanciullo per lasciarlo in cambio di questo!" E poi esse sono come una sostanza leggera, lanciata in aria per provare come spira il vento; una specie di cervo volante di prova, che voi lanciate lontano per accertarvi se il gran cervo volante di carta, l'Evasione del Re, pu montare!
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In queste circostanze allarmanti, il Patriottismo non vien meno a s stesso. Il Municipio manda deputati al Re; le Sezioni al Municipio; un'Assemblea Nazionale presto si riscuoter. Frattanto, ecco che il 19 Febbraio 1791, Mesdames lasciano Bellevue e Versailles, e in tutta segretezza si allontanano. Si dirigono a Roma, pare, o non si sa dove. Ad esse non mancano passaporti del Re, contrassegnati; e quel che  pi, sono fornite d'una scorta servizievole. Il Patriottico Sindaco o Sindacotto del Villaggio di Moret cerc di trattenerle; ma il gagliardo Louis de Narbonne, che faceva parte della Scorta, si allontan a briglia sciolta; presto fu di ritorno con trenta dragoni, e vittoriosamente le trasse d'impaccio. E cos le povere vecchie possono proseguire; con terrore della Francia e di Parigi, la cui eccitazione nervosa ha raggiunto il limite estremo. E che altro avrebbe potuto impedire alla povera Loque e alla povera Graille, gi cos vecchie, e capitate in circostanze cos inaspettate, in un tempo in cui fin la ciarla, divenuta materia di terrore e d'orrore, pi non allieta lo spirito, e non  pi possibile ottenere in pace un confessore ortodosso - che altro avrebbe potuto impedir loro d'andare in qualche posto ove potessero trovare la pace e qualche sollievo?
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Esse vanno, le povere vecchie signore, - che i cuori pi duri non potrebbero a meno di compatire; vanno trepidanti, con non melodiosi gridi di paura repressi; mentre tutta la Francia grida e schiamazza, rivelando a voce alta un non represso terrore, seguendole, dietro di loro ed accanto, dall'un lato e dall'altro: tale  il mutuo sospetto che regna fra gli uomini. Ad Arnay le Duc, circa met strada verso le frontiere, un Municipio Patriottico e della Plebaglia di nuovo si fanno coraggio e le fermano. Louis Narbonne deve questa volta tornare a Parigi e consultare l'Assemblea Nazionale. L'Assemblea Nazionale risponde, non senza uno sforzo, che Mesdames possono andare. A seguito di ci, Parigi s'eccita peggio che mai, urlando quasi da folle. Le Tuileries e i loro dintorni son piene di donne e d'uomini, mentre l'Assemblea Nazionale discute questa questione delle questioni. A sera occorse l'intervento di Lafayette per disperderli, e si dovettero illuminare le strade. Il Comandante Berthier, un Berthier innanzi al quale vi sono grandi cose sconosciute,  per ora bloccato a Bellevue in Versailles. Nessuna tattica valse a far partire il bagaglio di Mesdames da quelli Corti; frenetiche donne versagliesi lo circondano gridando; le sue stesse truppe tagliarono le tirelle del carro; egli "si ritir nell'interno", aspettando tempi migliori (80).
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In queste stesse ore in cui Mesdames, a mala pena liberate a fil di spada da Moret, procedono rapidamente per l'estero, e innanzi che fossero arrestate ad Arnay, il loro augusto Nipote, il povero Monsieur, a Parigi, si rifugia in fondo alle sue cantine del Lussemburgo; e, secondo Montgaillard, difficilmente si pu persuaderlo a risalire. Moltitudini urlanti circondano il suo Lussemburgo, attratte dalla notizia della sua partenza; ma nel vedere e nell'udire Monsieur, diventano una folla schiacciante, e scortano lui e Madame fino alle Tuileries, accompagnandoli con evviva (81).  uno stato d'eccitazione nervosa quale poche nazioni hanno provato.
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CAPITOLO 5.
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IL GIORNO DEI PUGNALI.
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Ma, intanto, che vuol dire questa riparazione visibile del Castello di Vincennes? Le altre Carceri son tutte piene di prigionieri e occorre dell'altro spazio; questa  la ragione che adduce il Municipio. Poich in quel mutare di Giudicature, aboliti i Parlamenti e costituitesi Nuove Corti, i prigionieri s'erano accumulati. Senza tener conto che in quei tempi di discordia in cui prevaleva il pi forte, i reati e i mandati d'arresto erano comunque pi numerosi. E la ragione addotta dal Municipio non  forse bastevole a spiegare il fenomeno? Sicuro, la riparazione del Castello di Vincennes era di tutte le intraprese cui potesse dedicarsi l'illuminato Municipio, la pi innocente.
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Senonch, il vicino Saint-Antoine non la pensa cos; per Saint-Antoine quelle torricelle a picco e quei ridotti sinistri, cos vicini alle sue abitazioni oscure, sono per s stesse un'offesa. Non era forse Vincennes una specie di Bastiglia minore? Il gran Diderot e dei filosofi hanno scontata qui la prigionia; il gran Mirabeau v' stato, in una disastrosa eclissi, per quarantadue mesi. E ora che la vecchia Bastiglia  divenuta un luogo ove si danza  (dato che qualcuno si senta in vena di danzare), e le sue pietre sono servite a edificare il Ponte Luigi XVI, si pu permettere che questa Bastiglia minore, insignificante a confronto dell'altra, si circondi di nuovi rinforzi, e distenda le sue ali tiranniche, minacciando il Patriottismo? Un nuovo spazio pei prigionieri: quali prigionieri? Un d'Orlans coi principali Patrioti, in cima alla Sinistra? Si dice che interceda un "passaggio sotterraneo", di qui alle Tuileries. Chi sa? Parigi, minata da cave e da catacombe,  sospesa stranamente sull'abisso; Parigi doveva una volta saltare in aria, - quantunque la polvere, quando venimmo a cercarla, fosse stata tolta. Delle Tuileries vendute all'Austria e a Coblenz non dovrebbero avere passaggio sotterraneo. Uscendo di l qualche mattina, Coblenz o l'Austria, con un cannone di lunga portata, potrebbero "foudroyer" il patriottico Saint-Antoine, spargendovi l'incendio e la rovina!
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A tale meditazione s'abbandona l'anima ottenebrata di Saint-Antoine, nel vedere gli operai in grembiule, affaccendati intorno a quelle torri, all'inizio della primavera. Una Municipalit che parla il linguaggio difficile, un Sieur Motier con le sue legioni di mouchards, non meritano alcuna fiducia. V'era a dir vero, il Patriota Santerre qual Comandante! Ma il birraio comanda solo il nostro battaglione; e poi di questi segreti egli non pu spiegare nulla, non sa nulla, forse sospetta tante cose. E cos il lavoro procede, e Saint-Antoine, con l'animo afflitto e ottenebrato dallo strepito dei martelli, vede le pietre sospese in aria (82).
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Saint-Antoine abbatt la prima grande Bastiglia: vorrebbe ora esitare innanzi a questa Bastiglia insignificante al paragone? Amici, se noi prendessimo le picche, i fucili, i martelli, e ci servissimo da noi! - Non v' rimedio pi pronto, n pi sicuro. Il 28 Febbraio Saint-Antoine viene fuori, come ormai ha fatto spesso; e in un tumulto in apparenza superfluo, muove verso l'Est, diretto a quel Vincennes, la cui vista l'addolora. Con voce grave e autorevole, senza grida e senza minaccie, Saint-Antoine significa agli interessati in quel luogo, che  suo intento vedere quella fortezza sospetta messa al livello del suolo generale del paese. Possono farsi delle rimostranze, con zelo, ma a nulla valgano. Le porte esterne sono strappate, i ponti levatoi precipitano; le serrature delle finestre, atterrate a colpi di martello, servono da stanghe di ferro; cade una pioggia d'oggetti, di massi di pietra, d'ardesia: in un fracasso caotico la Demolizione precipita tutto al suolo strepitosamente. Ed ora rapide staffette attraversano di corsa le vie agitate, per informare Lafayette e le Autorit Municipali e Dipartimentali; il Rumore mette sull'avviso l'Assemblea Nazionale, le Reali Tuileries, e tutti quelli che si curano di sapere come Saint-Antoine s' sollevato; come Vincennes, e probabilmente l'ultima Istituzione del Paese, che ancora sussiste,  sul punto di precipitare (83).
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Presto, dunque! Che Lafayette accorra a suon di tamburi verso l'Est; poich, per ogni Patriota Costituzionale, queste sono cattive notizie. E voi, Amici della Regalit, date di piglio ai vostri pugnali di modello perfezionato, fatti espressamente, ai vostri bastoni a stocco, alle armi segrete, ai biglietti d'entrata; presto pei passaggi segreti, raccoglietevi intorno al rampollo di Sessanta Re. Un'effervescenza probabilmente partita dai d'Orlans e Compagnia per rovesciare il Trono e l'Altare; si dice che S. M. la Regina debba esser messa in prigione, per potersene sbarazzare; che diverr, allora S. M. il Re? Argilla pel Vasaio Sanculotto! Non sarebbe possibile fuggire oggi, mentre una brava Nobilt subitamente si raggruppa? Il pericolo minaccia, la speranza invita; il Duca de Villequier, il Duca de Duras, i Gentiluomini della Camera danno biglietti e udienza; una brava Nobilt d'un subito si va ricollegando. Ora sarebbe il momento di "piombare con la spada in pugno su quella plebaglia", e si potrebbe farlo con successo.
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L'Eroe di Due Mondi  sul bianco cavallo da guerra; i Nazionali bleus, a cavallo e a piedi, accorrono in direzione dell'Est; Santerre col Battaglione di Saint-Antoine  gi sul luogo, apparentemente non disposto ad agire. O angosciato Eroe dei Due Mondi, che cmpiti sono mai questi! Gli schermi, gli sberleffi provocati da quel Patriottico Sobborgo, che ora  tutto sparso per le strade, sono insopportabili; Patrioti non lavati che scherniscono abbandonandosi a un amaro trastullo; un Patriota non lavato "afferra il Generale per lo stivale", tentando di levarlo di sella. Ricevuto l'ordine di far fuoco, Santerre risponde in maniera evasiva: "Questi sono gli uomini che presero la Bastiglia"; e non si muove un solo grilletto. N la Magistratura di Vincennes rilascia mandati d'arresto, o d il pi piccolo appoggio; onde il Generale "prender su s stesso la responsabilit degli arresti". Con prontezza, capacit volenterosa, pazienza, e un valore ardimentoso e senza limiti, il tumulto pu essere sedato ancora senza spargimento di sangue.
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Frattanto il resto di Parigi, con pi o meno indifferenza, pu badare agli altri suoi affari: giacch non  questa forse un'effervescenza di cui ora ve ne sono tante? L'Assemblea Nazionale, in una delle sue maniere pi tempestose, sta discutendo una Legge contro l'Emigrazione; Mirabeau dichiara a voce alta: "Io giuro in anticipazione che non mi sottoporr ad essa". Si vede spesso Mirabeau alla Tribuna quel giorno, con infiniti impedimenti dall'esterno e con la sua antica e indomabile energia entro di s. Che mai possono fare a quell'uomo i mormorii e i clamori, della Destra o della Sinistra, a lui irremovibile come Teneriffa o Atlante? Con un pensiero chiaro, con una poderosa voce di basso, quantunque in principio debole e incerta, costringe all'attenzione, domina la tempesta degli uomini; di tanto in tanto quella voce si fa pi alta, pi dolce, si eleva ad una lungisonante melodia di forza, trionfante, che soggioga tutti i cuori. Il suo volto rude, deturpato, triste, solcato dal fuoco, diviene splendente come il fuoco, radioso: una volta ancora gli uomini sentono, in queste miserevoli epoche, quale  la potenza e l'onnipotenza della parola umana sull'anima degli uomini. "Io voglio trionfare o esser fatto a brani", fu udito a dire una volta; "Silenzio", grida ora, in tono poderoso di comando, con una imperiale consapevolezza della sua forza, "Silenzio alle trenta voci, Silence aux trente voix!" - E Robespierre e le Trenta Voci si estinguono con un mormorio; e la Legge  una volta ancora quale la vuole Mirabeau.
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Come  diversa nello stesso tempo l'eloquenza di strada del Generale Lafayette, mentre disputa con i sonori Birrai e con un Saint-Antoine sgrammaticato! Come ancora molto diverse dall'una e dall'altra sono la eloquenza del Caf-de-Valois e le fanfaronate represse di questa moltitudine dai biglietti d'entrata, che inonda i corridoi delle Tuileries! Tali cose possono verificarsi simultaneamente in una sola Citt. Quanto pi in un Paese; in un Pianeta, con le sue discrepanze, dove ogni giorno vi  una schioppettante infinit di discrepanze, - che pur danno qualche prodotto coerente e netto, quantunque infinitesimale!
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Ma, si voglia come si voglia, Lafayette ha salvato Vincennes; e marcia di ritorno con una dozzina di demolitori arrestati. La Regalit non  ancora salva; - n a dir vero trovasi in ispeciale pericolo. Ma per la Guardia Costituzionale del Re, per quelle antiche Gardes Franaises o Centre Grenadiers, questa affluenza di persone coi biglietti d'entrata comincia a divenire sempre pi inesplicabile. Deve Sua Maest realmente andare a Metz, dunque, trasportata da quegli uomini, nell'eccitazione del momento? La rivolta di Saint-Antoine servirebbe di pretesto ai traditori Realisti? Voi, Centre Grenadiers di guardia, siate avveduti: il bene mai viene dagli "uomini in nero". Inoltre essi portano mantelli, redingotes; alcuni di loro pantaloni di cuoio e stivali, - come se fossero sul punto di montare a cavallo! Ma che cosa  mai quello che sporge dal rovescio dell'abito dello Chevalier de Court? (84)  qualche cosa che troppo somiglia al manico di qualche strumento tagliente o acuminato! Egli sguiscia e va avanti, e sempre l'arma sporge dal suo abito al lato sinistro. "Fermatevi, Signore!" Un Centre Grenadier lo afferra; afferra l'arma sporgente, la strappa fuori, mostrandola a tutti: giusto Cielo, proprio un pugnale, un coltello da caccia, o come vorrete chiamarlo, fatto per versare il sangue del Patriottismo.
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Ecco quel che capit allo Chevalier de Court, il mattino di buon'ora, e il fatto non fu scevro di rumore o di commenti. Ed ora, a notte chiusa, che vuol dire questa moltitudine sempre crescente? Hanno anch'essi dei pugnali? Purtroppo, dopo aspri battibecchi, si  cominciato a palparli e a frugarli, e tutti quegli uomini, in nero, malgrado i loro biglietti d'entrata, son presi pel colletto e perquisiti. Quando si ripensa, che scandalo! Sempre che a qualcuno si trovava indosso qualcosa come un pugnale, un bastone animato, o magari un punteruolo da sarto, con molto sdegno gli veniva strappato via, e il disgraziato uomo in nero era gettato con tutta rapidit gi dalle scale. Gettato; e ignominiosamente discende col capo in avanti; sempre pi celeremente per i colpi ignominiosi che riceve dalle sentinelle l'una dopo l'altra; di pi, com' scritto, fatto segno a percosse, a spintoni, - a pedate a posteriori, che non  il caso di menzionare. In questo modo affrettato vengono fuori, non si sa con quali estremit in avanti, uomini in nero dopo uomini in nero, per tutte le uscite, nel Giardino delle Tuileries. Vengono a cadere, purtroppo, nelle braccia d'una moltitudine irata che si  raccolta e si va raccogliendo quivi, nell'ora del crepuscolo, per vedere quel che accade e se il Rappresentante ereditario  portato via oppur no. Disgraziati uomini in nero, accusati d'aver pugnali fatti espressamente, qualificati "Chevaliers del Pugnale"! All'interno  come un bastimento che brucia; all'esterno  come un mare profondo. All'interno non v' da sperare nulla; Sua Maest, guardando per un momento dal suo riposto santuario, freddamente intima a tutti i visitatori "di consegnare le loro armi"; e di nuovo chiude la porta. Le armi consegnate formano un mucchio: i Cavalieri detentori dei pugnali discendono alla rinfusa, con velocit impetuosa; e alle estremit di tutte le scalinate la moltitudine mista li riceve sballottandoli, tirando loro dei pugni, poi li scaccia e li disperde. (85)
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Tale spettacolo si presenta a Lafayette nel crepuscolo della sera, mentr'egli ritorna dopo un successo pieno di difficolt da Vincennes; vinto appena il Sanculotto Scilla, ecco che l'Aristocratico Cariddi gli si para dinanzi! Il paziente Eroe di Due Mondi perde quasi la calma. Egli accelera, non ritarda, la fuga dei Cavalieri; libera, a dir vero, uno o un altro Realista di qualit perseguitato, ma lo rimprovera con parole amare quali erano ispirate dal momento; parole che nessun salone potrebbe perdonargli. Egli era un Eroe mal divinizzato, sospeso, per cos dire, nell'aria; odiato dalle Ricche Divinit Superiori, odiato dagli Indigenti Mortali Inferiori! Il Duca di Villequier, Gentiluomo della Camera,  fatto segno a tali contumelie, in presenza di tutto il popolo, che trova opportuno, prima, di scolparsene sui Giornali; poi, non riuscendovi, di ritirarsi di l dalle Frontiere, mettendosi a complottare a Bruxelles (86). Il suo appartamento rester vuoto; pi utilmente, a noi sembra, di quando era occupato.
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Cos fuggono i Cavalieri dal Pugnale, inseguiti vergognosamente dai Patrioti nel crescente crepuscolo. Fatto meschino e miserabile, nato dalle tenebre, andato a finire nel crepuscolo crescente e nell'oscurit. Intanto, in mezzo a tutto questo, il Lettore pu discernere nettamente una figura che fugge per salvarsi la vita: - Crispin Catiline d'Esprmnil, - discernerlo per l'ultima volta, o per la penultima. Non sono ancora trascorsi tre anni da che questi stessi Centre Grenadiers, allora Guardie Francesi, marciavano con lui verso l'Isola di Calypso, in un grigio mattino di Maggio; ed egli ed essi sono andati tanto lontano. Percosso, atterrato, liberato dal popolare Ption, egli potrebbe ben rispondere amaramente: "Anch'io, signore, sono stato trasportato sulle spalle dal Popolo" (87). Un fatto su cui il popolare Ption potrebbe meditare se gli talentasse.
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Ma, fortunatamente, in una maniera o in un'altra, l'avanzarsi celere della notte copre questo ignominioso Giorno dei Pugnali; e i Cavalieri riescono a fuggire, bench maltrattati, cogli abiti a brandelli e coi cuori gonfi, verso le loro rispettive dimore. La rivolta  stata due volte sedata; poco sangue si  sparso, se si eccettua quello insignificante uscito dal naso; Vincennes resta, non demolita, riparabile; il Rappresentante Ereditario non  stato rubato, n la Regina cacciata clandestinamente in prigione. Giorno di cui si serber a lungo memoria, commentato con alte esclamazioni di gioia e profondi mormorii; con lo sprezzo amaro del trionfo, e con l'amaro rancore della sconfitta. Il Realismo, come di consueto, imputa il fatto a D'Orlans e agli Anarchici desiderosi d'insultare la Maest; il Patriottismo, come di solito, l'imputa ai Realisti ed anche ai Costituzionalisti, che intendevano d'involare Sua Maest per condurla a Metz: noi, come di solito, l'imputiamo al Sospetto Soprannaturale, a Febo Apollo, essendosi egli reso simile alla Notte.
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Per tal modo, il Lettore ha visto, in una arena inaspettata, l'ultimo giorno di Febbraio del 1791, i Tre elementi della Societ Francese da lungo tempo contendenti, scagliati in una strana collisione tragicomica, in un'aperta azione e reazione, sotto i suoi occhi. Il Costituzionalismo, che di repente doma la rivolta sanculottica, a Vincennes, e il tradimento Realista alle Tuileries,  grande in questo giorno e prevale su tutto. Quanto al povero Realismo, sbalzato su e gi a quel modo, coi suoi pugnali abbandonati in un mucchio, che cosa se ne pu pensare? Ogni cane, dice l'adagio, ha il suo giorno: lo ha; lo ha avuto; o lo avr. Per ora, il giorno  di Lafayette e della Costituzione. Nondimeno la Fame e il Giacobinismo, quasi divenendo fanatici, lavorano sempre; il loro giorno, divenuti che siano fanatici, verr. Finora, in tutte le tempeste, Lafayette, come qualche Divinit Marina, alza il suo capo sereno: i pi alti soff di Eolo volano di ritorno alle loro caverne, come venti folli non chiamati; i marosi sottomarini, che essi avevano suscitati spumanti, si calmano da s stessi. Ma se, come spesso abbiamo scritto, le Titaniche Potenze del fuoco sottomarino volessero entrare in giuoco, cos che scoppiasse il letto dell'Oceano dalle sue profondit? Se essi lanciassero nello spazio il Poseidone Lafayette e la sua Costituzione, e nella Titanica mischia il mare si confondesse col cielo?
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CAPITOLO 6.
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MIRABEAU.
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Lo spirito della Francia diviene sempre pi acre, pi febbrile, avvicinandosi allo scoppio finale di dissoluzione e di delirio. Il Sospetto domina tutte le menti: i partiti in antagonismo non possono oramai pi riunirsi, e restano separati da una linea di demarcazione, guardandosi scambievolmente, in uno stato di massimo eccitamento febbrile, di freddo terrore, o di rabbia ardente. Contro-Rivoluzione, Giorno dei Pugnali, Duelli di Castries, Fuga di Mesdames, di Monsieur e della Regalit! Il Giornalismo fa udire il suo grido d'allarme sempre pi alto. L'insonne Orecchio di Dionisio delle quarantotto Sezioni  stato preso da un'agitazione morbosa, che d a tutto il Corpo ammalato lo spasimo di strani dolori, come accade all'orecchio nello stato d'insonnia e d'infermit!
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Dacch i Realisti si fanno costruire i Pugnali per ordinazione e il Sieur Motier non  migliore di quello che potrebbe essere, non dovr anche il Patriottismo, sia pure il pi indigente, avere delle Picche e dei Fucili di seconda mano, pronti per casi estremi? In questo Marzo, risuonano le incudini pel martellare delle Picche. La Municipalit Costituzionale affisse il suo Manifesto per dire che nessun cittadino, eccettuati gli "attivi", o benestanti,  facoltato a portare armi; ma in risposta sorge all'istante un tale tempestoso stupore nel Club e nella Sezione, che il Manifesto Costituzionale, il mattino seguente, svanisce coperto da una seconda edizione emendata (88). Cos il martellare continua; come tutto ci che esso fa presagire.
Guardate inoltre, come l'estrema punta della Sinistra viene sempre pi acquistando favore, se non nella sua Aula Nazionale, nella Nazione in genere e a Parigi in ispecie. Giacch, in quel panico universale di dubbio, la opinione che  sicura di s - e la pi tenue delle opinioni pu esser tale -  la sola intorno a cui tutti gli uomini si stringeranno. La Fede  grande, per quanto sia tenue, e avvince i cuori incerti. L'incorruttibile Robespierre  stato eletto Accusatore Pubblico nella nostra nuova Corte di Giustizia; il virtuoso Ption, si crede che giunger ad essere Maire. Il Cordelier Danton, eletto anche dalla maggioranza trionfante, siede alla tavola del Consiglio Dipartimentale, collega di Mirabeau. Quanto all'incorruttibile Robespierre, era stato da molto tempo predetto che andrebbe lontano, pur essendo un meschino mortale; poich in lui non albergava il Dubbio.
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In tali condizioni, non doveva la Regalit cessare a sua volta di dubitare e cominciare a decidersi, ad agire? La Regalit ha sempre in mano una sicura carta di trionfo: fuggire da Parigi. E questa carta sicura la Regalit, come vediamo, la serba e a quando a quando la prende e fa atto di volerla buttare sul tavolo; ma mai la depone, e finisce sempre col ritirarla. Ma giuocala una buona volta, o Regalit! Se v' ancora una via di scampo, questa sembra la sola, l'ultima invero; e anch'essa d'ora in ora si rende pi dubbia. Purtroppo si vorrebbe tanto volentieri fuggire e non fuggire nello stesso tempo, giuocare la propria carta e serbarla. La Regalit, secondo tutte le apparenze umane, non giuocher la sua carta migliore, finch gli onori, l'un dopo l'altro, non siano tutti perduti; e allora il fatto stesso del giuocarla sar la prova della subitanea fine della partita!
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E qui sorge al proposito sempre la domanda, di genere profetico, alla quale ora non si pu rispondere. E se Mirabeau, al quale la Regalit chiede i pi ser consigli, come ad un Primo Ministro ch'essa non pu ancora confessare legalmente, avesse preso tutte le sue disposizioni? Egli le ha prese queste disposizioni: progetti a lunga scadenza di cui arriva fino a noi, a sbalzi, frammentario, un barlume confuso nelle tenebre. Trenta Dipartimenti pronti a firmare indirizzi di fedelt del tenore prescritto; il Re trasportato fuori di Parigi, ma soltanto fino a Compigne e Rouen, e al massimo fino a Metz, giacch bisognava che una volta per tutte quella canaglia di Emigrati non assumesse la direzione dell'impresa; mentre l'Assemblea Nazionale consentirebbe per via d'Indirizzi leali, di accordi, mediante la forza di Bouill, a sentire la ragione e seguire il Re! (89) Fu cos, in questi termini, che il Giacobinismo e Mirabeau vennero alle prese nel loro duello d'Ercole e Tifone. La Morte inevitabile quale dei due colpirebbe? Il duello  stabilito,  sicuro: ma quali ne sono i termini, e quel che pi importa, con quale esito, noi cerchiamo invano d'indovinare. Tutto  tenebra vaga,  incognito quel che sar; incognito anche ci che  stato. Il gigante Mirabeau cammina nel buio, come abbiamo detto; senza compagni, per sentieri selvatici; quali furono i suoi pensieri durante questi mesi, non v' memoria di Biografo, n vago Fils Adoptif che possa mai scoprirlo.
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Per noi che ci sforziamo di trarre il suo oroscopo, naturalmente la cosa rimane doppiamente vaga. Vi  un Uomo Erculeo; in duello mortale con lui, un Mostro accanto a un Mostro. La Nobilt Emigrante torna con la spada a lato, menando vanto della sua fedelt mai maculata; discendendo dall'aria come uno sciame d'Arpie, con una ferocia e una cupidigia oscena. Verso terra v' il Tifone dell'Anarchia, Politica, Religiosa, che agita cento teste, anzi venticinque milioni di teste; grande quanto l'area della Francia, feroce come la Frenesia: forte nella stessa Fame. Con questi il Distruttore di Serpenti combatter continuamente senza attendere tregua.
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Quanto al Re, egli, come di solito, ondegger qual camaleonte, cambiando di colore e di proposito a seconda del colore dell'ambiente che lo circonda; - disadatto ad ogni ufficio Regale. Su di una sola persona regale, sulla Regina, Mirabeau pu forse contare.  probabile che la grandezza di quest'uomo, non inesperto nelle blandizie, nella cortigianeria, nella cortesia dei modi, possa con la pi legittima mala affascinare la volubile Regina e legarla a s. Ella ha coraggio per osare tutto quanto v'ha di nobile: un occhio e un cuore; l'anima d'una Figlia di Teresa. "Faut-il donc, allora  destinato", ella scrive con veemenza a suo fratello, "che io col sangue che m' stato trasmesso, coi sentimenti che nutro, debba vivere e morire fra simili mortali?" (90) Purtroppo s, povera Principessa. "Ella  il solo uomo", osserva Mirabeau, di quanti il Re ha intorno a s. D'un altro uomo Mirabeau  ancora pi sicuro: di s stesso. Qui si fondano le sue risorse: bastino oppur no.
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Fosco e grande appare questo futuro all'occhio della Profezia. Una perpetua battaglia di vita e di morte; confusione nell'alto e nel basso; - per noi nient'altro che tenebre confuse con qualche sprazzo qua e l di lurida luce. Noi vediamo un Re forse messo da parte; senza tonsura, poich la tonsura non  di moda attualmente; un Re che s' mandato via, in un luogo qualunque, con una conveniente pensione annua e una provvigione di utensili da fabbro ferraio. Noi vediamo una Regina e un Delfino, Reggente e Minore; una Regina che "monta a cavallo", nello strepito della battaglie, col Moriamur pro rege nostro! "Questo giorno, scrive Mirabeau, pu venire".
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Strepito di battaglie, guerre pi che civili, confusione nell'alto e nel basso: in questo ambiente l'occhio della Profezia vede il Conte di Mirabeau, simile a un Cardinale de Retz, che si sorregge tempestosamente, con la sua testa che a tutto pensa, col suo cuore che tutto osa; se non vittorioso, pure indomabile, finch ha vita. I particolari e la fine di questa condizione di cose, non v' occhio di Profezia che possa indovinare; tutto  buio, lo ripetiamo, e notte tempestosa; e nel mezzo di essa, ora visibile lanciandosi lontano, ora dedito a lavorare non veduto, Mirabeau lotta indomito, per essere Soggiogatore delle Tenebre! Si pu dire che se Mirabeau fosse vissuto, la Storia della Francia e quella del Mondo avrebbero avuto un corso diverso. Inoltre quest'uomo avrebbe avuto bisogno, come pochi n'ebbero, di quella medesima "Arte di osare, Art d'oser", che aveva in tanto pregio; e che egli, pi d'ogni altro uomo dell'epoca, avrebbe senz'altro praticata, e manifestata. Finalmente qualche cosa di sostanziale e non il vano simulacro d'una formola, sarebbe stato il risultamento realizzato da lui: un risultamento che voi potevate amare, che potevate bens odiare; un risultamento che, secondo ogni verosimiglianza, voi non avreste respinto con labbra silenti, mettendolo rapidamente in non cale tra le cose obbliate. Se Mirabeau fosse vissuto un altro anno!....
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CAPITOLO 7.
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MORTE DI MIRABEAU.
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Ma Mirabeau non poteva vivere un altro anno, precisamente come non poteva vivere altri mille anni. Gli anni degli uomini sono contati, e la favola di Mirabeau era completa oramai. Che l'uomo sia importante o non importante, tale da essere ricordato nella Storia del Mondo per centinaia d'anni, o da essere menzionato in essa non oltre un giorno o due,  cosa che non concerne il Fato indeclinabile. Nell'affaccendarsi d'una vita florida e attiva, il Pallido Messaggero fa un cenno in silenzio; vaste reti d'interessi, progetti, salvezze di Monarchie Francesi, qualsiasi cosa l'uomo ha per le mani, tutto, egli deve d'un tratto abbandonare, ed andare. Fossi tu il salvatore d'una Monarchia Francese; fossi tu un lustrascarpe del Pont Neuf! Il pi importante degli uomini non pu indugiare; dovesse la storia del mondo dipendere da un'ora, quest'ora non sar accordata. Onde si desume che le parole "sarebbe stato", sono per lo pi una vanit; e la Storia del Mondo non potrebbe in nessun modo essere quel che vorrebbe o potrebbe o dovrebbe, mediante una o un'altra potenzialit; ma semplicemente e in ogni modo nient'altro di quel che .
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La foga furiosa d'una tale esistenza ha finito col logorare la forza, gigante come quercia, di Mirabeau. Una agitazione, uno stato febbrile che mantengono in fiamme il suo cuore e il suo cervello; eccesso di sforzo, di eccitamento; eccessi d'ogni genere: lavoro incessante, quasi oltre il credibile! "Se io non avessi vissuto con lui", dice Dumont, "mai avrei saputo ci che un uomo pu fare di un giorno; quali cose possono venir compiuto nell'intervallo di dodici ore. Un giorno per quell'uomo era pi che non sia una settimana o un mese per gli altri: il cumulo di cose che egli menava innanzi tutte insieme, era prodigioso; dal piano all'esecuzione non andava perduto un momento. - "Signor Conte" - gli disse una volta il suo segretario - ci che voi chiedete  impossibile!  - "Impossibile!" - rispose egli balzando dalla sedia - "Ne me dites jamais ce bte de mot. Non mi dite mai questa stupida parola" (91). E poi i banchetti sociali, i pranzi che egli dava come Comandante delle Guardie Nazionali "che costavano cinquecento lire"; oib, "e le Sirene dell'Opra, e tutto lo zenzero che infiamma la bocca"; per quale china c' mai slanciato quest'uomo! Ma non pu fermarsi Mirabeau, non pu fuggire, salvarsi la vita? No! Vi  una Camicia di Nesso su quest'Ercole; egli deve infiammarsi e bruciare, senza riposo, finch non sia consumato. La forza umana, anche quando  erculea, ha la sua misura. Ombre rivelatrici aleggiano pallide a traverso il cervello infiammato di Mirabeau, annunziatrici del pallido riposo. Mentre egli s'agita e tempesta, facendo ogni sforzo in quel mare di ambizione e di confusione, sopraggiunge mesto e silenzioso un ammonimento, che per lui l'uscita da quello stato sar una morte repentina.
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Nel Gennaio ultimo voi poteste vederlo qual Presidente dell'Assemblea: "aveva allora il collo avviluppato di fasce di lino, nella seduta della sera"; soffriva d'una efflorescenza del sangue, che gli produceva alternati oscuramenti e bagliori della vista; ed era costretto ad applicarsi le sanguisughe dopo il lavoro del mattino, e a presiedere fasciato. "Nel separarci egli mi abbracci", dice Dumont, "con una emozione che non avevo mai scorta in lui: "Io muoio, amico mio; muoio come un lento fuoco; forse non ci rivedremo pi. Quando io non sar pi, si accorgeranno quant'io valessi. I mali che io ho rattenuto scoppieranno da tutti i lati sulla Francia" (92). La malattia lo avverte con tono alto; ma non riesce ad essere ascoltata. Il 27 Marzo, mentre si recava all'Assemblea, fu costretto a chiedere riposo e aiuto dal suo amico de Lamark, lungo la strada; e dovette restar l per un'ora, mezzo svenuto, disteso su un divano. Ci non ostante egli and all'Assemblea, quasi a dispetto dello stesso Destino; parl a voce alta e concitata per ben cinque volte, poi lasci la Tribuna, per sempre. Egli si dirige verso i Giardini delle Tuileries, addirittura esaurito; molta gente si accalca intorno a lui come di consueto, con suppliche e memorie, ed egli dice all'amico che lo accompagna: "Conducimi via di qua!"
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E cos, l'ultimo giorno di Marzo 1791, una moltitudine sterminata e ansiosa occupa la Rue de la Chausse d'Antin, chiedendo incessantemente notizie; nell'interno d'una Casa, che nel nostro tempo porta il numero 42, il Gigante esaurito s'era abbattuto e moriva (93): un folla di tutti i partiti e di tutti i generi, dal Re al pi meschino degli uomini! Il Re manda pubblicamente due volte al giorno a domandare, oltre tutte le volte che manda privatamente:  un domandare senza fine della folla che attende all'aperto. "Un bollettino scritto viene esposto di tre ore in tre ore; si fanno circolare delle copie, e poi lo si stampa addirittura. Il Popolo spontaneamente mantiene il silenzio; a nessuna carrozza  permesso di entrare, per evitare il rumore; la folla si accalca sulla via; ma, riconosciuta con reverenza la sorella di Mirabeau, le d libero passaggio. Il Popolo sta muto, colpito al cuore; a tutti sembra che una grande calamit s'appressi: come se l'ultimo uomo di Francia, in grado di dominare i prossimi torbidi, giacesse ivi in una lotta disperata con una Potenza sovrannaturale".
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Il silenzio di tutto un Popolo, l'assidua cura di Cabanis, Amico e Medico, a nulla valgono: il 2 Aprile, di sabato, Mirabeau sente che l'ultimo giorno  spuntato per lui; che in questo giorno deve partirsi, e cessare di esistere. La sua morte  titanica, quale  stata la sua vita! Accesa, per l'ultima volta, al bagliore del prossimo dissolvimento, la mente dell'uomo fiammeggia e brucia, rivelandosi in detti che gli uomini rammenteranno a lungo. Egli brama di vivere, eppure si acqueta alla morte, e non disputa con l'inesorabile. Il suo parlare  selvaggio e meraviglioso; poich Fantasmi non terrestri danzano la loro danza a lume di torcie intorno alla sua anima; l'anima stessa indaga, vivida di fuoco, immota, concentrata in s stessa per la grande ora! A tratti viene da lui un raggio di luce sul mondo che sta per lasciare. "Io porto via nel mio cuore il canto di morte della Monarchia Francese; le sue spoglie mortali saranno ora il bottino dei faziosi". E ancora, quando ud il rombo del cannone, il che  anche caratteristico, disse: "Abbiamo gi il Funerale di Achille?" E parimenti quando qualche amico lo sostiene: "S, sostenete questa testa, che ben volentieri vi lascerei in eredit!" Giacch l'uomo muore come  vissuto, consapevole di s, consapevole che un mondo tiene gli occhi rivolti su lui. Egli fissa lontano il suo sguardo sulla nuova Primavera, che non diverr mai estate per lui. Il sole s' levato, ed egli dice: "Si ce n'est pas l Dieu, c'est du moins son cousin germain" (94). La Morte s' impadronita degli approcci, la possanza della parola  svanita; mentre la cittadella del cuore ancora resiste: il gigante moribondo chiede con insistenza, a segni, carta e penna, e scrive con ardore che gli diano dell'oppio per metter fine a quell'agonia. L'afflitto Dottore scuote la testa; Dormir, scrive l'altro e con trasporto glielo mostra! E cos muore un gigantesco Pagano e Titano, brancolando alla cieca, senza sgomento, per la china del suo riposo. Alle otto e mezza del mattino, il Dottor Petit, che sta a pie' del letto, dice: "Il ne souffre plus". La sua sofferenza e il suo lavoro sono omai finiti.
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 proprio cos, o Moltitudini silenziose di Patrioti, o uomini di tutta la Francia: quest'uomo v' stato rapito. Egli  caduto repentinamente, senza chinarsi, finch s' infranto; come cade una torre colpita da folgore improvvisa. Voi non udirete pi la sua parola, non seguirete pi la sua traccia. La moltitudine s'allontana col cuore trafitto a divulgare la triste novella.  commovente la fedelt degli uomini verso il loro Uomo Sovrano! Tutti i teatri e tutti i pubblici luoghi di piacere son chiusi; nessun allegro trattenimento pu essere tenuto in quelle sere; l'allegria non  per loro; il Popolo interviene nelle feste da ballo private, e con mestizia ordina che si smetta. E di queste feste da ballo private nient'altro che due ne furono organizzate; ed anche queste andarono a monte. La tristezza  universale; mai questa citt fu tanto addolorata per una morte, mai dopo quell'antica notte, allorch trapassato Luigi XII, i Crieurs des Corps andarono suonando i loro campanelli e gridando per le vie: Le bon roi Louis, pre du peuple, est mort! (95) Il Re perduto  ora Mirabeau, e si pu dire, con poca probabilit d'esagerare, che tutto il Popolo  in lutto per lui.
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Per tre giorni  ovunque un gemito sommesso; fin nell'Assemblea Nazionale si piange. Le vie spirano tutte tristezza; gli oratori montano sulle bornes, e, innanzi a un uditorio vasto e silenzioso, recitano l'orazione funebre del morto. Che nessun cocchiere passi sferzando distrattamente i suoi cavalli attraverso quei gruppi, o meglio non vi passi addirittura! Le sue redini possono essere tagliate; egli stesso e i suoi noleggiatori, come Aristocratici impenitenti, possono essere bruscamente scagliati nei canali. Gli oratori di strada parlano come  loro dato; il Popolo Sanculottico, con la sua anima rude, ascolta ardentemente, - come fanno gli uomini ad ogni Sermone o Sermo, quando vien detta la Parola che significa una Cosa e non  un Balbetto senza significato. Nel Restaurateur del Palais-Royal, il cameriere osserva: "Bel tempo, Signore". "S, amico mio", risponde il vecchio Uomo di lettere, "molto bello; ma Mirabeau  morto". Rauche e ritmiche lamentazioni vengono anche dalle gole dei cantori di ballate, e sono vendute su carta di color grigio chiaro a un soldo ognuna (96). Ma di Ritratti, incisi, dipinti, intagliati e scritti; di Elogi, Reminiscenze, Biografie, perfino Vaudevilles, Drammi e Melodrammi, vi sar in questi prossimi mesi la dovuta incommensurabile messe, spessa come le foglie di Primavera. N, quasi ad aggiungere in ci una certa tinta burlesca, manca il Mandement Episcopale di Gobel, di quell'oca di Gobel, di recente creato vescovo costituzionale di Parigi. Un Mandement in cui il a ira si alterna stranamente col Nomine Domini; e voi siete con la pi grande seriet invitato a "rallegrarvi di possedere in mezzo a voi un corpo di Prelati creati da Mirabeau, zelanti seguaci della sua dottrina, fedeli imitatori delle sue virt" (97). Cos parla e schiamazza tante volte il Dolore della Francia, col suo gemito articolato e inarticolato, come meglio pu, poich un Uomo Sovrano le  stato strappato. Nell'Assemblea Nazionale, quando s'agitano questioni difficili, tutti gli occhi "si rivolgono meccanicamente al posto ove sedeva Mirabeau", - e Mirabeau  omai assente.
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La terza sera della lamentazione, il 4 Aprile, vi  un pubblico Funerale solenne, quale i defunti mortali raramente ebbero. Un corteo lungo una lega, composto di centomila accompagnatori almeno. Tutti i tetti sono occupati da una moltitudine di spettatori, tutte le finestre, tutti i lampioni, tutti i rami degli alberi. La tristezza  dipinta su ogni sembiante, molti piangono; "v' una doppia fila di Guardie Nazionali; v' l'Assemblea Nazionale in corpo; la Societ dei Giacobini ed altre Societ; i Ministri del Re, i Municipali, e tutte le Notabilit, Patrioti e Aristocratici. Si nota Bouill, "col cappello in testa", anzi col cappello sulla fronte, che nasconde tanti pensieri! Lentamente muove, in religioso silenzio, il Corteo lungo una lega, sotto gli obliqui raggi del sole, poich sono le cinque; muove e si avanza coi suoi pennacchi, esso stesso in un religioso silenzio, interrotto a vicenda dal rullo smorzato dei tamburi, dai lunghi e strascicati gemiti della musica, da strani e nuovi clangori di tromboni, e metalliche voci di pianto; tra l'infinito ronzio umano. Nella chiesa di S. Eustachio vi  una orazione funebre di Cerutti "e una scarica d'armi da fuoco fa cadere dei pezzi di stucco". Poi, di l ancora alla chiesa di Sainte-Genevive, che era stata consacrata, con decreto supremo, in quel tempo a Pantheon dei grandi uomini della Patria. Aux Grands Hommes la Patrie reconnaissante. Appena a mezzanotte la funzione  finita; e Mirabeau  lasciato nella sua tenebrosa dimora, primo inquilino di quel Pantheon della Patria.
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Inquilino, oim, a termine; e ne sar scacciato. Poich in questi giorni di convulsione e di demolizione, neppure alla polvere dei morti  permesso di riposare. Le ossa di Voltaire, tra poco, dovranno essere trasportate dal loro rubato sepolcro nell'Abbadia di Scellires a un altro sepolcro pi avidamente rubante, in Parigi sua citt natale; mentre tutti i mortali fanno corteo e vanno perorando; il carro  tirato da otto cavalli bianchi, con dei palafrenieri in costume classico, con bende e spighe di frumento; - quantunque il tempo sia pi piovoso che mai. (98) L'Evangelista Jean Jacques sar a sua volta, come  ben naturale, esumato da Ermenonville e portato in processione con gran pompa al Pantheon della Patria (99). E altri con lui; mentre Mirabeau, come dicevamo, ne sar poi scacciato, senza possibilit, fortunatamente, di tornarvi; ed ora riposa, irriconoscibile, poich fu seppellito in fretta e furia, nel cuor della notte, "nella parte centrale del Cimitero di Sainte-Cathrine, nel sobborgo Saint-Marceau, per non essere pi disturbato".
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Cos fiammeggia, visibile di lontano, la Vita d'un Uomo, e diviene cenere e un caput mortuum in questa Pira Mondiale che noi chiamiamo Rivoluzione Francese; e non fu il primo che venne a consumarsi ivi; n l'ultimo, fra migliaia, milioni d'individui! Un uomo che "aveva ingoiato tutte le formule"; che in quegli strani tempi, in quelle strane circostanze, si sent chiamato a vivere Titanicamente e a morire alla stessa maniera. E poich egli, dal canto suo, aveva trangugiate tutte le formole, qual formola vi  mai tanto estensiva che possa veramente esprimere il pi e il meno sul suo conto, darci il preciso risultato netto di lui? Finora non ve n' alcuna. Non poche moralit leveranno la loro voce per condannare questo Mirabeau; la Morale da cui egli potrebbe essere giudicato non  stata ancora articolata in linguaggio umano. Ecco quanto noi possiamo dire di lui: Egli  una Realt, non un Simulacro; un Figlio vivo della Natura nostra Madre comune; non un Artifizio vuoto, un meccanismo di convenzione, figlio del nulla, fratello del nulla. Pensi il Savio qual significato racchiuda questa breve parola, il Savio che s'aggira triste in un mondo di esseri che sono "Abiti imbottiti", chiacchieranti e ghignanti senza senso su lui, e che fanno addirittura ribrezzo all'anima pi consapevole della sua funzione!
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Di uomini che, in questo senso, son vivi e veggono coi propri occhi, il numero non  grande adesso:  molto se in questa vasta Rivoluzione Francese, con quella specie di furia nel voler tutto sviluppare, ne troviamo Tre. Mortali in preda alla rabbia ne troviamo; che sputano la pi acre logica; che offrono il loro petto alla grandine delle palle, il loro collo alla ghigliottina: anche costoro,  penoso ma bisogna dirlo, sono in gran parte Formalit manifatturate, non Fatti ma Si-dice!
Onore all'uomo forte, in queste epoche, all'uomo che si  liberato dagli infingimenti, ed  qualche cosa. Poich per divenire meritevole, la prima condizione certa  quella di essere. Che cessi il Convenzionalismo, con ogni rischio, ad ogni costo; finch perduri il Convenzionalismo, la mancanza di sincerit, niuna altra cosa pu avere principio. Dei Criminali umani, in questi secoli, scrive il Moralista, non ne trov che uno imperdonabile: il Ciarlatano. "Odioso a Dio", come il divino Dante canta, ed ai nemici di Dio:
A Dio spiacente ed a' nemici sui!
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Ma, chiunque vuole, con simpatia, che  la cosa pi essenziale per la conoscenza intima, guardare questo enigmatico Mirabeau, pu trovare che vi  realmente in lui, come base di tutto, una Sincerit, un grande e libero Ardore; anzi dite Onest; poich l'uomo vide sopra ogni cosa, con quella chiara e fulgida visione, ci che era, ci che esisteva come fatto; e segu col suo cuore selvaggio quello e non altro. Onde, per qualunque via egli viaggi e lotti, spesso anche errando, egli  sempre un fratello. Non l'odiare; tu non puoi odiarlo! Splendendo attraverso l'ombra ed il fango, ora rifulgendo vittoriosa, pi spesso lottando per liberarsi dalle tenebre,  la vera luce del genio in quest'uomo, il quale mai fu volgare o odioso; e fu, se mai, compatibile e degno di amorevole piet. Dicono che fosse ambizioso, che volesse divenire Ministro.  verissimo. Ma non era egli forse il solo uomo in Francia che avrebbe fatto alcun che di bene da Ministro? Non la sola vanit, non il solo orgoglio; lungi da questo! Selvaggi impeti d'affetto erano in quel gran cuore; lampi di fierezza e dolce rugiada di piet. Cos, s'insozz dei pi tristi viz, e si pu dire di lui, come dell'antica Maddalena: egli molto am. Suo padre che era il pi duro, il pi inflessibile dei vecchi, egli lo am con ardore, con venerazione.
I suoi falli, le sue follie sono pure numerosi, come spesso egli medesimo lament, fin con le lagrime (100). Non  purtroppo la vita di tali uomini una Tragedia poetica; fatta dal Fato e dai propri Meriti, da Schicksal und eigenen Schuld; piena dell'elemento della Piet e della Paura? Quest'uomo fratello, se per noi non  Epico,  Tragico; se non  grande,  vasto; vasto nelle sue qualit, vasto come un mondo nei suoi destini. Gli altri uomini, riconoscendolo tale, possono attraverso una lunga serie di tempi ricordarlo, e avvicinarsi a lui per esaminarlo e considerarlo: costoro nei loro molteplici dialetti, parleranno e canteranno di lui, - finch non sia detta la vera parola; onde la Formula che pu giudicarlo non sia pi una formula sconosciuta.
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Qui dunque il selvaggio Gabriele Onorato sfugge dalla trama della nostra Istoria; non senza un tragico addio. Egli, il fiore del selvaggio casato Riquetti o Arrighetti, non  pi; si direbbe che in lui fosse concentrato, con un ultimo sforzo, quanto aveva di meglio la sua famiglia e poi fosse spirata, o fosse scesa a confondersi col livello comune. Quell'inflessibile vecchio marchese Mirabeau, l'Amico degli Uomini, dorme il sonno profondo. Il Bailli Mirabeau, degno Zio, presto morr abbandonato, solo. "Mirabeau-Barile", dice un suo biografo, "attravers sdegnosamente il Reno, e disciplin i Reggimenti d'Emigrati. Ma un mattino, mentr'egli sedeva nella sua tenda, indubbiamente con un malessere di stomaco e di cuore, meditando con umore tartareo intorno alla piega che prendevano le cose, un certo Capitano o Subalterno gli chiese udienza per affari. Costui ottiene un rifiuto; torna a domandare, con un nuovo rifiuto; poi di nuovo ancora, finch il Colonnello Visconte Barile-Mirabeau, scoppiando come un barile d'acquavite in fiamme, impugna la sua spada e si slancia fuori su quella canaille d'un intruso, - ahim, sulla punta della spada, che quella canaille d'intruso aveva sguainata con grande destrezza; e muore. I Giornali parlano d'apoplessia e d'un accidente allarmante". Cos muoiono i Mirabeau.
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Di nuovi Mirabeau non s' sentito parlare; la razza selvaggia, come dicevamo,  scomparsa col suo pi grande rampollo. Spesso avviene cos di famiglie e razze: dopo lunghe epoche di notabilit inavvertite, producono una viva quintessenza di tutte le qualit che furono in loro, per infiammare un uomo di fama mondiale; dopo di che si arrestano come esauste, e lo scettro passa in altre mani. L'ultimo eletto dei Mirabeau  scomparso; l'eletto della Francia se ne  andato. Fu lui che scosse la vecchia Francia dalle sue basi, e quasi con la sua sola mano la sorreggeva, perch non rovinasse, perch si mantenesse in piedi. Quali cose dipendevano da questo solo uomo! Egli  come un bastimento che viene a infrangersi di repente su rocce profonde: molto nuota sulle acque solitarie, lontano da ogni aiuto.
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LIBRO QUARTO. VARENNES.
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CAPITOLO 1.
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LA PASQUA A SAINT-CLOUD.
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La Monarchia Francese pu ormai considerarsi, secondo ogni probabilit umana, come perduta; come lottante d'ora innanzi nella cecit e nella debolezza, essendo scomparso l'ultimo lume di guida ragionevole. Quel tanto di risorse che ancora rimane sar sempre pi sciupato dalle povere Maest, in un indugiare incerto, in un continuo ondeggiamento. Lo stesso Mirabeau ebbe a dolersi che anche a lui accordassero una confidenza a mezzo, e che sempre avessero un piano nel suo piano. Se fossero fuggiti francamente con lui a Rouen o altrove tanto tempo addietro! Ora le probabilit della fuga sono immensamente diminuite; e sempre pi diminuiranno, fino a ridursi a zero. Decidi tu, o Regina; poich il povero Luigi non  in grado di decider nulla; esegui questo progetto di Fuga o almeno abbandonalo. Di corrispondenza con Bouill ve ne  stata abbastanza; a che giovano i consulti e le ipotesi, quando tutt'intorno  una fervida attivit pratica? Il Contadino sta ad aspettare che il fiume si dissecchi: ohim, per voi non  un semplice fiume, ma una Inondazione del Nilo; le nevi si sciolgono sulle montagne invisibili, fin che tutto, insieme a voi che aspettate, sia sommerso.
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Tante cose invitano alla fuga. La voce dei giornali invita; i Giornali Realisti l'insinuano, alteramente, come una minaccia, i Giornali Patriottici la denunziano rabidamente come uno spauracchio. La Societ Madre, divenendo sempre pi enfatica, invita; - ed  tanto enfatica che, come s'era preveduto, Lafayette e i vostri Patrioti moderati da un pezzo se ne vanno staccando per costituirsi Feuillants; con una infinit di pubbliche controversie, in cui la vittoria, quantunque appaia dubbia, rester alla intransigente Madre. D'altronde, fin dal Giorno dei Pugnali, abbiamo visto il Patriottismo ultra ad equipaggiarsi apertamente di armi. I cittadini mancanti di "attivit", parola adoperata facetamente a significare un certo peso di borsa, non possono comperare le uniformi azzurre, ed esser Guardie; ma l'uomo  pi grande d'un abito azzurro; l'uomo pu combattere all'occorrenza in multiformi vesti, o quasi senza vesti - come Sansculotte. Cos, si continua a martellar picche, e chi sa se queste Daghe di perfezionata struttura e con le barbe, sono "destinate al mercato delle Indie occidentali", o non vi sono punto destinate. Gli uomini battono, a rovescio, i loro vomeri per farne spade. Non vi  forse un cosidetto "Comitato Austriaco", Comit Autrichien, che siede giorno e notte nelle Tuileries? Il Patriottismo, per visione e per sospetto, lo sa troppo bene! Se il Re fuggir, non vi sar forse un'invasione Aristocratico-Austriaca; un macello; un ritorno del Feudalismo, e guerre pi che civili? I cuori degli uomini sono rattristati, e resi folli.
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I Preti Refrattar danno anche assai da fare. Espulsi dalle loro Chiese Parrocchiali, dove i Preti Costituzionali eletti dal Pubblico li hanno surrogati, questi disgraziati si rifugiano nei Conventi di Monache, e in altri asili di questo genere; ivi il settimo giorno della settimana  (sabbath) promuovono delle assemblee di quegli Anticostituzionali, che son divenuti devoti di punto in bianco (101), e amministrano il culto o pretendono di amministrarlo, stringatamente, alla loro maniera inflessibile, con grande scandalo del Patriottismo. I Preti Refrattar, recando le loro ostie consacrate ai morenti, sembrano desiderosi di esser massacrati nelle vie; ma il Patriottismo non vuole gratificarli del martirio. Pure, una pi leggera palma di martirio non sar loro negata; non il martirio del massacro, ma quello della fustigazione. Nei luoghi delle loro pratiche refrattarie, compaiono i Patrioti; mentre le Patriote hanno poderose verghe di nocciuolo, alle quali ricorrono. Chiudi gli occhi, o Lettore; non fermare lo sguardo su quella miseria, particolarit di quegli ultimi tempi - d'un martirio senza sincerit, tutto ipocrisia e ostinazione! Non  permesso ad una Chiesa cattolica estinta di riposare nella morte; no, essa  galvanizzata nella pi detestabile delle vite, in una vita che  morte; e a tal vista, ripetiamo, l'Umanit chiude gli occhi. Poich le Patriote danno di piglio alle loro verghe di nocciuolo e fustigano con ardore, fra le risate degli astanti, il largo didietro dei Preti; e, purtroppo, anche delle monache gettate a terra e coi cotillons retrousss! La Guardia Nazionale fa quello che pu; la Municipalit fa appello ai "Princip di tolleranza"; concede ai devoti Refrattar la Chiesa dei Thatins; promettendo protezione. Ma tutto  vano: alla porta di quella Chiesa dei Thatins compare un Avviso sormontato da un Fascio di Verghe come i fasces Consolari plebei! - I Princip di tolleranza fanno del loro meglio; ma nessun Refrattario potr officiare a suo talento; v' un Plebiscitum a tal uopo; il quale, bench non pronunciato,  simile alle leggi dei Medi e dei Persiani. I Preti Refrattar contumaci non debbono trovare asilo presso alcuno, neppure privatamente: il Club dei Cordeliers denunzia apertamente perfino Sua Maest per una tal cosa (102).
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Tante cose invitano alla fuga; ma sopratutto il fatto che la fuga  divenuta impossibile! Il 15 Agosto si viene a sapere che Sua Maest, il quale di recente ha molto sofferto a causa d'un catarro, pensa di recarsi per pochi giorni a Saint-Cloud, per godere la primavera. A Saint-Cloud? Che desideri di celebrare col la sua Pasqua, Pques o Pasch, coi Refrattar Anticostituzionali Dissidenti? - O piuttosto desideri di partire per Compigne, e poi per la Frontiera? Quasi quasi la cosa  semplice, forse fattibile, o almeno sarebbe stata tale in addietro; non avete che due chasseurs che vi accompagnano, e questi si corrompono facilmente!  una piacevole possibilit, si esegua oppure no. Si dice che vi sono trentamila Cavalieri dal Pugnale appiattati nei boschi; appiattati nei boschi e trentamila, - poich l'Immaginazione umana non ha limiti. Ora, questi potrebbero assai facilmente slanciarsi su Lafayette, ghermire il Rappresentante Ereditario; e fuggire con lui, alla maniera d'un turbine, ove loro talentasse! - Basta,  meglio che il Re non si muova. Lafayette  prevenuto e prende le sue precauzioni; ma in verit,  soltanto suo il rischio, o con lui  in pericolo tutta la Francia?
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Il luned diciotto Aprile  giunto; il viaggio di Pasqua a Saint-Cloud avr luogo. La Guardia Nazionale ha ricevuto gli ordini; una prima Divisione, come Avanguardia, s' messa in marcia e forse  gi arrivata. La Maison-bouche di Sua Maest, a quanto dicono,  tutta in moto per preparare intingoli e fritture a Saint-Cloud; il desinare del Re  gi quasi pronto. Verso la una, la Carrozza Reale, coi suoi otto morelli, si slancia maestosa nella Place du Carrousel; e si ferma per ricevere il suo regale carico. Ma, ascoltate! Ecco che il campanone della vicina chiesa di Saint-Roch comincia a suonare a stormo: din, don, din. Si sta forse per rapire il Re;  egli sul punto di partire;  forse gi partito? La folla invade il Carrousel; la Carrozza Reale  ferma l; - e, per Dio, vi rester!
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Sopraggiunge Lafayette cogli aiutanti di campo e la sua eloquenza; penetra nei gruppi, e questi gli rispondono: "Taisez-vous"; "il Re non deve andar via". Monsieur compare ad una finestra dei piani superiori; diecimila voci strepitano e urlano: "Nous ne voulons pas que le Roi parte". Le loro Maest sono montate. Schioccano le fruste, ma venti mani di Patrioti afferrano ognuna delle otto redini; i cavalli s'impennano, la vettura barcolla, si vocifera; non  possibile farsi strada. Lafayette si agita, si adira, perora e lotta; ma invano; i Patrioti in preda al terrore mugghiano intorno alle Vettura Reale;  tutto un mare muggente di terrore Patriottico, divenuto frenetico. La Regalit fugge dunque in Austria; andando come un razzo, ad accendere le interminabili conflagrazioni della Guerra Civile? Patrioti, fermatela, in nome del Cielo! Voci aspre apostrofano con veemenza perfino la Regalit. L'usciere Campan ed altri personaggi ufficiali che si fanno largo recando aiuto e consiglio, sono presi per la cintola e mandati all'aria con un mulinello, in una maniera confusa e pericolosa; al punto che S. M. la Regina deve anch'essa implorare con ardore dallo sportello della carrozza.
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Gli ordini non possono essere n seguiti, n uditi: le Guardie Nazionali non sanno che farsi. I Granatieri del Centro, del Battaglione dell'Osservatorio, son l; purtroppo non per adempiere il loro ufficio, ma quasi ammutinati; pronunziando parole ribelli, minacciando le Guardie a cavallo coi fucili spianati, se fanno del male al popolo, Lafayette monta e smonta da cavallo; corre arringando, a perdita di fiato, ridotto alla disperazione. E gi un'ora e tre quarti; "sette quarti" d'ora all'orologio delle Tuileries! Lafayette, in preda alla disperazione, vuole aprire un passaggio, foss'anche con la bocca del cannone, se S. M. lo ordina. Le LL. Maest, consigliate da amici Realisti, e da Patrioti nemici, scendono dalla vettura e si ritirano addolorate e sdegnate, rinunziando alla impresa. La Maison bouche pu pur mangiarsi il desinare che ha preparato: Sua Maest oggi non vedr Saint-Cloud, - n lo vedr mai. (103)
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La patetica favola dell'imprigionamento nel proprio Palazzo  divenuta una triste realt, dunque? Sua Maest si lagna con l'Assemblea; il Municipio delibera, propone una petizione o un indirizzo; le Sezioni rispondono con un brusco e laconico rifiuto. Lafayette d le sue dimissioni, e si mostra in abito borghese color pepe e sale; nessuna lusinga lo fa desistere dal suo divisamento, prima di tre giorni e a seguito di suppliche indescrivibili. Le Guardie Nazionali si inginocchiano innanzi a lui e dichiarano che non lo fanno per adulazione, ma che da uomini liberi s'inginocchiano innanzi alla Statua della Libert. Quei Granatieri del Centro dell'Observatoire sono disciolti, - poi sono riammessi tutti, meno quattordici, sotto un nuovo nome e con nuovi quartieri. Il Re  costretto a passare la Pasqua a Parigi, meditando assai su questa strana condizione di cose, tanto pi desideroso di uscirne con la fuga, quanto pi il desiderio  acuito dalla difficolt.
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CAPITOLO 2.
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LA PASQUA A PARIGI.
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Per circa un anno, fin dal marzo del 1790, a quel che pare, un progetto di Fuga ha ondeggiato innanzi alla mente regale, e, a quando a quando, s' concretato in qualche cosa come un proposito; ma la tale o tal'altra difficolt lo hanno sempre fatto sfumare. L'impresa appare cos piena di rischi; forse ne verrebbe la guerra civile; sopratutto non potrebbe compiersi senza sforzo. La ignavia sonnolenta a nulla vale: per fuggire, se non si fa in una vache di cuoio, bisogna muoversi da s. Non sarebbe meglio adottare la loro Costituzione ed eseguirla in modo da mostrare a tutti la sua impossibile esecuzione? Meglio o meno peggio; di certo  pi facile. Innanzi a tutte le difficolt voi dovete solo dire: Vi  un leone nel sentiero; badate, la vostra Costituzione non agir! Per una persona sonnolenta non v' sforzo a simulare la morte, - cos Madame de Stal e gli Amici della Libert possono vedere il Governo del Re da molto tempo faisant le mort.
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Ed ora che il desiderio eccitato dalla difficolt ha portato la cosa a un punto, che la mente regale non  pi in fra due, che cosa pu uscirne? Ammesso che il povero Luigi fosse salvo con Bouill, che cosa, dopo tutto, potrebbe egli aspettarsi col? Gli Esasperati Biglietti di Entrata rispondono: Molto, tutto. Ma la fredda Ragione risponde: Poco, quasi nulla. Non  il lealismo una legge di Natura? chiedono i Biglietti di Entrata. Non  l'amore pel vostro Re, il morire per lui, la gloria di tutti i Francesi, - eccettuati questi pochi Democratici? Vediamo un po' che faranno gli edificatori della Costituzione Democratica senza la loro Chiave di vlta; e come la Francia si strapper i capelli quando avr perduto il Rappresentante Ereditario!
Cos, Luigi fuggir; ma non si sa logicamente a quale volta. Diremo, come un Fanciullo maltrattato, il quale, avendo una Matrigna, si lanci indispettito nel mondo; con grande angoscia del cuore paterno? - Povero Luigi, egli fugge da mali noti, insopportabili, verso un cumulo ignoto di bene e di male colorito dalla Speranza. Egli va, come fece Rabelais nel morire, a cercare un gran Forse: je vais chercher un grand Peut-tre! Non solo il Fanciullo indispettito, ma l'Uomo savio  spesso obbligato dalle emergenze a far cos.
Del resto, gli stimolanti non fanno difetto, n i maltrattamenti della matrigna, per mantenere al suo giusto punto la risoluzione. I disordini faziosi non cessano; e come potrebbero cessare, tranne che autorevolmente scongiurati, in una Rivolta che  per natura senza fondo? Se il cessare della fazione  il premio della sonnolenza del Re, egli pu destarsi quando vuole, e prendere il volo.
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Notate, in ogni modo, quali salti mortali compie, quali contorcimenti subisce un Cattolicismo gi morto, - abilmente galvanizzato; che  orrido e nello stesso tempo fa piet a guardare! Giurati e Refrattar, con le loro tonsure, disputano alla leggiera dappertutto, o smettono dal disputare e si spogliano per la battaglia. A Parigi v'era la sferza quando se ne sentiva il bisogno; al contrario, nel Morbihan della Bretagna, senza la sferza, i Contadini sono in armi, eccitati dal pulpito, e non sanno perch. Il Generale Dumouriez in missione laggi, vi trova un fermento acre e tenebroso; e nello stesso tempo constata che si pu ancora far molto con la spiegazione e la conciliazione. (104)
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Inoltre considerate questo: Sua Santit Pio Sesto ha creduto bene di scomunicare il Vescovo Talleyrand! Certo, considerando questo fatto, noi diremo che non v' Chiesa viva o morta sulla Terra che non abbia il diritto incontestabile di scomunicare Talleyrand. Il Papa Pio ha il diritto e il potere dalla sua. Ma invero anche Padre Adamo, gi Marchese Saint-Huruge, lo ha alla sua volta. Infatti, ecco che il 4 Maggio, nel Palais-Royal, una moltitudine varia e rumorosa, tra cui il Padre Adamo, Saint-Huruge, dalla voce di toro, in cappello bianco, emerge e si fa udire. Con lui, si dice, s'avanza il Giornalista Corsas insieme a molt'altra gente, di quella lavata; perch nessuna autorit s'interponga. Pio Sesto col suo ermellino e la tiara e l'imperio delle Chiavi  portato in alto; figura di grandezza naturale - fatta di latta e di gomma combustibile. Anche Royou, l'Amico del Re,  recato in effige, con un mucchio di giornali, di quei numeri condannati dall'Ami-du-Roi: combustibile atto al sacrificio. Si pronunziano discorsi, si emette un giudizio, si proclama una sentenza ai quattro venti, con voce taurina. Cos, fra grandi applausi, l'olocausto  consumato, sotto il cielo estivo; la nostra Santit di latta e di gomma col suo seguito di vittime s'eleva in fiamme e ricade in cenere; il Papa disfatto; il diritto o il potere, fra tutti i partiti, ha, bene o male, avuto il suo compimento come poteva (105). Ma, in complesso, da Martino Lutero nella piazza del Mercato di Wittenberg al Marchese Saint-Huruge in questo Palais Royal di Parigi, quanto cammino abbiamo fatto; in che strani territorii siamo stati trasportati! Nessuna autorit pu ora intervenire; e la stessa Religione, rattristata da tali fatti, pu dopo tutto domandare: Ma che ho da vedere Io in tutto questo?
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In questa maniera straordinaria il morto Cattolicismo abilmente galvanizzato, si dimena e saltella. Onde il Lettore s'informer a proposito della controversia che si agita, qual' la differenza tra l'Ortodossia o Mia-dossia, e l'Eterodossia o Tua-dossia? La Mia-dossia s'intende che un'augusta Assemblea Nazionale pu uguagliare l'estensione dei Vescovadi; che un Vescovo uguagliato, il suo Credo e i suoi Formular essendo lasciati quali erano, pu giurare Fedelt al Re, alla Legge, alla Nazione, e divenir cos un Vescovo Costituzionale. La Tua-dossia, se tu sei Dissidente, significa che egli non pu, ma che deve divenire una cosa maledetta. La malvagia natura umana non ha bisogno che d'un iota o almeno del pretesto d'un iota homoiousiano, e scorrer copiosamente traverso il buco d'un ago; cos i mortali andranno sempre chiacchierando e fumando
E, come gli antichi stoici nei loro portici,
Con fiera disputa mantengono le loro chiese.
Questo Auto-da-f di Saint-Huruge avvenne il 4 Maggio 1791. La Regalit lo vede e non dice nulla.
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CAPITOLO 3.
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IL CONTE FERSEN.
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La REGALIT dovrebbe essere oramai assai innanzi nei suoi preparativi. Purtroppo, occorrono molti preparativi. Se potesse un Rappresentante Ereditario esser trasportato in una vache di cuoio, la cosa sarebbe ben facile; ma non  cos.
Occorrono nuovi Abiti; come d'uso, in tutti gli avvenimenti Epici, foss'anche nelle pi feroci et del ferro; ripensate alla "Regina Chrimhilde, con le sue sessanta cucitrici", nel ferreo Canto dei Nibelungen! Non v' Regina che possa muoversi senza abiti nuovi. Perci, Madame Campan non fa che andare da questa a quella sarta;  un tagliare incessante di giubbe e di vesti, di gonne e sottane grandi e piccole; tutta roba di cui si poteva benissimo far senza. Inoltre, sua Maest la Regina non pu muovere un passo senza il suo Ncessaire; il caro Ncessaire incrostato d'avorio e di legno di rosa; ingegnosamente ideato; che contiene profumi, utensili da toilette, una infinit di piccoli oggetti da Regina, necessar alla vita mondana. Non senza una spesa di cinquecento luigi, d'un tempo tanto prezioso, cercando con difficolt di mettere bende che pur non tolgono la vista, pu questo Necessario della vita essere trasportato via dai vetturali delle Fiandre, - per non giungere mai a destinazione (106). Ci, direste voi, fa mal presagire della buona riuscita dell'impresa. Senonch i capricci delle donne e delle Regine debbono essere appagati.
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Quanto a Bouill, egli sta allestendo un Campo fortificato a Montmedy, raccogliendo il Royal-Allemand, tutte le specie di Truppe Tedesche e Truppe Francesi fedeli, "per sorvegliare gli Austriaci". Sua Maest il Re non valicher la Frontiera, a meno che non vi sia costretto. N gli Emigrati saranno molto adibiti, odiati come sono da tutti (107). Il vecchio dio della guerra Broglie neppure avr parte nella cosa; non v' che il nostro bravo Bouill, cui un Re liberato, nel giorno del convegno, dar il Bastone di Maresciallo fra gli applausi di tutte le truppe. Nel frattempo, essendo Parigi cos sospettosa, non sar forse bene di scrivere ai vostri Ambasciatori Esteri una ostensibile Lettera Costituzionale, con cui si esprima il desiderio che tutti i Re, tutti gli uomini sappiano che Re Luigi ama la Costituzione, che ha volontariamente giurato, e torner a giurare di mantenere, e che qualificher suoi nemici coloro che vorranno dire il contrario? Questa Circolare Costituzionale  spedita per mezzo di Corrieri,  comunicata confidenzialmente all'Assemblea, e stampata in tutti i Giornali col pi grande successo (108). La simulazione e la dissimulazione si trovano largamente commiste alle umane cose.
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Osserviamo, intanto, che il Conte Fersen usa spesso il suo Biglietto d'Entrata; il che, sicuramente,  nel diritto di fare.  un cavalleresco Soldato e Svedese, devoto alla bella Regina, - come  anche il pi Eccelso svedese attualmente. Non si  forse il Re Gustavo, per fama fiero Chevalier du Nord, dichiarato da s stesso, secondo le antiche leggi di cavalleria, suo Cavaliere? Egli scender sulle ali di fuoco della Moschetteria svedese, e la liberer da quei sozzi dragoni, se, ahim, non interverr la pistola d'un assassino!
Ma, infatti, il Conte Fersen ha l'aria d'un giovane soldato dai modi svelti e decisi: egli si d attorno, visto e non visto, ed ha qualche progetto. Anche il Colonnello Duca di Choiseul, nipote di Choiseul il grande, di Choiseul morto di recente. Egli e l'Ingegnere Goguelat passano e ripassano tra Metz e le Tuileries, inviando lettere in cifre, - una delle quali, la pi importante,  difficile a decifrarsi, perch Fersen l'ha composta in fretta (109). Quanto al Duca di Villequier, egli  partito fin dal Giorno dei Pugnali; ma il suo appartamento  utile per Sua Maest la Regina.
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Da un altro canto, il povero Comandante Gouvion, di guardia alle Tuileries, secondo nella Guardia Nazionale, vede molte cose difficili a interpretarsi.  lo stesso Gouvion che molti mesi addietro, nel palazzo di Citt, trovandosi senz'aiuto di fronte a quella Insurrezione di donne, conserv il suo sangue freddo, come fa il bravo cavallo quando la conflagrazione ha principio, finch l'Usciere Maillard di di piglio al suo tamburo. Non vi  Patriota pi sincero; ma ve ne sono molti pi accorti. Egli, se si deve prestar fede alle ciarle di Madame Campan, faceva una specie di corte ad una infida Cameriera di Palazzo, che gli svelava tante cose; il Ncessaire, gli abiti, l'imballaggio dei gioielli; (110) - ed egli avrebbe dovuto comprendere quanto gli si svelava; ma l'impotente Gouvion guarda attonito con occhi di vetro, occhi sinceri; incita le sue sentinelle alla vigilanza; cammina senza riposo avanti e indietro e spera che tutto andr pel meglio.
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Ma, in sostanza, si nota che nella seconda settimana di Giugno il Colonnello de Choiseul si trova privatamente a Parigi; venuto "per vedere i suoi figliuoli". Si nota anche che Fersen ha fatto costruire una stupenda Carrozza nuova, del genere di quelle chiamate Berline; eseguita dai primi artisti, su un modello prestabilito. Questa carrozza gli  consegnata alla presenza di Choiseul, e i due amici la provano percorrendo in essa, con aria cogitabonda, le strade di Parigi; poi la si manda all'abitazione di "Madame Sullivan, nella Rue de Clichy", verso il Nord, per quando occorra. Apparentemente una russa, certa Baronessa de Korff, con la Cameriera, il Servo e due Figli, doveva tornare in patria con qualche apparato: ma come poi vi erano interessati quei giovani signori militari? Le hanno procurato un Passaporto, l'hanno aiutata in tutti i modi, coi costruttori di carrozze e cos via; - sono gentili, officiosi, i giovani militari. Fersen ha del pari comperato un calesse per due persone, forse due cameriste, oltre a dei cavalli necessari: non si direbbe che egli stesso voglia lasciare la Francia e senza risparmio di spese? Osserviamo finalmente che le Loro Maest, se Dio vorr, assisteranno alla festa del Corpus Domini, questo benedetto solstizio d'Estate, nella Chiesa dell'Assunzione, qui a Parigi, per consolazione di tutti. Per quello stesso giorno, inoltre, il bravo Bouill ha invitato a pranzo, a Metz, un certo numero di amici; senonch egli  andato via da casa nel frattempo, diretto a Montmdy.
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Son questi dei Fenomeni, o Illusioni ottiche, di questo affaccendato mondo terrestre: il quale invero  tutto fenomenale, o, al dire degli uomini, spettrale; e non ha un momento di riposo, n alcuno pu mai sapere perch.
La sera del Luned 20 Giugno 1791, circa alle undici, si veggono molte carrozze da nolo e carrozze da rimessa, ancora in moto o ferme nelle vie di Parigi. Ma di tutte le carrozze di rimessa noi richiamiamo la tua attenzione, o Lettore, su quella che sta ferma nella Rue de l'chelle, vicino al Carrousel e alla porta d'uscita delle Tuileries, nella Rue d'chelle di allora; "di faccia alla porta del sellaio Ronsin", come in attesa d'esser noleggiata col! La vettura non attende a lungo: una Signora incappucciata, con due fanciulli anche incappucciati, esce dalla porta di Villequier, dove non v' sentinella, passa per la Corte dei Principi delle Tuileries e pel Carrousel e raggiunge la Rue de l'chelle; il cocchiere della carrozza da rimessa prontamente li riceve; poi seguita ad attendere. Poco dopo un'altra Signora del pari incappucciata o avvolta nel sudario, appoggiata a un servo, esce nella stessa maniera; d al servo la buona notte, ed  allo stesso modo ricevuta premurosamente dal cocchiere. Ove mai vanno tante signore?  la Couche di Sua Maest; il Re  or ora andato a letto, e tutti gli abitanti del Palazzo si ritirano. Ma il cocchiere ancora attende; il suo carico sembra incompleto.
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Presto notiamo un Individuo tozzo, in cappello rotondo e parrucca, poggiato al braccio d'un servo dall'aspetto d'un Corridore o Corriere: anche costui esce per la porta di Villequier; nel passare dinanzi ad una sentinella gli salta via la fibbia d'una scarpa, e si china per raccoglierla;  ricevuto dal cocchiere di rimessa con maggiore effusione. Ed ora  completo il suo carico? Non ancora; il cocchiere ancora attende. Oim! L'infedele cameriera ha informato Gouvion del suo sospetto che la Famiglia Reale volesse fuggire proprio quella notte; e Gouvion, diffidando dei suoi occhi vitrei, ha inviato un espresso a Lafayette. La carrozza di Lafayette dai lumi scintillanti traversa in questo momento l'Arco interno del Carrousel, ove una signora nascosta da un largo cappello da zingara, poggiata al braccio d'un servo della specie dei Corridori o Corrieri, si fa di lato per lasciar passare, ed ha anche il ghiribizzo di toccare il razzo della ruota colla sua badine, - magica bacchetta piccola e leggera che ella chiama badine, di quelle che allora portavano le Belle. I lumi della vettura di Lafayette sono passati:  tornata la quiete nella Corte dei Principi; le sentinelle sono al loro posto; gli appartamenti delle Loro Maest sono chiusi nel dolce riposo. La vostra cameriera traditrice s' dunque ingannata? Sorveglia, o Gouvion.
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Ma dov' la Signora che s' fatta di lato in cappello da zingara e ha toccato il razzo della ruota con la sua badine! O Lettore, quella signora che tocc il razzo della ruota era la Regina di Francia! Ella aveva attraversato senza ostacoli l'Arco interno, ed aveva anche raggiunto il Carrousel; ma non la Rue de l'chelle. Turbata dal rumore e dall'incontro, prese a destra anzich a sinistra; n lei n il suo Corriere conoscono Parigi; egli invero non  un Corriere, ma una fedele e stupida ci-devant Guardia del Corpo cos travestita. Si sono allontanati, sbagliando strada, andando verso il Pont Royal e il Fiume, ed errando desolati nella Rue du Bac, lontani dal Cocchiere da rimessa che ancora attende. Attende col cuore palpitante; assalito da pensieri - che deve nascondere accuratamente sotto la sua livrea!
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Suona mezzanotte a tutti i campanili della citt; un'ora preziosa se n' passata cos; la maggior parte dei mortali sono immersi nel sonno. Il Cocchiere da rimessa aspetta, e in che modo! Un confratello cocchiere si avvicina con la sua vettura ed entra in conversazione; gli si risponde allegramente nel dialetto dei cocchieri: i confratelli della frusta scambiano una presa di tabacco (111); vien declinata l'offerta di bere insieme; e si separano augurandosi la buona notte. Dio sia benedetto! Ecco finalmente la Regina in cappello di zingara, salva dopo il pericolo; ella ha dovuto farsi indicare la via. Entra in vettura, e il suo Corriere monta su come l'altro, che  anche una Guardia del Corpo travestita. Ed ora, Cocchiere da rimessa, uno dei tanti - Conte Fersen, poich il lettore lo vede che sei tu, - avanti!
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La polvere non si attaccher ai piedi dei cavalli di Fersen: schiocca la frusta! La vettura da rimessa si scuote, ogni anima respira pi liberamente. Ma segue Fersen la vera via? Verso il Nord-Est, per la Barriera di Saint-Martin, sulla via maestra di Metz, sono i luoghi verso cui dovevamo dirigerci: ed ecco che egli va diritto a Nord. Il Personaggio regale, in cappello rotondo e parrucca,  stupito; ma, bene o male, non v' rimedio. Schiocca la frusta, e noi andiamo senza posa, traverso la citt addormentata. Di rado, dacch Parigi sorse dal fango, dacch i Re dalla lunga chioma vennero nei carri tirati da giovenchi, apparve un tal cocchio. Su ogni lato della vostra via, vicinissimo a voi, distesi orizzontalmente, dormono i mortali; e noi siamo desti e tremanti! Schiocca la frusta, per la Rue de Grammont, traverso il Boulevard, su per la Rue de la Chausse d'Antin, - quelle finestre silenziose, al numero 42, furon quelle di Mirabeau. Non verso la Barriera di Saint-Martin, ma verso quella di Clichy nell'estremo Nord! Pazienza, o personaggi regali, Fersen sa quel che fa. Passando per la Rue de Clichy egli si ferma per un momento da Madame Sullivan: " venuto il Cocchiere del Conte Fersen a prendere la Berlina nuova della Baronessa de Korff?" "L'ha presa fin da un'ora e mezza", mormora il portiere assonnato. - "C'est bien. S, sta bene"; - ma sarebbe meglio non aver perduta quest'ora e mezza. Perci avanti, o Fersen, presto, per la Barriera di Clichy; poi verso l'Est, lungo il Boulevard Esterno, con quanto possono i cavalli e la frusta!
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Cos Fersen va innanzi, nella notte d'ambrosia. Parigi addormentata  ora tutta sulla sua destra; silenziosa, eccetto il ronzio del russare: ed ora egli va verso l'Est fino alla Barriera di Saint-Martin; cercando con ansia la Berlina della Baronessa di Korff. Questa benedetta Berlina la scorge alfine, coi suoi sei cavalli, col suo cocchiere tedesco che attende sulla serpe. Bravo, o buon Tedesco, ed ora affrettati per dove tu sai! - Quanto a noi nella Vettura da rimessa, i sei dell'interno, prendono posto in gran fretta, alla rinfusa, nella nuova Berlina; i due Corrieri Guardie del Corpo montano dietro. La carrozza da rimessa, volta verso la citt,  lasciata in abbandono in bala di s stessa, - e il mattino seguente si trover sprofondata in un fosso. Fersen  montato sulla nuova serpe con la sua brava coperta nuova da cocchiere, e brandendo la sua frusta, si slancia verso Bondy. Col un terzo ed ultimo Corriere Guardia del Corpo dei nostri dovrebbe trovasi di certo con nuovi cavalli di posta gi pronti. Dovrebbe esservi anche il Calesse comperato, con le due cameriste e il bagaglio, senza di che Sua Maest la Regina non potrebbe viaggiare. Presto, agile Fersen, e che il Cielo dia buon compimento!
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Ancora una volta, grazie al Cielo, tutto va bene. Ecco il dormente Casale di Bondy;  l il Calesse con le donne di servizio; i cavalli sono pronti, i postiglioni dagli stivali a zangola attendono impazienti nella rugiada di quell'alba. I cavalli sono presto bardati, i postiglioni dagli stivali a zangola salgono in sella e fanno roteare in circolo le loro piccole fruste rumorose. Fersen, col suo surtout da cocchiere, s'inchina in una profonda e silenziosa riverenza di addio; le mani regali aleggiano in una muta ineffabile risposta; la Berlina della Baronessa di Korff, con la Regalit della Francia, si slancia lontano; per sempre, si sa. L'agile Fersen si precipita obliquamente verso il Nord, traverso la campagna, verso Bougret; raggiunge Bougret, vi ritrova il suo cocchiere tedesco e un carro che attende; fa schioccare la sua frusta e si dirige non scoperto in uno spazio ignoto. Uomo destro e attivo, bisogna dirlo; ci che egli intraprese s' compiuto, facilmente e con successo.
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E cos la Regalit della Francia  veramente fuggita? Questa notte preziosa, la pi breve dell'anno, essa fugge in carrozza! La Baronessa de Korff , in realt, Madame de Tourzel, Governante dei fanciulli regali: quella che venne incappucciata con due bimbi incappucciati, il piccolo Delfino, la piccola Madame Royale, conosciuta molto tempo dopo come la Duchessa d'Angoulme. La cameriera della Baronessa de Korff  la Regina in cappello di Zingara. Il Personaggio regale in cappello rotondo o parrucca  Valet temporaneamente. L'altra signora incappucciata qualificata compagna di viaggio,  la buona sorella, Elisabetta; da tempo ella aveva giurato, da quando avvenne l'Insurrezione delle donne, che solo la morte la separerebbe da loro. Cos si slanciano, senza troppa furia, traverso il bosco di Bondy; - su un Rubicone, nella loro Storia e nella Storia della Francia.
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Grande fatto; quantunque tutto il futuro sia vago! Raggiungeremo Bouill? Se non lo raggiungeremo? O Luigi! Tutt'intorno a te  la gran terra addormentata  (e sul tuo capo l'immenso Cielo che veglia); questa  la foresta addormentata di Bondy, - dove Childerico l'Infingardo, dalla lunga chioma, fu trapassato dal ferro (112), non senza ragione, in un modo come il nostro. Quelle torri di pietra a picco sono Raincy, le torri del malvagio D'Orlans. Tutto dorme, tranne il continuo tintinnare della nostra Berlina nuova. Un miserabile spauracchio d'un mercante d'erbe con l'asino e la verdura del mattino, affranto dalla fatica,  forse la sola creatura che noi incontriamo. Ma diritto innanzi a noi il gran Nord-Est effonde sempre pi la sua aurora bigia e picchiettata; dal ramo cosparso di rugiada, qua e l gli uccelli con brevi e profondi gorgheggi salutano il sole nascente. Le stelle e le costellazioni impallidiscono: lampade delle strade della citt di Dio. L'universo, o fratelli, spalanca le sue grandi porte pel levarsi del GRANDE, SUPREMO RE. Tu, povero Luigi, ti allontani, come pu un mortale, verso l'Oriente, verso le terre della speranza; e le Tuileries coi loro ricevimenti mattinali, e la Francia, e la Terra stessa, non rappresentano in complesso altro che un pi grande Regno di cani - sul punto di divenire arrabbiati.
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CAPITOLO 4.
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ATTEGGIAMENTO.
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Ma che avvenne a Parigi, alle sei del mattino, quando un certo Deputato Patriota, informato da un biglietto, svegli Lafayette e si recarono alle Tuileries? - L'immaginazione, non la parola, pu rappresentarci la sorpresa di Lafayette; o con quale smarrimento l'imponente Gouvion gir i suoi vitrei occhi d'Argo, discernendo che la traditrice cameriera aveva detto il vero!
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Pure bisogna ricordare che Parigi, grazie ad un'augusta Assemblea Nazionale, in quella specie di finimondo, sorpass s stessa. Mai, secondo gli storici testimoni oculari, si vide "un tale atteggiamento imponente" (113). Tutte le Sezioni "in permanenza"; il nostro Municipio anche, avendo pel primo, alle dieci circa, dato fuoco a tre solenni cannoni dall'arme: sopratutto poi la nostra Assemblea Nazionale! L'Assemblea Nazionale, del pari in permanenza, decide ci che  necessario; con consenso unanime, poich il Ct Droit resta muto, per paura della Lanterna. Decide con una prontezza calma, che rasenta il sublime. Occorre una votazione, poich la cosa  evidente: Sua Maest il Re  stato rapito, o menato via, "enlev", da qualcuno, forse da sconosciuti: in tal caso che cosa prescrive la Costituzione che si faccia? Ritorniamo ai primi princip, come sempre diciamo: "revenons aux principes".
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In virt dei primi o dei secondi princip, molte cose si decidono prontamente; si fanno chiamare i Ministri, istruendoli circa il modo di continuare le loro funzioni;  esaminato Lafayette,  esaminato Gouvion, che d la pi infelice spiegazione, come meglio pu. Si trovano delle lettere: una d'una immensa magnitudine, tutta di pugno del Re ed evidentemente di sua composizione, diretta all'Assemblea Nazionale. In essa  il racconto minuto, fatto con ardore, con una semplicit fanciullesca, dei dolori sofferti da Sua Maest. Dolori grandi e piccoli: si vide un Necker applaudito, una Maest no; poi l'insurrezione; la mancanza dei mobili necessar nel palazzo della Tuileries; la mancanza di danaro adeguato per la lista civile; la mancanza in generale di danaro, di mobili e di ordine; l'anarchia dappertutto; il Deficit mai "riparato nella pi piccola parte o combl": onde, in breve, Sua Maest s' ritirata verso un luogo di libert, e, lasciando in bala di s stessi Sanzioni, Federazioni e Giuramenti d'ogni specie, si rimette - a che cosa? pensa un'Augusta Assemblea. A quella "Dichiarazione del ventitr Giugno", col suo "Seul il fera, egli solo far felice il suo Popolo" Come se ci non fosse stato sepolto, sepolto profondamente, sotto due irrevocabili dozzine di mesi, sotto le rovine e le macerie di tutto un Mondo Feudale! L'Assemblea Nazionale delibera che questa strana lettera autografa sia stampata e trasmessa agli Ottantatr Dipartimenti, con un commento esegetico, breve ma significativo. Saranno mandati Commissar in tutti i luoghi; si far appello al Popolo, si aumenter l'Esercito; si avr cura che non venga alcun danno alla cosa pubblica. Ed ora con una sublime aria di calma, anzi d'indifferenza, "passiamo all'ordine del giorno!"
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Con questa calma sublime, si riesce a calmare il terrore del popolo. Le scintillanti Foreste di picche, irte fatalmente al levarsi del sole, scompaiono di nuovo; gli Oratori di strada dalla voce tonante smettono il declamare o l'attenuano. Siamo sul punto d'avere la guerra civile, e sia. Il Re  andato via, ma resta l'Assemblea Nazionale, resta la Francia, restiamo noi. Il popolo a sua volta assume una maestosa attitudine; esso  calmo, immoto, come un leone giacente, che fa solo udire qualche ringhio, e agita alquanto la coda per mostrare ci che pu volere! Cazals, per esempio, fu circondato da gruppi di strada, al grido di Lanterna! ma le Pattuglie Nazionali facilmente lo liberarono. Parimente, tutte le effigie e le statue del Re, quelle di stucco almeno, sono soppresse. Anche i nomi del Re; la parola Re  cancellata d'un subito da tutte le insegne di botteghe; a cominciare della Tigre Reale del Bengala sui Boulevards che diviene tigre nazionale, Tigre National (114).
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Come  grande un popolo nel suo calmo riposo! La dimane gli uomini si diranno l'un l'altro: "Noi non abbiamo Re, eppure abbiamo dormito un sonno profondo". La dimane il bollente Achille de Chtelet, e Tommaso Paine, il sarto ribelle, avranno tappezzati i muri di Parigi con una profusione del loro manifesto, annunziante che qui deve farsi una Repubblica (115). - Dovremo forse aggiungere che anche Lafayette, bench minacciato in sulle prime dalle Picche, ha assunta una grande attitudine, o invero la pi grande di tutte? Esploratori e aiutanti di campo si slanciano vagamente per cercare e inseguire; il giovane Romoeuf va verso Valenciennes, ma con poca speranza.
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Cos Parigi d prova d'una calma sublime nella perdita subita. Ma dalle Messageries Royales, in tutti i sacchi postali, s'irradia potente, scagliando lontano i suoi dardi, l'elettrica notizia: il nostro Rappresentante Ereditario  fuggito. Ridete pure, Realisti neri, ma soffocate il vostro riso; perch il Patriottismo potrebbe accorgersene, e, divenuto furente, abbassare la Lanterna. Solo in Parigi  una sublime Assemblea Nazionale con la sua calma; gli altri luoghi debbono prendere la cosa come meglio possono; a bocca ed occhi spalancati, con un panico di galline spaurite, con escandescenze, con congetture. Qual solco lascia ognuna di queste pesanti diligenze di cuoio, coi suoi sacchi di cuoio e le parole "il Re  fuggito"; come procede innanzi su questa dolce Francia, traverso citt e villaggi, turbando il dolce spirito pubblico col fremito di un terrore di morte; poi si muove pesantemente, come se nulla fosse accaduto! Lungo tutte le vie maestre, verso i pi remoti confini; fin che tutta la Francia sia agitata, trasformata  (metaforicamente parlando) in un enorme Gallo d'India furioso, gorgogliante!
Per esempio,  nelle tenebre della notte che il Mostro di cuoio giunge a Nantes, immersa nel sonno profondo. La parola pronunziata desta tutti i Patrioti; il Generale Dumouriez, avvolto nel mantello,  costretto a discendere dalla sua camera da letto, e trova la strada occupata da quattro o cinque mila cittadini tutti in camicia (116). Qua e l qualche fioca candeletta da un soldo, accesa in fretta; tanti visi smarriti, scuri, coi berretti da notte riversati indietro, dalle camicie da notte pi o meno fluenti, che stanno a bocca aperta in attesa che il Generale dica la sua parola! E su, in alto, come sempre, la Grande Orsa gira placida intorno a Boote assidua indifferente come la diligenza di cuoio. Confortatevi, uomini di Nantes; Boote e l'assidua Orsa girano tuttora; l'antico Atlantico ancora manda la sua acqua marina, i suoi marosi scroscianti sino alla vostra Loira; la birra si riscalder nello stomaco; questo non  l'Ultimo Giorno, ma il Penultimo. - O folli! Se avessero saputo che cosa accadeva in quei momenti, cos, a lume di candela, nel lontano Nord-Est!
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Forse, si pu dirlo, l'uomo pi terrorizzato in Parigi, nella Francia  - chi crede il Lettore? - il verdemare Robespierre. Un doppio pallore, con l'ombra della forca e del capestro, offusca i suoi lineamenti verdemare:  chiaro per lui che debba esservi "una S. Bartolomeo di Patrioti", che tra ventiquattr'ore egli non sar pi in vita. Questi orribili presentimenti dell'anima egli li manifesta a Ption, che  udito da una notevole testimone, cio da Madame Roland; colei che vedemmo, l'anno scorso, raggiante alla Federazione di Lione. Da quattro mesi i Roland erano a Parigi per regolare coi Comitati dell'Assemblea gli affari del municipio di Lione immerso nei debiti; e per comunicare nello stesso tempo, com' ben naturale, coi migliori Patrioti che vi si trovavano, come Brissot, Ption, Buzot, Robespierre, che venivano da noi, dice la Bella Ospitale, quattro sere alla settimana. Essi si davano attorno, pi affacendati che mai quel giorno, e avrebbero senz'altro confortato l'uomo Verdemare; parlavano del manifesto di Achille de Chtelet; d'un giornale chiamato Il Repubblicano; di preparare le menti degli uomini ad una Repubblica. "Una Repubblica?", disse il Verdemare, con una delle sue risate secche, dure e punto liete. "Che  ci?" (117) O incorruttibile Verdemare, tu vedrai!
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CAPITOLO 5.
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LA BERLINA NUOVA.
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Ma, frattanto, staffette e aiutanti di campo erano andati innanzi pi rapidi delle diligenze di cuoio. Il giovane Romoeuf, come dicevamo, gi di buon'ora si era messo in via alla volta di Valenciennes: degli abitanti di villaggi, furiosi, s'impadronirono di lui, come d'un traditore, che avesse mano nel complotto, e lo trascinano al palazzo civico, e all'Assemblea Nazionale, che gli rilascia in fretta un nuovo passaporto. Anzi, ora quello stesso spauracchio della grande Berlina nuova veduta nel bosco di Bondy, dandogli i contrassegni (118). Romoeuf, munito d'un nuovo passaporto,  mandato innanzi a briglia sciolta su una traccia pi promettente; per Bondy, Claye e Chlons, verso Metz, per rintracciare la Berlina nuova; e galoppa a franc-trier.
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Miserabile Berlina nuova! Non poteva la Regalit andare in qualche vecchia Berlina simile a quelle degli altri uomini? Quando si fugge perch va di mezzo la vita, non bisogna disputare intorno al proprio veicolo. Monsieur in una volgare carrozza di viaggio si allontana verso il Nord; Madame, la sua principessa, in un'altra carrozza, con variazione di strada; s'incontrano l'uno e l'altra mentre si cambiano i cavalli, senza mostrare di conoscersi, e raggiungono le Fiandre, senza che alcuno li interroghi. Precisamente alla stessa maniera, quasi alla stessa ora, parte la bella Principessa di Lamballe, e giunger salva in Inghilterra: - magari vi fosse rimasta! La bella, la buona, ma sfortunata, serbata ad una spaventosa fine!
Tutto va innanzi, non molestato, rapido, eccetto la Berlina nuova. Enorme veicolo di cuoio: - enorme Galera, diciamo noi, o nave d'Acapulco, col suo Calesse a due cavalli, pesante canotto di poppa, coi suoi tre Battelli gialli da pilota quali erano i Corrieri, Guardie del Corpo a cavallo, caracollanti senza scopo intorno alla sua testa, pi per generale confusione che per guidare! Essa si trascina grave, con isforzo, sospettosa, a passo di lumaca, notata da tutti. I Corrieri Guardie del Corpo, nelle loro livree gialle, vanno caracollando e scalpitando; fedeli ma stupidi, ignari d'ogni cosa. Si hanno inciampi intanto, e guasti e rotture da riparare a toges. Re Luigi, anch'egli, vuole smontare, vuol salire sui colli e godersi il sole benedetto. - Con undici cavalli, doppia mancia e con tutti i mezzi della natura e dell'arte, la Regalit che fugge per salvarsi la vita, percorre nient'altro che sessantanove miglia in ben ventidue ore continue. Neghittosa Regalit! Eppure non v' minuto di queste ore che non sia prezioso: ai minuti sono ora sospesi i destini della Regalit.
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I Lettori possono perci giudicare con che animo il Duca di Choiseul attendesse d'ora in ora nel villaggio di Pont-de-Sommevelle, alcune leghe oltre Chlons, mentre il giorno inchina visibilmente verso l'occaso. Choiseul partiva da Parigi, in segreto, dieci ore prima dal tempo fissato dalle Maest; i suoi Ussari, condotti dall'Ingegnere Goguelat, si trovano qui puntualmente, venuti per "iscortare un Tesoro che  atteso"; ma trascorrono le ore, e niente Berlina, niente Baronessa de Korff. Invero, in tutta questa regione del Nord-Est, ai confini della Champagne e della Lorena, ove corre la grande Via, l'agitazione  considerevole; poich per tutto il percorso da Pont-de-Sommevelle verso Nord-Est fino a Montmdy, nei villaggi di ricambio e nelle Citt, scorte di Ussari e di Dragoni vanno a zonzo nell'attesa;  tutto un treno o una catena di scorte militari, con alla fine, a Montmdy, il nostro bravo Bouill: una catena elettrica di fulmini, che l'invisibile Bouill, come un Padre Giove, tiene nella sua mano - per sav propositi! Il bravo Bouill ha fatto quanto pu un uomo; ha distesa la sua catena elettrica, fulminante di Scorte Militari, innanzi, fino alle porte di Chlons, ed essa non fa che attendere la nuova Berlina di Korff, per riceverla, scortarla, e al caso portarla via nel turbine del fuoco militare. Quei fieri soldati di cavalleria son l, come abbiamo detto, gironzolano, da Montmdy e Stenay, traverso Clermont, Sainte-Menehould fino al lontano Pont-de-Sommevelle, in tutti i villaggi di ricambio, poich bisogna evitare Verdun e le grandi Citt. Essi gironzolano impazienti, "fin che arrivi il Tesoro".
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Pensate che giorno  mai questo pel bravo Bouill: forse il primo giorno d'una nuova vita gloriosa; di certo l'ultimo giorno dell'antica! E pi ancora, qual giorno, bello e terribile, pei vostri giovani e bollenti Capitani: i vostri Dandoins, Conte di Damai, il Duca di Choiseul, ingegnere Goguelat, e cos via, a parte del segreto! - Oib, il giorno inchina sempre pi all'Ovest; nessuna berlina di Korff  in vista. Son trascorse quattr'ore dal tempo convenuto, e ancora nessuna Berlina. Per tutte le strade dei villaggi errano i Capitani Realisti, guardando spesso verso Parigi, con volti indifferenti, coi cuori traboccanti d'idee nere: i severi Quartiermastri possono a stento tener lontani i semplici Dragoni dai caff e dalle bottiglierie (119). Spunta, o nuova Berlina, per piet del nostro smarrimento; spunta per piet di noi, o Carro del Sole d'una nuova Berlina, col destino di Francia!
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Fu Sua Maest che ordin questo apparato di scorte: una cosa che confortava l'immaginazione Regale con una apparenza di sicurezza, di liberazione, e che in realt era fatta per creare nient'altro che allarme, e, dove non esisteva pericolo, un pericolo infinito. Poich ogni Patriota, in quei villaggi di ricambio, chiede naturalmente: Perch questo strepito di cavalleria, quest'andirivieni di truppe? Per iscortare un Tesoro? E perch scortarlo quando non v' Patriota che voglia derubare la Nazione? o dov' il vostro Tesoro? - Quante marce e contromarce; poi, per un'altra fatalit, alcune di quelle scorte militari erano giunte fin da ieri, essendo il diciannove e non il venti, il giorno prima designato, che Sua Maest la Regina, per una cosa o per l'altra, credette bene di cambiare. Ed ora considerate la natura sospettosa del Patriottismo; sospettoso, sopratutto di Bouill l'Aristocratico; e come l'umore acre e diffidente abbia avuto il tempo di accumularsi e esacerbarsi in ventiquattr'ore!
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A Pont-de.Sommevelle, dei Quaranta forestieri Ussari di Goguelat e del Duca di Choiseul divengono un mistero inesplicabile per tutti. Essi avevano gi molto gironzato, a Sainte-Menehould; gironzato, baloccato al punto che i volontari nazionali del luogo, messi in furore dal dubbio, "domandarono trecento fucili al Municipio", e li ottennero. Nello stesso momento, per caso, giungeva il nostro Capitano Dandoins, da Clermont con la sua truppa:  allarmante: bench, fortunatamente, sono soltanto Dragoni e Francesi! Onde Goguelat, coi suoi Ussari  costretto a ritirarsi e a farlo in fretta; finch a Pont-de-Sommevelle, dove Choiseul attende, trova riposo. Riposo come su una marna rovente. La fama di lui si estende e gli uomini corrono innanzi e indietro sgomenti ed adirati. Chlons, manda a quella volta picchetti esploratori di volontar nazionali, che incontrano picchetti esploratori provenienti da Sainte-Menehould. Che cosa, o Ussari dalle basette, uomini stranieri dalla parola gutturale, in nome del cielo che cosa vi mena qui? Un Tesoro? - i picchetti esploratori scuotono la testa. I contadini affamati conoscono purtroppo qual' il Tesoro: la riscossione delle rendite, dei diritti feudali che nessun funzionario potrebbe farci pagare! S, che lo sanno - e lasciano tintinnare a stormo la campana della parrocchia, con rapido effetto! Choiseul e Goguelat, perch tutto il paese non prenda fuoco, debbono, venga o non venga la Berlina, metter sella e partire!
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Montano a cavallo; e, per fortuna, i rintocchi della parrocchia cessano. Cavalcano a rilento verso l'Est, alla volta di Sainte-Menehould, ancora sperando che il Carro del Sole d'una Berlina possa raggiungerli. Oib, niente Berlina! E ora siamo presso a Sainte-Menehould, che ci cacciava il mattino coi suoi "trecento fucili Nazionali"; che guarda forse non troppo amorevolmente il Capitano Dandoins e i suoi nuovi Dragoni, bench soli francesi; - ove, in una parola, nessuno oserebbe di entrare per la seconda volta, sotto pena di esplosione! Col cuore alquanto in pena, il nostro distaccamento di Ussari deve piegare a sinistra, traverso viottoli, traverso colline e boschi sprovvisti di sentieri, ed evitando Sainte-Menehould e tutti i luoghi che li hanno gi visti, andranno dritto al distante villaggio di Varennes.  probabile che toccher loro una ben rude cavalcata notturna.
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Questo primo posto militare nella lunga catena di fulmini,  dunque riuscito senza effetto, e peggio, e la vostra catena minaccia d'impigliarsi nelle sue stesse maglie! - La Grande Via, intanto,  divenuta silenziosa, calma, bench sia una delle pi vigilate. Non v' pi quartiermastro in grado di tener lontani gl'indolenti dragoni dalle bottiglierie, dove bevono i Patrioti e son disposti a far loro trattamento, per avidit di notizie. I Capitani, in uno stato di quasi demenza, percorrono la via polverosa, col volto atteggiato a indifferenza; nessun Carro del Sole appare. Perch mai indugia? Incredibile, che con undici cavalli, con quei Corrieri gialli, e cos via, la sua velocit sia al disotto di quella del pi pesante carro, tre miglia ad ora! Ohim, non si sa neppure se essa sia mai uscita da Parigi; - n se si trovi in questo stesso momento all'altro estremo del Villaggio! I cuori ondeggiano al confine dell'inenarrabile.
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CAPITOLO 6.
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IL VECCHIO DRAGONE DROUET.
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Cos, intanto, declina il giorno. Gli stanchi mortali si trascinano alla loro dimora dal loro campo di lavoro; l'artigiano del villaggio mangia con appetito la sua zuppa d'erbe, o vien fuori a gironzare per le strade, in cerca d'una soave boccata d'aria e di notizie umane. Ovunque  la quiete della sera estiva! Il gran Sole pende fiammante nel remoto Nord-Ovest; poich  il pi lungo giorno dell'anno. Esultano le cime dei colli in un rosseggiare crescente e danno nel loro linguaggio di fiamme la Buona notte. Il tordo, nelle conche verdi, all'ombra dei lunghi e fronzuti rami, effonde la sua lieta serenata, che s'accompagna all'alto mormorio dei ruscelli; il silenzio si estende sulla terra. Il vostro polveroso Mulino di Valmy, come tutti i mulini e i luoghi di lavoro, pu arrestare il suo crivello e dar tregua al suo scrosciare e roteare. Gli esausti macinatori in questo mulino di disciplina della Terra hanno scontato un altro giorno; e oziano col, come dicevamo, a gruppi nei villaggi, camminando, o seduti in fila sui pubblici sedili di pietra (120); e i loro fanciulli, dei monelli biricchini, si trastullano tra i loro piedi. Un confuso bisbiglio di dolce chiacchierio umano esala da questo villaggio di Sainte-Menehould, come dagli altri villaggi. Un chiacchierio assai dolce, frivolo; gli stessi Dragoni sono francesi e galanti; n la diligenza di Parigi-Verdun col suo sacco  ancora venuta a terrorizzare le menti degli uomini.
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Nondimeno, una figura vogliamo notare all'ultima porta del Villaggio: la figura in larga vesta da camera di Giovan Battista Drouet, Matre de Poste qui. Uomo acre, collerico, dall'aspetto alquanto feroce, ancora sul fiore della vita, quantunque avesse servito a suo tempo nei Dragoni di Cond. Quel giorno, fin dal mattino per tempo, l'ira di Drouet erasi accentuata ed aveva fermentato. L'Ussaro Goguelat aveva trovato conveniente quel mattino, per ragione d'economia, di contrattare col proprio albergatore, e non con Drouet regolare Matre de Poste, per un cavallo di birroccio, per mandare addietro il suo birroccio; il che venuto a conoscere Drouet, and su tutte le furie, minacciando l'albergatore, senza voler sentir ragione. Tutto un giorno mal riuscito. Poich Drouet  anch'egli un acre Patriota, che si trov a Parigi alla Festa delle Picche: che significano dunque questi soldati di Bouill? Gli Ussari, - col loro biroccio che vada in malora - s'erano appena mossi quando Dandoins e i suoi nuovi Dragoni arrivano da Clermont, e cominciano ad andare su e gi. A che scopo? Il collerico Drouet entra ed esce nella lunga veste da camera ondeggiante; guardando tutt'intorno con quell'acutezza d'espressione che l'eccitamento della collera d all'uomo.
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D'altra parte, notate il Capitano Dandoins per le strade di quello stesso Villaggio, che va a zonzo, con un volto indifferente e un cuore divorato dall'angoscia! Poich nessuna Berlina di Korff si vede comparire. Il gran Sole verso il tramonto splende pi ampio: tremano i cuori assaliti da un timore indicibile.
Dio sia lodato! Ecco il giallo corriere Guardia del Corpo, che entra a speron battuto nella luce rossa della sera! Bada, Dandoins, conserva il tuo volto imperturbabile, il tuo contegno indifferente; ma quell'incauto vestito di giallo oltrepassa la casa della posta, s'informa per trovarla, e mette in moto il Villaggio tutto in ammirazione dinanzi alla sua livrea. - E arriva, trascinandosi le sue montagne di scatole seguita dal calesse, la Berlina di Korff; immenso vascello d'Acapulco, giunto fin l con la sua barchetta. Gli occhi degli abitanti del Villaggio guardano incantati, come al transitare d'ogni cocchio, il che  un avvenimento. I Dragoni girovaghi rispettosamente portano la mano all'elmo, poich sono davvero belle le livree gialle, e una signora in cappello da zingara risponde con grazia tutta propria (121). Dandoins se ne sta con le braccia incrociate, e con uno sguardo indifferente, con un'aria sdegnosa di militare in servizio, mentre il cuore quasi gli balza fuori del petto. Egli si arriccia disdegnosamente i baffi, e con uno sguardo noncurante tien d'occhio i gruppi del Villaggio, di cui diffida. Col suo occhio ammicca al Corriere giallo: affrettati, affrettati! Ma l'uomo giallo dal cervello grosso non pu comprendere il cenno dell'occhio e procede borbottando, domandando a parole: visto da tutto il Villaggio!
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N il padrone della posta, Drouet, se ne sta neghittoso, in questo intervallo; egli non fa che entrare e uscire con la sua lunga fluttuante veste da camera sotto i raggi orizzontali del sole, informandosi con curiosit di parecchie cose. Quando in un dato momento le facolt d'un uomo sono acuite dall'ira, molte cose possono venirne fuori. Quella signora dal cappello di zingara abbassato sulla fronte, quantunque segga di spalle nella carrozza, non somiglia forse a qualcuna che abbiamo vista qualche volta - alla Festa delle Picche o altrove? E quella Grasse-Tte in cappello rotondo e parrucca, che guarda addietro e si sporge fuori di tanto in tanto, mi pare che somigli... Presto, Sieur Guillaume, scrivano del Directoire, portami un nuovo Assignat! Drouet osserva il nuovo Assignat, confronta l'immagine della carta-moneta con la Grossa Testa in cappello rotondo: pel Giorno e per la Notte! Si direbbe che l'una si sia proposta di riprodurre l'altra incisione. E quel marciare delle truppe; e quell'andare attorno e bisbigliare... Ah, comprendo!
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Or dunque, Drouet, Fornitore della posta di questo Villaggio, ardente Patriota, vecchio Dragone di Cond, rifletti su ci che vuoi fare. E presto, guarda che la nuova Berlina ha cambiato celermente di cavalli, schiocca la frusta, e via! - Drouet non osa, nella fretta dell'istante, di afferrare le briglie, con ambo le mani: Dandoins le avrebbe recise con un colpo di sciabola. I nostri poveri Nazionali, di cui non si trovava neppur uno col, hanno trecento fucili, ma senza polvere; inoltre non si  sicuri ma soltanto moralmente certi. Drouet, da abile e vecchio Dragone di Cond, fa ci che  pi consigliabile: ne parla in segreto allo scrivano Guillaume, anch'egli vecchio Dragone di Cond; in segreto, e mentre lo scrivano Guillaume sella due dei pi veloci cavalli, sguiscia su al Palazzo civico per sussurrare una parola; poi monta a cavallo con lo scrivano Guillaume, e i due si slanciano verso l'Est in perlustrazione, per vedere che si pu fare.
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Si slanciano verso l'Est a trotto serrato; la loro certezza morale si espande dal Municipio in tutto il Villaggio, e la cosa  bisbigliata da tutti con molta premura. Oim! Il Capitano Dandoins ordina ai suoi Dragoni di montare; ma essi, lamentandosi d'un lungo digiuno, richiedono prima del pane e del formaggio. - Frattanto, prima che il breve pasto sia terminato, tutto il Villaggio  informato della notizia; ed ora non pi si sussurra, ma si strepita, si gridai! I Volontar Nazionali, radunatesi in fretta, gridano per la polvere; i Dragoni esitano tra il patriottismo e la disciplina, tra il pane e formaggio e le baionette inastate. Dandoins consegna segretamente il suo portafogli coi suoi dispacci segreti al rigoroso Quartiermastro; anche i mozzi di stalla si armano delle loro forche e dei loro correggiati. Il rigoroso Quartiermastro, col suo cavallo mezzo sellato, si apre la via brandendo la spada, tra le baionette spianate, tra le vociferazioni dei Patrioti, le imprecazioni, i colpi dei correggiati; e cavalca furiosamente (122), - seguito da pochi o da nessuno; mentre gli altri, cos dolcemente costretti, consentono a restare.
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E cos la Berlina nuova va innanzi; Drouet e Guillaume galoppano dietro, e dietro ad essi i soldati o il soldato di Dandoins; e Sainte-Menehould, e alcune leghe della via che percorre il Re sono in esplosione; - la vostra militare catena di fulmini  scomparsa quasi distruggendosi da s: v' da temere la pi spaventevole uscita.
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CAPITOLO 7.
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LA NOTTE DEGLI SPERONI.
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Ecco le conseguenze delle Scorte misteriose, e d'una Berlina nuova con undici cavalli: "chi ha un segreto deve non solo nasconderlo, ma nascondere che deve nasconderlo". La vostra prima Scorta Militare  esplosa distruggendo s stessa, come tutte le Scorte Militari, e il Paese, messo in sospetto, si sollever, esplodendo a sua volta; non comparabile al tuono vittorioso. Comparabile, piuttosto, al primo moto d'una Valanga Alpina, che una volta staccata, come qui, a Sainte-Menehould, va sempre ampliandosi - tutto intorno, e a grado a grado, fino a Stenay, rombando con ruina selvaggia, finch i patrioti dei villaggi, i contadini, le Scorte Militari, la nuova Berlina e la Regalit non precipitino - gi alla rinfusa nell'Abisso!
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Le dense ombre della notte stanno per cadere. I postiglioni fanno schioccare la frusta: la Berlina regale attraversa Clermont, dove il Colonnello conte di Damas fa sussurare una parola; ed essa passa, e va verso Varennes, correndo in ragione d'una doppia mancia. Uno sconosciuto, "Inconnu a cavallo", grida con ardore alcune parole indistinte, che non si possono udire, dal finestrino della carrozza che va di corsa, e scompare nel buio (123). Palpitano gli Augusti viaggiatori; eppure la natura, che tutto sottomette ai suoi voleri, immerge ognuno di loro in una specie di sonno. Oim, e Drouet e lo scrivano Guillaume danno di sprone; e prendono vie appartate, per brevit, per sicurezza; divulgando quella loro certezza morale, che vola come portata da un uccello aereo!
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E il vostro rigoroso Quartiermastro sprona; destando il roco suono della tromba, - come qui a Clermont, chiamando a raccolta i Dragoni che sono andati a letto. Il bravo Colonnello de Damas fa montare a cavallo una parte di questi uomini di Clermont; il giovane cornetta Remy si slancia all'aperto con pochi. Ma la Magistratura patriottica anch'essa  fuori, qui a Clermont; la Guardia Nazionale grida per le cartucce a palle; il Villaggio "s'illumina"; - i Patrioti d'un subito balzano di letto; uomini e donne in camicia accendono i lumi, brandendo ognuno la sua candela da un soldo, il suo meschino lume ad olio, finch dappertutto vi sia la luce: tanta fretta essi hanno! Una camisado, o tumulto in camicia, in ogni luogo: le campane suonano a stormo, il tamburo del villaggio batte furiosamente la gnrale, come a Clermont, sotto l'illuminazione; i patrioti, furiosi, arringano, minacciano! Il bravo e giovane Colonnello de Damas, in quel tumultuare furioso del Patriottismo, dice delle parole di fuoco a quel tanto di truppa che ha. "I compagni sono stati insultati a Sainte-Menehould: il Re e il Paese fanno appello ai bravi"; poi comanda: Sguainate le sciabole. Senonoh, pur troppo, i soldati non fanno che battere sull'elsa delle sciabole, ricacciandole nel fodero! "Con me chiuque  pel Re!" grida Damas disperato, e galoppa con altri due poveri soldati subalterni, nel cuore della notte (124).
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Notte senza esempio nel Clermontais: la notte pi corta dell'anno; la pi notevole del secolo. Notte che merita di esser detta degli Speroni! La Cornetta Remy, e quei pochi che s'erano slanciati con lui, hanno smarrita la via, e galoppano ora verso Verdun; poi, ancora per ore e ore, traverso campagne siepate, traverso villaggi destatisi dal sonno, alla volta di Varennes. Sfortunata Cornetta Remy, pi sfortunato Colonnello Damas, con cui correvano disperatamente solo Due uomini fedeli! Non pi di due, della scorta di Clermont: delle altre scorte, poi, negli altri villaggi, neppur Due si muovono, ma curvano la schiena - rattenuti dalle campane a stormo, dall'illuminarsi del Villaggio.
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E cavalca Drouet, cavalca lo scrivano Guillaume; e il Paese accorre. - Goguelat e il Duca di Choiseul affondano nei pantani e avanzano su balze e ceppaie e sassi, pei folti boschi di Clermontais; ora guidati da sentieri, ora senza traccia alcuna. Gli Ussari precipitano in dossi e vi rimangono "tramortiti per tre quarti d'ora", e gli altri ricusano di mettersi in marcia senza di loro. Che lungo cavalcare quella sera da Pont-de-Sommevelle; e che ore, quelle trenta ore da che Choiseul ha lasciato Parigi insieme al cameriere della Regina, Leonardo, che siede accanto a lui in carrozza! La nera angoscia perseguita i viaggiatori. Cos, essi vanno a sbalzi; destano la civetta nel suo nido di rami; stritolano l'erba soave della foresta, la regina dei prati, che espande il suo profumo; spaventano l'orecchio della Notte. Ascoltate! Non sentite verso le dodici, ora che si presume, giacch anche le stelle sono tramontate, i rintocchi della campana di Varennes? Tirando le briglie, l'Ufficiale degli Ussari si pone in ascolto: "Qualche incendio senza dubbio!" - Pure va innanzi, raddoppiando di lena, per accertarsene.
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S, valorosi amici, che fate quanto  in voi, si tratta di una specie d'incendio, d'un incendio difficile a spegnersi. - La Berlina di Korff, molto pi avanti di tutta questa Valanga galoppante, raggiungeva il piccolo e meschino villaggio di Varennes circa alle undici; piena di speranze, malgrado le parole sommesse dello Sconosciuto. Non si trovano ora tutte le citt indietro di noi? Verdun, sulla nostra destra, non  gi stata evitata? E siamo in prossimit di Bouill e col favore d'una delle notti pi nere di mezza estate! E cos ci fermiamo alla sommit del colle, all'estremo del villaggio volto al Sud; attendendo i cavalli freschi, che il giovane Bouill, proprio il figlio di Bouill, con la sua scorta di Ussari deve aver pronti; poich in questo Villaggio non v' posta. Ma cosa da fare ammattire: non vi sono n cavalli n Ussari! Ah, i grandi cavalli, i cavalli di ricambio appartenenti al Duca di Choiseul stanno alla greppia, ma nell'altra parte del Villaggio al disopra del Ponte; e noi non lo sappiamo. Gli Ussari attendono alla loro volta, ma trincano nelle taverne. Poich, infatti, sono gi trascorse sei ore dal tempo stabilito, e il figlio di Bouill, giovanetto di poco cervello, credendo che per quella notte non se ne farebbe nulla, se n'era andato a letto. E cos i nostri Corrieri gialli, non pratici del luogo, debbono andare attorno, brancolando alla ventura, per un Villaggio quasi tutto addormentato. I Postiglioni non vogliono, per qualsiasi moneta, andare innanzi coi cavalli stanchi, senza averli almeno rinfrescati; proprio no; e quanto al valletto dal cappello rotondo, stia pure a ragionare fin che voglia.
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Disgraziati! "Per trentacinque minuti", all'orologio del Re, la Berlina resta ferma; il viaggiatore dal cappello rotondo discorre con quei dagli stivali a zangola; i cavalli stanchi mangiano la loro crusca; i Corrieri gialli brancolano alla peggio; - il giovane Bouill dorme durante questo tempo nell'alto Villaggio, e il bel tiro di Choiseul se ne sta alla greppia. Nessun rimedio; nessuno, foss'anche con la ricompensa d'un re; i cavalli mangiano senza spostarsi, il cappello rotondo ragiona, Bouill dorme. E guardate ora: nella notte densa, non vengono due Uomini a cavallo, a trotto serrato, e si fermano alquanto, alla vista della grande mole d'una Berlina, l dove si brancola e si chiacchiera, e poi si slanciano di galoppo nel Villaggio? Sono Drouet e lo scrivano Guillaume! Sempre avanti a tutti, di galoppo, a rotta di collo, non colpiti, bench qualcuno si vanti di aver data loro la caccia. Pericolosa  l'impresa di Drouet, ma egli  un vecchio Dragone, in cui s' destato tutto l'ardimento.
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Il villaggio di Varennes  scuro e sonnolento; un villaggio dei pi irregolari, dalla forma d'una sella rovesciata, come qualcuno ha scritto. Esso dorme, e il flusso del fiume Aire gli canta la ninna-nanna. Pure, dal Braccio d'Oro, Taverna del Bras d'Or, traverso quella piazza del Mercato in pendio, si scorge ancora il luccicare d'un lume sociale; vengono voci rozze di mandriani, o di gente di simile genere, che non hanno ancora vuotato il bicchiere della staffa. Bonifacio Le Blanc, in grembiule bianco, li serve: piacevole spettacolo. In questo Bras d'Or entra Drouet; l'ansia traspare dai suoi occhi; tocca col gomito Bonifacio, e gli dice in tutta confidenza: "Camarade, es-tu bon Patriote? sei tu un buon patriota?" "Si je le suis!", risponde Bonifacio. "In questo caso...", bisbiglia premurosamente Drouet - ma quel che bisbiglia  di necessit udito dal solo (125) Bonifacio.
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Ed ecco Bonifacio Le Blanc che si d attorno come mai fece pel pi gioviale beone. Drouet e Guillaume, da esperti antichi Dragoni, in un momento bloccano il Ponte con un "carro di mobili che trovavasi col", e con ogni carro, o badile, con ogni barile o barella di cui si possono impadronire; - fin che non sia pi possibile il passaggio di una carrozza. Cos barricato il Ponte, essi son lesti a prender posto presso quel sito, sotto l'Arco di Varennes, raggiunti da Le Blanc, dal fratello di Le Blanc e da qualche altro animoso Patriota da lui destato. Una mezza dozzina in tutto, coi moschetti nazionali, attendono serrati, sotto l'Arco, che passi quella stessa Berlina di Korrf.
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Si ode lo strepito della vettura: Alto l! Appare il lume delle lanterne che escono di sotto le giacche; mani vigorose s'impadroniscono delle briglie, due moschetti nazionali sono spianati traverso i due Sportelli della carrozza: "Mesdames, i vostri passaporti". - Ohim, ohim! Il Sieur Sausse, Procuratore del Comune, Fabbricante di candele e Droghiere,  l, facendo mostra della sua gentilezza officiale di droghiere; Drouet, con la sua logica feroce e la sua presenza di spirito, dice: - La rispettabile Compagnia di viaggiatori, sia essa costituita dalla Baronessa di Korff, o da persone di pi alta importanza, si compiacer di riposarsi in casa del signor Sausse fin che spunti l'alba!
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O Luigi! o sventurata Maria Antonietta, destinata a passare la tua vita con tali uomini! Flemmatico Luigi, non hai tu dunque nel tuo essere altro che una flemma ignava, semianimata? Re, Capitano-Generale, Sovrano di Francia! Se il tuo cuore da che cominci a battere sotto il nome di cuore mai fu capace d'una risoluzione, il momento era quello, o mai pi in questo mondo: "O violenti individui notturni, quand'anche si trattasse di persone d'alta importanza, che perci? E se fosse il Re? Non ha dunque il Re il Diritto, al pari d'un qualunque mendicante, di andare non molestato per la sua Via? S;  il Re, sappiatelo e tremate nel conoscerlo! Il Re ha parlato, e sia in questo umile luogo, sia in Francia, sia sotto il trono di Dio, non v' potere che possa contraddirlo. Non il Re voi potete arrestare qui, sotto questo miserabile Arco; ma solo del suo corpo morto potete impadronirvi, e ne risponderete innanzi al Cielo e alla Terra. A me, Guardie del Corpo! Postiglioni, en avant!" - Si pu immaginare in questo caso il pallore, il tremito dei due moschettieri Le Blanc; lo smarrimento di Drouet, e come il Procuratore Sausse si sarebbe squagliato al pari d'una candela di sego in una fornace ardente; mentre Luigi sarebbe andato innanzi; avrebbe dopo pochi passi svegliato il giovane Bouill, i ricambi, gli Ussari, entrando trionfalmente, a cavallo, con la sua Scorta a spada brandita, in Montmdy; e tutto il corso della Storia di Francia sarebbe cambiato!
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Ohim, in questo pover'uomo flemmatico, non era tutto questo. E se vi fosse stato, la Storia di Francia non sarebbe mai giunta fin sotto quest'Arco di Varennes per esser decisa. - Egli scende di vettura; tutti scendono. Il Procuratore Sausse d le sue braccia di droghiere alla Regina e alla sorella Elisabetta; Sua Maest prende per mano i due fanciulli. E cos procedono mal volentieri per la piazza del Mercato, verso la casa del Procuratore Sausse; montano nel piccolo piano superiore; dove immediatamente il Re "chiede da mangiare". Chiede da mangiare, cos  scritto; gli vien dato pane e formaggio con una bottiglia di Borgogna; ed egli nota che  il migliore Borgogna che abbia mai bevuto!
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Frattanto i Notabili di Varennes e tutti gli uomini, officiali e non officiali, infilano in fretta i loro pantaloni e prendono i loro arnesi di combattimento. Mortali vestiti a mezzo rotolano botti, recidono alberi, si slanciano perlustrando in tutte le direzioni, - le campane suonano a stormo, "s'illumina il Villaggio".  strano il vedere come questi piccoli villaggi si comportano, e con quanta dirittura, allorch alla mezzanotte sono destati dall'arma di guerra. Come piccoli e destri serpenti a sonagli, municipali d'un subito destati, poich le loro campane a stormo tintinnano, risuonano; i loro occhi hanno uno scintillio luminoso  (a lume di candela), come quelli del crotalo in furore; il villaggio vuol mordere. Il vecchio Dragone Drouet  il nostro ingegnere e generalissimo, valoroso come un Ruy Diaz: - Ora o mai, o Patrioti, poich la soldatesca sta per venire; il massacro, organizzato dagli Austriaci e dagli Aristocratici; guerre pi che civili; tutto questo dipende da voi e dal momento! - Le Guardie Nazionali, mezze sbottonate, si mettono in riga; come dicevamo, uomini in mutande e donne in gonnellino, rotolano delle botti ed altre masserizie, recidono alberi per le barricate. Il Villaggio vuol mordere. La rabbiosa Democrazia non  dunque confinata a Parigi? Ah no, checch ne dicano i cortigiani; evidentemente no. Il morire pel proprio Re s' mutato nel morire per s stesso, anche contro il Re, se  necessario.
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E cos la nostra Valanga avanzante e il tumulto hanno raggiunto l'Abisso, la Berlina di Korff per la prima; e quivi si discioglier, formando tutto un amalgama: per sempre! Abbiamo forse bisogno di chiedere se per le prime sei ore vi fu un grande fracasso dappertutto? Che frastuono, che scampanio, che ardente tumulto in tutto il Clermontais, che si espandeva a traverso i Tre Vescovadi! I Dragoni e le truppe degli Ussari galoppavano sulle strade e per la campagna; le Guardie Nazionali si armavano e si slanciavano di corsa nel cuore della notte; dall'uno all'altro campanile si trasmetteva l'allarme. In circa quaranta minuti Goguelat e Choiseul coi loro Ussari rifiniti dalla fatica raggiungono Varennes. Ah, non v' incendio; o almeno un incendio difficile a spegnersi! Essi valicano le tre barricate; malgrado il sergente della Guardia Nazionale, entrano nel Villaggio; Choiseul comunica ai suoi soldati come stanno realmente le cose, e questi rispondono a mo' di interiezione, nel loro dialetto gutturale "Der Knig; die Knigin!", e sembrano risoluti ad agire. Col loro carattere deciso vogliono, per prima cosa, assediare la casa del Procuratore Sausse. Provvedimento salutare: se Drouet non avesse tempestosamente dato ordine contrario, e urlato anche in quel momento estremo: "Cannonieri ai vostri cannoni!": due vecchi cannoni simili a favi d'alveare, non d'altro pieni che di ragnateli. Il fracasso di questi cannoni, mentre i cannonieri li tirano su con la pi grande sicurezza, affievolisce l'ardire degli Ussari e produce una rispettosa ritirata. Dei boccali di vino fatti passare tra le file - anche le gole tedesche hanno la loro sensibilit - completano la bisogna; e quando, circa un'ora dopo, l'Ingegnere Goguelat si fa innanzi, la risposta che gli vien data : "Vive la Nation!", gridata con voce rauca.
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Goguelat, Choiseul, ed ora anche il Conte Damas e tutta l'Officialit di Varennes sono col Re; ma a che monta? Il Re non  in grado di dare ordini, d'avere un'idea; egli se ne sta in quel luogo, come ha sempre fatto, al pari della creta sulla ruota del pentolaio; forse la pi pietosa, la pi degna di perdono delle figure di creta che ora circolano sotto la Luna. Egli vuol partire il mattino seguente, prendendo con s la Guardia Nazionale; se Sausse lo permette! Sventurata Regina! coi suoi due bimbi giacenti l sul misero letto; mentre la vecchia madre di Sausse prega in ginocchio, tutta in lagrime, e fa udire la sua preghiera, che siano benedetti; e l'imperiale Maria Antonietta  quasi in ginocchio dinanzi a Sausse e a sua moglie tra le scatole di candele e i barili di melassa; - invano! Tremila Guardie Nazionali son l; fra poco diverranno Diecimila; giacch le campane a stormo estendono l'allarme qual fuoco sull'erba secca, o ancora pi presto.
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Il giovane Bouill, destato dai rintocchi delle campane di Varennes, aveva preso un cavallo e - via di corsa da suo padre. A quella volta galoppa anche, in una maniera quasi istericamente disperata, un certo Sieur Aubriot, Ordinanza di Choiseul: e nuota al buio nel fiume, essendo bloccato il ponte; poi d di sperone quasi avesse i Cani dell'Inferno alle calcagna (126). Traverso il villaggio di Dun, sempre galoppando, sparge l'allarme. A Dun, il bravo Capitano Deslons e la sua Scorta di Cento uomini sellano i cavalli e partono. Deslons pure entra in Varennes, lasciando fuori i suoi Cento alla barricata di alberi; si offre ad aprire la via al Re Luigi, se egli gliel'ordina; ma sfortunatamente "l'impresa sar violenta"; onde Luigi "non ha ordini da dare". (127)
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E cos i rintocchi delle campane eccheggiano, e i Dragoni galoppano, e non possono far nulla dopo aver galoppato. Le Guardie Nazionali irrompono come un'accolta di corvi: la vostra esplodente Catena di fulmini, al cadere della Valanga, o d'altra cosa cui vorremmo assomigliarla, freme di vendetta dall'un capo all'altro; e giunge - fino a Stenay e Bouill stesso (128). Il bravo Bouill, figlio della tempesta, fa montare in sella il Royal-Allemand; pronuncia parole di fuoco, col cuore e gli occhi accesi; distribuisce venticinque luigi d'oro per compagnia; - Corri, Royal-Allemand, gi da lungo tempo famoso: non si tratta di carica alle Tuileries; non si tratta d'una processione coi busti di Necker o d'Orlans, ma si tratta nientemeno d'un Re fatto prigioniero, e tutto un mondo da vincere! - Tale  la Notte che merita d'esser chiamata degli Speroni.
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Alle sei due cose erano accadute. L'Aiutante di Campo di Lafayette, Romoeuf, correndo a franc trier per la via indicata dal vecchio mercante d'erbe, raddoppiando di velocit nelle ultime tappe, era giunto a Varennes; dove, propria allora, quei Diecimila chiedono furiosamente, con la furia del terrore panico, che la Regalit torni immantinenti alla volta di Parigi, per evitare un infinito spargimento di sangue. D'altra parte, "Tom l'Inglese", jokey di Choiseul, volando coi cavalli di ricambio di Choiseul, ha incontrato Bouill sulle alture di Dun: Bouill dalla fronte adamantina rannuvolata dal lugubre tuono, e dietro di lui il cupo scalpito del Royal-Allemand. L'Inglese Tom risponde come pu alla breve domanda: Che avviene a Varennes? Poi, in cambio, domanda che deve fare egli coi cavalli di M. de Choiseul, e dove deve andare. - Allo Stagno senza fondo! risponde una voce tonante; poi, parlando di nuovo e dando di speroni al suo cavallo, ordina al Royal-Allemand di mettersi al galoppo, e scompare bestemmiando  (en jurant) (129).
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Questa  l'ultima del bravo Bouill. In vista di Varennes, egli si ferma e raduna a consiglio i suoi ufficiali; ma tutto  vano. Il Re Luigi ha consentito a partire; tra il clangore universale delle campane a stormo; tra l'affluire di Diecimila uomini armati gi arrivati e d'altri Sessantamila sciamanti a questa volta. Il bravo Deslons, quantunque non avesse ricevuto "ordini", si precipita nel fiume Aire coi suoi Cento (130), passava a nuoto un braccio del fiume, e, non potendo sormontare l'altro, rimaneva col ansante e gocciolante e con le nari gonfie; i Diecimila gli rispondevano dandogli la baia, mentre che la nuova Berlina procedeva pesantemente alla volta di Parigi per la sua via incresciosa, inevitabile. Nessuna speranza di aiuto, dunque, n dalla Terra n, in un'epoca in cui non sussistono i miracoli, dal Cielo!
Quella notte, "il Marchese di Bouill e ventuno dei "nostri passarono la frontiera. I frati Bernardini ad Orval nel Lussemburgo ci dettero vitto e alloggio" (131). Bouill procedeva parlando poco; immerso in pensieri che non consentono discorsi: verso il Nord, incontro all'incerto, alla Notte cimmeria, in direzione delle isole dell'India Occidentale, poich del debole delirio dell'Emigrante, il figlio della tempesta non pu appagarsi; verso l'Inghilterra, verso una prematura morte da stoico; non pi verso la Francia. Onore al Bravo; che, in un conflitto o in un altro,  una sostanza, una particella articolata e parlante di umano Valore; non un vacuo Spettro millantatore; non un'Ombra che guaisce e ciarla! Questo Bouill  uno dei pochi Capi realisti, di cui molto pu dirsi.
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E anche il bravo Bouill scompare dal tessuto della Storia. Storia e tessuto che sono un languido inefficace emblema di quel grande, quel Miracoloso Tessuto e Tappezzeria vivente chiamato Rivoluzione Francese, che si pot tessere veramente da s solo "sul Rumoroso TELAIO del TEMPO"! Di l cadono travolti nella lotta i vecchi valorosi; e nuovi aspri Drouet, d'altra combattivit e d'altro colore, vi s'intessono: - come  il sistema di quella tessitura.
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CAPITOLO 8.
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IL RITORNO.
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E cos  andato a finire il nostro grande Complotto Realista di fuga a Metz. Tenuto per lungo tempo ondeggiante nel dietroscena, come un terribile ultimatum Regale, era venuto fuori precipitosamente nel suo stesso terrore; con qualche effetto veramente. Quanti Complotti, quanti Progetti realisti, un dopo l'altro, abilmente architettati, dovevano esplodere con mine di polvere o scopp di tuono; eppure nessuno di questi complotti ebbe mai un esito diverso! Cos quella mina di polvere della Sance Royal del ventitr Giugno 1789, che esplodeva, come dicemmo, "traverso il focone", e che, ricaricata poi dal vostro Dio della guerra, Broglie, vi dava una Bastiglia. Venne poi il fervido Banchetto dell'Opra, a spade brandite, e col O Riccardo, o mio Re; il quale, aiutato dalla fame, produsse l'insurrezione delle donne, con la Pallade Athena sotto le forme della Demoiselle Throigne. A nulla vale il valore, n la fortuna ha sorriso alle fanfaronate. L'armamento di Bouill finisce come fin quello di Broglie. Un uomo dopo l'altro si dedica a questa causa, non facendo altro che affrettarne la rovina; sembra una causa perduta, maledetta dal Cielo e dalla Terra.
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Il 6 Ottobre, l'anno precedente, il Re Luigi, scortato dalla Demoiselle Throigne e da circa duecentomila donne, faceva un Viaggio e un'Entrata Regale in Parigi, come non s'era mai vista la simile; noi gli profetizzammo altre Due entrate uguali; di cui una sta per verificarsi dopo questa fuga a Metz. Questa volta non sar di scorta una Throigne, n "Mirabeau si trover assiso in una vettura del seguito". Mirabeau giace morto nel Panteon dei grandi uomini. Throigne giace, viva, in una fosca Prigione Austriaca, arrestata a Linz ov'erasi recata per la sua professione. A tale  ridotta Throigne; ella non ode che il roco fluire del Danubio; la vivacit dei suoi banchetti patriottici  scomparsa; ella si trover faccia a faccia con l'Imperatore, gli parler e ritorner. E la Francia giace - come! Il Tempo fugace tutto recide, le grandi cose e le piccole; e quante cose non altera in due anni!
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Ma, in ogni modo, come dicevamo, qui assistiamo ad una seconda Processione Regale, Ignominiosa, quantunque molto mutata; una processione che avr anche le sue centinaia di migliaia di testimoni. - Pazienza, o patrioti di Parigi, la Berlina Regale  sulla via del ritorno; ma non giunger prima di Sabato, perch la Berlina Regale viaggia a piccole tappe, fra l'alto vociare di quel confluente mare di Guardie Nazionali, che si contano fino a sessantamila; fra il tumulto di ogni specie di gente. Tre Commissar dell'Assemblea Nazionale si erano mossi ad incontrarla: il famoso Barnave, Ption e il generalmente stimato Latour-Maubourg. I due primi montarono nella Berlina accanto alla Maest, proseguendo cos il viaggio; Latour, semplice rispettabilit, ed uomo di cui tutti dicevano bene, pu senz'altro andare dietro con Madama de Tourzel e le Soubrettes.
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Ed ecco che il sabato sera, alle sette circa, Parigi con le sue centinaia di migliaia  di nuovo tutta in moto: non pi danzando la tricolore danza di gioia della speranza; n danzando ancora nella furia dell'odio e della vendetta; ma in silenzio, con uno sguardo vago, indagatore, con una curiosit massimamente scientifica. A Saint-Antoine un Manifesto ha annunziato questa mattina che "chiunque insulter Luigi sar bastonato; chiunque lo applaudir sar impiccato". Ed ecco alfine, che la meravigliosa Berlina Nuova, circondata dal mare azzurro delle Guardie Nazionali con le baionette inastate, galleggia lentamente, portata dalla corrente, in mezzo al silenzio di centinaia di migliaia d'individui riuniti. Tre Corrieri gialli siedono in cima legati con corde; Ption, Barnave, le loro Maest, con la sorella Elisabetta e i Fanciulli regali di Francia sono nell'interno.
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Un sorriso d'imbarazzo, o una nube di profonda amarezza,  nella faccia larga e flemmatica di S. M. il Re; egli tiene a dichiarare alle persone officiali che gli si presentano l'una dopo l'altra, ci che  evidente: "Eh bien, me voil, Ebbene, eccomi qua"; e ci che non  punto evidente: "Vi assicuro che non pensavo di passare la frontiera". Discorsi che erano naturali in quel povero Uomo Regale, ma che la Decenza vorrebbe velare. Silenziosa  S. M. la Regina, col suo sguardo di dolore e di sprezzo; naturale in quella Donna Regale. Cos si trascina e serpeggia l'ignominiosa Processione Regale traverso molte strade, tra un popolo attonito e silenzioso; comparabile, dice Mercier (132), a qualche Procession du Roi de Basoche, o processione del Re Crispino coi suoi Duchi della Sutormania e del blasone reale della Calzoleria. Se si eccettua, veramente, che questa non  comica; ah no,  piuttosto comico-tragica; quando si veggono quei Corrieri legati, quando si pensa al Destino che pende su quei capi; una cosa delle pi fantastiche, eppure delle pi miseramente reali. Il pi miserabile flebile ludibrium di una grottesca tragedia! Essi trascinano, in vesti tutt'altro che regali, per molte vie, tra la polvere della sera estiva, finch a una svolta si perdono di vista, e si dileguano nel palazzo delle Tuileries - verso la condanna, di tortura lenta, peine forte et dure.
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Il popolaccio s'impadronisce,  vero, dei tre Corrieri gialli legati con le corde: vuole almeno massacrarli. Ma la nostra Assemblea Nazionale, adunata in quel gran momento, manda una Deputazione per liberarli; e il tumulto  sedato. Barnave, "tutto coperto di polvere",  gi nell'Aula Nazionale, facendo un breve e discreto resoconto. Veramente in tutto quel viaggio questo Barnave era stato il pi discreto e simpatico, e s'era cos guadagnato la fiducia della Regina, il cui nobile istinto sempre le insegna chi  degno di fiducia. Tutt'affatto diverso dal rozzo Ption; il quale, se Campan dice il vero, mangi la sua colazione, con tutta disinvoltura, riemp il suo bicchiere di vino nella Berlina Regale; gett via le ossa del suo pollo sotto il naso della stessa Regalit; e quando il Re disse: "La Francia non pu essere Repubblica", rispose: "No, non  ancora matura". Barnave divenne da allora in poi un consigliere della Regina in quanto dei consigli potevano giovare. La Regina meraviglia Madame Campan manifestando quasi un riguardo per Barnave, e dicendo che in un giorno di retribuzione e di trionfo Regale, Barnave non dovr essere giustiziato (133).
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La sera di Luned la Regalit era partita; la sera del Sabato tornava; quante cose aveva compiute per s la Regalit nello spazio d'una breve settimana! La buffa tragedia "s'era dileguata nel palazzo delle Tuileries verso "la pena forte e dura". Sorvegliata, impastoiata, umiliata come mai accadde a Regalit. Sorvegliata anche nelle sue camere da letto, nei pi reconditi siti; costretta com' a dormire con la porta socchiusa, mentre un azzurro Argo Nazionale  di sentinella e tiene lo sguardo fisso sulle cortine della Regina; al punto che in una occasione, poich la Regina non poteva dormire, si offerse di sedere al suo capezzale e conversare un poco (134).
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CAPITOLO 9.
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COLPO MAESTRO.
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In quelle distrette, sorgeva una impellente domanda: Che bisogna farne di questo Re? Deporlo! rispondono risolutamente Robespierre e i pochi di pronta risoluzione. E in vero, con un Re che scappa via, che ha bisogno d'esser sorvegliato fin nella sua camera da letto, perch possa restare e governarvi, qual altro provvedimento razionale potrebbe adottarsi? Se Filippo d'Orlans non fosse stato un caput mortuum! Ma a lui, noto come un defunto, non v' chi pensi. Non si deve deporlo; dite che egli  inviolabile, che fu fatto scomparire, che fu enlev; a costo di sofismi, di solecismi, reintegratelo! Cos rispondono con alta veemenza i Realisti Costituzionali d'ogni genere; e i Realisti puri, naturalmente, rispondono allo stesso modo e con pi passione, con un tono pi basso di veemenza, con la rabbia repressa della paura. Barnave e i due Lameth e tutti i seguaci rispondono allo stesso modo: rispondono con tutta la loro energia, terrorizzati dall'ignoto Abisso, sull'orlo del quale s'erano da s stessi trascinati; e ora barcollano ivi, sul punto di sommergersi.
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Per via di sforzi poderosi e di combinazioni, quest'ultimo partito  il partito accettato; e deve aver buon effetto per forza di braccia se non per chiarezza di logica. Col sacrificio di tutta la sua popolarit cos duramente guadagnata, questo notabile Triumvirato, dice Toulongeon, "rimette in piedi quel trono che con tanta fatica aveva rovesciato, come si potrebbe rimettere in piedi una piramide capovolta, facendola sostenere sul suo vertice", perch vi resti finch sia mantenuta.
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Sventurata Francia: sventurata nel Re, nella Regina nella Costituzione: non si sa in che cosa pi sventurata! Il significato della nostra Rivoluzione Francese tanto gloriosa fu questo e non altro, che quando le Imposture e le Delusioni, che per lungo tempo avevano uccisa l'anima, cominciarono ad uccidere il corpo e menarono al Fallimento e alla Fame, un gran popolo si sollev e, ad alta voce, disse in nome dell'Altissimo: L'impostura dovr cessare d'esistere! Tanti dolori, tanti orrori sanguinosi sopportati e ancora da sopportare negli orridi secoli che verranno non erano forse il duro prezzo pagato e pagabile per questo appunto: Totale Distruzione dell'Impostura d'in fra gli uomini? Ed ora, o Triumvirato Barnave,  con questa double distillata Delusione, coll'Impostura d'un'Impostura, che uno sforzo di tal genere trover quescenza? O signori del Triunvirato popolare, mai! - Ma, dopo tutto, che possono mai fare quei poveri Triumvirati popolari, dei fallibili augusti Senatori? Non possono far altro, quando la Verit diviene troppo orribile, che cacciar le loro teste, come lo struzzo, nel pi prossimo e fallace ricovero; e l attendere, a posteriori.
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I Lettori che videro il Clermontais coi tre Vescovadi galoppare, nella Notte degli Speroni; e le Diligenze ridurre tutta la Francia sotto le sembianze d'un terrorizzato Gallo d'India; e la citt di Nantes tutta in camicia, - possono immaginare che difficile impresa fosse mai quella di sedare un affare di quel genere. Robespierre, all'estrema sinistra, forse con Ption e il macilento e vecchio Goupil, poich il vero Triunvirato era stato surrogato, ha gridi rochi, perduti nei clamori Costituzionali. Ma i dibattiti e le argomentazioni di tutta una Nazione; e i muggiti di tutti i giornali, pro e contro; e la voce vibrante di Danton; e gli strali d'ispezione di Camillo; e le setole di porcospino dell'implacabile Marat: - immaginatelo tutto questo.
I Costituzionali in corpo, come sovente avevamo predetto, abbandonano la Societ Madre e divengono Feuillants, facendole correre il rischio di cadere nell'inazione, ora che il rango e la rispettabilit, per la pi parte, vanno via. Perverranno petizioni su petizioni, spedite per posta, o portate da Deputazioni, con cui si caldeggia un Giudizio e la Dchance, che  il nome usato da noi per Deposizione; in ogni caso, si prega almeno di riferirne agli Ottantatr Dipartimenti della Francia. Una ardente Deputazione Marsigliese, tra l'altre cose, viene a dichiarare: "I nostri progenitori di Focea gettarono una Sbarra di Ferro nel porto al loro primo sbarcare: questa Sbarra dovr ondeggiare di nuovo sui flutti mediterranei prima che noi consentiamo ad essere schiavi". Tutto questo per quattro settimane e pi, mentre la cosa resta insoluta; mentre l'Emigrazione affluisce con duplicata violenza alle frontiere; la Francia bolle nella sua fervida agitazione intorno a tale domanda che  la domanda capitale: Che bisogna fare del fuggitivo Rappresentante Ereditario?
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Finalmente, il venerd 15 Luglio 1791, l'Assemblea Nazionale decide, e noi sappiamo in qual maniera negativa. Dopo di che tutti i Teatri vengono chiusi, e ogni termine di pietra, ogni cattedra ambulante comincia a eruttare. Manifesti Municipali fiammeggianti sui muri, Proclami pubblicati a suon di tromba, "invitano alla quiete", con uno scarso effetto. E cos, la domenica, del 17, vi sar una manifestazione degna d'essere rammentata. Una Pergamena con una Petizione redatta dai Brissot, dai Danton, da Cordeliers e Jacobins, giacch la cosa era elaborata e rimaneggiata, e molti vi avevano avuto parte, viene deposta in vista sull'intelaiatura di legno dell'Altare della Patria, perch vi si possa apporre la firma. Tutta Parigi disoccupata, uomini e donne, accorre in folla durante il giorno per firmare o per osservare. La nostra bella Roland vi si reca anch'essa, e l'occhio della Storia pu scorgerla, "al mattino" (135), non senza interesse. Fra poche settimane la bella Patriota lascer Parigi; ma nient'altro che per tornarvi.
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Ma, vuoi pel rincrescimento del Patrottismo deluso, vuoi per la chiusura dei Teatri o pei Proclami tuttora pubblicati a suon di tromba, quest'oggi l'eccitamento dello spirito  grande. Per giunta  capitato un incidente da Tragicommendia, da Indovinello, bastevole a stimolare ogni essere umano. Il mattino per tempo, un Patriota  (o, dicono alcuni, una Patriota, ma la verit non si pu scoprire), mentre stava in piedi sulle solide assi dell'Altare della Patria, avverte di repente, provando una scossa come al tocco d'una torpedine, una puntura alla suola della scarpa, prodotta da qualche cosa spinta di sotto il pavimento; ritrae con moto subitaneo il piede cos elettrizzato, e scorge a prima vista - la punta d'un succhiello o punteruolo, che vien fuori dalle assi del pavimento e che immediatamente  tirato indietro! Mistero! Tradimento forse? La piattaforma di legno dell'Altare  abbattuta con impeto; ed ecco che si scopre il mistero, che mai sino alla fine del mondo sar spiegato! Due esseri umani di aspetto miserabile, di cui uno ha una gamba di legno, si celano in quel sito avendo fra le mani un punteruolo; dovevano esser venuti la notte precedente ed avevano una certa quantit di provvigioni, ma, "punto barili di polvere", che si potessero vedere. Essi fanno mostra di dormire; sembrano alquanto smarriti; e si giustificano poi nella maniera pi banale: "Nient'altro che la curiosit"; avevano introdotto il punteruolo per praticare un foro nel pavimento; per vedere, forse mossi "da lubricit": - cosa poco edificante si potr pensare! Ma dopo tutto, quale pi stupida cosa non possono mai tentare la Bestialit, il Prurito, la Lubricit, il Caso e il Diavolo, scegliendo Due teste fra Mezzo Milione di teste umane? (136)
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Certo  che quei due esseri umani son l col loro punteruolo. Due individui nati sotto cattiva stella! Il risultato di tutto questo  che il Patriottismo, nel suo stato d'eccitabilit nervosa, montato dalle ipotesi, dai sospetti, dai racconti, s'impadronisce dei due disgraziati e li interroga ripetutamente; indi li caccia nella pi vicina Caserma; per tirarli fuori di nuovo, mentre un ipotetico gruppo li strappa a un altro: finch giunto all'estremo della sua eccitabilit nervosa, il Patriottismo li impicca come spie del Sieur Motier; e con la loro vita  soffocato per sempre il loro segreto. Ohim, per sempre! O verr un giorno in cui questi due individui, evidentemente cos meschini, ma pure umani, diverranno uno Storico Enimma, che, come l'enimma dell'uomo dalla Maschera di Ferro  (anche un essere umano n pi n meno), - saranno oggetto di Dissertazioni? Per noi il solo fatto certo  che essi avevano un punteruolo, delle provvigioni e una gamba di legno, e che morirono sulla Lanterna, come i pi disgraziati folli potrebbero morire.
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Questo fatto fa procedere all'apposizione delle firme con un ardore sempre crescente. E Chaumette - poich gli antiquar posseggono oggi proprio quella carta (137) - ha messa la sua firma "fluente, ardita e alquanto inclinata"; e Hbert, il detestabile Pre Duchesne, firmava come se "un ragno intriso d'inchiostro fosse venuto a cadere sulla carta"; anche l'Usciere Maillard ha firmato, e molti hanno fatto il segno della croce, non sapendo scrivere. Parigi, attraverso le sue mille vie, si riversa allo Champ-de-Mars, in continuo andare e venire, nella pi grande eccitabilit d'umore; il centrale Altare della Patria  addirittura invaso da Patrioti e Patriote che si recano a firmare; le Trenta panche e tutto lo spazio interno  occupato da una folla di spettatori che vanno e vengono; turbine rigurgitante d'uomini e di donne nei loro abiti festivi. Un costituzionale Sieur Motier vede tutto questo; e Bailly, a tal vista, allunga ancor pi il suo lungo viso; non augurandosi niente di buono; forse la Dchance, o Patrioti Costituzionali; il fuoco pu bene spegnersi; ma, badate, si pu spegnere solo al principio.
Arrestarlo,  presto detto; ma come arrestarlo? Non ha forse il primo Popolo libero dell'Universo diritto alla petizione? - Fortunatamente, o sfortunatamente, v' una prova di azione delittuosa: quella dei due individui impiccati alla Lanterna. Una prova, o traditore d'un Sieur Motier? Non furono due esseri umani mandati l, da te a farsi impiccare per essere di pretesto al sanguinoso Drapeau Rouge? Questa domanda te la faranno un giorno molti patrioti, e troveranno una risposta affermativa, forti nel Sospetto Preternaturale.
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Basta, verso le sette e mezzo della sera, l'occhio pi semplice pu osservare questa scena: il Sieur Motier coi Municipali in sciarpa, con le azzurre pattuglie Nazionali, fila dietro fila, al rullare dei tamburi, vengono risoluti allo Champ-de-Mars; mentre il Maire Baillly, dal viso allungato, reca, come adempiendo un triste dovere, il Drapeau Rouge. Urli di collera e di dileggio, in voce di soprano e di basso, partono da centomila gole, alla vista della Legge Marziale, che ci malgrado seguita ad avanzare agitando la sua sanguinaria Bandiera Rossa, dalla entrata del Gros-Caillou, dirigendosi ondeggiante verso l'Altare della Patria, a suon di tamburo. E s'avanza fra crescenti urli selvaggi, fra ammonimenti e suppliche, fatta segno a getti di pietre di mota, saxa et faeces; collo scoppio di un colpo di pistola -; finch rispondono le pattuglie con una scarica di colpi; si spianano i moschetti; una scarica segue l'altra! Proprio dopo un anno e tre giorni, il nostro sublime Campo della Federazione  bagnato di sangue Francese.
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Circa "Dodici disgraziatamente colpiti", riferisce Bailly, contando per unit; ma il Patriottismo conta per decine, per centinaia anche. Da non dimenticarsi, da non perdonarsi. Fugge il Patriottismo, urlando e maledicendo. Camillo sospende il giornale per quel giorno; il gran Danton con Camillo e Frron hanno messo le ali, per salvarsi la vita; Marat si eclissa sotto terra e resta silenzioso. Ed ecco un altro trionfo del Pattuglismo; un altro; ma l'ultimo.
Questa fu la Regal Fuga a Varennes. Cos fu rovesciato il Trono; cos fu rialzato, vittorioso - sul suo vertice; - e vi rester finch si potr sostenere.
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LIBRO QUINTO. IL PRIMO PARLAMENTO.
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CAPITOLO 1.
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LA GRANDE ACCETTAZIONE.
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Nelle ultime sere di Settembre, allorch  passato l'equinozio autunnale, e il grigio Settembre va a perdersi nel bruno Ottobre, perch si veggono illuminati gli Champs Elyses? Perch danza Parigi e si slanciano fuochi artificiali? Sono sere di festa, queste ultime sere di Settembre; Parigi pu ben danzare, e pur l'Universo: l'Edifizio della Costituzione  completo! Completo; o almeno riveduto, per accertarsi che nulla d'insufficiente sia in esso;  solennemente presentato a Sua Maest; solennemente accettato da lui, tra le salve dei cannoni, il quattordici del mese. Ed ora con queste luminarie, con questo giubilo, danzando e lanciando fuochi artificiali, noi inauguriamo giocondamente il nuovo Edificio Sociale, e quivi esaliamo il calore e il fumo, in nome della Speranza.
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Quello della Revisione, specialmente con un trono che poggia sul vertice,  stato un lavoro difficile, delicato. Per poter creare un punto d'appoggio, puntellare, cosa indispensabile nello stato presente, qualche cosa doveva farsi; e, intanto, purtroppo non s' fatto abbastanza. Un pentito triumvirato di Barnave, i nostri Rabaut, Duport, Thouret, e invero tutti i Deputati costituzionali fecero quanto era in loro; ma l'Estrema Sinistra era cos turbolenta, il Popolo cos sospettoso e impaziente di vedere 1a fine del lavoro! Inoltre la Destra lealista serbava un contegno debole e petulante in quei momenti; metteva il broncio e andava in collera; senza essere in grado di prestare aiuto anche quando l'avesse voluto. I Duecentonovanta avevano solennemente fatta scissione fin da prima, ed erano partiti, scuotendosi la polvere dai piedi. A tale eccesso di fermento era giunta la Destra sfortunata; ridotta alla sola speranza disperata che il male, col peggiorare, dovesse aver fine ed apportare un po' di bene (138).
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Pure or l'uno or l'altro tenue puntello era stato aggiunto, dove si poteva farlo. Alla Lista civile e alla Cassetta privata s'era gi provveduto da tempo. La Guardia Costituzionale del Re, milleottocento uomini fedeli presi dagli ottantatr Dipartimenti, con alla testa il fedele Duca di Brissac,  gi, unita agli Svizzeri devoti, qualche cosa di per s. Le antiche e fedeli Guardie del Corpo, veramente, sono disciolte, di nome come di fatto; e sono andate la pi parte a Coblenz. Ma, ora anche, a quei Sanculotti violenti delle Guardie francesi, o Centre Grenadiers, alla loro volta toccher l'ostracismo; costoro d'ora finanzi verranno pubblicando sui giornali, con un tono aspro e patetico, il loro Addio; "augurando a tutti gli Aristocratici quella sepoltura in Parigi che a noi  negata" (139). Cos, partono questi primi Soldati della Rivoluzione; aleggiano indistinti nella lontananza per circa un altro anno; finch, ricostituiti, con altro nome, sono mandati a combattere gli Austriaci; poi la Storia non li vede pi. Un Corpo d'uomini assai notevole che ha il suo posto nella Storia universale; - quantunque per noi - cos si scrive la storia - restino una semplice rubrica d'uomini, senza nome; una vellosa Massa di Granatieri dalle cinture di cuoio. Eppure non potremmo noi domandarci: Quali Argonauti, quali Spartani di Leonida hanno compiuta mai una tale opera? Ripensate al loro destino; da quel mattino di Maggio, circa tre anni or sono, quando essi, senza parteciparvi, respinsero D'Esprmnil nelle Isole di Calipso; da quella sera di Luglio, circa due anni sono, quando, bestemmiando e con fiero cipiglio, fecero una scarica contro il Reggimento Prince de Lambesc di Besenval! La Storia manda a loro il suo muto addio.
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Onde il Potere Sovrano respira pi liberamente ora che quei Sanculottici Cani di guardia, pi somiglianti a lupi, sono stati agguinzagliati e mandati via dalle Tuileries. Il Potere Sovrano  guardato d'ora innanzi dai fedeli Milleottocento, - che, abilmente, con vari pretesti, saranno abilmente accresciuti, fino a divenire Seimila; costoro non vorranno impedire nessun Viaggio a Saint-Cloud. Il triste fatto di Varennes  stato saldato, cementato, magari col sangue dello Champ-de-Mars, da due e pi mesi; e da allora in poi, come per lo innanzi, la Maest ha avuto i suoi privilegi, la sua "scelta di residenza", quantunque per buone ragioni la mente regale preferisca "rimanere a Parigi". Povera mente regale, povera Parigi, che dovete procedere camuffate, avvolte in ostentazioni e menzogne, che sanno d'essere false; dovete recitare a vicenda la vostra dolorosa tragi-commedia, perch ne avete l'obbligo; e, in conclusione, dovete sempre sperare, a dispetto della speranza!
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Ed ora che la Sua Maest ha accettato la Costituzione al clamore della salve dei cannoni, chi non vorrebbe sperare! Il nostro buon Re era mal guidato, ma agiva in buona fede. Lafayette ha presentata una mozione per l'Amnistia, pel perdono universale, per far dimenticare le Colpe Rivoluzionarie; ed ora di certo la gloriosa Rivoluzione, purgata di quanto aveva d'impuro,  completa! Strano e commovente sotto diversi aspetti  l'antico grido di Vive le Roi, che torna una volta ancora a circondare Re Luigi, il Rappresentante Ereditario. Le Loro Maest si recarono all'Opra; dispensarono danaro ai poveri; la Regina medesima, ora che da Costituzione  accettata, ode voci di plauso. Il passato  passato; comincer l'Era nuova! Su e gi, fra quelle costellazioni di lumi dei Campi Elisi, s'avanza lentamente la carrozza regale; e ovunque partono evviva da una moltitudine che si sforza d'esser lieta. Luigi guarda intorno, specialmente le lampade variopinte e gli esultanti gruppi umani, e si mostra abbastanza soddisfatto pel momento. Sul volto della Regina, "traverso il sorriso buono e grazioso, traspare una profonda tristezza" (140). Si veggono passeggiare in questo luogo delle Notabilit del mondo dello spirito e del sapere; v', per esempio, una Dame de Stal, che molto probabilmente si poggia al braccio del suo Narbonne. Ella vi ritrova quei Deputati, che hanno edificata la Costituzione; che s'intrattengono quivi in un vago conversare - non senza preoccuparsi della stabilit di ci che hanno fatto. Ma gl'istrumenti a corda fanno udire, ovunque, le loro melodie, cui si accompagna il ritmo di piedi leggeri e alati; degli strilloni ambulanti dai polmoni d'acciaio si fanno innanzi a gomitate e gridano a squarciagola: "Grande Acceptation, Constitution Monarchique": il Figlio d'Adamo apre il cuore alla speranza. Non hanno forse Lafayette, Barnave e i Costituzionali puntellato generosamente con le loro spalle quella piramide capovolta d'un trono? I Feuillants, di cui  parte quasi tutta la Rispettabilit costituzionale della Francia, perorano ogni sera dalla loro tribuna; corrispondono mediante ogni ufficio postale; denunziando il Giacobinismo inquieto; fidenti che sia presso a tramontare. Molte cose sono incerte, problematiche; ma se il Rappresentante Ereditario  savio ed avveduto, non si pu forse sperare, quando si ha un entusiastico carattere Gaelico, che egli bene o male arriver ad ottenere qualche cosa; che quello di cui ha bisogno sar mano mano guadagnato e aggiunto?
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In ogni modo, lo ripetiamo, in questa costruzione della Fabbrica Costituzionale, e specialmente in questa sua Revisione, nessuna cosa che si poteva credere atta a darle una nuova forza, a consolidarla specialmente, a darle stabilit, ed anche durata eterna, era stata dimenticata. Un Parlamento biennale che prender il nome di Legislativo, Assemble Lgislative, composto di settecentoquarantacinque Membri, scelti con oculatezza soltanto dai "cittadini attivi", ed anche per elezione di elettori ancora pi attivi, si raduner coi privilegi d'un Parlamento, riunendosi per autorit propria, se occorrer, e da s stesso dissolventesi; conceder i fondi del bilancio e discuter; sorveglier le amministrazioni e le autorit; disimpegner per sempre le funzioni di un Gran Consiglio Costituzionale, sar la saggezza Collettiva, sar la voce della Nazione - come il Cielo lo ispirer. Il nostro Primo Parlamento biennale, in formazione fin dai primi di Agosto,  ormai costituito. Anzi, s' gi recato in gran parte a Parigi, giungendovi a poco a poco; - non senza un patetico saluto alla sua venerabile Parente, alla Costituzione, ora moribonda; e preso posto nelle Gallerie, ascolta riverente, pronto a cominciare, quando sia libero il posto.
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Ma come apportare dei cambiamenti nella Costituzione? Ci non  possibile ad una Legislativa, ad un semplice Parlamento biennale; solo potrebbe far ci una Costituente rediviva e una Convenzione Nazionale; e questo  di certo uno dei punti pi scabrosi. L'Augusta Assemblea moribonda discusse la cosa per quattro interi giorni. Alcuni pensarono a un cambiamento o almeno a una revisione dopo trent'anni; altri in minor tempo, dopo venti, ed anche dopo quindici. L'Assemblea Augusta aveva gi una volta deciso per trenta anni; ma revoc il suo deliberato, ripensando meglio; e non fiss limite di tempo, ma solo un vago insieme di circostanze; e, dopo tutto, lasci la cosa indecisa (141). Senza dubbio anche nello spazio di trent'anni pu adunarsi una Convenzione Nazionale; ma  da sperare di no; e poi, questi semplici Parlamenti Legislativi biennali, coi loro poteri limitati, forse con successive tranquille aggiunte, possono bastare, per generazioni, o invero mentre il Tempo calcolato trascorre.
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Inoltre,  da notare che nessun Membro di questa Costituente era stato eletto o poteva essere eletto a far parte del nuovo Parlamento Legislativo. Erano animati da nobili propositi quei Legislatori! esclamano alcuni: e, al pari di Solone, si sarebbero condannati da s stessi al bando. Iracondi! dicono molti altri: gente che si porta invidia reciprocamente; e nessuno ammette che l'altro possa superarlo in abnegazione. Poco sav, in ogni caso, soggiungono gli uomini pratici. E notate ancora quest'altra ordinanza fatta di abnegazione. Nessuno di noi pu essere Ministro del Re, o accettare la pi piccola carica di Corte per lo spazio di quattro o almeno  (ci dopo lunghe discussioni e Revisione) per lo spazio di due anni! Questa mozione presenta l'incorruttibile verdemare Robespierre; con magnanimit a buon mercato, da parte sua; e nessun osa di essere da meno di lui. Fu questa legge, non superflua allora, che mand Mirabeau ai giardini di Saint-Cloud, sotto il manto delle tenebre, per quel colloquio degli Dei; e imped tante cose. Per fortuna o per disgrazia non v' pi un Mirabeau ormai per mettere divieti.
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Intanto, sia la benvenuta, benvenuta per ogni cuore onesto, la cavalleresca Amnistia di Lafayette. E sia la benvenuta pure quella rude e contorta Unione d'Avignone, che ci  costata, dal principio alla fine, "trenta Sedute di discussione" e dell'altro ancora; e che alla fine riesca bene!  decretata la statua di Rousseau: il virtuoso Jean-Jacques, l'Evangelista del Contratto Sociale. N  dimenticato Drouet di Varennes, n il degno Lataille padrone dell'antica e famosa Pallacorda in Versailles; ma ognuno ha la sua onorevole menzione, e la debita ricompensa pecunaria (142). Essendosi per tal modo tutto espletato e le Deputazioni, e i Messaggi, e le cerimonie, comprese quelle regali passate come in un murmure sommesso; e avendo il Re perorato con parole d'affetto intorno alla pace e alla tranquillit, avendo tutti i membri risposto "Oui! Oui!", con effusione, ed anche con lagrime, - il Presidente Thouret, quello della Legge delle Riforme, si leva, e con voce forte pronunzia le memorabili ultime parole: "La Costituente Assemblea Nazionale dichiara che il suo cmpito  finito; e che le sue sedute sono chiuse". L'incorruttibile Robespierre, il virtuoso Ption sono ricondotti a casa dal popolo, sulle spalle; con evviva che salgono fino al cielo. Gli altri sguisciano pacitamente rendendosi alle loro dimore.  l'ultimo pomeriggio del Settembre 1791; il mattino seguente la nuova Legislatura entrer in funzione.
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Cos, tra lo splendore delle strade e degli Champs Elyses illuminati, tra lo scoppiettio dei fuochi artificiali e la confusione allegra, s' dileguata la prima Assemblea Nazionale, dissolvendosi, come bene dicono, nel vuoto del Tempo; e non  pi. L'Assemblea Nazionale se n' andata, mentre rimane l'opera sua; come fa ogni Corpo d'uomo, come fa l'uomo stesso; essa ebbe principio, onde doveva aver fine. Fu una Realt-Fantasma figlia del Tempo, come siamo tutti noi; ed ora galleggia sempre a ritroso sulla marea del Tempo, per restare lungamente nella memoria degli uomini. Di strane Assemblee, e Sinedr, e Amfizionie, e Unioni di mestieri  (Trades Unions) e Concil ecumenici, e Parlamenti, e Congressi, se ne sono radunati su questo Pianeta, e si sono sciolti; ma una pi strana Assemblea di questa Augusta Costituente, con una pi strana missione, forse mai si vide. Guardata a distanza, anch'essa apparir come un miracolo. Milleduecento individui umani che col vangelo di Jean-Jacques Rousseau in saccoccia si riuniscono in nome di Venticinque Milioni d'uomini, con la piena sicurezza, con la fede di "fare la Costituzione": una tal vista, che rappresenta il sommo, il prodotto tipico del secolo decimottavo, il nostro Mondo pu contemplare nient'altro che una volta. Poich il Tempo  ricco di sorprese, pi ricco ancora di mostruosit; e s' osservato che mai ripete s stesso, o alcuno dei suoi Vangeli; - meno che mai questo Vangelo di Jean-Jacques. Per una volta questo Vangelo poteva essere giusto, indispensabile, ch tale era giunto il Credo dell'uomo; ma una sola volta basta.
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Avevano fatta la Costituzione quei milleduecento Jean-Jacques Evangelisti; e non senza risultamento. Sedettero per ventinove mesi, con fortuna varia, con capacit diversa; - sempre, possiamo dirlo, con quella capacit che guidava il Carroccio, col miracoloso Stendardo della Rivolta dell'Uomo, come una Cosa alta, sollevata in alto; cui chiunque volgeva lo sguardo, poteva sperare lenimento ai suoi mali. Essi avevano visto tante cose: i cannoni spianati contro di loro; poi di repente, per l'intervento dei Poteri, i cannoni tirati indietro; avevano visto un Broglie, dio della guerra, dileguarsi allo scrosciare d'un tuono che non era il suo, tra la polvere e il crollo della Bastiglia e della Vecchia Francia Feudale. Essi avevano pur dovuto sopportare qualche cosa; la Seduta Reale con la pioggia e il Giuramento della Pallacorda; Notti di Pentecoste; Insurrezioni di Donne. E non avevano forse fatto qualche cosa? Avean fatta la Costituzione, e governate tutte le cose, frattanto; aveano dato corso in quei ventinove mesi a "duemilacinquecento Decreti", che danno la media di tre decreti al giorno, comprese le Domeniche! Si vede che la brevit  possibile in certi casi: non dovette Moreau de St-Mry dare tremila ordini prima di alzarsi dal suo seggio? - Era prodezza  (o valore) in quegli uomini; e una specie di fede, - fede foss'anche in questo solo: che i ragnateli non sono stoffa; che una Costituzione si poteva fare. I ragnateli, le chimere dovevano realmente sparire, perch una Realt esiste. Che quelle insopportabili formule che uccidono l'anima, ed ora arrivano ad uccidere il corpo, scompaiano, in nome del Cielo e della Terra! Dal Tempo, lo ripetiamo, emersero quei Milleduegento; l'Eternit era dinanzi a loro, l'Eternit dietro di loro: essi compierono, come noi tutti facciamo, nella confluenza di due Eternit, quanto loro era dato di compiere. Non dite che non fecero nulla. Consapevolmente fecero qualche cosa; e quanto fecero inconsapevolmente! Ebbero i loro giganti e i loro nani, operarono il loro bene ed il loro male; essi sono ormai scomparsi, non torneranno pi. In queste condizioni, non se ne andranno con le nostre benedizioni, col nostro tenero addio?
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Con le corriere postali, con le diligenze, in sella o sulle suole, essi sono andati via: verso i quattro venti. Non pochi hanno passata la frontiera, per raggrupparsi a Coblenz. Quivi si diresse Maury fra gli altri; ma poi and a finire a Roma, - per esservi vestito della rossa porpora di Cardinale, diguazzando nella falsit come nel suo elemento, il beniamino  (forse l'ultimo figliuolo?) della Donna Scarlatta. Talleyrand-Prigord, Vescovo costituzionale scomunicato, s'incamminer alla volta di Londra, per essere ambasciatore, a dispetto della Legge di Abnegazione; mentre il giovane e gagliardo Marchese Chauvelin far da mantello dell'Ambasciadore. Anche in Londra, ritroviamo il virtuoso Ption, che arringa ed  arringato, scambiando brindisi col bicchiere in mano, con i Clubs della Riforma Costituzionale, in solenni banchetti d'osteria. L'incorruttibile Robespierre si ritira per un po' di tempo alla nativa Arras; sette brevi settimane di quiete, le ultime concessegli in questo mondo. Accusatore pubblico nel Dipartimento di Parigi; gran sacerdote riconosciuto dai Giacobini; specchio dell'incorruttibile e stretto Patriottismo, poich la sua enfasi angusta  amata da tutti gli spiriti angusti, - quest'uomo, a quel che pare, salir; ma fin dove? Egli vende il suo piccolo retaggio di Arras e, accompagnato da un fratello e da una sorella, progettando, con risoluta timidezza un modesto ma sicuro avvenire per s e per loro, ritorna al suo antico alloggio, dall'Ebanista in via St.-Honor; - oh uomo verdemare incorruttibile, risoluto e tremulo, verso qual destino!
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Lafayette, dal canto suo, abbandona il comando, e si ritira, novello Cincinnato, al suo focolare e al suo podere; ma presto li abbandona di nuovo. La nostra Guardia Nazionale, ormai, non avr pi un solo Comandante; ma tutti i Colonnelli ne avranno successivamente il comando, per circa un mese. Altri Deputati noi abbiamo incontrati, o per meglio dire ha incontrato la signora di Stal, "che si aggirano dall'aria pensierosa"; forse incerti sul da fare. Alcuni, come Barnave, i Lameth, e il loro Duport, resteranno a Parigi, sorvegliando la nuova Legislativa biennale, il Primo Parlamento; insegnandogli a camminare, se possibile; insegnando alla Corte come deve guidarlo.
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Tale  di questi; chi si aggira pensieroso: chi viaggia in corriere e in diligenze, - per dove li chiama il Destino. Il Gigante Mirabeau dorme nel Pantheon dei Grandi Uomini. E la Francia? e l'Europa? Gli Strilloni dai polmoni d'acciaio gridano: "Grande Accettazione, Costituzione monarchica", in mezzo alla folla gaia: il Domani, nipote dell'Ieri, sar ci che pu, come  l'Oggi suo padre. La nostra nuova Legislativa biennale si comincia a costituire il primo Ottobre 1791.
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CAPITOLO 2.
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IL LIBRO DELLA LEGGE.
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Se quella medesima Augusta Assemblea Costituente, che attirava gli sguardi dell'Universo, desta presentemente, a tanta distanza di tempo e di luogo, un'attenzione relativamente scarsa in noi, quanto maggiormente ci deve accadere per questa povera Legislativa! Essa ha la sua Destra e la sua Sinistra; quella meno, questa pi patriottica, giacch gli Aristocratici non esistono pi n qui n ora; essa ha scatti d'eloquenza, e perora; ascolta i Rapporti, legge i Progetti, fa le Leggi; compie l'opera sua secondo il suo intento, per un certo tempo; ma la Storia di Francia, si ritiene,  raramente o mai in quel luogo. Disgraziata Legislativa, che mai ha da fare con essa la Storia, tranne che versarle sopra una lagrima, quasi in silenzio? Primo in Francia dei Parlamenti biennali - i quali, se la Costituzione di Carta e il Giuramento Nazionale spesso rinnovellato avessero potuto servire a qualche cosa, si sarebbero seguiti come una catena dolcemente salda, indissolubile nel corso del Tempo, -, ebbe dolorosamente la sua fine entro un solo anno; n se n'ebbe un secondo. Ohim! i vostri Parlamenti biennali con la loro serie indissolubile, infinita; essi e tutto l'Edificio Costituzionale, costruito con Giuramenti d'una tale Federazione esplosiva, e la sua ultima pietra portata al culmine tra danze e variopinte irradiazioni, si ridussero in pezzi, come una fragile terraglia nel crollo delle cose; e gi, entro undici brevi mesi, andarono a finire in quel Limbo ch' presso la Luna, insieme ai fantasmi d'altre Chimere. Quivi, tranne che per rari e specifici propositi, abbiano riposo in malinconica pace.
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Dopo tutto, come l'uomo  sconosciuto a s stesso! Come sconosciuto a s stesso  un pubblico Corpo d'uomini! La mosca d'Esopo che stava sulla ruota del carro, esclamava: Quanta polvere io sollevo! I grandi uomini di governo, vestiti di porpora, con fasci ed insegne, sono governati dai loro valletti, dalle bizze delle loro donne e dei loro fanciulli; o, nei paesi costituzionali, dalle colonne dei loro Abili Editori di Gazzette. Non dire: Io sono questo, io sono quello; io fo questo, io fo quello; poich tu non ti rendi conto di ci: tu conosci solo il nome delle cose. Un porporato Nabuccodonosor si rallegra di sentirsi ora veramente Imperatore di quella grande Babilonia che egli ha edificata; ed  nient'altro che un non classificato bipede-quadrupede alla vigilia dei suoi sette anni di pascolo! Questi settecentoquarantacinque eletti non dubitano di essere il primo Parlamento biennale, venuto a governare la Francia con l'eloquenza parlamentare; e che sono mai essi? E che sono venuti a fare? Cose da folli, non da savi!
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Molti lamentano che questo Primo Biennale non abbia in s membri dell'antica Costituente, che vi avrebbero portata la loro esperienza dei partiti e della tattica parlamentare; ma tal fu quella loro folle Legge d'Abnegazione. - Di certo gli antichi membri della Costituente sarebbero stati i benvenuti, qui, fra noi; ma, d'altra parte, quali antichi o nuovi membri d'una qualunque Costituente sotto il Sole, potevano riuscire realmente giovevoli? Vi sono primi Parlamenti biennali messi in condizione, in un certo senso, da trovarsi fuori saggezza; in un punto in cui la saggezza e la follia si differenziano d'un sol grado, e la rovina e il dissolvimento sono l'inevitabile punto d'approdo d'entrambe.
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Gli antichi Costituenti, i vostri Barnave, Lameth e simili, per cui  stata serbata una speciale galleria ove possono trovar posto onorevole ed ascoltare, sogliono deridere quei nuovi legislatori; (143) ma noi non li imiteremo! I poveri settecentoquarantacinque, mandati dai cittadini attivi di Francia, sono ci che loro  dato di essere; compiono quel che  loro predestinato. La nobilt aristocratica era fuggita oltre le frontiere, o s'era tappata in silenzio nei suoi Chteaux risparmiati dal fuoco; poco si riprometteva essa dalle Primarie Assemblee Elettorali. E tra le Fughe a Varennes, e i Giorni dei Pugnali, e i complotti che seguivano ai complotti, il Popolo  abbandonato a s stesso; il Popolo ha bisogno di scegliere i Difensori del Popolo, come meglio pu trovarli. Scegliendo, come sempre, "se non l'uomo pi capace, il pi capace a farsi scegliere"! Carattere ardente, sentimenti palesi di Patriottismo Costituzionale: queste sono le qualit; ma la parola libera, la padronanza nel saperla trattare, questa  la qualit delle qualit! Onde si nota, con poca meraviglia, che nel Primo Parlamento Biennale, Quattrocento Membri sono della classe degli Avvocati o Procuratori: uomini che sanno parlare, quando occorre di parlare; vi sono inoltre uomini che sanno pensare ed anche agire. La sincerit dir che questo malaugurato Primo Parlamento Francese non mancava dopo tutto del suo contingente di talento, di onest, e che n per questa n per quello si trovava al disotto della media dei Parlamenti; ch anzi superava la media. Quella media di Parlamenti, che se non sono ghigliottinati e dannati a imperitura infamia dal mondo, non debbono ringraziare s stessi, ma la loro buona stella!
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La Francia, come dicevamo, ha una volta ancora fatto quel che poteva: uomini ardenti si sono riuniti dopo una lunga separazione, con intenti strani. Il focoso Max Isnard  venuto dal pi remoto Sud-Est; il focoso Claude Fauchet, Te-Deum Fauchet vescovo del Calvados,  venuto dal pi remoto Nord-Ovest. Non v' pi quivi un Mirabeau, che aveva ingoiato le formule: il nostro solo Mirabeau adesso  Danton, che per ora lavora di fuori; che alcuni chiamano il "Mirabeau des Sansculottes".
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Tuttavia noi abbiamo i nostri valori, - specialmente quanto a parola e a logica. Abbiamo un eloquente Vergniaud, il pi mellifluo e nello stesso tempo il pi impetuoso dei pubblici oratori, venuto dalla regione chiamata Gironde, della Garonne; uomo per disgrazia di carattere indolente, che se ne starebbe a trastullarsi coi vostri fanciulli proprio nel momento in cui dovrebbe discutere e perorare. L'impulsivo e attivo Guadet; guardate il grave Gensonn; il giovane, buono, scintillante, giocondo Ducos; Valaz destinato a una triste fine: tutti costoro sono parimenti della Gironde o di Bordeaux: uomini di ardenti principi Costituzionali, di pronto ingegno, di logica stringente, di rispettabilit incontrastabile; che vogliono il Regno della Libert, ma conseguito con metodi retti. Intorno a costoro verranno mano mano raccogliendosi altri della stessa indole, conosciuti poi come Girondins, a dolorosa meraviglia del mondo.
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Di tal sorta  Condorcet, marchese e filosofo; che ha lavorato intorno a tante cose: alla Costituzione Municipale di Parigi, al calcolo differenziale, al giornale la Chronique de Paris, alla biografia, alla filosofia; ed ora siede qui come Senatore di due anni: un notevole Condorcet, dalla faccia stoica di Romano, dal cuore ardente: "vulcano nascosto sotto la neve", chiamato anche, con linguaggio irriverente, "mouton enrag", la pi pacifica delle creature colta dalla rabbia! Notate, infine, Jean Pierre Brissot, che il Destino, dopo un lungo e clamoroso lavorio, ha scagliato qui, non sapendo pi che farsene. Anch'egli  un Senatore biennale; anzi, pel momento, il re fra di essi. Quel Brissot, infaticabile nel discutere, nello scribacchiare, che volle prendere il nome di de Warwille, e gli araldici non sanno perch - a meno che non fosse stato perch suo padre compi, in maniera inappuntabile, le funzioni di cuoco e di tavernaio nel villaggio di Quarville. Un uomo della specie dei mulini a vento, che sempre macinano, e si volgono verso tutti i venti; senza nessuna stabilit.
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Tutti questi uomini sono dotati di talento, hanno in loro la facolt di lavorare, e lavoreranno; lavoreranno, plasmeranno, non senza effetto, purtroppo non in marmo, ma in rena friabile! - Ma la pi eccelsa facolt tra loro  ancora a menzionare, o veramente deve ancora svolgersi per essere menzionata: il Capitano Ippolito Carnot, venuto qui dal Pas de Calais; con la sua fredda mente di matematico, con la sua silenziosa tenacia di volont. Il Carnot di ferro, dalle larghe vedute, imperturbabile, indomabile; che nell'ora del bisogno si trover sempre al suo posto. I suoi capelli sono ancora neri; e diverranno grigi a seguito d'avventure di vario genere, or tristi or liete; ma che quest'uomo di ferro affronter imperturbabile.
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N il Ct Droit e il partito degli amici del Re fanno difetto: Vaublanc, Dumas, Jaucourt l'onorevole Cavaliere: essi amano la Libert, ma con la Monarchia al disopra, e parlano senza paura come detta la loro fede; - e saranno spazzati via dagli uragani che gi s'addensano. Fra loro vogliamo citare un nuovo militare: Teodoro Lameth; - non fosse altro per amore dei suoi due Fratelli, che lo guardano soddisfatti dall'alto della Galleria degli antichi Costituenti. I Pastoret dal linguaggio spumeggiante, i conciliatori Lamourette dalla bocca di miele; poi una quantit d'individui senza parola e senza nome che si dicono Moderati e, numerosi, siedono al Centro. Ancora meno scarso  il Ct Gauche: l'Estrema Sinistra siede sui banchi in cima, quasi librandosi su quella sua altura speculativa o Montagna; quell'altura scaglier i suoi fulmini, e render il nome di Montagna famoso-infame in ogni tempo e in ogni luogo.
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L'onore non alberga su questa Montagna; n finora s' potuto riscontrare un disonore rilevante; non pu vantare n talento, n grazia della parola o del pensiero; ha solo il dono d'una fede incrollabile, d'un'audacia che sfider il Cielo e la Terra. Il pi emergente  qui il Trio dei Cordeliers: l'ardente Merlin da Thionville e l'ardente Bazire, entrambi Procuratori; poi Chabot, Cappuccino spogliato, abile in materia d'aggio. L'avvocato Lacroix, che port una volta come subalterno la semplice paulette, ha polmoni forti e cuore famelico. Anche l  Couthon, poco pensoso di ci che egli ; - paralizzato, per un triste accidente, nelle estremit inferiori. Giacch, a quanto pare, dovette stare per tutta una notte, non al caldo nella dimora della sua amata  (la quale era, per legge, di un altro), ma affondato fino alla cintola in una fredda palude, lungi da lei che tremava per la vita di lui cos immerso nel freddo pantano (144); e ora  costretto a sorreggersi per sempre sulle grucce. Cambon, in cui sonnecchiando, si svilupp quel suo talento finanziario per la stampa degli Assegnati; padre della carta moneta; che nell'ora della minaccia, pronunzier la rigida sentenza: "Guerra ai Castelli, pace alle Capanne. Guerre aux Chteaux, paix aux Chaumires!" (145). Lecointre, l'intrepido Merciaio di Versailles,  qui il benvenuto; conosciuto fin dal Banchetto dell'Opera e dalla Insurrezione delle donne. Anche Thuriot; l'Elettore Thuriot, che si trov tra le feritoie della Bastiglia, e vide Saint-Antoine che si sollevava in massa, ed ha tante altre cose da vedere. Per ultimo, notate il vecchio Ruhl, il pi torvo di tutti, dalla faccia scura, arcigna, dai lunghi capelli bianchi; egli  della razza luterana d'Alsazia; un uomo a cui l'et e i libri non hanno nulla insegnato; che, arringando i vecchi di Reims, sollever la sacra Ampulla  (venuta dal cielo per ungere Clovis e tutti i Re) e la definir una semplice oliera senz'alcuna virt, scagliandola con impeto e riducendola in pezzi; e tante cose purtroppo egli ridurr in pezzi e infine la sua stessa testa selvaggia con un colpo di pistola, e cos finir.
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Una tal lava rovente sobbolle nei visceri di questa Montagna, sconosciuta al mondo e a s stessa! Una Montagna delle pi comuni finora; che si distingue dalla pianura niente altro che per la sua grande sterilit, pel suo squallido aspetto: tutt'al pi, dopo minuta osservazione, si pu scorgervi del fumo; poich finora tutto  cos solido, cos pacifico; e non si dubita, come fu detto, che questo stato durer fin che il Tempo duri. E non amano forse tutti la Libert, la Costituzione? Tutti e di tutto cuore; - ma con varie gradazioni. Alcuni, come il Cavaliere Jaucourt e la sua Destra, possono amare la Libert meno della Regalit, e se n'ebbe la prova; altri, come Brissot e la sua Sinistra, possono amarla pi della Regalit. E ancora, tra questi ultimi, v' chi pu amare la Libert pi della stessa Legge; chi meno. I partiti si svolgeranno; ma nessun mortale, fino a questo punto, conosce in che modo. Delle forze lavorano dentro e fuori di questi Uomini: la dissidenza diviene opposizione, che va sempre allargandosi, e si trasforma in incompatibilit, guerra internecina; finch il forte  eliminato dal pi forte, che a sua volta  distrutto dal pi forte di tutti! Come impedire ci? Jaucourt coi suoi monarchici, o Feuillants, o Moderati; Brissot coi suoi Brissottiani, Giacobini, o Girondini; e il trio dei Cordeliers, e tutti compiranno ci che debbono compiere nella maniera che  loro destinata.
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E pensare per qual sorte quei poveri Settecentoquarantacinque son l riuniti, e per lo pi inconsapevolmente! Non v' cuore, per quanto duro, che non ne senta piet. Il desiderio della loro anima era di lavorare, di vivere come il primo Parlamento di Francia e di far funzionare la Costituzione. Non adempirono essi, fin dal loro insediamento, all'affettuosa cerimonia Costituzionale, quasi fra le lagrime? Dodici dei pi anziani sono incaricati solennemente di recare la Costituzione, cio il Libro Stampato della Legge. L'Archivista Camus, un antico Costituente nominato Archivista insieme ai Dodici Anziani, tra il frastuono e l'apparato militare, entra, recando il Libro divino; il Presidente e tutti i Senatori Legislativi, ponendo su di esso la mano, giurano successivamente tra le acclamazioni e le effusioni del cuore tre volte tre ripetute dall'universale (146). Cos aprono la loro Sessione. Oh sventurati mortali! Quello stesso giorno, una loro Deputazione essendosi recata ad ossequiare Sua Maest, era stata, a quanto pare, ricevuta alquanto seccamente; la Deputazione non prese la cosa alla leggiera, e ne mosse lamento; onde il nostro Primo Parlamento, che aveva dianzi giurato fra il gaudio, si vide costretto, la dimane, a prorompere di rimando in fieri discorsi sulla condotta non regale del Re e sulla maniera che dovrebbero tenere nel ricevere Sua Maest; e come Sua Maest non doveva pi d'ora innanzi chiamarsi Sire, tranne quando loro aggradisse; e poi, il giorno seguente, tornavano su questo loro deliberato, giudicandolo affrettato, nient'altro che una escandescenza, bench provocata.
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Una effervescente bene intenzionata riunione di Senatori; troppo combustibile, onde partono continue scintille! La loro storia  tutta una serie di escandescenze e di querele, di desiderio sincero di compiere le loro funzioni, e della fatale impossibilit di compierle. Denuncie, biasimi ai Ministri del Re, ai traditor supposti e reali; invettive e fulmini contro i fulminanti Emigrati; terrore dell'Imperatore d'Austria, del "Comitato austriaco", fin nelle Tuilleries; furore e terrore crescenti, fretta e dubbio e fosco smarrimento! - Fretta abbiam detto, eppure la Costituzione aveva provveduto contro la fretta. Nessun Progetto di legge pu passare prima che sia stampato, prima delle tre letture, con l'intervallo di otto giorni: "a meno che l'Assemblea non decreti in precedenza che v' urgenza". Cosa a cui l'Assemblea si uniforma, e scrupolosa com' della Costituzione, non manca mai di ottemperarvi: Considerando una o un'altra cosa, l'Assemblea finisce sempre col decretare "qu'il y a urgence"; e quando "l'Assemblea ha decretato che vi  urgenza",  libera di decretare - come indispensabili le cose pi strane che le vengono in mente: si contano duemila e pi decreti in undici mesi! (147) La fretta della Costituente sembrava grande; ma questa  tre volte maggiore. Poich il tempo stesso procede con triplicata velocit, ed essi debbono andare di pari passo. Sventurati Settecentoquarantacinque, veri patrioti, ma pur cos combustibili; poich sono incendiati, essi debbono necessariamente sprizzare fuoco: Senato d'esca e di razzi, in un mondo invaso da un fumo di tempesta e dalle scintille che di continuo trasporta il vento!
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E ripensate ancora, riandando di qualche mese addietro, a quella scena che fu detta Baiser de Lamourette! I pericoli del paese divengono imminenti, incommensurabili; l'Assemblea Nazionale, speranza della Francia, s' divisa contro s stessa. In tali estremi l'Abb Lamourette, dalla bocca di miele, nuovo Vescovo di Lione, sorge. Il suo nome l'amourette significa l'amante o la sgualdrina Dalila. Egli, dunque, si leva e, con la sua patetica melata eloquenza, fa appello a tutti gli augusti Senatori perch dimentichino ogni dispiacenza, ogni rancore fra di loro, e pronunzino un nuovo giuramento d'essere uniti come fratelli. A questo, tutti, fra gli evviva, si abbracciano e giurano; la Sinistra si confonde con la Destra; l'arida Montagna lancia nella fertile Pianura Pastoret tra le braccia di Condorcet, l'offeso sul petto dell'offensore, spargendo lagrime; mentre tutti giurano che chiunque desidera una Monarchia con due Camere Feuillants o la Repubblica Giacobina Ultra o ogni altra cosa che non sia la Costituzione unica e sola, sar anathema maranatha (148). Commovente spettacolo! Poich il mattino seguente, n pi n meno, debbono bisticciarsi di nuovo, per opera del Fato; e la loro riconciliazione sublime  chiamata per ischerno il Baiser de L'amourette, o il Bacio di Dalila.
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Come i predestinati fratelli Eteocle e Polinice, si abbracciano, comunque invano, piangendo perch non si possono amare, e debbono soltanto odiarsi, e muoiono ciascuno per mano dell'altro! O piuttosto come Spiriti familiari, condannati per Arte magica con la minaccia di pene, ad un lavoro pi arduo della tessitura d'una corda di sabbia: a far funzionare la Costituzione. Oh, se la Costituzione potesse solo camminare! Ma purtroppo, la Costituzione non vuol muoversi; cade bocconi; essi la rialzano tremando; cammina, cammina, o Costituzione d'oro! La Costituzione non camminer. - "Egli camminer, per...!", disse il buon Zio Tobia, ed anche lo giur, ma il Caporale rispose tristemente: "Non camminer mai pi in questo mondo".
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Una Costituzione, come spesso abbiam detto, cammina quando rispecchia, se non i vecchi Costumi e le vecchia Credenze dei Costituiti, almeno accuratamente i loro Diritti, o meglio ancora i loro Poteri; - giacch queste due cose, bene intese, non sono forse un'unica e medesima cosa? I vecchi Costumi della Francia sono scomparsi; e i suoi nuovi Diritti e i suoi nuovi Poteri non si sono ancora rivelati, tranne che in Teoremi sulla carta; n pu essere altrimenti finch non ne faccia l'esperimento. Finch essa non si sia misurata fra tormenti mortali, foss'anche nell'estremo, preternaturale spasimo della follia, con Principati e Poteri, col sommo e con l'imo, coll'interiore e con l'esteriore; con la Terra, con l'Inferno e magari col Cielo! Allora essa sapr. - Tre cose fanno presagire male pel cammino della Costituzione francese: il Popolo di Francia, il Re di Francia, la Nobilt di Francia con tutto l'insieme del Mondo europeo.
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CAPITOLO 3.
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AVIGNONE.
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Ma, lasciando le generalit, quale strano Fatto si verifica nel lontano Sud-Ovest, ove gli occhi di tutti, ora, in questa fine d'Ottobre, sono rivolti? Una tragica combustione, che da lungo tempo covava fumigante sotto la cenere, ha ora sprigionate le sue fiamme.
Ardente  quel sangue della Provenza meridionale: purtroppo le collisioni, come fu detto una volta, debbono presentarsi nella carriera della Libert; le diverse direzioni sono cagione di ci, e pi le diverse velocit nella stessa direzione! Su quanto accadde col, la Storia, occupata altrove, non pose particolare attenzione: ai torbidi di Uzs, di Nmes, Protestanti e Cattolici, Patriottici e Aristocratici; ai torbidi di Marsiglia, di Montpellier, di Arles; a quelli del Campo Aristocratico di Jals, questa meravigliosa Entit reale e immaginaria, che ora digrada in un pallore indistinto, ora appare rosseggiante in un clamore profondo  (specialmente nell'immaginazione); - cosa terribilmente magica, "quadro Aristocratico della guerra fatto naturalmente!" Tutto ci era una combustione tragica, mortale, con complotti e rivolte, con tumulti che si ripetevano giorno e notte; eppure una combustione oscura, senza luce, non notata, che ora non si pu a meno di notare.
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Pi che in ogni altro luogo, la buia combustione era feroce in Avignone o nel Contado Venaissin. Quella papale Avignone dal suo Castello che s'erge distinto sul fiume Rodano; bellissima Citt con le sue vigne purpuree e i suoi boschetti d'aurei aranci; perch mai fu da quel matto facitore di rime, il Rn, ultimo Sovrano di Provenza, legata al Papa, alla Tiara d'oro, e non piuttosto a quel Luigi Undecimo che portava la vergine di piombo sulla tesa del cappello? Fu un bene, fu un male! Papi e antipapi, con la loro pompa, hanno dimorato in quel castello d'Avignone che si erge distinto sul Rodano: quivi Laura de Sade venne a udire la messa, mentre il suo Petrarca cantava con voce nasale la fontana di Vaucluse l presso, di certo nella pi malinconica maniera. Ci fu negli antichi tempi.
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Ed ora, in questi nuovi giorni, ecco quali cose derivano, dopo secoli, da un tratto di penna d'un folle rimatore Rn, - ecco ci che abbiamo: Jourdan Coupettes, che conduce all'assedio e alla guerra un esercito di tre a quindicimila forti, chiamati i Briganti di Avignone, il qual titolo essi medesimi accettano con l'aggiunta di un epiteto: "I bravi Briganti di Avignone!"  proprio cos. Jourdan, il Condottiero, fugg col da quell'Inchiesta dello Chtelet, da quella Insurrezione delle Donne, e messe su una tintoria; ma l omai si richiedeva ben altro che stoffe ritinte; onde Jourdan chiuse bottega e cominci la sua ascensione, poich egli era uomo da tanto. La barba a tegola di Jourdan  oramai rasa; la sua faccia grassa  divenuta color di rame e cosparsa di carbonchi neri; quel busto di Sileno  enfiato dal bere e dal lauto vitto; egli indossa l'uniforme nazionale, celeste, con le spalline; "porta un'enorme sciabola, due pistole incrociate nel suo cinturino, ed altre due pi piccole sporgono dalle sue tasche"; si dice egli stesso Generale, ed  il tiranno degli uomini (149). Considera questo solo fatto, o Lettore, e qual sorta di fatti debbono averlo preceduto, quali fatti debbono accompagnarlo! Tali cose provengono dall'antico Rn, e dalla questione che  sorta, se Avignone non possa ora cessare addirittura di esser papale, e divenir libera e francese.
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Per quasi venticinque mesi ha regnato la confusione: tre mesi di discussione, sette mesi di furore; alfine quindici mesi di lotta, ed anche d'impiccagioni. Gi nel Febbraio 1790, gli Aristocratici papalini aveano eretto quattro forche, per un esempio; ma il popolo, in cambio, si sollev ferocemente nel Giugno, e, costringendo l'esecutore pubblico a funzionare, impicc quattro Aristocratici: ad ogni forca papale un Papista. Seguirono allora emigrazioni da Avignone, andandosene gli Aristocratici papalini oltre il Rodano; dimissioni del console papale, fuga, vittoria; indi la rientrata del Legato Pontificio, la tregua e i nuovi attacchi; e le varie vicende della guerra. Vi furono petizioni all'Assemblea Nazionale; Congressi dei Comuni; oltre sessanta Comuni votarono per l'annessione alla Francia e per le gioie della Libert; mentre dodici dei pi piccoli, manipolati dagli Aristocratici, votarono in senso contrario, con clamore e discordia. Comuni contro Comuni, Citt contro Citt. Carpentras, che nutriva contro Avignone una gelosia di lunga data, le dichiara apertamente la guerra; - e Jourdan Coupe-tte, come  ucciso il primo Generale in una rivolta, chiude la sua tintoria, e appare col con la sua artiglieria, e sopratutto con gran chiasso e tumulto, e coi "bravi Briganti d'Avignone"; egli mantiene per due mesi in istato di assedio la Citt rivale, sotto gli occhi del mondo.
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Senza dubbio si svolsero fatti di lunga fama per la storia del luogo, per quanto ignoti alla Storia Universale. Vediamo rizzarsi le Forche dall'un lato e dall'altro; donde penzolano miseri scheletri, una dozzina in fila; il disgraziato Sindaco di Voison  sepolto prima di morire (150). I campi maturi giacciono non mietuti, le vigne sono calpestate; impera una crudelt sanguinosa; ferve una stizza, un odio universale. La strage, l'anarchia sono ovunque; una combustione estremamente feroce, ma non lucente, e che non si pu notare qui! - Finalmente, come vedemmo, il 14 Settembre decorso, l'Assemblea Nazionale Costituente, - avendo inviato dei Commissari e udito il loro rapporto (151), ed essendo venuta a cognizione delle Petizioni, dopo lunghi Dibattimenti durati per mesi e mesi, fino all'Agosto 1789, che "avevano occupate trenta sedute su questa materia" - solennemente decretava che Avignone e il Comtat fossero incorporati alla Francia, e che fosse data a Sua Santit il Papa una indennit ragionevole.
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E cos, dunque, tutto  perdonato, tutto finito? Ohim, quando il furore dell'ira ha invaso il sangue degli uomini e le forche hanno funzionato dall'un lato o dall'altro, che potere potranno mai avere un Decreto in pergamena e un'amnistia di Lafayette? L'Oblivioso Lete non scorre sopra la terra! Aristocratici papalini, e briganti patrioti si guardano scambievolmente di malocchio; sospettati, sospettosi di tutto ci che fanno e che non fanno. L'Augusta Assemblea Costituente  scomparsa da non pi di quindici giorni, quando, il mattino del 16 Ottobre 1791, di domenica, la combustione non ancora spenta, di repente diviene luminosa. Poich compaiono manifesti anticostituzionali e si dice che la statua della Vergine abbia versato lagrime e si sia coperta di rossore (152). Onde, quel mattino, il Patriota Lescuyer, uno dei nostri "sei Patrioti condottieri" consultatosi coi suoi confratelli e col Generale Jourdan, decide di recarsi in Chiesa in compagnia di qualche amico: non per ascoltare la messa, che per lui non ha valore; ma per incontrarsi quivi con tutta la massa dei papalini e precisamente con quella Vergine piangente, giacch  quella la chiesa dei Cordeliers; e dir loro una parola d'ammonimento. Impresa arrischiata; che ha uno dei pi fatali compimenti! Quali possano essere state le parole ammonitrici di Lescuyer nessuna Storia rammenta; ma la risposta fu un grido d'orrore che part dai fedeli Aristocratici papalini tra cui erano molte donne. Mille voci urlano e minacciano; e poich Lescuyer non fuggiva, ne segu l'agitarsi e il percuotersi di mille mani; e poi capitomboli e gente calpestata; mille piedi allungano pedate, si tiran fuori gli stiletti e le forbici e tutti i femminili istrumenti a punta delle cucitrici. Orribile spettacolo: mentre tutt'intorno dormono gli antichi morti e la Laura Petrarchiana, e l'altar maggiore e i ceri ardenti guardano dall'alto; e la Vergine non ha punto lagrime, e conserva il suo colore naturale di pietra! - Uno o due amici di Lescuyer si precipitano fuori come i messaggeri di Giobbe, in cerca di Jourdan e della Forza Nazionale. Ma il pesante Jourdan, che vuol prima impadronirsi delle porte della citt, non accorre celeremente come dovrebbe, e quando giunge alla chiesa dei Cordeliers, la trova vuota e silenziosa; solo Lescuyer vi giace immerso nel proprio sangue a pi dell'Altare maggiore, perforato dalle forbici, calpestato, massacrato; - egli emette un singhiozzo muto e esala per sempre l'ultimo anelito della sua miserevole vita.
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Spettacolo da commuovere il cuore d'ogni uomo e tanto maggiormente di quei tanti uomini che si dicono Briganti d'Avignone! La salma di Lescuyer, distesa in una bara, con l'orrida testa coronata d'alloro, vien portata per le strade; accompagnata da una Nenia poco melodiosa di molteplici voci; lamento funerale profondo pi che alto! La faccia color di rame di Jourdan, dell'orbato Patriottismo,  divenuta nera. La Municipalit patriottica invia a Parigi la Narrazione del fatto e le notizie officiali; ordina numerosi e innumerevoli arresti; con inchieste e perquisizioni. Aristocratici maschi e femmine sono trascinati al Castello; quivi giacciono stipati nelle prigioni sotterranee, compianti solo dal roco clamore del Rodano; tagliati fuori da ogni soccorso.
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Quivi essi giacciono, in attesa dell'inchiesta e delle perquisizioni. Ohim! Con un Carnefice Jourdan per Generalissimo, il cui volto di rame  divenuto pi nero; con quei Briganti patrioti in armi che cantano la loro Nenia, l'inchiesta ha l'aria di volere esser breve. La dimane e il d seguente, lo consenta o meno la Municipalit; una Corte marziale di Briganti si stabilisce nei sotterranei del Castello di Avignone; Briganti giustizieri, con le sciabole sguainate, attendono alla porta il verdetto d'un Brigante. Breve giudizio, senz'appello! Si tratta dell'ira e della vendetta di Briganti rinfrescati dall'acquavite. Quivi presso  la torre della Glacire, o torre di Ghiaccio, ove si perpetreranno gesta per cui il linguaggio non ha parole! L'oscurit e l'ombra d'un'orrida crudelt avvolgono queste torri del Castello, questa torre Glacire: si sa soltanto che molti vi sono entrati, che pochi ne sono usciti. Jourdan e i Briganti dominano ormai sui Municipali, su tutte le autorit Patriottiche o Papali, regnano in Avignone sotto l'usbergo del Terrore e del Silenzio.
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Come risultamento di tutto ci, il 15 Novembre 1791 noi vediamo venire l'amico Dampmartin che comanda i suoi subalterni, ed  comandato dal Generale Choisi, con la fanteria e la cavalleria, preceduti dai relativi carri da cannoni, a bandiere spiegate, e a suon di pifferi e di tamburo, con atteggiamento deciso e formidabile, alla volta dell'erta Rocca del Castello e delle larghe porte d'Avignone; mentre tre nuovi Commissari dell'Assemblea Nazionale seguono a secura distanza nella retroguardia (153). Avignone, all'intimazione in nome dell'Assemblea e della Legge, spalanca le sue porte; entrano Choisi e gli altri. Dampmartin e i "Bons Enfants, Buoni ragazzi, di Baufremont", - come sogliono chiamare quei bravi Dragoni Costituzionali, che conoscono da tempo; - entrano fra applausi e getto di fiori; per compiacimento di tutti gli onesti; per terrore del carnefice Jourdan e dei Briganti. Il d seguente vediamo lo stesso gonfio e furuncoloso Jourdan mostrare la sua faccia color di rame, con la sciabola e quattro pistole; ostentando un parlare ad alta voce, senonch in pari tempo s'impegna di consegnare senz'altro il Castello. Onde i Granatieri di Choisi vi entrano con lui. Nel passare per quella Glacire, che esala il suo alito orribile, trasalgono e si arrestano con un misto di orrore, gridando: "Morte al carnefice!" - e Jourdan s'insinua di soppiatto in passaggi segreti, e di repente scompare.
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Il mistero dell'iniquit si sveli! Centotrenta cadaveri di uomini, e specialmente di donne e di fanciulli  (giacch la madre tremante, presa all'improvviso, non potette lasciare il suo figliuolo), sono ammucchiati in quella Glacire; putrefatti sotto il putridume; orrore del mondo. S'impiegano tre lugubri giorni a rimuovere e riconoscere i cadaveri, tra gli urli e le imprecazioni di quel popolo meridionale, che ora s'inginocchia e prega, ora prorompe in escandescenze selvaggie di piet e di rabbia; alfine vien data a quei corpi sepoltura solenne, a suon di tamburo, fra le preci religiose, fra i gemiti e le lagrime di tutto un popolo. I corpi massacrati riposano ora in suolo benedetto, sepolti in unica fossa.
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E Jourdan Coupe-ttes? Anch'egli si ripresenta al nostro sguardo dopo qualche giorno: in fuga pei romantici colli petrarcheschi; dando violentemente di sprone al suo ronzino; mentre Ligonnet, gagliardo giovanotto d'Avignone, coi Dragoni di Choisi gli  alle calcagna! Con una tal massa di cavalieri, non v' cavallo che possa avere il di sopra. Lo stanco ronzino, a forza di sproni, traversa il fiume Sorgue, ma nel mezzo di esso infossa; e resta piantato in quel chiaro fondo di Sorga; e non v' sperone che possa rimuoverlo! Il giovane Ligonnet gli si scaglia addosso; il Viso di rame minaccia e mugghia, tira fuori la pistola e fors'anche la fa scattare; ma preso pel collare e legato stretto, coi garetti sotto la pancia del cavallo,  ricondotto cos per le strade di Avignone, ove difficilmente potr essere salvato dal massacro (154).
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Tale  la combustione d'Avignone e del Sud-Ovest, allorch diviene luminosa.  un lungo e clamoroso dibattimento sia nell'Augusta Legislativa, che nella Societ Madre su ci che bisogna fare. "Amnistia" gridano l'eloquente Vergniaud e tutti i Patrioti; "invochiamo il mutuo perdono e il pentimento, la restaurazione, la pace; insomma una fine, se  possibile!" Il qual voto finisce col prevalere. Cos il Sud-Ovest  coperto e soffocato sotto la cenere "dell'Amnistia", o dell'Oblio; ma purtroppo non pu che ricordare, poich nessun fiume Lete scorre sopra la terra! Lo stesso Jourdan non  impiccato e riacquista la libert, come chi non sia ancora maturo per la forca. Anzi, osserviamo di volo, a distanza, che egli  "portato in trionfo per le citt del Sud" (155). Quali cose portano in trionfo gli uomini!
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Con una tale occhiata di volo a quel Portento dalla Faccia di Rame cos portato per le strade del Sud, noi dobbiamo abbandonare queste regioni; - lasciando che covino sotto la cenere. Gli Aristocratici non fanno difetto: antichi Nobili alteri non ancora emigrati. Arles ha la sua "Chiffonne" come chiamano in gergo simbolico quella segreta Associazione Aristocratica; Arles ha i ciottoli delle strade ammucchiati, per servire di quando in quando da barricate aristocratiche. Contro cui Rebecqui, l'ardente e chiaro Patriota,  costretto a venire coi Marsigliesi e col cannone. La Sbarra di Ferro non  ancora tornata a galla nella Baia di Marsiglia; n questi ardenti figli di Focesi sono ridotti a soggezione come schiavi. Con un abile maneggiarsi, con la forza dell'esempio, Rebecqui dissipa la Chiffonne senza spargimento di sangue; restaura i selciati di Arles. Questo Rebecqui veleggia in barche costiere per perlustrare le sospette torri Martello con l'occhio acuto del Patriottismo; va per terra, recando notizie, solo, o con la forza, da una citt all'altra, indagando abilmente ovunque (156); - discute e all'occasione si batte. Molto vi  da fare col; lo stesso Jals appare sospetto. Onde il legislatore Fauchet, dopo lunga discussione, propone dei Commissari e un Campo nella Pianura di Beaucaire; con o senza risultamento.
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Di tutto questo e di tant'altre cose, notiamo solo questa piccola circostanza: che il giovane Barbaroux, avvocato, o segretario comunale di Marsiglia, essendo incaricato di trovare una soluzione a questo stato di cose, si reca a Parigi nel Febbraio del 1792. Bello e bravo: giovane Spartano, maturo nell'energia, se non nella saviezza; sul cui nero destino alegger nondimeno un certo rosso fervore; strisce dalla tinta del luminoso Mezzod, non interamente ingoiate dalla Morte! Notate anche che i Roland di Lione sono di nuovo a Parigi: per la seconda ed ultima volta. A Lione, come dappertutto,  abrogato l'Ispettorato del Re: Roland ha diritto alla sua pensione, se conseguibile; ha amici patrioti con cui comunica; e dopo tutto ha un Libro da pubblicare. Quel giovane Barbaroux e i Roland vennero insieme; lo spartano attempato Roland avea simpatia, amore anche, pel giovane Spartano, e ne era riamato, si pu immaginarlo. E Madame...? Non fiatare, o spirito maligno, dalla lingua malefica! Quell'anima  incontaminata, chiara come lo specchio del mare. E che vuol dire che entrambi si guardassero negli occhi e che ognuno, nel silenzio d'una tragica rinunzia, trovasse l'altro amabile sopra ogni cosa! Honni soit! Ella lo dice "bello come Antinoo"; egli "parler altrove di quella donna meravigliosa". Una signora d'Udon  (o qualche cosa di simile, poich Dumont non rammenta bene) offre copiose colazioni ai Deputati Brissottini e agli Amici della Libert, nella sua casa alla Place Vendme; con una celerit temporanea, con la grazia e il sorriso; non senza spesa. Quivi tra un cicaleccio vuoto e un continuo tintinnare, si fa il piano del nostro Dibattito Legislativo quotidiano, e su molte cose si delibera. Vi s'incontra il rigido Roland, ma non sovente (157).
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CAPITOLO 4.
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NIENTE ZUCCHERO.
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Tali sono i nostri torbidi interni, visti nelle citt del Sud; esistenti, visti o non visti, in tutte le citt e in tutti i Distretti, nel Nord come nel Sud. Poich dappertutto vi sono Aristocratici, pi o meno nocivi, sorvegliati dal Patriottismo; il quale alla sua volta, assumendo varie forme, dal chiaro Fayettista Feuillant fino al pi fosco Giacobino, ha da sorvegliare anche s stesso.
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Le Direzioni dei Dipartimenti, che noi chiamiamo Magistrature delle Contee, scelte da una classe di cittadini troppo "attiva", tengono una via; le Municipalit, i Magistrati della citt, tengono un'altra via. In ogni luogo vi sono pure Preti dissidenti, che daranno da fare alla Legislatura; individui caparb, che operano sotto l'impero delle pi acri passioni; che complottano, che reclutano per Clobenz; o sono sospettati di complottare; vero combustibile d'una universale efflorescenza anticostituzionale. Che fare con costoro? Essi possono essere coscienziosi, per quanti ostinati; occorre dunque trattarli con buoni modi, e nello stesso tempo far presto. Nell'oscurantista Vandea i semplici si trovano sul punto d'esser sedotti da loro; pi d'uno di quei semplici contadini, un Cathlineau negoziante di lana, che pensoso viaggia, per quei casali, coi suoi involti di lana, scuote la testa in segno di dubbio! Due Commissari dell'Assemblea vi andarono lo scorso autunno; il prudente Gensonn, non ancora Senatore, e Gallois, editore. Questi Due, consultatisi, col Generale Dumouriez, parlarono e operarono, dolcemente, con criterio; riuscirono a calmare l'irritazione, e fecero una Relazione soddisfacente - per il momento.
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Il Generale stesso non dubita menomamente che col si possa conservare la pace; conducendosi abilmente. Egli passa quei gelidi mesi tra i piacenti abitanti di Niort; occupa degli appartamenti "discretamente belli nel castello di Niort", e calma le menti degli uomini (158). Perch vi  col un solo Dumouriez? Ovunque, sia nel Sud come nel Nord, non trovate altro che discordia oscura, senza freno, la quale degenera il pi delle volte in aperto clamore di rivolta. Il meridionale Perpignan ha le sue campane a stormo, a lume di torcie; cui segue con rapido slancio l'assalto. Il settentrionale Caen non si mostra da meno, alla luce del giorno; cogli Aristocratici in ordine di battaglia nei Luoghi Sacri; un compromesso dipartimentale si rende impossibile; una presa d'armi e un Complotto sono scoperti (159). A tutto ci aggiungete la Fame; poich il pane, gi caro, diviene sempre pi caro; peraltro, non quanto lo zucchero, e per buone ragioni. Il Povero Simoneau, Sindaco d'tampes, paese nordico, avendo inalberata la sua bandiera rossa in una rivolta pel grano,  calpestato a morte da una folla di popolo affamata e esasperata. Qual mestiere era mai quello di Sindaco a quei tempi! Il Sindaco di Saint-Denis impiccato alla Lanterna, per Sospetto e Dispepsia, come gi vedemmo; il Sindaco di Vaison, come constatammo non ha guari, fu sepolto prima di morire; ed ora questo povero Simoneau, conciatore di pelli, di tampes, - che il legale Costituzionalismo non dimenticher.
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Per via delle fazioni e dei sospetti, per la mancanza di pane e di zucchero, questo povero paese  veramente, come dicono, dchir, lacerato; cos la Francia e tutto ci che  francese. Giacch anche d'oltre mare, giungono cattive notizie. Nella nera Saint-Domingo, prima che quel variopinto splendore fosse acceso negli Champs Elyses in ricorrenza dell'accettata Costituzione, era sorto e bruciava contemporaneamente un altro variopinto Splendore e un notturno Sfolgorio, tutt'affatto diverso: tutto un insieme di melasse e di spiriti ardenti; di caldaie di zucchero, di piantagioni, di masserizie, di bestiame e di uomini, che sale al cielo; la pianura del Cap Franais  un vortice smisurato di fumo e di fiamme!
Quale cambiamento in due anni; dacch quella prima "Cassa di Coccarde Tricolori" pass per la dogana, e i Creoli Atrabiliari si rallegrarono che vi fosse uno spianamento di Bastiglie! Lo spianamento  comodo, come spesso dicemmo; lo spianamento, ma solo fino al proprio livello. I vostri pallidi e bianchi Creoli hanno le loro sofferenze; - e che dire dei vostri gialli Meticci? E i vostri Mulatti giallo-cupi? E i vostri Schiavi, neri come la fuliggine? Il Meticcio Og, amico dei nostri Brissotins-Parigini Amici dei Neri; prov da parte sua, che l'Insurrezione fosse il pi sacro dei doveri. Cos le coccarde tricolori avevano aleggiato e fatto bella mostra nient'altro che per tre mesi sul cappello creolo, allorch apparve il segno della conflagrazione di Og: con la voce della rabbia e del terrore. Sconfitto e condannato a morte, questo Og pose della polvere nera o dei semi neri nel cavo della mano; vi sparse sopra uno strato di semi bianchi e disse ai suoi giudici: "Guardate, essi son bianchi"; scosse poi la mano e disse: "Dove sono i bianchi? o sont les Blancs!"
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Cos, ora, nel 1791, guardando dalle finestre del cielo del Cap Franais, si veggono densi nugoli di fumo che coronano l'orizzonte; fumo nel giorno, fuoco nella notte, preceduto da un lungo urlo di donne bianche fuggenti, dal Terrore e dal Clamore. Squadre demoniache di Negri massacrano, seviziano, con una crudelt inaudita. Essi combattono, fanno fuoco "di tra le macchie e i cespugli", poich il Negro ama la Fratta; forti di migliaia d'uomini si slanciano all'attacco, brandendo coltellacci, impugnando fucili, a salti, fra le acclamazioni e gli urli; se la compagnia dei Volontari Bianchi tien loro testa, essi si disanimano, tentennano, e si abbandonano ad un rapido cicaleccio, e in preda al panico, fuggono alla prima scarica, e forse prima (160). Il povero Og pot essere torturato sulla ruota, questo turbine potr bene esser domato e ricacciato sulle Montagne; ma Saint-Domingo  scosso, come quei granelli di Og, e scuotendosi, si torce in una lunga e orrenda agonia;  Nero senza rimedio; e rimane, come l'Africano Haiti, un ammonimento pel mondo.
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O amici di Parigi, non  questa la causa unica, come non sono n gli incettatori n i complotti feuillants la causa dello stupefacente rincaro dello Zucchero! Il droghiere, palpitante, col labbro ricadente, vede il suo zucchero tax; pesato e dato via da una donna patriota, al minuto, per l'inadeguato prezzo di venticinque soldi alla libbra. "Farne a meno?" S, voialtre Sezioni Patriottiche, voialtri Giacobini, astenetevene! Louvet e Collot-d'Herbois cos consigliano; risoluti a compiere il sacrificio; ma "come faranno i letterati senza il caff?". Astenersene con un giuramento: ecco il miglior provvedimento (161).
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Per la stessa ragione, non debbono languire gli affari di Brest e marittimi? Langue la povera Brest addolorata, non senza acredine; denunzia come traditore l'Aristocratico Bertrand-Moleville, Ministro della Marina. L nel porto non stanno forse a infracidirsi e a ridursi in pezzi i suoi bastimenti e quelli del Re? La pi parte degli ufficiali di marina non sono fuggiti, trovansi in congedo pur seguitando a percepire la paga? Scarso movimento col; se ne togliamo le Galere di Brest, spinte con furia, coi loro Galeotti, - fra i quali, ahim! si trovano quaranta dei nostri disgraziati soldati svizzeri dello Chteau-Vieux! Questi quaranta svizzeri, troppo memori di Nancy, coperti di berretti di lana rossa, remigano tristamente, figgendo il loro sguardo sull'Atlantico, che riflette i loro volti pelosi e tristi; e paiono dimenticati dalla Speranza.
Cos, dopo tutto, non possiamo dire in linguaggio figurato, che quella Costituzione Francese costretta a marciare sia colta da un grave reumatismo, con interni attacchi dolorosi nelle giunture e nei muscoli; e che non potr camminare senza difficolt?
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CAPITOLO 5.
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RE ED EMIGRATI.
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Si son viste marciare Costituzioni in istato d'avanzato reumatismo, reggendosi in piedi, foss'anche barcollando e contorcendosi, per lunghi periodi, ad un patto, che la Testa fosse sana. Ma questa testa della Costituzione francese!... Ci che Re Luigi  e non pu a meno di essere, i Lettori gi lo sanno. Un Re che non pu mantenere la Costituzione, che non pu respingerla, n far altro che domandare miserevolmente: Che debbo fare? Un Re circondato da una confusione senza fine, nella cui mente non v' germe di ordine. Residui di Nobilt altera, implacabile, lottante cogli umiliati e pentiti Barnave-Lameth; che s'agitano in quell'elemento oscuro d'intriganti e di messaggeri, di rodomonti a Mezza-paga del caff Valois, di Cameriere, di sussurroni e subalterni officiosi; mentre il Patriottismo violento tien sempre d'occhio dall'esterno tutto questo, sempre pi sospettoso: che mai possono fare, in questa lotta? Nella migliore ipotesi, sopprimersi scambievolmente e produrre zero. Povero Re! Barnave e il nostro Senatoriale Jaucourts gli parlano ardentemente in un orecchio; Bertrand-Moleville, e i messaggeri di Coblenz gli parlano ardentemente nell'altro orecchio: la povera testa regale si volge da una parte all'altra, senza poter prender nessuna posizione stabile. Che la decenza stenda un velo su questo spettacolo: pi dolorosa miseria raramente si vede al mondo. Questo singolo fatto per s stesso piccolo, non porta forse la pi triste luce su tante cose? La Regina cos si lagna con Madame Campan. "Che debbo io fare? Quando costoro, i Barnave, ci consigliano a qualche passo che non piace alla Nobilt, mi si tiene il broncio, nessuno viene alla mia tavola da giuoco; il ricevimento serale del Re  solitario" (162). In tal caso d'incertezza, che bisogna fare? Andare inevitabilmente in ruina!
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Il Re ha accettato questa Costituzione, sapendo in precedenza che sar inutile; ed ora la studia, l'esegue nella speranza principalmente che si possa trovare inattuabile. I Bastimenti del Re s'infracidiscono nel porto, mentre i loro ufficiali si sono eclissati; l'Esercito  disorganizzato; i ladri percorrono le Strade maestre, che vanno in rovina per mancanza di riparazioni; i Pubblici Serviz sono trascurati e vanno a rotoli: il Potere Esecutivo non fa nessun sforzo, tranne quello di riversare il biasimo sulla Costituzione. Facendo la morta, "faisant la morte", qual Costituente pu andare innanzi in questa maniera? "Essa non pu che far crescere il disgusto della Nazione": di certo sar cos (163); a meno che il disgusto della Nazione non si volga contro di voi!  il piano di Bertrand de Moleville e del Re; il migliore che possano formare.
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Ma se questo piano, il migliore dei piani, arriva troppo tardi; se mancava il suo effetto? In previsione di questo, la Regina, avvolgendosi, nel pi profondo mistero, "scrive tutti i giorni, in cifre, a Coblenz"; e l'ingegnere Goguelat, quello della Notte degli Speroni, liberato dalla prigione per l'Amnistia di Lafayette, galoppa avanti e indietro. Di tanto in tanto, quando se ne presenta l'occasione, una familiare visita regale vien fatta a quella Salle de Mange, con un discorso del Re, affettuoso e incoraggiante  (senza dubbio sincero pel momento), mentre i Senatori tutti applaudono e quasi piangono. Nello stesso tempo Mallet du Pan ha visibilmente cessato di far l'editore, e clandestinamente porta in giro un autografo del Re, con cui sollecita l'aiuto dei Sovrani stranieri (164). Sventurato Luigi, fa' una cosa o un'altra, - purch tu possa!
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Ci che il Governo del Re fece, fu un continuo, insensato dimenarsi d'una in altra contraddizione; e manipolando l'imeneo del Fuoco con l'Acqua, s'avvolse nel suo vapore cinereo e sibilante. Danton e i Patrioti bisognosi suscettibili di corruzione sono chetati con regali pecunari, che accettano; essi si rinvigoriscono cos e si tracciano la propria via (165). Inoltre il Governo del Re ingaggi i suoi Plaudenti, o claqueurs, per farsi applaudire. Il sotterraneo Rivarol ha 1500 uomini pagati dal Re alla ragione di 10.000 sterline al mese, che egli chiama "lo stato maggiore del genio": Scrittori di Articoli, Giornalisti di Manifesti, duecentottanta Applauditori a tre scellini al giorno; uno dei pi strani Stati maggiori che mai comand l'uomo. Le note e i libri di conti di tutto ci ancora esistono (166). Lo stesso Bertrand-Moleville, in una maniera che egli ritiene assai abile, immagina d'infarcirne le Gallerie della Legislativa; v'introduce dei Sanculotti pagati che applaudono a un segnale convenuto, credendo che Ption li diriga; lo strattagemma non fu scoperto per quasi una settimana. Un abile strattagemma; quasi che un uomo, trovando che il giorno passi troppo presto, muova a suo talento le sfere dell'orologio; si fa presto a farlo.
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Ma notiamo qui un'apparizione inaspettata, quella di Filippo d'Orlans alla Corte: l'ultima sua apparizione al Ricevimento mattinale d'un Re. D'Orlans, da un po' di tempo, nei mesi d'inverno, a quel che appare, era stato elevato al grado d'Ammiraglio, in antico tanto ambito - quantunque solo pel comando di bastimenti che marciavano nel porto. Il desiderio era appagato troppo tardi! Pure egli viene da Bertrand-Moleville per ringraziare; anzi, per dichiarare che intende ringraziare Sua Maest in persona; che, malgrado le orribili cose dette e cantate, egli  ben lungi dall'essere nemico di Sua Maest; oh ben lungi nel fondo! Bertrand disimpegna il messaggio, ottiene l'Intervista regale, che ha luogo con soddisfazione del Re; mostrandosi D'Orlans chiaramente pentito e determinato a cominciare una nuova pagina della sua vita. Senonch, che cosa vediamo mai la domenica seguente? "La domenica seguente", dice Bertrand, "egli venne al ricevimento mattinale del Re; ma i cortigiani, ignari di ci che era accaduto, e la Folla dei Realisti che solevano recarsi col, quel giorno specialmente, per fare la corte ai Sovrani, lo ricevettero nella maniera pi umiliante. Gli si fecero intorno, cercando, apparentemente senza volerlo, di calpestargli i piedi, lo spinsero a gomitate verso l'uscio e non lo fecero pi entrare. Allora egli discese agli appartamenti della Regina, ove era apparecchiata la tavola; ma non appena si mostr, sorse un mormorio dappertutto. Messieurs, badate ai piatti, quasi egli recasse il veleno in saccoccia. Gl'insulti, cui dette luogo ovunque la sua presenza, lo costrinsero a ritirarsi senza aver visto la Famiglia Reale: la folla lo segu sullo scalone della Regina; nello scendere ricevette uno sputo  (crachat) sul capo e parecchi altri sugli abiti. La rabbia e il dispetto apparivano manifesti sul suo volto" (167). E invero, come avrebbe potuto essere altrimenti? Egli attribuisce l'accaduto al Re ed alla Regina, che non ne sanno nulla, o che ne sono magari dolenti; e cos ridiscende nel suo Caos. Bertrand si trova allo Chteau quel giorno, testimone oculare di quel fatto.
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I Preti Nongiuranti e le persecuzioni cui son fatti segno terranno occupata del resto la coscienza del Re; i Principi Emigranti e la Nobilt lo costringeranno ad un doppio giuoco; un veto seguir l'altro; fra l'indignazione sempre crescente della gente. Giacch il Patriottismo, come dicevamo, tien gli occhi addosso dal di fuori e diviene sempre pi sospettoso. La tempesta dell'indignazione patriottica va addensandosi, folata a folata, dall'esterno; mentre all'interno poi  tutto un turbinio intenso, inorganico d'Intrighi e di Pettegolezzi! Inorganico, pettegolo, da cui l'occhio rifugge. De Stal intriga pel suo amante Narbonne, perch sia fatto Ministro della Guerra, e non smette finch non sia fatto. Il Re fuggir a Rouen; l col galante Narbonne "modificher la Costituzione".  lo stesso gagliardo Narbonne, che l'anno scorso tolse d'imbarazzo a forza di dragoni le povere Zie del Re; si dice che egli sia di fatto il loro Fratello, od anche pi, tanto scandaloso  lo scandalo. Egli corre adesso in vettura con la sua De Stal verso gli eserciti, alle Citt della Frontiera; mostra dei Rapporti color di rosa, non troppo degni di fede; perora, gesticola, si pone in vista per un momento, giungendo in alto; poi vacilla, va gi a capofitto, travolto dalla marea del Tempo.
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Anche la bella Principessa di Lamballe, amica del cuore della Regina, intriga, suscitando lo sdegno del Patriottismo. Perch mai questa Bella Sfortunata torn dall'Inghilterra? A che mai poteva giovare, nello zufolio del nero turbine del mondo, la sua tenue voce argentina? E il turbine, avvolgendola, la scaglier, povero fragile uccello di paradiso, contro orride rocce. Lamballe e De Stal intrigano in maniera visibile, ciascuna per conto proprio o insieme: ma chi potrebbe calcolare quanti altri intrigano, in quante infinite maniere, nell'ombra! Non v' forse un cos detto "Comitato Austriaco", che risiede clandestinamente nelle Tuileries, centro d'un'invisibile Ragnatela Antinazionale, il quale, poich noi dormiamo tra i misteri, stende i suoi fili fino agli estremi della Terra? Il Giornalista Carra ha ormai la pi chiara certezza della sua esistenza: pel Patriottismo Brissotin, o per la Francia in genere, diviene sempre pi probabile.
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O Lettore, non hai tu piet di questa Costituzione? Nelle sue membra, lancinate di dolori reumatici, vapori idrocefalici e isterici premono sul suo cervello: una Costituzione divisa contro s stessa, che mai potr camminare, e quasi neppur muoversi! Perch Drouet e il Procuratore Sausse non erano nei loro letti quella malaugurata notte di Varennes! Perch, in nome del Cielo, non lasciarono andare la Berlina di Korff dove le piacesse! Incoerenze e incompatibilit inaudite, prodigi forse, di cui il mondo ancora rabbrividisce, sarebbero state risparmiate.
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Ed ora vien la terza cosa che fa mal presagire del cammino di questa Costituzione Francese: oltre il Popolo Francese, oltre il Re Francese, vien terzo - il mondo europeo coalizzato.  necessario ormai di fermar lo sguardo anche su questo. La bella Francia  tanto luminosa: e tutt'intorno ad essa  la torbida Notte Cimmeria. I Calonne, i Breteuil volteggiano nell'ombra, or qua, or l, lontano involgendo tutta l'Europa in una rete d'intrighi. Da Torino a Vienna, a Berlino, al remoto Pietroburgo, tra i ghiacci del Nord! Il gran Burke ha levato da tempo la sua gran voce, dimostrando eloquentemente che  venuta la fine d'un'Epoca, e, secondo ogni probabilit, la fine del Tempo Civile. Molti gli rispondono: Camillo Desmoulins, Clootz l'oratore del Genere Umano, Paine, il Sarto ribelle, ed onorevoli Rivendicatori della Gallia, in un paese o in un altro; ma il gran Burke rimane inconfutabile; "l'Et della Cavalleria  scomparsa", e non poteva essere altrimenti, avendo ora prodotta un'Et ancora pi indomabile: l'Et della Fame. Tanti altari, come quelli Dubois-Rohan, che si mutano in quelli di Gobel e Talleyrand, passano per rapido tramutamento a... dobbiamo dirlo il vero proprietario di essi? La Selvaggina francese e i Guardiacaccia si fermarono sulle Rupi di Dover, emettendo urli di dolore. Chi pu dire che non sia venuta la fine di tante cose? Una setta di mortali  sorta, la quale crede che la Verit non  una Speculazione stampata, ma un Fatto pratico; che la Libert e la Fratellanza siano possibili su questa Terra, che s'era supposto dovesse esser sempre di Belial, e retaggio del "Ciarlatanismo Supremo!" Chi pu dire che la Chiesa, lo Stato, il Trono, l'Altare non siano in pericolo; che il Sacro-Forziere stesso, ultimo Palladio d'una logora Umanit, non possa essere con irriverenza manomesso, senza rifare i suoi cardini?
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La povera Assemblea Costituente agisca come si voglia con delicatezza e diplomazia; dichiari pure che rinunzia ad ogni intromissione nelle cose dei suoi vicini, ad ogni conquista all'estero, e cos via; ma la cosa che poteva predirsi fin dal principio,  che la vecchia Europa e la nuova Francia non potrebbero sussistere insieme. Una Gloriosa Rivoluzione che rovescia le Prigioni di Stato e il Feudalismo; che pubblica al rombo del Cannone Federale, al cospetto di tutta la Terra, che l'Apparenza non  la Realt, come pu sussistere fra Governi in cui, se l'Apparenza non  la Realt -  non si sa che cosa? Potr solo convivere con essi in una lotta mortale, in un combattimento, in una battaglia internecina; non altrimenti.
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I Diritti dell'Uomo, stampati su Fazzoletti di Cotone, in vari dialetti dell'umana favella, sono mandati alla Fiera di Francoforte (168). Che dico, alla Fiera di Francoforte? Essi hanno attraversato l'Eufrate e il favoloso Hydaspes; si sono logorati passando gli Urali, gli Altai, l'Imalaia; impressi con la stereotipia in legno, riprodotti nella pittorica Scrittura cuneiforme, sono balbettati, cinguettati nella Cina e nel Giappone. Ove tutto ci s'arrester? Kien-Lung subodora il pericolo; n il pi remoto Dalai-Lama manipoler ora in pace le sue palle. Odiosi per noi come la notte! Agitatevi, o Difensori dell'Ordine! Essi si agitano: tutti i Re e i Reucci coi loro arredi spirituali e temporali, col ciglio atteggiato a minaccia. Gli emissar diplomatici fuggono veloci; le Assemblee, i Conclavi segreti si riuniscono; le savie parrucche tentennano appigliandosi a quel partito che  loro dato.
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Inoltre, come dicevamo, scrittori di Pamphlets impugnano la penna da un lato e dall'altro; pugni zelanti battono il pulpito. Non senza successo! E Birmingham, la citt del ferro, non proruppe nel grido di "Chiesa e Re", senza sapere il perch, lo scorso Luglio, in preda alla rabbia, all'ebrezza, al fuoco? E i vostri Priestley e gente di simil genere, banchettando nel giorno della Bastiglia, non si abbandonarono follemente ad ogni eccesso incendiario? Cosa scandalosa! Nello stesso giorno, notiamolo, gli alti Potenti, l'Austriaco e il Prussiano, andavano allegramente cogli Emigrati verso Pilnitz, in Sassonia; quivi il 27 Agosto, conservando per s stessi quant'altro in un "Trattato segreto" vi potesse o non vi potesse essere, pubblicarono le loro speranze e le loro minaccie e la loro Dichiarazione che questa era la "causa comune dei Re".
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Dove  desiderio di contesa, l v' anche il motivo per giungervi. Ricordano i nostri Lettori quella notte di Pentecoste, il 4 Agosto 1789, allorch il Feudalismo fu abbattuto in poche ore? L'Assemblea Nazionale, nell'abolire il Feudalismo, promise che sarebbe dato un "compenso", e tent di darlo. Senonch, l'Imperatore d'Austria risponde che i suoi Principi Germanici non possono esser privati della feudalit; che hanno possedimenti nell'Alsazia francese, e diritti feudali incontestabili, per cui non v' compenso che possa bastare. Onde questo fatto dei Principi possidenti, "Princes Possessions",  bandito di Corte in Corte; e finora ha formato un cumulo di carta diplomatica: una cosa da annoiare il mondo. Kaunitz disputa da Vienna; Delessart risponde da Parigi, quantunque non abbastanza vivacemente. L'Imperatore e i suoi Principi possessori vogliono evidentemente venire ad esigere il compenso - in quanto possono ottenerlo. Non si potrebbe addirittura ripartire la Francia, come abbiamo fatto e stiamo facendo per la Polonia; e pacificarla, facendone vendetta?
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Dal Sud al Nord! Poich ormai si tratta della "causa comune dei Re". Gustavo di Svezia, Cavaliere giurato della Regina di Francia, capitanerebbe gli eserciti coalizzati; - se Ankarstrm non gli avesse sparato a tradimento; v'erano dunque, come si vede, guai pi vicino a casa propria (169). L'Austria e la Prussia parlarono a Pilnitz, e tutti ascoltarono intenti. Sono partiti da Torino rescritti imperiali; vi sar a Vienna una Convenzione segreta. Caterina di Russia mostra di aderire; aiuter quando sar pronta. Il Borbone di Spagna s'agita fra i suoi guanciali; da lui, s, anche da lui, verr un aiuto. Il macilento Pitt, "il Ministro dei preparativi", guarda dalla torre di vedetta in Saint-James, in atteggiamento sospettoso. I Consiglieri complottano, i Calonne volteggiano nell'ombra; - ohim, dei birri gironzano apertamente, servendosi d'ogni mezzo, pei mercati delle citt tedesche, reclutando il valore cencioso! (170) Ovunque guardiate, un oscurantismo incommensurabile circonda questa bella Francia, la quale non si far aggirare. L'Europa ha le doglie; un attacco segue l'altro; qual grido fu mai quello di Pilnitz! Il parto sar: Guerra!
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Ma il peggior lato della cosa  quest'ultimo non ancora menzionato: gli Emigranti a Coblenz. Migliaia di essi si schierano in file, animati dall'odio pi amaro e in atto di minaccia: i Fratelli del Re, tutti i Principi del sangue, eccettuato il malvagio D'Orlans; il vostro spadaccino De Castries, il vostro eloquente Cazals; Malseigne dalla testa taurina, un dio della guerra Broglie; Signori della Conocchia, Officiali insultati; tutti quelli, insomma, che avevano passato il Reno; - D'Artois che riceve l'Abb Maury con un bacio, stringendolo pubblicamente sul suo cuore regale! L'emigrazione, che affluisce alle Frontiere, ora a gocce, ora a ondate, con un umore vario di paura, di petulanza, di rabbia e di speranza, da quei primi giorni della Bastiglia, quando D'Artois venne per "umiliare i cittadini di Parigi", -  cresciuta fino a raggiungere le proporzioni d'un Fenomeno del mondo. Coblenz  divenuta una piccola Versailles extra-nazionale; una Versailles in partibus; brogli, intrighi, favorite, pornocrazia anche, si dice, non mancano quivi; tutte le antiche passioni riprodotte su piccola scala, rese pi vive dalla sete di vendetta.
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L'entusiasmo del lealismo, dell'odio, e della speranza, ha raggiunto il colmo; in ogni osteria di Coblenz ne vedete la manifestazione nei discorsi e nei canti. Maury assiste all'interno Concilio; tante cose vi si decidono: si formano liste con le date dell'emigrazione; un mese pi presto o pi tardi determina un maggiore o un minor diritto nella futura Divisione del Bottino. Lo stesso Cazals, per aver parlato in una occasione in senso costituzionale, era in sulle prime guardato freddamente: tanto son puri i nostri princip (171). A Liegi si fabbricano armi; "tremila cavalli" trottano a questa volta dalle Fiere di Germania; s'arruola la Cavalleria, al pari della Fanteria, in giubbe azzurre, dai farsetti rossi, dai pantaloni di nankin (172). Essi hanno le loro segrete corrispondenze domestiche, e quelle palesi con l'estero: coi Dissimulati Aristocratici disgustati, coi Preti dissidenti, col Comitato Austriaco nelle Tuileries. Sono incoraggiate le diserzioni da attivi sensali; quasi tutto il Royal-Allemand  partito.  tracciato il percorso verso la Francia e la divisione del bottino, purch l'Imperatore sia pronto. "Si dice, che essi vogliono avvelenare le sorgenti"; ma, soggiunge il Patriottismo che ne fa rapporto, "non potranno avvelenare le sorgenti della Libert"; al che "on applaudit", e noi non possiamo che applaudire. Inoltre vi sono fabbriche di Falsi Assegnati, e persone che circolano nell'interno, distribuendoli e sborsandoli; una di queste persone noi la denunziamo al Patriottismo legislativo;  un uomo chiamato Lebrun, sui trent'anni, con copiosa chioma bionda; egli ha pel momento un occhio ammaccato, il poch; va in un wiski "con un cavallo nero", - e non abbandona mai il suo Birroccio!
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Disgraziati Emigranti, era questa la loro sorte, e la sorte della Francia! Essi ignorano tante cose che dovrebbero sapere: ignorano s stessi e ci che li circonda. Un partito politico che non sa quando  battuto, pu divenire una delle cose pi fatali a s stesso e agli altri. Niente arriver a convincere questi uomini che non possono dissipare la Rivoluzione Francese al primo soffio della loro tromba di guerra; che la Rivoluzione Francese  tutt'altro che una chiassosa Effervescenza di schiamazzatori e di declamatori, i quali al fulgore delle spade cavalleresche, allo stridio delle corde della forca si cacceranno nel pi profondo degli antri. Ma, quale  l'uomo in grado di conoscere e misurare s stesso e ci che lo circonda, - foss'anche ove si tratta d'una lotta tutt'affatto materiale? Mai, finch non saranno divise in due parti, quelle teste crederanno che un braccio di Sanculotto ha in s del vigore: e quando saranno divise in due parti, sar troppo tardi per credervi.
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Si pu dirlo, senza rancore contro i poveri fratelli erranti d'ogni parte, che pi d'ogni altro errore, quello dei Nobili Emigrati fu fatale alla Francia. Oh se essi avessero saputo, se avessero compreso! Al principio del 1789, uno splendore e un terrore ancora li circondava: l'incendio dei loro castelli, acceso da mesi di ostinazione, sorse dopo il quattro Agosto; e sarebbe continuato, se essi avessero saputo quel che dovevano difendere, e quel che non era possibile difesa. Essi erano ancora una Gerarchia graduata di Autorit, o l'accreditata similitudine di questo: essi rappresentavano il punto d'unione tra il Re e il Popolo, trasmettendo e traducendo a grado a grado il comando dell'uno nell'obbedienza dell'altro, rendendo ancora possibile il comando e l'obbedienza. Se avessero compreso il loro posto, e quel che dovevano fare a quel posto, quella Rivoluzione francese che esplose in anni e mesi, si sarebbe compiuta da una a un'altra generazione, e molte cose avrebbero trovato la loro fine, non in una morte spasmodica, ma in una placida euthanasia.
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Ma quegli uomini erano orgogliosi e alteri, e non avevano la saggezza di mettersi a considerare: tutto respingevano con odio sdegnoso, sguainavano la spada, gettando via il fodero. La Francia non solo non ha pi la Gerarchia delle Autorit per tradurre il comando in obbedienza; ma la Gerarchia delle Autorit, fuggita presso i nemici della Francia fa appello ai nemici della Francia, perch intercedano con le armi, ed essi non aspettano che un pretesto per farlo. Re ed Imperatori, gelosi, vi hanno tenuti su gli sguardi da tempo, meditando l'intervento, e un po' per paura, un po' per vergogna non si sono fatti avanti; ma ora non sono forse i Fratelli del Re, tutti i Nobili della Francia, Dignitari e Autorit, liberi di parlare, come non  il Re medesimo, - che c'invitano con ardore in nome del Diritto e del Potere? Reggimentati a Coblenz, da Quindici a Ventimila uomini aspettano con le armi brandite, al grido di: Avanti, avanti! S, signori, voi andrete avanti, - e parteciperete alla divisione del Bottino, secondo le date della vostra emigrazione.
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Di tutte queste cose una povera Assemblea Legislativa e la Francia patriottica sono informate da amici che denunziano, dal nemico che trionfa. I pamphlets di Sulleau, dello Stato Maggiore del Genio di Rivarol, circolano, annunziando la speranza suprema. I manifesti di Durasoy tappezzano le mura. Chant du coq, canta il giorno, beccato dall'Ami des Citoyens di Tallien. L'Amico del Re Royou, Ami du Roi, pu statuire con cifre esatte, matematiche, il contingente dei vari Potentati invasori: in tutto quattrocentodiciannovemila combattenti esteri con quindicimila emigrati, senza calcolare le diserzioni d'ogni giorno, d'ogni ora, che un editore deve quotidianamente registrare, d'intere Compagnie, di Reggimenti addirittura, al grido di: Vive le Roi, Vive la Reine, che marciano a bandiera spiegata (173); tutto menzogna, tutto vento; non vento pel Patriottismo per; n, purtroppo, per Royou, un giorno! Il Patriottismo, quindi, pu bene scalmanarsi e ciarlare, per alcun poco; ma le sue ore sono contate: l'Europa sta per venire con quattrocentodiciannovemila uomini e la Cavalleria della Francia; il patibolo,  a sperarlo, compir la sua opera.
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CAPITOLO 6.
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I BRIGANTI E JALS.
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Dunque avremo la guerra; e in quali condizioni! Con un Potere Esecutivo "che finge" - e invero la finzione diviene sempre meno e poi meno ingannevole - "di esser morto"; che lancia magari un cupido sguardo verso il nemico: in tali condizioni avremo la Guerra.
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Di Pubblici Funzionari attivi per l'azione non ve n' alcuno, se ne togliamo Rivarol col suo Stato Maggiore del Genio e Duecentottanta claqueurs. I pubblici servizi procedono male; a cominciare dall'Esattore delle Imposte che ha dimenticata la sua abilit; in questa e altre Amministrazioni Provinciali  (Directoire de Dpartement) si mantiene quel tanto di tasse, che si pu raccogliere per sopperire alle spese indispensabili. Le nostre Rendite sono gli Assegnati; una emissione sull'altra di Carta-moneta. E l'esercito: i nostri tre grandi eserciti, di Rochambeau, di Luckner, di Lafayette? Miseri, sconsolati si aggirano i tre grandi eserciti, sorvegliando le Frontiere; tre volate di Gru dai lunghi colli al tempo della muta; - rovinati, disobbedienti, disorganizzati; essi mai videro il fuoco; i vecchi Generali e gli Ufficiali hanno passato il Reno. Il Ministro della guerra Narbonne, quello dai Rapporti color di rosa, sollecita reclutamenti, equipaggiamenti e danaro, sempre danaro; minaccia, quando non pu averne, di "prendere la spada", che dipende da lui solo, e andar cos a servire il suo paese! (174)
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La questione delle questioni,  questa: che bisogna fare? Dobbiamo, con la sfida disperata che qualche volta la fortuna favorisce, tirar fuori immantinenti la spada, di fronte a questa valanga d'Emigrazione e d'oscurantismo; o aspettare, temporeggiando, facendo della diplomazia, finch le nostre risorse maturino, se  possibile, alcun poco? Ma, in effetto, progrediscono le nostre risorse o fanno il cammino a ritroso? Chi sa? I pi abili Patrioti sono divisi; Brissot coi suoi Brissottini o Girondini, nella Legislativa, leva la voce pel primo progetto di sfida; Robespierre, fra i Giacobini, perora con lo stesso ardore per quello dilatorio;  un succedersi di risposte, di reciproci rimproveri, che rendono folle la Madre del Patriottismo. Immaginate che colazioni agitate da Madame d'Udon nella Place Vendme! L'allarme di tutti  grande. Aiutateci, o Patrioti; almeno mettetevi d'accordo ch il tempo stringe. Il freddo non era ancora passato, quando "nell'appartamento discretamente bello del castello di Niort", arrivava una lettera: il Generale Dumouriez dev'essere a Parigi.  il Ministro della Guerra Narbonne che scrive; il Generale deve dare il suo consiglio intorno a molte cose. Nel mese di Febbraio 1792 gli amici Brissottini danno il benvenuto al loro Polymetis Dumouriez; - comparabile invero all'antico Ulisse in costume moderno; pronto, elastico, accorto, inflessibile, "l'uomo dai molteplici consigli".
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S'immagini il Lettore questa bella Francia circondata da tutta un'Europa Cimmeria, che la stringe, fra il nero delle sue nubi, pronta a scoppiare nel tuono rosso della Guerra; questa bella Francia coi ceppi alle mani e ai piedi, stretta negli anfratti della Veste sociale o Costituzione, che hanno fatta per lei; una Francia che in una tale Costituzione non pu camminare. E la Fame per giunta; e i complotti aristocratici, e la scomunica dei Preti Dissidenti: "l'uomo chiamato Lebrun", che fa mostra del suo nero wiski, visibile; e ancora pi terribile nella invisibilit, l'Ingegnere Goguelat, che corre avanti e indietro con le lettere cifrate della Regina!
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I preti scomunicati suscitano nuovi torbidi nel Maine e nella Loire; la Vandea con Cathlineau, il mercante di lana, non ha cessato di borbottare e mormorare. Ed ecco Jals ancora una volta; quanto spesso il reale e fantastico campo del Nemico ha bisogno d'esser distrutto! Per circa due anni s' andato illanguidendo e poi  tornato a splendere nell'anima turbata del Patriottismo: e in realt, se il Patriottismo lo sapesse,  uno dei pi sorprendenti prodotti della natura cooperante con l'arte. I Signori Realisti, con un pretesto o con un altro, raccolgono quella gente semplice dei Monti Cvennes; uomini non nuovi alla rivolta, dai cuori amanti della battaglia, ove le loro povere teste si possono persuadere. Il Signore Realista li arringa, toccando specialmente la corda religiosa: "I veri Preti maltrattati, i falsi Preti messi su, i Protestanti  (perseguitati un tempo) ora trionfano, le cose sacre sono gettate ai cani"; e questa cosa fa uscire dalle gole dei pii Montanari grugniti rochi.
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"Non potremo dunque invocare voi, bravi cuori delle Cvennes? Marcerete alla riscossa? Lo farete per la santa religione, per dovere verso Dio e il Re?" "Si fait, si fait, Proprio cos, proprio cos", rispondono sempre quei bravi cuori. "Mais il y a de bien bonnes choses dans la Rvolution, ma vi sono pure tante buone cose nella Rivoluzione!" E cos, la cosa, per parlare che si faccia, non far che girare sul suo asse, senza spostarsi dal sito e rester puramente teatrale (175).
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Eppure, raddoppiate le vostre lusinghe, toccate la corda con crescente frequenza, o Signori Realisti, e con uno sforzo supremo raggiungerete lo scopo. Nel seguente mese di Giugno questo Campo di Jals si far innanzi come qualche cosa che, di teatrale, d'un subito diviene reale; si far innanzi forte di duemila uomini, e con la iattanza di credersi settantamila: strano spettacolo; procedono a bandiere spiegate, a baionette inastate, col proclama e con il Mandato di D'Artois per la guerra civile! Che un Rebecqui, o altro patriota simile, ardente e chiaro; o un Luogotenente-Colonnello Aubry, se Rebecqui  occupato altrove, levi istantaneamente la Guardia Nazionale, e lo disperda e lo dissolva, abbattendo il vecchio Castello (176), in modo da non sentirne pi parlare, se  possibile!
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Nei mesi di Febbraio e di Marzo se ne conserva la memoria; il terrore, specialmente della Francia rurale, era giunto a tale che confinava con la follia. Nelle Citt e nei Casali si vocifera di guerra, di massacri: si dice che gli Austriaci, gli Aristocratici sopratutto, e i Briganti, siano vicini. Gli uomini abbandonano le loro case e le loro capanne, e fuggono a torme, urlando, traendo seco mogli e figliuoli, senza sapere ove si dirigano. Un tal terrore, dicono i testimoni oculari, mai colp una nazione, n torner a colpirla pi mai, neppure nei Regni detti espressamente del Terrore. Le contrade della Loire, tutte le regioni centrali e del Sud-Est, partono in preda alla follia, "simultaneamente, come spinti da una scossa elettrica"; - poich, in verit, anche il grano diviene sempre pi scarso. "Il popolo barrica le entrate delle citt, ammucchia pietre nei piani superiori; le donne preparano acqua bollente, in attesa da un momento all'altro dell'attacco. Nelle campagne, le campane non cessano di suonare a stormo; frotte di contadini, allarmati dalle campane, si adunano e perlustrano le strade alla ricerca d'un nemico immaginario. Sono armati la pi parte di falci conficcate nel legno; e arrivando come truppe selvagge alle citt barricate, sono essi stessi, qualche volta, scambiati per Briganti" (177).
Cos irrompe la vecchia Francia: la vecchia Francia irrompe verso la china. Quale sar la fine nessun mortale pu conoscerlo; ma che la fine sia prossima niuno pu ignorarlo.
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CAPITOLO 8.
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LA COSTITUZIONE NON CAMMINER.
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A tutto questo, la nostra povera Legislativa, legata da una Costituzione che non cammina, non pu opporre nessun rimedio, tranne che semplici scoppi d'eloquenza parlamentare! Si va innanzi, discutendo, denunziando, biasimando: Caos che si dimena clamorosamente e divora s stesso.
Ma i loro duemila e pi Decreti? Lettore, questi per fortuna non concernono n te, n me. Decreti puramente di occasione, pazzeschi e non pazzeschi; sufficiente per quel giorno era il suo proprio male! Di tutti quei duemila, intanto, non ve ne sono ora neppur dieci, la pi parte annullata in sul nascere dal Veto regale, utile o dannoso per noi. Il 17 Gennaio, la Legislativa, per una questione, costitu la sua Alta Corte, Haute Cour, ad Orlans. La teoria era stata stabilita dalla Costituente, nel Maggio decorso, ma questa  la realt: una Corte pei Processi Politici; una Corte che non pu mancar di lavoro. Fu decretato che per questa Corte non vi fosse bisogno di Approvazione regale onde non vi poteva essere Veto. Anche i preti possono ormai prender moglie gi fin dallo scorso Ottobre. Un prete patriota e intraprendente aveva avuto l'audacia di ammogliarsi; e non contento di ci, venne alla sbarra con la sua novella sposa, perch tutti potessero partecipare alla sua luna di miele, e perch ci fosse materia d'una legge.
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Meno allegre sono le Leggi contro i Preti Refrattari; eppure non meno necessarie! I Decreti sui Preti e quelli sugli Emigrati: queste sono le due brevi Serie di Decreti compilate tra infinite discussioni, e poi cancellate dal Veto, che c'interessano qui sopratutto. Poich un'Augusta Assemblea Nazionale ha bisogno di soggiogare quei Refrattar, Clericali o Laici, e ridurli alla obbedienza; eppure, osservate, sempre che voi girate la vostra vite legislativa e stringete e magari schiacciate finch i Refrattari cedano - il Veto del Re s'introduce come una magica paralisi, e la vostra vite, ridotta a stringere con difficolt, e tanto meno a schiacciare, non agisce pi!
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Invero una malinconica Sequela di Decreti, o piuttosto due Sequele, paralizzate dal Veto! Prima, con la data del 28 Ottobre 1791, abbiamo un Proclama Legislativo pubblicato per mezzo di banditori e affisso in Manifesti, invitante Monsieur, il Fratello del Re, a tornare nel termine di due mesi, con minaccia di pena. Al quale invito Monsieur non risponde: o meglio risponde sui giornali, con la parodia, invitando l'Augusta Legislativa "a ritornare al senso comune nel termine di due mesi", con minaccia di pena. Onde la Legislativa  costretta ad adottare pi energiche misure. E il 9 Novembre dichiariamo tutti gli Emigrati "sospetti di cospirazione", e, in breve, soggetti alla "proscrizione", se non fossero tornati pel primo dell'anno. - Vorr il Re porre il Veto? Inoltre "una imposta triplicata" graver le propriet di queste persone, o addirittura le loro propriet saranno poste "sotto sequestro", come si pu comprendere. Senonch, non essendo pel capo d'anno "ritornato" nessun individuo, dichiariamo, e con nuova enfasi torniamo a dichiarare quindici giorni dopo, che Monsieur  dchu, privato della sua eventuale Eredit alla Corona; per di pi, che Cond, Calonne, e una considerevole Lista di altri sono accusati di alto tradimento e saranno giudicati dalla nostra Alta Corte di Orlans: Veto! - Quanto ai Preti che non avevano giurato, fu decretato, nel Novembre ultimo, che sarebbero privati di qualsiasi pensione che percepivano, messi "sotto sorveglianza, sotto surveillance", e, al caso, banditi: Veto! Ancora nuovi e pi decisivi provvedimenti sopravverranno, ma anche a questi la risposta sar: Veto.
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Veto e sempre Veto! La vostra vite  paralizzata! Dio e gli uomini possono vedere che la Legislativa  in una falsa posizione. Ma, ohib, chi  mai nella vera? Gi si vocifera di una "Convenzione Nazionale" (178). Questa povera Legislativa, spinta all'azione a colpi di sperone e di pungolo da tutta una Francia, da tutta una Europa, non pu agire, pu solo riprendere e perorare con tempestose "mozioni", senza via d'uscita; fra l'effervescenza, il clamore, la furia fuligginosa!
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Quali scene in quell'Aula Nazionale! Il Presidente agita il suo campanello che non si ode; o, ridotto all'estremo della disperazione, si caccia in testa il cappello; "il tumulto s'accheta dopo venti minuti", e qualcuno dei Membri pi turbolenti  mandato per tre giorni alla prigione dell'Abbadia! Le persone sospette debbono essere citate e interrogate: il vecchio M. de Sombreuil, degli Invalides,  tenuto a dar conto della sua persona, e a spiegare perch lascia aperte le sue Porte di strada. Un fumo insolito s'elevava dalla fabbrica di porcellane di Svres, indicante cospirazione; gli operai spiegavano che si trattava delle Mmoires della Collana Lamotte comprate dalla Regina, che essi volevano distruggere col fuoco (179) - e nondimeno chi ne ha desiderio pu ancora leggerle.
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Inoltre, a quanto pare, il Duca di Brissac e la Guardia Costituzionale del Re fanno "cartucce, segretamente, nelle cantine": tutta un'accolta di Realisti puri e impuri, fra cui molti loschi assassini, reclutati nelle case da giuoco e nei bassi fondi; in tutto seimila invece di milleottocento, i quali evidentemente guardano bieco come noi entriamo nello Chteau (180). Sicch dopo infinite discussioni, Brissac e la Guardia del Re sono licenziati. Licenziati solo dopo due mesi di esistenza, poich non erano entrati in servizio altro che il Marzo dello stesso anno. Cos finisce brevemente la nuova Maison Militaire Costituzionale del Re, ed egli deve d'ora innanzi essere guardato di nuovo semplicemente dagli Svizzeri e dall'azzurra Guardia Nazionale. Pare che sia la sorte delle cose Costituzionali. La nuova Maison Civile Costituzionale egli non voleva costituirla, per quanto Barnave facesse premura; le vecchie Duchesse rimaste a Parigi la guardavano con dileggio o se ne tenevano lontane; la Regina poi non la credeva a dirittura degna di considerazione, giacch la Nobilt presto tornerebbe trionfante (181).
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Ora, spingendo ancora lo sguardo in quell'Aula Nazionale e nelle sue scene, mirate il Vescovo Torn, Prelato Costituzionale, di costumi non severi, che chiede la abolizione "dell'abito religioso e d'altre simili caricature". Il vescovo Torn si riscalda, prende fuoco, finisce con lo slacciare la sua croce pontificale e scagliarla con indignazione sulla tavola, come un pegno o una scommessa. Quella croce, peraltro,  immediatamente coperta dalla croce di Te-Deum Fauchet, poi da altre croci e insegne, finch tutti se ne spogliano; questo Senatore clericale butta via la sua berretta, quell'altro il suo collare - per tema che non abbia a rivolgersi contro di noi il Fanatismo (182).
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Rapido  il movimento quivi! Ma  un movimento confuso, disorganizzato, si potrebbe quasi chiamarlo spettrale; una cosa pallida, incerta, inane, come i regni di Dite! Il turbolento Linguet, divenuto come uno spettro di noi, perora qui qualche sua causa; tra rumori e interruzioni che stancano la pazienza umana, "straccia le sue carte, e si ritira", quell'ometto irascibile e adusto. Altri onorevoli membri lacereranno nell'ira le loro carte. Merlin di Thionville le lacera gridando: "Cos, il popolo non pu essere salvato da voi!" N mancano Deputazioni; Deputazioni di Sezioni, che in genere recano lamenti e denunzie, animate sempre da un sentimento di fervore patriottico; Deputazioni di donne che domandano che sia loro permesso di prendere le Armi ed esercitarsi nello Champ-de-Mars. Perch no, o Amazzoni, se vi sentite da tanto? Poi, cos, avendo disbrigato il messaggio ed ottenuta la risposta, "sfiliamo traverso l'Aula cantando a-ira", o piuttosto facciamo il giro dell'Aula vorticosamente, "ballando nel frattempo la nostra ronde patriotique" - la nostra nuova Carmagnole, o danza Pirrica di guerra e di libert. Il Patriota Huguenin, ex Avvocato, ex Carabiniere, ex commesso delle Barriere, arriva come deputato, con Saint-Antoine alle calcagna, denunziando l'Antipatriottismo, la Fame, l'Incetta dei Grani, i Mangiatori d'Uomini; e rivolge alla Augusta Legislativa questa domanda: "Non v' nei vostri cuori una campana a martello contro questi mangeurs d'hommes?" (183)
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Ma, innanzi tutto, la Legislativa ha il compito di riprendere i Ministri del Re;  l'affare di tutti i giorni. Dei Ministri del Re non abbiamo finora detto e non diciamo quasi niente. Ancora pi spettrali son questi!  doloroso: nessuno di loro  durato in carica, nessuno, almeno dacch scomparve Montmorin: "il pi anziano del Consiglio del Re qualche volta non  pi in carica da pi di dieci giorni". (184) I costituzionali, Feuillants come il vostro rispettabile Cahier de Gerville, il vostro rispettabile e sfortunato Delessarts; o i Realisti Costituzionali, come Montmorin, ultimo Amico di Necker; o gli Aristocratici, come Bertrand Moleville, aleggiano quali fantasmi nella smisurata confusione che ribolle; povere ombre sbattute dal turbinare dei venti, senza potere e senza intento; - di cui l'umana memoria non sente il bisogno di gravarsi.
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Ma quante volte, dobbiamo pur dirlo, questi poveri Ministri di Sua Maest sono chiamati all'appello per essere interrogati, ammoniti; o magari minacciati e quasi percossi! Essi rispondono come possono, abilmente, ricorrendo alla simulazione e alla casistica; di cui una povera Legislativa non sa che farsi. Una sola cosa  chiara, cio che l'Europa Cimmeria ne circonda; che la Francia  (non ancora morta, nevvero?) non pu camminare. Badate, o Ministri! L'astuto Guadet vi trafigge con domande insidiose, traendo immediate conclusioni avvocatesche; la tempesta che dorme in Vergniaud pu destarsi. L'infaticabile Brissot presenta Rapporti, Accuse, con una logica sottile e interminabile; egli  anche ora l'uomo del giorno. Condorcet redige, con la sua penna poderosa "l'Indirizzo dell'Assemblea Legislativa alla Nazione Francese" (185). Il focoso Max Isnard, che dopo tutto "non recher Fuoco e Spada" su quei Nemici Cimmeri, "ma libert", - dichiara - "che noi teniamo Ministri responsabili, e che con la responsabilit vogliamo intendere la morte, nous entendons la mors".
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In verit le cose si fanno sempre pi gravi; il tempo stringe, e i traditori non mancano. Bertrand-Moleville il noto aristocratico, ha la parola melata e il fiele nel cuore. Le sue risposte, le sue spiegazioni fluiscono pronte, gesuitiche, plausibili a udire! Ma, forse, il fatto pi degno di nota  questo, che accadde una volta quando Bertrand aveva dato una risposta e s'era ritirato. Non appena l'Augusta Assemblea cominci a valutare come bisognasse regolarsi al di lui riguardo, si vide l'aula riempirsi di fumo. Un fumo denso e acre: fu troncato ogni discorso, non si respirava pi ed era un continuo tossire; - la cosa era irrimediabile, onde l'Augusta Assemblea dovette aggiornarsi! (186) Un miracolo? Un miracolo simbolico? Chi sa: pare che si sappia soltanto questo, cio che "un addetto alle stufe era stato messo in servizio da Bertrand", o da qualche suo partigiano! - O fuligginoso e confuso regno di Dite, coi tuoi supplizi di Tantalo e d'Issione, con le tue furiose correnti di fuoco, coi fiumi detti del Lamento, perch non hai tu il tuo Lete, che sarebbe la fine?
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CAPITOLO 8.
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I GIACOBINI.
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Eppure il Patriottismo non deve disperare. Non abbiamo forse, a Parigi almeno, un virtuoso Ption e tutta una Municipalit Patriottica? Il virtuoso Ption fin dal Novembre,  Maire di Parigi; nel nostro Municipio, il Pubblico, giacch il Pubblico vi  ormai ammesso, pu notare un energico Danton; poi un epigrammatico Manuel, lento, ma sicuro; un risoluto e impenitente Billaud-Varennes, della scuola dei Gesuiti; Tallien, abile editore: niente altro che Patrioti, migliori o peggiori. Cos risultarono le Elezioni di Novembre; formando il contento della pi parte dei cittadini; anzi la Corte medesima appoggiava Ption anzich Lafayette. E cos Bailly e i suoi Feuillants, dopo un lungo scemare al pari della luna, dovettero ritirarsi, - dopo aver fatti penosi atti di sommessione, per sparire nel nulla (187) - o peggio, invero, in una lurida semioscurit, amareggiati dall'ombra di quella loro bandiera rossa, e dal ricordo dello Champ-de-Mars. Come  rapido il progresso di uomini e cose! Non pi Lafayette, come il giorno della Federazione, nella sua ora meridiana, "punta con mano ferma la spada sull'Altare della Patria", e giura in cospetto della Francia; ah no, egli  andato diminuendosi, tramontando, fin da quel momento, ed ora pende in atto di tramontare all'estremo dell'orizzonte, comandando uno di quei Tre eserciti, che paiono stuoli di Gru al tempo della muta, nella maniera pi sospetta, pi infruttuosa, pi disadatta.
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Ma, alla peggio, non pu il Patriottismo, forte di tante migliaia d'uomini in quella Metropoli dell'Universo, aiutarsi? Non ha esso buone mani, e picche? La fabbricazione delle picche, che non fu proibita dal Sindaco Bailly,  stata sancita dal Sindaco Ption, sancita dall'Assemblea Legislativa. E perch no; quando la cosiddetta Guardia Nazionale del Re "fabbricava cartucce segretamente"? Il cambiamento  necessario per la stessa Guardia Nazionale; tutto quello Stato Maggiore di Guardia Feuillant-aristocratico deve essere sbandato. Inoltre, i cittadini senza uniforme possono di certo far parte della Guardia, le picche accanto ai moschetti; il cittadino "attivo" come quello passivo, che possono combattere per noi, non sono forse entrambi i benvenuti? - O amici Patrioti, certamente S! Ma la verit  questa: ovunque, il Patriottismo, foss'anche il pi elegante, il pi logico, il pi rispettabile, deve, o abbracciare con coraggio il Sanculottismo fosco, senza fondo; o perdersi nella pi orrida maniera, nel Limbo! Alcuni torcendo il naso, fiuteranno il Sanculottismo disdegnandolo; altri si appoggeranno ad esso con coraggio; altri ancora vi si appoggeranno per paura: tre categorie, ad ognuna delle quali corrisponder il suo destino.
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Sotto un tal punto di vista, frattanto, non abbiamo forse al presente un'Alleata Volontaria, pi forte d'ogni altra cosa, la Fame? La Fame; quale corrente di Terror Panico apporta la Fame congiunta a tant'altre miserie! Poich il Sanculottismo s'alimenta di ci che d la morte ad altre cose. Quello sciocco di Pietro Baille fece quasi un epigramma, bench inconsciamente, quando scrisse: "Tout va bien ici, le pain manque, tutto va bene qui, manca il pane" (188); e il mondo Patriottico rise, non dell'epigramma, ma di chi scriveva.
N, lo sapete, vi  Patriottismo senza la sua Costituzione che pu camminare; senza il suo Parlamento non impotente, o chiamatelo pure Concilio Ecumenico o Assemblea Generale delle chiese di Jean Jacques: senza la SOCIET MADRE, specialmente! La Societ Madre con le sue piccole Nipoti che cominciano a muovere i primi passi in ogni villaggio della Francia, nel numero, crede Burke, di centinaia di migliaia. Questa  la vera Costituzione; fatta, non da Milleduecento Augusti Senatori, ma dalla stessa Natura; ed  sorta, inconsapevole, dai bisogni, dagli sforzi di Venticinque Milioni di uomini. "Sono Padroni degli Articoli" i nostri Giacobini; provocano dibattimenti alla Legislativa, discutono di Pace e di Guerra, stabiliscono in precedenza ci che deve fare la Legislativa: con grande scandalo dei Filosofi e di molti Storici, - che in questo giudicano naturalmente, eppure non saviamente. Un Potere Governante deve esistere: gli altri vostri poteri qui sono simulacri; e questo potere  veramente governante.
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La Societ Madre  grande: essa ha avuto l'onore d'essere denunziata dall'austriaco Kaunitz (189); ed  divenuta pi cara al Patriottismo. Con la fortuna e col valore ha potuto estinguere lo stesso Feuillantismo, o almeno il Club dei Feuillants. Quest'ultimo, che procedeva in altro tempo a testa alta, essa ebbe la soddisfazione di vederlo, il 18 Febbraio, chiuso, estinto; essendovisi i Patrioti introdotti tumultuosamente, per metterlo fuori coi fischi. La Societ Madre ha ampiati i suoi locali e si estende ora su tutta la navata della Chiesa. Spingiamo lo sguardo in essa col degno Toulongeon, il nostro antico amico Ex Costituente, che, fortunatamente, ha occhi per vedere. "La navata della Chiesa dei Giacobini", egli dice, "s' mutata in un vasto Circo, di cui i sedili risalgono circolarmente come un anfiteatro fino alla sommit del tetto della cupola. Un'alta Piramide di marmo nero, costruita contro una delle pareti, che era in origine un monumento sepolcrale,  solo rimasta in piedi, e serve ora da Bureau degli impiegati. Qui, su un'elevata piattaforma, siedono il Presidente e i Segretari; pi in alto, alle loro spalle sono i bianchi busti di Mirabeau, di Franklin e di vari altri, e finalmente quello di Marat. Di faccia  la Tribuna che si solleva giusto a met tra il pavimento e il tetto della cupola, in modo che la voce dell'oratore parta dal centro. Di l tuonano le voci che scuotono tutta Europa: gi, in silenzio,  la fucina dei fulmini e dei marchi infocati. Nel penetrare in quel vasto circuito, ove tutto  smisurato, gigantesco, la mente non pu reprimere un moto di terrore e di meraviglia; l'immaginazione si riporta a quei terribili templi, che la poesia delle antiche et ha consacrati alle Deit Vendicatrici". (190)
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N mancano scene in quest'Anfiteatro Giacobino; - se la Storia avesse tempo di occuparsene. Le bandiere dei "Tre Popoli Liberi dell'Universo", bandiere della fratellanza trina dell'Inghilterra, dell'America, della Francia, hanno sventolato quivi all'unisono, mediante una Deputazione di Londra di Whigs o Wighs e il loro Club, da un lato; e di giovani Citoyennes francesi dall'altro. Cittadine belle, dalla parola dolce, che con tutta solennit distribuiscono saluti e fanno atti di fratellanza; protendono la bandiera tricolore cucita con le loro mani, e alfine spargono Spighe di Grano, mentre tutto il duomo risuona d'un grido che parte da tutte le gole: Vivent les trois peuples libres! - una scena delle pi drammatiche. La Demoiselle Throigne narra da quella Tribuna, sospesa in aria, le sue persecuzioni in Austria. Ella viene appoggiata al braccio di Joseph Chnier, il Poeta Chnier, a chiedere la libert per gli sventurati Svizzeri dello Chteau-Vieux (191). Sperate, voi quaranta Svizzeri; mentre lavorate di remo a tutto potere nelle acque di Brest; non dimenticati.
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Il Deputato Brissot perora da quella Tribuna; Desmoulins, il nostro empio Camillo, interrompe dal basso con la parola "Coquin!". Qui, quantunque meno frequentemente che fra i Cordeliers, risuona la voce leonina di Danton; vi  l'arcigno Billaud-Varennes; Collot d'Herbois perora pei quaranta Svizzeri, eccitandosi fino al parossismo. L'apoftegmatico Manuel conchiude con queste forti parole: "Un Ministro deve perire!", cui l'anfiteatro risponde: "Tous, tous, Tutti, tutti!" Ma il gran Sacerdote, il Presidente di quel luogo, come dicemmo,  Robespierre, l'uomo di lunga lena, l'incorruttibile. Quale spirito di Patriottismo era in quegli uomini a quei tempi, sta a dimostrarlo, secondo noi, questo solo fatto: millecinquecento creature umane cui non correva nessun obbligo, sedevano tranquille ascoltando l'oratoria di Robespierre; ascoltavano, magari di notte, per ore ed ore, plaudenti, a bocca spalancata, quasi per ricevere la parola della vita. Individuo pi insopportabile, si pu dirlo, raramente apr la bocca in una Tribuna. Acre, implacabile per la sua stessa impotenza, uggioso da generare il sonno, sterile come il vento Harmattan. Egli, con un discorso interminabile e d'una futile insistenza, parla contro la guerra immediata, contro i Bonnets Rouges, contro tante cose; ed  il Trismegistus, il Dalai-Lama dei Patrioti. Pure, un ometto dalla voce stridula, ma dagli occhi belli, dalla bella fronte larga protesa, s'alza rispettosamente per contradirlo; egli , dicono i Giornali, "il Signor Louvet, autore del grazioso romanzo Faublas". Giudizio, o Patrioti! Non create ancora due correnti; con una Francia tremante di terror panico nei Distretti Rurali, e un'Europa Cimmeria che v'incalza turbinando!
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CAPITOLO 9.
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IL MINISTRO ROLAND.
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Intanto, verso l'equinozio di primavera, un inatteso barlume di speranza viene a brillare sul Patriottismo; la nomina d'un Ministero completamente liberale. Anche questo, tra gl'innumerevoli esperimenti di sposare il fuoco all'acqua, vuol tentare Sua Maest. Quod bonum sit. Le colazioni da Madame d'Udon tintinnano d'un nuovo significato; v'interviene il Ginevrino Dumont non solo, ma vi prende la parola. Finalmente, dal 15 al 23 Marzo 1792, quando tutto  combinato, - ecco l'uscita avventurosa: il Patriottico Ministero che vediamo.
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Il Generale Dumouriez, col Portafoglio degli Esteri, si occuper di Kaunitz e dell'Imperatore, con un metodo diverso da quello del povero Delessarts; che in verit abbiamo mandato innanzi alla nostra Alta Corte di Orlans per la sua inerzia. Il Ministro della Guerra Narbonne  spazzato via dalla corrente del Tempo; il povero Chevalier de Grave, scelto dalla Corte,  sul punto di sgombrare; dopo, l'austero Servan, abile ingegnere del Genio, salir d'un subito al Ministero della Guerra. Il Ginevrino Clavire vede realizzarsi un presagio: passando, molti anni addietro, pel Palazzo delle Finanze, povero esule Ginevrino, ebbe la strana idea che egli sarebbe divenuto Ministro delle Finanze; ed ora  tale; - e la sua povera Moglie, licenziata dai medici, si leva e cammina, non vittima dei nervi, ma vincitrice di essi (192). E il nostro Ministro dell'Interno? Roland de la Platrire, quello di Lione. Cos hanno voluto i Brissotins, la pubblica o la privata opinione, e le colazioni nella Place Vendme. Il rigido Roland, comparato a un quacquero endimanch, si reca alle Tuileries a baciare le mani, in cappello rotondo e capigliatura liscia, con le scarpe legate da semplici nastri o lacci. Il Gran Cerimoniere tira da parte Dumouriez, e gli dice: "Quoi, Monsieur! Non ha fibbie alle scarpe?". "Ah, Monsieur", risponde Dumouriez, guardando i lacci: "Tutto  perduto, Tout est perdu" (193).
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E cos la nostra bella Roland lascia il suo ultimo piano in via Saint-Jacques, pei sontuosi saloni una volta occupati da Madame Necker. Anzi, prima ancora, fu Calonne che ordin tutte quelle decorazioni, fu lui che fece situare quei lampadari, quegli specchi veneziani; che fece eseguire quegli intarsi, quelle incrostazioni e dorature, e toccando la magica lampada, ne fece un Palazzo d'Aladino; - ed ora mirate, egli va errando, offuscato e fuggitivo, per l'Europa; quasi annegato nel Reno, potendo appena salvare le sue Carte! Vos non vobis. - La bella Roland, all'altezza della sua posizione, ha il suo Pranzo Officiale il venerd, con l'intervento di tutti i Ministri in corpo; ella si ritira al suo scrittoio  (quando s' sparecchiato), e sembra affaccendata a scrivere; pure, non perde una parola; se, per esempio, il deputato Brissot e il Ministro Clavire si riscaldano troppo nel discutere, ella, non senza una certa timidezza, ma con un tatto grazioso, s'interpone. Si dice che al deputato Brissot cominci a girare la testa, in quella repentina altezza, come accade alle teste deboli.
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Gl'invidiosi insinuano che la Moglie di Roland  il Ministro, non il Marito; fortunatamente  il peggio che le potranno attribuire. Del resto, lasciate che qualsiasi testa giri a suo talento, perch non sar mai la testa di questa brava donna. Ella  qui serena, dal portamento di Regina, qual'era in addietro nella sua soffitta del Convento delle Orsoline! Ella che ha placidamente sgusciati i Fagiuoli francesi pel suo pranzo, disimpegnando il suo cmpito come una giovane serva, con un'attenzione calma e riflessiva, sapendo che cosa faceva e che cosa era lei; questa tale guarder del pari serenamente gli ori e gl'intarsi, comprendendone il valore. Calonne fece gl'intarsi: egli dava in quel luogo dei pranzi, mentre il vecchio Besenval diplomaticamente gli parlava all'orecchio, e fu grande: eppure vedemmo alfine Calonne "camminare a grandi passi". Poi, Necker: dove  ora Necker? Un rapido cambiamento ci ha condotti l dentro; un rapido cambiamento ci mander lungi. Non  un Palazzo,  un Carovan-serraglio!
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Cos si muove e ondeggia questo Mondo inquieto, un giorno dopo l'altro, un mese dopo l'altro. Le strade di Parigi e tutte le citt hanno il loro quotidiano oscillatorio fluire d'uomini; un torrente che scompare la notte quando gli uomini si pongono orizzontalmente nei letti e sui giacigli; per ritornare la dimane, ridesti appena, alla posizione perpendicolare e al movimento. Gli uomini, folli o saggi, proseguono per la loro via; - l'ingegnere Goguelat va su e gi, recando le lettere cifrate della Regina. Una Madame de Stal  in faccende; ella non riesce a trarre il suo Narbonne dalla corrente del Tempo. Una Principessa di Lamballe  anche lei in faccende; non pu aiutare la sua Regina. Barnave, vedendo i Feuillants disperdersi, e Coblenz cos ben disposta, chiede come ricompensa finale di baciare la mano a Sua Maest la Regina; "non si augura niente di buono dal nuovo procedere di lei"; e si ritira a Grenoble, ove sposa una ereditiera. Il Caf Valois e il Restaurant di Mot odono ogni giorno delle guasconate, e le ciarle spavalde dei Pensionati Realisti, con o senza pugnali. Gli avanzi dei saloni aristocratici chiamano il nuovo Ministero Ministre-Sansculotte. Un Louvet del romanzo Faublas  occupato nei Giacobini. Un Cazotte del romanzo Diable Amoureux  occupato altrove; meglio faresti, o vecchio Cazotte, a restare tranquillo;  questo un mondo ove il magico diviene reale! Tutti sono affaccendati, in ci che essi indovinano solo in parte; - a gettar semi di zizzania, in genere, nel "Semenzaio del Tempo": questo, a poco a poco, metter tutto completamente in luce.
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Ma le Esplosioni Sociali hanno in s qualche cosa di formidabile, e per cos dire, di magico e di folle, ci che invero sempre la vita racchiude segretamente: cos la Terra muta  (dice la Favola); se voi le strappate le radici della sua mandragola, dar un gemito demoniaco da fare ammattire. Quando queste esplosioni, queste Rivolte sono mature, scoppiano come le mute Forze della Natura; eppure son forze di Uomini, e noi siamo parte di esse: il Demoniaco che  nella vita dell'uomo  scoppiato su noi, e spazzer via anche noi! - Qui un giorno  come un altro, eppure tutti i giorni non sono simili, ma differenti. Quante cose crescono, silenziose, irresistibili, ad ogni momento che passa! Crescono Pensieri, crescono Forme del linguaggio, ed Usi e Costumi; e in maniera pi visibile le azioni e le transazioni, e quella predestinata Lotta della Francia con s stessa e col mondo intero.
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La parola Libert non  mai pronunziata se non congiunta con un'altra: Libert e Uguaglianza. Parimenti, in un regno della Libert e dell'Uguaglianza, che possono significare queste parole: "Signore", "Servo Obbediente", "Onore di essere" e simili? Sono avanzi e particelle dell'antico Feudalismo; che, se anche avessero una semplice funzione grammaticale, dovrebbero essere stralciate! La Societ Madre da molto tempo ha avuto delle proposte in questo senso, di cui essa non potette occuparsi; non potette occuparsi pel momento. Notate anche che i Fratelli Giacobini vanno adottando una nuova simbolica acconciatura del capo: il Berretto di Lana o Berretto da Notte, Bonnet de laine, meglio conosciuto come Bonnet rouge, perch di color rosso; portato non solo come Berretto Frigio della Libert, ma anche per convenienza e in omaggio ai Patrioti delle Classi umili e agli Eroi della Bastiglia: poich il Berretto da Notte Rosso riunisce queste tre qualit. Le stesse coccarde cominciano a farsi di lana, di tessuto tricolore; la coccarda di nastro, come segno dell'Alta Classe dei Feuillants, comincia a divenire sospetta. Segni dei tempi.
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E pi ancora notate le doglie del parto dell'Europa; o piuttosto notate ci che essa porta nel seno; poich fermarsi su i successivi dolori e urli, dell'Alleanza Austriaca e Prussiana, del Dispaccio Antigiacobino di Kaunitz, degli Ambasciatori Francesi scacciati e cos via, sarebbe troppo lungo. Dumouriez corrisponde con Kaunitz, con Metternich o Cobentzel, in uno stile diverso da quello di Delessart. Ci che  stringato diviene pi stringato; saranno date risposte categoriche, come quella pel lavorio di Coblenz e altro ancora. E in caso di rottura? In caso di rottura, il 20 Aprile 1792, il Re e i Ministri si recano alla Salle de Mange rendono noto lo stato delle cose; e il povero Luigi, "con le lagrime agli occhi", propone che l'Assemblea decreti la Guerra. E dopo la debita eloquenza, la Guerra  decretata quella notte.
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S, la Guerra! Parigi accorse tutta in folla, nell'ansia dell'attesa, alla seduta del mattino e pi ancora a quella della sera. D'Orlans coi suoi due figli  l; egli guarda su con occhi spalancati, dalla galleria di fronte (194). Tu puoi guardare, o Filippo:  una Guerra piena di conseguenze, per te e per tutti. L'Oscurantismo Cimmerio e questa Rivoluzione tre volte gloriosa lotteranno per essa; circa ventiquattro anni di lotta; incommensurabile lotta di Briareo; in un continuo succedersi di vicende; prima che possano arrivare, non ad un accordo, ma a un compromesso a conoscere ciascuno approssimativamente ci che  nell'altro.
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I nostri Tre Generali sulle Frontiere, stiano pure a guardare per questo; e il povero Chevalier de Grave, il Ministro della Guerra, pensi che dovr fare. Quel che si agita nei tre Generali e negli Eserciti possiamo indovinarlo. Quanto al povero Chevalier de Grave egli in questo turbine di cose da cui  incalzato e stretto, finisce col perdere la testa, e non fa che girare con esse in una maniera da folle, sottoscrivendosi alfine: "De Grave, Maire de Paris". Poi si dimette, ripassa lo Stretto, per andarne a passeggiare nei Giardini di Kensington (195); e l'austero Servan, abile Ufficiale del Genio, prende il suo posto. Il posto d'Onore? Il posto della Difficolt per lo meno.
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CAPITOLO 10.
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PTION-NATIONAL-PIQUE.
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Eppure, come sulle Cateratte oscure e senza fondo scherzano i pi folli, i pi fantastici spruzzi e spume e riflessi dai colori strani, nascondendo l'Abisso sotto il vaporoso arcobaleno! Insieme a questa discussione sulla Guerra Austro-Prussiana, si svolge un'altra discussione, non meno, anzi pi veemente intorno ai Quaranta o Quarantadue Svizzeri dello Chteau-Vieux, per vedere se sia il caso di liberarli dalle Galere di Brest. Nel caso affermativo, vi dovranno essere pubblici Festeggiamenti o soltanto privati?
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Throigne, come vedemmo, parl, e Collot raccolse il racconto. Non ha la finale rivelazione di Bouill, nella finale Notte degli Speroni, bollata la vostra cosidetta "Rivolta di Nancy" in "Massacro di Nancy", per giudizio di un Patriota?  odioso quel massacro; odiosi sono i "pubblici ringraziamenti" resi dal Feuillant Lafayette a proposito di esso! Poich invero il Patriottismo Giacobino e il Feuillantismo sparpagliato sono ormai all'ultima stretta mortale; e combattono con ogni arma, non esclusi i colpi di scena. I muri di Parigi sono per conseguenza coperti di Manifesti e Contromanifesti a proposito dei Quaranta Svizzeri. I Giornali rispondono ai Giornali; l'Attore Collot al Poetastro Roucher; Joseph Chnier, il Giacobino, cavaliere di Throigne, a suo fratello Andr, il Feuillant; il Maire Ption a Dupont di Nemours: per due mesi interi non v' pace pel pensiero dell'uomo, - fin che questa cosa non si sia sistemata.
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Gloria in excelsis! I quaranta Svizzeri sono alfine "amnistiati". Gioite, voi Quaranta; toglietevi i vostri unti berretti di lana, che diverranno Berretti della Libert. La Societ Filiale di Brest vi d il bentornato a bordo, baciandovi sulle guance; le vostre Manette di ferro sono disputate come Reliquie di Santi; la Societ di Brest pu reclamare una parte, che trasformer in Picche, una specie di Sacre Picche; ma l'altra parte spetta a Parigi, ove sar sospesa nel duomo insieme alle Bandiere dei Tre Popoli Liberi! Tale oca  l'uomo; un'oca che crocchia sul velluto e sulla peluche dei Grandi Monarchi e sulla lana dei Galeotti; su tutto e su nulla, - mettendosi a crocchiare con tutta l'anima, semplicemente perch gli altri crocchiano!
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Il mattino del nove Aprile i Quaranta gaglioffi Svizzeri giungono da Versailles, salutati da Vivats che arrivano al cielo, con affluenza d'uomini e di donne. Li conduciamo al Palazzo Civico; anzi addirittura alla Legislativa, quantunque non senza difficolt. Vengono arringati, convitati, ricevono doni, - fin la Corte, non a scarico di coscienza, vi contribuisce per qualche cosa; e la loro Pubblica Festa avr luogo la prossima Domenica. E cos avviene (196). Essi son fatti montare in un "Carro trionfale somigliante a un vascello", e sono portati in giro per Parigi a suon di cembali e di tamburi, mentre tutti gli astanti applaudono; sono menati allo Champ-de-Mars e all'Altare della Patria; e finalmente il loro carro li trascina lontano, poich il Tempo sempre apporta la liberazione, - in una invisibilit sempiterna.
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Il Feuillantismo disperso, o quel Partito che ama bens la Libert, ma non pi della Monarchia, vuole, allora, procurarsi anche la sua Festa; la Festa di Simonneau, lo sfortunato Maire di tampes, che mor per la Legge; nel vero senso della parola, per la Legge, quantunque il Giacobinismo lo contesti; calpestato come fu con la sua Bandiera Rossa nella sollevazione pel grano. A questa Festa il Pubblico assiste anche, ma senza applaudire: non noi.
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Insomma, le Feste non mancano; deliziosi spruzzi iridescenti ora che tutto precipita con triplicata velocit verso la sua Cascata del Niagara. Vi sono Banchetti Nazionali sotto il patronato del Maire Ption; Saint-Antoine e i Forti delle Halles sfilano a traverso il Club Giacobino; "la loro felicit", secondo Santerre, "non sarebbe, altrimenti, perfetta"; e cantano con molte voci il loro a-ira, e danzano la loro ronde patriotique. Fra questi si ha il piacere di distinguere Saint-Huruge, espressamente, in cappello bianco, il San Cristoforo della Carmagnola. Inoltre certo Tambour, o Suonatore di Tamburo Nazionale, avendo proprio allora ricevuto il dono d'una figliuola, stabilisce che la nuova cittadina francese sia battezzata sull'Altare della Patria, allora e in quel luogo. Onde, finito il Pranzo, egli la fa battezzare; Fauchet, il Vescovo Te Deum,  a capo della funzione; Thuriot e altre persone onorevoli fanno da padrini; il nome di battesimo  Ption-National-Pique! (197). Questa rimarchevole Cittadina, ormai al declivio della vita, cammina ancora sulla Terra? O mor nel mettere i denti? La Storia Universale non  indifferente a questo.
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CAPITOLO 11.
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IL RAPPRESENTANTE EREDITARIO.
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Eppure non  con le danze della Carmagnola e col canto del a-ira, che pu farsi il lavoro. Il Duca Brunswick non danza la Carmagnola, ma ha messo in moto i suoi sergenti istruttori.
Alle Frontiere, i nostri Eserciti, sia tradimento o no, si comportano peggio che mai. Dovremo dire che le truppe sono mal comandate? Che sono intrinsecamente cattive? Che sono senza comando, indisciplinate, sediziose; che in una trentina d'anni di pace non hanno mai visto il fuoco? In ogni caso, i piccoli scontri di Lafayette e di Rochambeau, che essi fecero nelle Fiandre Austriache, avevano mal fruttato, come deve accadere dei piccoli scontri; i soldati sono colpiti da terrore alla vista della propria ombra; gridano a un tratto: "On nous trahit", e scappano via in preda a un panico selvaggio al primo colpo o prima; - affrettandosi solo a impiccare due o tre prigionieri di cui s'erano impadroniti, e a massacrare il proprio Comandante, il povero Thobald Dillon, da loro trascinato in un granaio della Citt di Lille.
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E il povero Gouvion - che si mostr cos inabile nell'Insurrezione delle Donne? Gouvion lasci l'Aula Legislativa e i doveri Parlamentari, disgustato, e disperato, quando quei Galeotti di Chteau-Vieux vi furono introdotti. Egli disse: "Fra gli Austriaci e i Giacobini non v' altro che la morte d'un soldato"; e cos, "nella notte oscura e tempestosa", egli s' cacciato nella gola del cannone austriaco, ed  perito in una scaramuccia a Maubeuge il nove Giugno. E il Patriottismo Legislativo ne prender il lutto, commemorandolo nello Champ-de-Mars con paramenti funebri e melodia; molti Patrioti possono essere stati pi abili di lui, nessuno pi sincero. Lo stesso Lafayette si mostra in tutto dubbioso; in cambio di battere gli Austriaci,  sul punto di scrivere per denunciare i Giacobini. Rochambeau, addirittura sconsolato, lascia il servizio; resta solo quel ciarliero di Luckner, il vecchio Granatiere Prussiano.
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Senza Eserciti, senza Generali! E la Notte Cimmeria s'addensa; mentre Brunswick prepara il suo proclama; proprio sul punto di mettersi in marcia. Dicano un Ministero Patriottico e una Legislativa: che faranno in simili circostanze? Sopprimiamo i nemici interni per prima cosa, risponde la Patriottica Legislativa; e il 24 Maggio propone il suo Decreto per l'esilio dei Preti. Bisogna radunare anche dei nuclei di determinati amici interni, aggiunge il Ministro della Guerra Servan, e propone, il 7 Giugno, il suo Campo dei Ventimila. Ventimila Volontari Nazionali, presi Cinque in ogni Cantone; Patrioti scelti, poich Roland  Ministro dell'Interno; essi dovranno riunirsi qui in Parigi; e provvedere alla difesa, abilmente progettata, contro gli Austriaci all'estero e il domestico Comitato Austriaco. Ecco tutto ci che possono fare un Ministero Patriottico e una Legislativa.
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Per quanto questo Campo apparisca ragionevole e abilmente architettato a Servan e al Patriottismo, non appare tale al Feuillantismo e a quello Stato Maggiore Feuillant-Aristocratico che  a guardia di Parigi: uno Stato Maggiore che sarebbe necessario sciogliere. Questi uomini veggono nel Campo di Servan un'offesa; ed anche, come pretendono di dire, un insulto. Onde giungono Petizioni da parte dei Feuillants bleus colle spalline; che sono mal ricevute. E alla fine arriva una Petizione, detta "delle Ottomila Guardie Nazionali"; con una quantit di nomi, compresi nomi di donne e di fanciulli. Questa famosa Petizione degli Ottomila finisce coll'essere ricevuta; e i Firmatari, tutti armati, sono ammessi all'onore della seduta - se mai vi saranno onori, se mai vi sar una seduta; poich, come le loro baionette appaiono ad una delle porte, l'Assemblea si "aggiorna", e si accalca all'altra porta (198).
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Di pi, proprio in quei giorni,  deplorevole il vedere che le Guardie Nazionali, mentre scortano la processione della Fte-Dieu o Corpus-Christi, agguantano e colpiscono con le sciabole tutti i Patrioti che non si scoprono al passare dell'Ostia. Puntano le loro baionette sul petto del Beccaio Legendre, un noto Patriota fin dal tempo della Bastiglia, e minacciano di massacrarlo; quantunque egli se ne stia perfettamente rispettoso, egli dice, nel suo Biroccio, alla distanza di cinquanta passi, aspettando la fine, Femmine ortodosse, intanto, urlano perch sia messo alla Lanterne (199).
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A tal punto  giunto il Feuillantismo in questo Corpo, ed  ben naturale; poich non sono i suoi Ufficiali creature del capo dei Feuillants, Lafayette? Anche la Corte, naturalmente, ha trescato con loro; carezzandoli fin dalla dissoluzione della cosidetta Guardia Costituzionale. Alcuni Battaglioni sono addirittura "ptris, impastati", di Feuillantismo; Aristocratici nel fondo; per esempio il Battaglione dei Filles-Saint-Thomas, formato di Banchieri, Agenti di cambio e d'altri denarosi della Rue Vivienne. Il nostro degno e vecchio Amico Weber, Fratello di latte della Regina, porta il fucile in quel Battaglione, - si pu giudicare con qual grado d'Intento Patriottico.
Noncurante di tutto questo, o piuttosto preoccupata di questo stato di cose, la Legislativa, spalleggiata dalla Francia Patriottica e dal senso della Necessit, decreta questo Campo dei Ventimila. Il decisivo, bench condizionale Bando dei cattivi Preti,  gi decretato.
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Si vedr ora se il Rappresentante Ereditario  per noi o contro di noi. Se  o non ; a tutti gli altri nostri malanni si doveva aggiungere quest'altro pi intollerabile di tutti: che ci rende non una Nazione minacciata da un estremo pericolo e in estremo bisogno; ma il paralitico Solecismo d'una Nazione; avvolta in una Veste Costituzionale che non  altro che un sudario; con la nostra mano destra incollata nella nostra sinistra; per attender qui, contorcendoci nell'angoscia, inabili a muoverci dal posto, fin che stretti dalla Corda Prussiana non saliamo le forche. Che il Rappresentante Ereditario se ne renda ben conto: il Decreto dei Preti? Il Campo dei Ventimila? In nome del Cielo, egli risponde: Veto! Veto! - Il rigido Roland trasmette la sua Lettera al Re, o meglio la Lettera che Madame Roland scrisse tutta in una seduta: una delle lettere pi franche che siano mai state dirette a un Re. Questa franca Lettera il Re Luigi ha l'agio di leggerla nella serata. Infatti, egli la legge, la manda gi; e al mattino seguente tutto il Ministero Patriottico trova che ha fatto il capitombolo.  il 13 Giugno 1792 (200).
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Dumouriez, l'uomo dai molteplici consigli, con un Duranthon nominato Ministro della Giustizia, a dir vero indugia per un giorno o due, in una maniera alquanto sospetta; parla con la Regina, piange, si pu dire, con lei; ma alla fine anch'egli parte, per recarsi ov' l'esercito, lasciando che un qualche Ministero e dei Ministri Non-Patriottici o Semi-Patriottici prendano il timone. Non li nominate quei Ministri; sono Fantasmi soggetti a rapidi mutamenti, che girano come figure di lanterna magica; pi che mai spettrali!
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Sventurata Regina, sventurato Luigi! I due Veti erano tanto naturali; non sono dei martiri i Preti? e non sono amici? Questo Campo dei Ventimila sarebbe forse altro che il campo dei pi violenti Sanculotti? Ci  naturale; eppure la Francia non pu tollerarlo. I Preti che cooperano con Coblenz debbono portare altrove il loro martirio; solo i violenti Sanculotti, e non altra specie di creature respingeranno gli Austriaci. Se tu preferisci gli Austriaci, per amor del Cielo, va a raggiungerli. Se no, congiungiti francamente con chi fa loro opposizione fino alla morte. Non c' via di mezzo.
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Ohim, qual'era la via estrema rimasta ormai a un uomo come Luigi? Dei Realisti di sottomano, l'Ex Ministro Bertrand Moleville, l'Ex Costituente Malouet, e ogni specie d'individui incapaci di dare aiuto, danno consigli su consigli. Col viso animato dalla speranza, volto ora all'Assemblea Legislativa, ora all'Austria e a Coblenz e in genere tutt'intorno al Capitolo delle Probabilit, un antico Reame si trascina barcollando non si sa verso qual luogo, sul torrente delle cose.
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CAPITOLO 12.
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LA PROCESSIONE DEI CALZONI NERI.
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Ma vi  in Francia un uomo pensante, il quale possa persuadersi che in tali circostanze la Costituzione camminer? Brunswick si muove; egli fra pochi giorni si metter in marcia. E la Francia vorr starsene neghittosa con la mano destra incollata nella sinistra, finch arrivi la Saint-Barthlemy di Brunswick; fin che la Francia sia come la Polonia, e i suoi Diritti dell'Uomo divengano una Forca Prussiana?
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Veramente  un momento spaventevole per tutti. La Morte della Nazione; oppure un sovrannaturale, convulsivo scoppio di Vita Nazionale; - una specie di scoppio demoniaco! Quei Patrioti la cui audacia ha dei limiti, meglio farebbero, in verit, a ritirarsi, come Barnave, a Grenoble; in cerca della felicit privata. Quei Patrioti la cui audacia non ha limiti, debbono sprofondarsi nell'oscurit, tutto osando e tutti sfidando, e ricercare la salvezza negli stratagemmi e nei complotti dell'Insurrezione. Roland e il giovane Barbaroux hanno spiegata dinanzi la Carta della Francia; Barbaroux dice "con le lagrime agli occhi"; essi considerano ci che sono i Fiumi e le Catene di Montagne che si trovano ivi: si ritireranno dietro questo corso della Loira, difenderanno quei labirinti di pietra dell'Auvergne; salveranno qualche piccolo Territorio sacro alla Libert; morranno almeno nell'ultimo fossato. Lafayette redige la sua enfatica Lettera alla Legislativa contro il Giacobinismo (201); la quale enfatica Lettera non potr sanare l'insanabile.
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Avanti, Patrioti dall'audacia senza limiti; siete voi che dovete ormai agire o morire! Le Sezioni di Parigi sono tutte immerse in consultazioni, e mandano Deputazioni su Deputazioni alla Salle de Mange per presentare petizioni e denunzie. Grande  la loro ira contro il tirannico Veto, il Comitato Austriaco e consociati Re Cimmerii. Che significa ci? La Legislativa ascolta la "campana a stormo dei nostri cuori"; ci accorda l'onore della seduta, ci vede sfilare fra il tintinnio e le fanfaronate; ma il Campo dei Ventimila e il Decreto dei Preti, cui Sua Maest ha messo il Veto, sono divenuti impossibili per la Legislativa.
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Il Fiero Isnard dice: "Noi avremo l'Uguaglianza, dovessimo discendere nella tomba per conseguirla". Vergniaud proferisce ipoteticamente le sue Losche visioni d'Ezechiele sul Fato dei Re Antinazionali. Ma il quesito sta in questo: le profezie ipotetiche, il tintinnio e le fanfaronate demoliranno il Veto; o il Veto, al sicuro nel suo Castello delle Tuileries, non  soggetto a tale demolizione? Barbaroux, ricacciando indietro le sue lagrime, scrive alla Municipalit di Marsiglia, che gli mandino "Seicento uomini che sappiano morire, qui savent mourir" (202). Non  questo un messaggio cogli occhi bagnati di pianto, bens un messaggio cogli occhi di fuoco - che sar ubbidito!
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Intanto  prossimo il Venti di Giugno, anniversario del Giuramento della Pallacorda di fama mondiale; in quel giorno si dice che alcuni cittadini pensino di piantare un Mai o Albero della Libert sulla Terrazza dei Feuillants alle Tuileries; e fors'anche di presentare una Petizione alla Legislativa e al Rappresentante Ereditario intorno a questi Veti; - con quel seguito di dimostrazioni, di suoni e d'evoluzione che parr giovevole e opportuno. Le Sezioni si sono recate isolatamente, hanno fatto udire il loro clangore e fatte le loro evoluzioni: ma se tutte fossero venute o gran parte di esse, e piantando il loro Mai in quelle circostanze d'allarme avessero suonato a stormo la campana nei loro cuori?
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Fra gli Amici del Re non pu esservi che una sola opinione su un tal passo; fra gli Amici della Nazione ve ne possono esser due. Da una parte, non vi sarebbe possibilit d'annientare con la paura quei maledetti Veti? I Patrioti Privati e anche i Deputati Legislativi possono aver ognuno la proprio opinione o non-opinione; ma l'arduo compito ricade evidentemente sul Maire Ption e sui Municipali, a un tempo Patrioti e Custodi della pubblica Tranquillit. Cos, con una mano respingere la cosa, con l'altra accarezzarla! Il Maire Ption e la Municipalit possono prendere questa via; il Direttorio del Dipartimento col Procureur-Syndic Roederer, che hanno tendenza Feuillant, possono prender quella. Insomma ognuno deve agire secondo la proprio opinione o le sue due opinioni; e influenze d'ogni specie, e rappresentanze officiali s'incrociano l'una con l'altra nella maniera pi folle. E se, dopo tutto, il Progetto, desiderabile e non desiderabile, si dissiper da s, attraversato da tante complicazioni, senza venirne a niente?
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Ma non fu cos; il mattino del Venti Giugno, un grande Albero della Libert, del genere d'un Pioppo di Lombardia, si vede legato su un carro nel sobborgo Saint-Antoine. Anche il sobborgo Saint-Marceau, nel pi remoto Sud-Est, e tutta la remota regione Orientale, con uomini e donne armati di picche, Guardie Nazionali e curiosi inermi si raccolgono - con la pi pacifica intenzione del mondo. Giunge un Municipale tricolore e parla. Tutto  pacifico, ti diciamo, tutto conforme a Legge; non sono forse permesse le Petizioni e il Patriottismo dei Mais?
Il Municipale tricolore ritorna senz'aver nulla ottenuto; i vostri rigagnoli Sanculottici continuano a scorrere sino a diventare torrenti; verso mezzod, condotto da quel Santerre di alta statura, in uniforme azzurra, e da Saint-Huruge, anch'egli di alta statura e col cappello bianco, muove verso l'Ovest un rispettabile fiume o confluenza di fiumi sempre crescente.
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Quali Processioni non abbiamo noi vedute! Il Corpus-Christi con Legendre che aspettava nel suo Biroccio; le Ossa di Voltaire con carri tirati da giovenchi, e coi Bifolchi in Costume Romano. Le Feste di Chteau-Vieux e di Simonneau; i Funerali di Gouvion, il Falso funerale di Rousseau e il Battesimo di Ption-National-Pique! Nondimeno, questa Processione ha un carattere suo proprio. Nastri tricolori ondeggianti sulla punta delle Picche; bastoni ferrati; non pochi emblemi; fra cui sono da notare specialmente questi due di genere tragico e non tragico: un Cuore di Toro trapassato da un ferro, con questa epigrafe: "Coeur d'Aristocrate, cuore d'Aristocratico": e, cosa pi singolare, proprio come stendardo della Turba, un paio di vecchi Pantaloni Neri (di seta, dicono) disteso su una stampella e portato in alto con queste memorabili parole: "Tremblez, tyrans, voil les Sanculottes, Tremate, tiranni, qui sono i Senza-calzoni!" La Processione porta anche con s due cannoni.
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I Municipali tricolori con la sciarpa di nuovo le si fanno incontro pel Quai Saint-Bernard; e, ordinato di fare alt, perorano calorosamente. Voi siete pacifici, virtuosi Municipali tricolori; noi siamo pacifici come colombe appena nate. Ecco il nostro Mai della Pallacorda. La Petizione  legale; e quanto alle armi, non ricevette l'Augusta Legislativa i cosidetti Ottomila armati, per quanto Feuillants? Le nostre Picche non sono di ferro Nazionale? La Legge  la nostra madre e il nostro padre, che mai non vogliamo disonorare; ma il Patriottismo  la nostra stessa anima. Voi siete pacifici, o virtuosi Municipali; - e dopo tutto, anche per voi il tempo  breve! Noi non possiamo fermarci; camminate con noi. - I Calzoni Neri si agitano, impazienti; rumoreggiano le ruote del cannone; la Turba dai molti piedi fa udire il suo calpestio.
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Com'essa giunse alla Salle de Mange, simile a un fiume sempre crescente, e fu ammessa dopo un battibecco, e lesse il suo Indirizzo, e sfil danzando e cantando il a-ira, condotta da Santerre dall'alta statura e dalla voce sonora e da Saint-Huruge dall'alta statura e dalla voce sonora; come essa si sparse, non pi come un chiuso Mar Caspio, tutt'intorno al circuito delle Tuileries; e mentre i Patrioti delle prime file, incalzati dalla retroguardia contro i cancelli di ferro sbarrati, erano sul punto di morire schiacciati, con le spaventevoli gole dei cannoni sotto gli occhi, poich i Battaglioni Nazionali erano allineati nell'interno; come i Municipali tricolori accorsero in gran fretta e i Realisti coi Biglietti d'Entrata, e le due Maest se ne stavano nell'interno circondate da persone in abito nero; tutto ci la mente umana immaginer da s o legger negli antichi Giornali e nella Cronaca dei Cinquanta Giorni (203) del Sindaco Roederer.
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Il nostro Mai  piantato se non nella Terrazza dei Feuillants, ove non v' ingresso, nel Giardino dei Capucins, ch' il pi vicino posto accessibile. L'Assemblea Nazionale s' aggiornata per la Seduta della sera; forse questo lago chiuso, non trovando via d'entrata, vorr ritirarsi alle sue sorgenti, per poi scomparire in pace? Ohim, non ancora: la retroguardia incalza sempre, poco rendendosi conto della calca che  sul fronte. In ogni caso, si desidererebbe, se fosse possibile, di scambiare una parola con Sua Maest!
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L'ombra si allunga ad Oriente; sono le quattro: non verr fuor Sua Maest? Difficilmente! In tal caso, il Comandante Santerre, il Macellaio Legendre, il Patriota Huguenin con la campana a stormo nel cuore, essi ed altre Autorit andranno dentro. Petizioni e richieste ad una Guardia Nazionale stanca, incerta; Petizioni sempre pi rumorose, rafforzate dallo strepito dei nostri due cannoni! Il cancello che non cedeva s'apre alfine; la infinita moltitudine sanculottica inonda le scale; picchia alle porte degli appartamenti privati. Dal picchiare, in questi casi, si passa ai colpi, dai colpi allo scassinamento; le porte di legno cadono in pezzi. Ed ora segue una scena che il mondo ha lungamente deplorata, e non senza ragione; poich un pi doloroso spettacolo, d'Incongruenza di fronte ad Incongruenza, mentre dall'una parte e dall'altra si riconoscevano come tali e si riguardavano in faccia con uno sguardo attonito e stupito, raramente vide il mondo.
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Quando si batte alla sua porta, il Re Luigi apre, si presenta con disinvoltura e domanda: "Che cosa volete?". L'ondata Sanculottica indietreggia con riverenza; ma ritorna spinta dal di dietro e grida: "Veto! Ministri Patrioti! Annullate il Veto!" - Al che Luigi risponde coraggiosamente che non  tempo di provvedere, n  quello il modo di domandarlo. Onorate la virt che  in un uomo. Luigi non manca di coraggio; egli possiede anche quella forma di coraggio pi alto che si chiama coraggio morale, bench solo nella sua met passiva. I suoi pochi Granatieri Nazionali si fanno indietro con lui nel vano d'una finestra, ove egli resta con una inalterata passivit, fra le gomitate e lo strepito: quale spettacolo! Gli porgono un Berretto rosso della Libert; egli quietamente se lo pone sul capo, e dimentica d'averlo. Si lagna d'aver sete; la Canaglia quasi ubbriaca gli offre una bottiglia, ove egli beve. "Sire, non abbiate paura", gli dice uno dei suoi Granatieri. "Paura?", risponde Luigi: "Sentite qua", e pone la mano di colui sul suo cuore. Cos, resta la Maest col Berretto rosso di lana, mentre il nero Sanculottismo si dimena intorno a lui, senza scopo, con dissonanze inarticolate, con gridi di "Veto! Ministri Patrioti!".
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Ci per tre ore e pi! L'Assemblea Nazionale  aggiornata; i Municipali tricolori non giovano quasi a nulla; il Maire Ption rimane assente; l'Autorit non esiste. La Regina coi Figliuoli e la sorella Elisabetta, che piangono e sono atterriti non per loro soltanto, stanno dietro a delle tavole che fanno da barricata, e ai Granatieri, in una camera interna. Gli Uomini in abito nero prudentemente sono scomparsi. Il cieco lago del Sanculottismo resta stagnante intorno al Castello del Re per ore.
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Senonch, tutte le cose debbono avere un fine. Arriva Vergniaud con la Deputazione Legislativa, essendosi or ora aperta la Seduta della sera. Il Maire Ption  giunto e sta arringando "innalzato sulle spalle di due Granatieri". In questa incomoda posizione e in altre non meno incomode, in vari luoghi, dentro e fuori, il Maire Ption arringa; vi sono molti che arringano; e finalmente il Comandante Santerre sfila, passando via col suo Sanculottismo dal lato opposto del Castello. Attraversando la camera ove sta la Regina con aria di dignit e di dolorosa rassegnazione, in mezzo alle tavole e ai Granatieri, una donna offre anche a lei un Berretto rosso; ella lo prende e lo mette anche sul capo del piccolo Principe Reale. "Madame", disse Santerre, "questo Popolo vi ama pi che voi non crediate" (204).
Alle otto i membri della Famiglia Reale si gettano fra le braccia uno dell'altro fra "torrenti di lagrime". Disgraziata Famiglia! Chi non piangerebbe per essa, se non vi fosse da piangere per tutto il mondo?
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Cos, l'epoca della Cavalleria  passata, e quella della Fame  venuta. Cos, il Sanculottismo mancante di tutto, guarda in faccia il suo Roi, Regolatore, Re o Uomo Abile; e trova che egli non ha nulla da dargli. Cos, le due Parti si trovano faccia a faccia dopo lunghi secoli, guardandosi stupidamente l'una con l'altra: Questo sono io; ma giusto Cielo, sei tu Questo? - e si dividono senza sapere che fare. Eppure, le Incongruenze essendosi riconosciute incongrue, qualche cosa se ne caver. Il Fato conosce che cosa.
Questo  il Venti di Giugno di fama mondiale, che meglio pu chiamarsi la Processione dei Calzoni Neri. Con cui ci che dovevamo dire di questo Primo Parlamento Francese biennale, dei suoi prodotti e della sua attivit pu esser bell'e terminato.
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LIBRO SESTO. I MARSIGLIESI.
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CAPITOLO 1.
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L'ESECUTIVO CHE NON AGISCE.
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Come potrebbe il vostro paralitico Esecutivo Nazionale esser messo "in azione" in una maniera o in un'altra con un Venti Giugno come questo? Proprio al contrario: una grande simpatia per la Maest cos insultata sorge dappertutto; manifestandosi con Indirizzi, Petizioni, "la Petizione dei Ventimila abitanti di Parigi", e simili, da parte di tutti gl'individui costituzionali: un deciso rannodamento intorno al trono.
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Dal quale rannodamento si credeva che Re Luigi avrebbe tratto un qualche partito. Senonch, egli non sa che farsi di ci, n cerca di ricavarne qualche cosa; poich veramente i suoi pensieri poggiano tutti, al di l di questa simpatia e di questo concentramento interno, su Coblenz principalmente. N questa simpatia  poi gran cosa in s stessa.  la simpatia delle persone che credono ancora che la Costituzione possa camminare. Onde l'antica discordia e il fermento, della simpatia dei Feuillants per la Regalit e della simpatia dei Giacobini per la Patria, che agiscono gli uni contro gli altri all'interno; e, all'esterno, il terrore di Coblenz e di Brunswick: - questa discordia, questo fermento debbono avere il loro corso, fin che deve maturare e sopraggiungere la catastrofe. Si crederebbe, tanto pi che Brunswick  sul punto di mettersi in marcia, che tale catastrofe non debba essere lontana. All'opera, o Venticinque Milioni di Francesi, o Potentati stranieri, o Emigrati minacciosi, o Sergenti istruttori Tedeschi; compia ognuno ci che gli vien fatto di compiere! E tu, Lettore, a questa secura distanza, vedrai come si svolgeranno le cose in mezzo a loro.
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Considerate perci questo pietoso Venti Giugno come una futilit; non una catastrofe, ma piuttosto una catastasi o accrescimento. Questi Pantaloni Neri non volteggiano nella Immaginazione Storica, come una malinconica bandiera del dolore, implorante un aiuto che nessun mortale pu dare? Implorante una piet; e tu hai il cuor duro, se non l'accordi francamente, a ciascuno e a tutti! Altre simili bandiere, o quelle che son dette Evenienze e simbolici Fenomeni foschi e chiari, aleggeranno a traverso l'Immaginazione Storica; questi fenomeni, l'un dopo l'altro, verremo notando con estrema brevit.
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Il primo fenomeno  quello di Lafayette alla Sbarra dell'Assemblea, otto giorni dopo. Avuto appena sentore di quello scandaloso Venti Giugno, Lafayette ha lasciato il suo Comando della Frontiera del Nord in buono o in cattivo ordine, e il 28  rientrato a Parigi, per reprimere i Giacobini; e non per lettera ormai; ma svolgendo oralmente petizioni, con la forza del carattere, faccia a faccia. L'Augusta Assemblea trova discutibile questo procedere; intanto gli concede l'onore di prender parte alla seduta (205). Altro onore o vantaggio pu dirsi che sventuratamente non vi fu; le Gallerie grugnivano; il fiero Isnard era tetro; il tagliente Guadet non parco di sarcasmi.
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All'esterno, quando  finita la seduta, il Sieur Resson, padrone del Caff Patriottico di quel quartiere, sente un gran tumulto in istrada, e vien fuori per guardare insieme ai Patrioti suoi avventori:  la carrozza di Lafayette con una scorta tumultuosa di Granatieri bleus, Cannonieri, Ufficiali di Linea anche, che applaudono e caracollano intorno. Essi si fermano rimpetto alla porta del Sieur Resson; gli agitano in viso i loro pennacchi; anzi gli mostrano i pugni e gridano: A bas les Jacobins; ma, fortunatamente, passano via senza venire alle mani.
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Passano via, per piantare un Mai innanzi alla porta del Generale, facendo rodomontate d'ogni genere. Il Sieur Resson non pu far altro che riferire con dolore tutto l'accaduto alla Societ Madre quella sera (206). Ma tanto il Sieur Resson che la Societ Madre non possono far altro che indovinare quanto segue: che un Concilio di Feuillants altolocati, ond' formato lo Stato Maggiore della Guardia non ancora abolito e che ha il suo statuto e la sua forza, si trova proprio in questo momento privatamente riunito in casa del Generale, per vedere se non si potrebbero debellare i Giacobini con la forza. Il giorno seguente sar tenuta una Rivista nel Giardino delle Tuileries, di quelli che vorranno presentarsi e provare. Ohim, dice Toulongeon, appena un centinaio si presentarono. Rinviata la cosa alla dimane, che  sabato, ne risultano "una trentina", che si allontanano stringendosi nelle spalle! (207) Immediatamente Lafayette rimonta in vettura, e ritorna meditando su molte cose.
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La polvere di Parigi  appena lontana dalle sue ruote, la Domenica d'Estate  appena sorta, quando i Cordeliers riuniti in deputazione strappano quel suo Mai: prima del tramonto i Patrioti lo hanno bruciato in effigie. I dubbi pi forti s'elevano nella Sezione e nell'Assemblea Nazionale, sulla legalit della non richiesta visita Antigiacobina da parte d'un Generale: un dubbio che si gonfia e si espande per tutta la Francia, per sei settimane circa; con un parlare senza fine intorno ai soldati usurpatori, all'Inglese Monk, a Cromwell addirittura: O tu, povero Grandison-Cromwell! - A che serve? Lo stesso Re Luigi guardava freddamente l'impresa; il colossale Eroe dei due Mondi, essendosi pesato nella bilancia, si ritrova un Colosso minuscolo, capace di muovere solo trenta uomini.
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Nello stesso senso e con lo stesso risultamento lavora il nostro Direttorio Dipartimentale qui a Parigi; che, il 6 Luglio, delibera di sospendere il Maire Ption e il Procuratore Manuel da ogni funzione civica, per la loro condotta, piena, come si allega, d'omissioni e commissioni in quel grazioso Venti Giugno. Il virtuoso Ption si considera come un martire o pseudo-martire, minacciato di molte cose; pronunzia la sua debita lamentazione eroica, alla quale Parigi Patriottica e la Patriottica Legislativa rispondono a tono. Il Re Luigi e il Maire Ption hanno gi avuta un'intervista e un dialogo che si distingue per la sua franchezza da ambo le parti, e finisce da parte di Re Luigi con le parole: "Taisez vous, state zitto".
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D'altra parte, questa di sospendere il nostro Maire, sembra una misura inopportuna. Per mala fortuna essa venne fuori precisamente il giorno del famoso Baiser de l'amourette, o miracoloso bacio di Dalila della conciliazione, di cui parlammo tempo addietro; il quale bacio di Dalila fu quindi addirittura privo d'effetto. Poich ora Sua Maest deve scrivere, quasi quella stessa sera, chiedendo consiglio all'Assemblea riconciliata! Ma l'Assemblea riconciliata non vuol consigliare; non vuole interessarsene. Il Re conferma la sospensione; allora forse, non prima d'allora, l'Assemblea interverr; il tumulto di Parigi Patriottica diventa pi forte. Onde il vostro bacio di Dalila, tale era il destino del Primo Parlamento, diviene una battaglia di Filistei!
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Inoltre corre voce che una trentina dei nostri Senatori capi Patrioti debbano esser messi in prigione a seguito di atto d'accusa e di mandato d'arresto di Giudici Feuillants, Juges de Paix; i quali qui in Parigi erano capaci d'una tal cosa. Fu soltanto lo scorso Maggio che il Juge-de-Paix Larivire, su doglianza di Bertrand-Moleville relativa a quel Comitato Austriaco, ebbe l'audacia di lanciare un mandato di comparizione contro tre capi della Montagna, i Deputati Bazire, Chabot e Merlin, la triade dei Cordeliers; intimando loro di comparire innanzi a lui e indicargli dove fosse quel Comitato Austriaco, altrimenti ne avrebbero subte le conseguenze. La Triade, a sua volta, ebbe l'audacia di buttare nel fuoco il mandato di comparizione, facendo valere coraggiosamente il privilegio del Parlamento. Onde pel suo zelo mancante di scienza, il povero Giudice Larivire si trova attualmente nella prigione d'Orlans, in attesa d'esser giudicato dalla Haute Cour. Questo esempio non pu a meno di sgomentare altri Giudici avventati; e cos questa voce dei Trenta arresti continuer ad essere nient'altro che una voce.
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Ma, dopo tutto, quantunque Lafayette fosse stato cos leggero e avesse visto divelto il Mai, il Feuillantismo Officiale non trepida affatto; anzi tien alta la testa, forte della Lettera della Legge. I Feuillants sono dappertutto: un Direttorio Feuillant d'uomini eminenti, col Duca di La Rochefoucauld per Presidente - cosa che pu divenire pericolosa per lui! Oscura  ormai l'Anglomania un tempo brillante di quei Nobili cos ammirati. Il Duca di Liancourt offre, dalla Normandia ov' Luogotenente generale, non solo di ricevere Sua Maest, pensando ad una fuga in quel luogo, ma di prestargli danaro in quantit enorme. Sire, non  una Rivolta,  una Rivoluzione; e veramente una Rivoluzione non all'acqua di rose! Nobili pi degni di quei due non v'erano n in Francia n in Europa: ma il Tempo  pieno di storture, soggetto a rapidi mutamenti, perverso; quale sar dunque, in esso, il pi retto sentiero che guider a una mta?
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Un'altra fase vogliamo notare: in quel principio di Luglio alcuni avanzi di Volontar Nazionali Federati si dirigevano alla volta di Parigi da var punti, per organizzare una nuova Festa della Federazione, o Festa delle Picche, il giorno Quattordici. Ci aveva desiderato l'Assemblea Nazionale, ci aveva voluto la Nazione. In questo modo, forse, possiamo ancora avere il nostro Campo Patriottico, malgrado il Veto. Poich, non possono questi Federati dopo aver celebrata la loro Festa delle Picche, marciare su Soissons, e compiute le debite istruzioni e reggimentati, correre alle Frontiere e dove ci aggrada? In questo modo si verrebbero abilmente a eludere uno dei Veti!
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Poich, a dir vero, l'altro Veto, quello relativo ai Preti, pu dirsi quasi eluso; e senza grande abilit. Le Assemblee Provinciali, nel Calvados per esempio, procedono con le proprie forze nel giudicare e bandire i Preti Antinazionali. O ancor peggio, non le Assemblee Provinciali, ma un Popolo disperato, come a Bordeaux, ne "impicca due alla Lanterna", senza previo giudizio (208). Miserando Veto, che  pronunziato e non pu essere messo in atto!
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 vero che qualche fantasma d'un Ministro della Guerra o d'un Ministro dell'Interno, come vuole il tempo, un fantasma che noi non nomineremo, scrive alle Municipalit e ai Comandanti del Re, che essi debbono, con ogni metodo concepibile, impedire quelle Federazioni, e anche annientare i Federati con la forza delle armi; messaggio che ingenera soltanto dubbio, che paralizza, che confonde, e finisce coll'irritare la povera Legislativa e col ridurre i Federati ai minimi termini. Ma quando si domanda a questo e agli altri Fantasmi: che cosa dopo tutto si propongono di salvare il paese, - essi rispondono che non possono dirlo; che, quanto a loro, hanno dato le loro dimissioni in massa quel mattino; ora non fanno altro che prender congedo rispettosamente, abbandonando completamente il timone. Con queste parole escono bruscamente dall'Aula, sortent brusquement de la Salle, mentre le "Gallerie applaudono fragorosamente", e la povera Legislativa resta "per un buon pezzo in silenzio!" (209) Cos fanno i Ministri, in casi estremi: si mettono in isciopero; uno dei pi strani auspic. Non vi sar un altro Gabinetto di Ministri completo; ma solo frammenti, soggetti a cambiarsi, che mai si completeranno; Apparizioni spettrali che non possono far altro che apparire! Il Re Luigi scrive che egli ormai vede di buon occhio questa Festa della Federazione, e che vi prender parte in persona.
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E cos quei residui di Fdrs vengono alla volta di Parigi, a traverso una Francia paralitica. Residui magri e torvi; non pi quelle spesse file giubilanti come nella prima Festa delle Picche! No: questi poveri Federati marciano ora incontro all'Austria e al Comitato Austriaco, incontro al pericolo e alla speranza perduta; uomini dall'avversa fortuna, di dura tempra, non ricchi di beni terrestri. Le Municipalit, paralizzate dal Ministro della Guerra, sono peritose nell'offrire quattrini;  proprio cos, i vostri poveri Federati non si possono mettere in marcia, fin che la Societ Filiale del luogo non apra la borsa e sottoscriva. Non ne saranno arrivati che Tremila in tutto, quel giorno stabilito. Eppure, magri e deboli come sembrano, questi avanzi di Federati, sono la sola cosa che si vede muovere con chiarezza d'intento in quella scena strana. Un ronzio e un sussurro astioso; un ribollimento in questa vasta Francia che geme e s'agita, tutta incantata, ammaliata da una Costituzione che non cammina, in uno spaventevole Sogno Magnetico, conscio e inconscio; spaventevole Sogno Magnetico che dovr convertirsi in una di queste due cose: la Morte o la Follia! La pi parte dei Fdrs recano nelle loro tasche qualche invocazione ardente, qualche Petizione, perch "l'Esecutivo possa agire"; o perch si faccia qualche passo in questo senso, ottenendo la Dchance del Re, o almeno la sua sospensione. Essi saranno i benvenuti alla Legislativa, alla Madre del Patriottismo; e Parigi provveder ai loro alloggi.
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La Dchance, nientemeno; e che cos'altro poi? Una Francia libera per incanto, una Rivoluzione salvata; e tutto quel che segue! Cos rispondono il torvo Danton e i Patrioti a oltranza, dal fondo della loro regione sotterranea del Complotto, ove sono ora immersi. La Dchance, risponde Brissot coi pi moderati; e se poi fosse coronato il piccolo Principe Reale, dandosi luogo ad una Reggenza di Girondini e al ritorno d'un Ministero Patriottico da cui dipendesse? Ohim, povero Brissot, che pensa, come fa sempre il povero, alla prossima dimane come alla sua pacifica terra promessa, decidendo di ci che dovr durare sino alla fine del mondo con un colpo d'occhio che non va oltre la lunghezza del proprio naso! Pi sav sono i Patrioti a oltranza dei Sotterranei, che, con un lume per l'ora presente, lasciano il resto agli di.
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E non potrebbe darsi che nella presente condizione di cose la pi probabile conclusione fosse che Brunswick, il quale sta raccogliendo a Coblenz le sue forze smisurate, potesse arrivar prima, tagliando corto alla Dchance e al teorizzare che si fa su di essa? Brunswick  alla vigilia di mettersi in marcia, con ottantamila uomini, si dice: feroci Prussiani, feroci Assiani ed Emigrati pi feroci ancora: un Generale del Gran Federico, con tale Esercito. E i nostri Eserciti? E i nostri Generali? Quanto a Lafayette, la sua recente visita occupa un Comitato, e tutta la Francia discute e censura; ed egli sembra pi disposto a combattere noi che Brunswick. Luckner e Lafayette fanno le viste di scambiare i corpi ed eseguono dei movimenti che il Patriottismo non pu comprendere. Questo solo  molto chiaro, che i loro corpi fanno delle marce innanzi e indietro nell'interno del paese; molto pi vicino a Parigi che per lo innanzi! Luckner ha ordinato a Dumouriez di scendere dove  lui, lasciando Maulde e il Campo fortificato. Al quale ordine il Dumouriez dai molti consigli, incalzato strettamente dagli Austriaci, tutto intento ad addestrare alcune migliaia d'uomini a resistere al fuoco e ad essere soldati, dichiara che, avvenga quel che si vuole, non pu obbedire (210). Sancir la povera Legislativa l'operato di Dumouriez, il quale fa appello ad essa, "non sapendo che vi  un Ministero della Guerra?" O approver i movimenti di Luckner e di Lafayette?
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La povera Legislativa non sa che fare. Essa decreta, frattanto, che lo Stato Maggiore della Guardia di Parigi e tutti gli Stati Maggiori, essendo Feuillants per la pi parte, debbono essere sciolti e sostituiti. Essa decreta con ardore, nella maniera in cui si pu mostrare, che il Paese  in Pericolo. E, finalmente l'11 Luglio, la dimane di quel giorno in cui il Ministero si pose in isciopero, essa decreta che il Paese debba essere, in gran fretta, dichiarato in Pericolo. Su che sancisca pure il Re, prenda le sue misure la Municipalit: se tale Dichiarazione pu essere utile, non deve mancare.
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In Pericolo; s, pi che mai in Pericolo! Sorgi, o Paese; o sarai ignominiosamente calpestato e precipiterai nella rovina! Ma non vi sono novantanove probabilit su cento che nessun sollevamento possa salvarlo; mentre Brunswick, gli Emigrati e l'Europa Feudale lo stringono da presso?
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CAPITOLO 2.
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MARCIAMO!
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Ma, a nostro modo di vedere, il pi notevole di tutti questi fenomeni di movimento  quello dei "Seicento Marsigliesi di Barbaroux che sanno come si muore".
Pronta alla richiesta di Barbaroux, la Municipalit di Marsiglia ha messo insieme quegli uomini; il mattino del 5 Luglio, la Municipalit dice loro: "Marchez, abattez le Tyran, Marciate, atterrate il Tiranno" (211); ed essi, con un feroce e appropriato "Marchons", si mettono in cammino. Lungo viaggio, incerta missione: Enfants de la Patrie, che un buon genio vi guidi! Li guida il loro cuore selvaggio e la fede che  in esso; e non  questo il monito d'un qualche genio buono o cattivo? Sono cinquecentodiciassette uomini validi con dei Capitani per ogni cinquantina e decina; tutti ben armati, col fucile in ispalla e la sciabola a lato, che recano anche tre pezzi di cannone: perch chi sa mai quel che pu capitare! Vi sono Municipalit paralizzate dal Ministro della Guerra; Comandanti che hanno l'ordine di arrestare anche i Volontar della Federazione;  bene, quando con gli argomenti non si riesce a far aprire la Porta d'una Citt, avere un petardo per frantumarla! Essi hanno lasciata la loro citt Foceana piena di sole, col suo Porto di mare, il suo movimento e la sua fioritura; hanno lasciato il Corso affollato con le fronzute Avenues, l'arsenale dall'odor di catrame, i boschetti di mandorli e d'ulivi; son gi lontani da loro gli aranci alla sommit delle case e le bianche e scintillanti bastides che coronano le colline. Vanno innanzi per le vie selvagge, dall'estrema terra di Francia, a traverso citt sconosciute, incontro a un destino ignoto; con uno scopo che essi conoscono.
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Fenomeno veramente sorprendente; come mai in una pacifica Citt commerciale, tanti padri di famiglia abbandonino ognuno il proprio mestiere, gli ordegni della loro industria; si cingano d'armi da guerra e intraprendano un viaggio di seicento miglia, "per abbattere il tiranno"; - voi cercate in tutti i Libri di Storia, in tutti i Pamphlets, in tutti i Giornali per trovare qualche lume in proposito; ma, disgraziatamente, invano. Il Rumore e il Terrore precedono questa marcia, che avr un'eco in voi, essendo la marcia stessa una cosa sconosciuta. Weber ha appreso nelle scale segrete delle Tuileries che sono Forats, Forzati e malandrini, n pi n meno, quei Marsigliesi; tali, che mentre attraversavano Lione, la popolazione chiuse le botteghe; - oltre il loro numero si diceva che fosse di Quattromila. Ugualmente vago  Blanc Gilli che parla di Forzati e del pericolo di saccheggio (212). Essi non erano Forats, n vi fu saccheggio, o pericolo di saccheggio. Uomini di vita regolare o dalla borsa ben fornita difficilmente potevano essere costoro; la sola cosa occorrente in loro era che "sapessero morire". .
L'Amico Dampmartin li vide coi propri occhi marciare "per ordine" a traverso i suoi quartieri a Villefranche nel Beaujolais; ma li vide in maniera assai vaga, preoccupato com'era, e col pensiero di dovere egli medesimo proprio allora - attraversare il Reno. Profondo era il suo stupore nel pensare a quella marcia senz'alcun ordine, senza alcuna regola di tappe o di razione; del resto erano "gli stessi uomini che egli aveva veduti altra volta nei torbidi del Sud, perfettamente civili"; i suoi soldati, tuttavia, non potettero a meno di venire a discorso con loro (213).
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Sono cos vaghi tutti questi; il Moniteur e l'Histoire Parlamentaire  come se passassero la cosa sotto silenzio: la loquace Istoria, come avviene di solito, non vi dir mai nulla dove voi pi desiderereste che vi parlasse! Se la Curiosit illuminata prender una volta visione dei Registri del Consiglio di Marsiglia non vorr forse ricercare questa procedura che  una delle pi strane procedure Municipali? E non sar tratta a fare delle ricerche sulle Biografie, pi o meno degne di fede, di quei Cinquecentodiciassette, e non ancora irrevocabilmente ingoiate dalla corrente del Tempo?
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Il fatto  che questi Marsigliesi rimangono inarticolati, indistinti nelle loro forme; una Massa arcigna, piena di terribile fuoco, che va con un tempo caldo, soffocante: veramente curiosa a contemplare. Vanno fra i dubb infiniti e foschi pericoli; essi che non sono dubbiosi. Il Fato e l'Europa Feudale avevano deciso di venire ad accerchiare del difuori; essi avevano alla loro volta deciso di marciare nell'interno. Col volto coperto di polvere, con viveri frugali, s'inoltrano faticosamente; instancabili, risoluti a non lasciarsi sopraffare. Questa marcia diverr famosa. Il Pensiero, che lavora senza voce in quella massa arcigna e nera,  stato, da un ispirato Colonnello dall'anima di Tirteo, Rauget de Lisle, che la Terra ancora conserva (214), tradotto col ritmo d'una fiera melodia nel suo Inno o Marcia della Marsigliese: la pi felice composizione musicale mai apparsa. Quella musica far formicolare il sangue nelle vene; in tutte le riunioni sar cantata con occhi pieni di lagrime e di fuoco, e col cuore sfidante la Morte, il Dispotismo e il Diavolo.
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Si vede bene che questi Marsigliesi arriveranno troppo tardi per la Festa della Federazione. Infatti non sono Giuramenti del Campo di Marte che hanno in vista. Hanno una tutt'altra cosa da compiere: mettere in moto un paralitico Esecutivo Nazionale. Essi debbono "distruggere" qualunque Tiranno, qualunque Martyr-Fainant che lo paralizzi; distruggere o essere distrutti; riuscire, insomma, e saper morire.
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CAPITOLO 3.
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QUALCHE CONSOLAZIONE PEL GENERE UMANO.
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Della Festa della Federazione propriamente noi non diremo quasi niente. Si sono Piantate le Tende nello Champ-de-Mars; la tenda per l'Assemblea Nazionale, la tenda pel Rappresentante Ereditario - il quale, a dir vero, vi si reca troppo presto, ed  costretto ad aspettare molto tempo. Vi sono Ottantatr simbolici Alberi della Libert Dipartimentali; molti Alberi e molti Mais; pi bello di tutti  un immenso Mai intorno al quale pendono Scudi e Blasoni e, quel ch' pi, sacs de procdures, sacchi di processi; roba che deve essere bruciata. Le Trenta file di quel famoso Pendio sono di nuovo piene; abbiamo un Sole brillante; e tutto marcia, zampilla, scorre; ma a che giova? Il virtuoso Maire Ption, che il Feuillantismo aveva sospeso, fu ripristinato soltanto iersera con un Decreto dell'Assemblea. L'umore degli uomini  assai acre. Sui cappelli  scritto col gesso: "Vive Ption"; oppure "Ption o la Morte, Ption ou la Mort".
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Il povero Luigi, che  stato fino alle cinque ad aspettare che arrivasse l'Assemblea, pronunzia il Giuramento Nazionale questa volta, con una corazza imbottita sotto il suo corpetto, per isviare le palle (215). Madame de Stal sporge la testa dalla Tenda Reale in una specie d'agonia: se quella moltitudine ondeggiante che riceve il Re non lo rimander vivo? Nessun grido di Vive le Roi giunge all'orecchio; ma solo grida di Vive Ption; Ption ou la Mort. La solennit Nazionale  tutta una confusione; la gente comincia a sgattaiolarsela quasi prima che le evoluzioni siano cominciate. Perfino il Mai coi suoi scudi e i suoi sacchi di processi  dimenticato, e non viene bruciato; fin che "alcuni Deputati Patrioti", invitano il popolo, avvicinando ad esso una torcia, cos, come per trastullo. Una pi triste Festa delle Picche non si vide mai.
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Il Maire Ption, il cui nome  sui cappelli,  allo Zenit in questa Federazione; Lafayette si trova assai vicino al suo Nadir. Perch la campana a stormo di Saint-Roch fa udire la sua voce il sabato seguente, e i cittadini chiudono le loro botteghe? (216) Sfilano le Sezioni; si teme un'effervescenza. Il Comitato Legislativo che ha lungamente deliberato intorno a Lafayette e a quella sua visita antigiacobina, riferisce quest'oggi che "non v' luogo ad Accusa!" Calmatevi, intanto, o Patrioti, e fate cessare la campana a stormo: la Discussione non  finita, n il Rapporto  accettato; ma Brissot, Isnard e la Montagna discuteranno e torneranno a discutere, forse per la durata di tre settimane.
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Son tante le campane, le campane a stormo e i rumori, - che si finisce col non udire pi nulla, poich l'uno soffoca l'altro. Per esempio: in quello stesso suono a stormo per Lafayette, sabato, v'era in pari tempo qualche debole tono minore, che la Deputazione della Legislativa suonava pel lungo riposo dello Chevalier Paul Jones; il suono a stormo e quello a mortorio  tutt'uno per lui ormai! Neppur dieci giorni dopo, il Patriota Brissot, applaudito oggi dai Patrioti delle Gallerie, sar fischiato per via del suo Patriottismo limitato; anzi, preso di mira mentre far un discorso, "sar colpito da due susine" (217).  un mondo folle, vacuo; fatto di toni minori e toni maggiori, di trionfo e di terrore, di alti e bassi!
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Pi commovente  quest'altra Solennit, che ha luogo la dimane dello scampano a stormo per Lafayette: la Proclamazione che il Paese  in pericolo. Non prima di questa Domenica pot aver luogo questa Solennit. La Legislativa la decret quasi quindici giorni innanzi, ma la Regalit e il fantasma d'un Ministero procrastinarono come pi potettero. Oggi intanto, Domenica 22 Luglio 1792, non sar pi rimandata; e la Solennit  un fatto compiuto. Commovente spettacolo! La Municipalit e il Maire hanno cinte le loro sciarpe; dal Pont-Neuf tuona il cannone dall'arme, e per tutto il giorno s'odono a intervallo colpi isolati. Passano a cavallo le Guardie, le Notabilit con le sciarpe, gli Alabardieri e una Cavalcata; coi pennoncelli e i vessilli emblematici, fra i quali si nota specialmente uno smisurato Vessillo, che aleggia tristemente: Citoyens, la Patrie est en Danger. Vanno cos per le vie con una musica mesta, con un lento scalpitare; e, fermandosi ad ogni luogo convenuto, mandano fuori dalle loro trombe un suono lugubre; poi un Araldo divulga a voce alta ci che l'occhio vede sul Vessillo: "Cittadini, il nostro Paese  in Pericolo!"
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Vi  un cuore d'uomo che possa udire questo senza rabbrividire? Il mormorio, il muggito di molte voci con cui risponde quella moltitudine, non  l'espressione del trionfo, eppure  un suono pi profondo di quello del trionfo. Ma quando la lunga cavalcata e la Proclamazione finirono, il nostro immenso Vessillo fu issato sul Pont-Neuf, e un altro simile a quello fu messo a sventolare sull'Htel-de-Ville, in attesa di giorni migliori; e ogni Municipale rest nel centro della sua Sezione, in una Tenda elevata all'aperto in qualche piazza; Tende sormontate dai vessilli con le parole: Patrie en Danger, con una Picca pi in alto e un Bonnet Rouge; di fronte, su due tamburi, poggia un'asse e su questa un Libro aperto, innanzi al quale sta uno Scrivano, come un angelo della memoria, pronto a scrivere le liste, o, come noi diciamo, ad arruolare! Oh, allora, sembra che gli di medesimi volgano il loro sguardo dall'alto su quella scena. Il giovane Patriottismo, Culottico e Sanculottico, si slancia avanti nell'ardore dell'emulazione: Ecco il mio nome, il sangue, la vita, tutto  del mio paese; oh perch non posseggo altro! I giovani di statura bassa piangono perch sono al disotto della misura. I vecchi si fanno innanzi dando l'una e l'altra mano a due figliuoli. Le Madri stesse offriranno la creatura delle loro viscere; la faranno partire fra le lagrime. E la moltitudine mugge; Vive la Patrie; che si ripercote lontano. E il fuoco brilla negli occhi degli uomini; - e al tramonto il vostro Municipale torna al Palazzo Civico seguto dal suo lungo corteo di valorosi Volontar, e, mentre porge la sua Lista, dice con orgoglio guardando intorno: Questa  la messe della mia giornata (218). Essi marceranno la dimane per Soissons; con un piccolo fagotto contenente tutte le loro cose.
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Cos, col grido di Vive la Patrie, Vive la Libert, Parigi di pietra riecheggia come l'Oceano nei suoi abissi; mentre tutti i giorni i Municipali arruolano nelle tende tricolori; il vessillo sventola sul Pont-Neuf e sul Palazzo Civico: Citoyens, la Patrie est en Danger. Circa diecimila combattenti, senza disciplina, ma pieni di coraggio, si mettono in marcia dopo pochi giorni. Lo stesso si fa in ogni citt della Francia. - Pensate se il paese mancherebbe di difensori, quando avessimo nient'altro che un Potere Esecutivo Nazionale! Che le Sezioni e le Assemblee primarie, a qualunque costo, divengano permanenti! E infatti divengono permanenti e siedono in continuazione a Parigi e in tutta la Francia, per Decreto della Legislativa in data di mercoled 25 (219).
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Notate d'altra parte come, in quegli stessi momenti, proprio il 25, Brunswick "si scuote, s'branle", a Coblenz, e si mette in cammino! Si scuote invero; una sola parola produce questa scossa. Segue un simultaneo tintinnio di trentamila moschetti sollevati in ispalla; diecimila cavalieri cavalcano insolentemente, con strepito d'armi, con gli Emigrati che fanfaroneggiano all'avanguardia: poi, tamburi e timballi; fracasso di pianti e di bestemmie e il cigolio sordo dei carri delle provvigioni, in cui le marmitte da campo stridono urtandosi: tutto questo  Brunswick che si muove; senza tutto questo non marcia un uomo, "che copre uno spazio di quaranta miglia". E molto meno senza il suo manifesto con la data, come dicevamo, del 25 Luglio: Documento di Stato degno d'attenzione!
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Secondo questo Documento, parrebbe che grandi cose siano serbate alla Francia. Tutto il Popolo Francese avr ora il permesso di riunirsi intorno a Brunswick e ai Signori Emigrati; la Tirannia d'una Fazione Giacobina non li opprimer pi; essi ritorneranno e troveranno favore presso il buon Re; il quale con una Dichiarazione Reale  (di tre anni addietro) del ventitr Giugno, disse che egli stesso li farebbe felici. Quanto all'Assemblea Nazionale, e ad altri Corpi Organizzati, rivestiti d'un'ombra temporanea d'autorit, sono incaricati di mantenere intatte le Citt e le Piazze Forti del Re, fin che non venga Brunswick per consegnargliele. Invero, una pronta sommessione pu mitigare tante cose; ma per questo fine bisogna esser solleciti. Qualunque Guardia Nazionale o chiunque non militare resister con le armi, sar "trattato da traditore", vale a dire impiccato immediatamente. Inoltre, se Parigi, prima che entri Brunswick, insulter in qualunque modo il Re; o, per esempio, tollerer che una Fazione porti via il Re in altro luogo, Parigi in questo caso sar spazzata via dal cannone e dalla "Legge Marziale". Del pari tutte le altre Citt, che conscie della marcia forzata di Sua Maest non l'impediscano con tutte le forze, saranno bombardate; inoltre Parigi, ogni altra Citt ed ogni luogo di partenza, ogni tratto di via, ogni punto di fermata della suddetta marcia forzata sacrilega, saranno ridotti un mucchio di rovine fumanti, da additarsi come un esempio. Tale vendetta sarebbe veramente insigne, una "insigne vengeance", - O Brunswick, quali parole tu scrivi e divulghi! In questa Parigi, come nell'antica Ninive, vi sono tante migliaia che non distinguono la mano destra dalla sinistra ed anche molte bestie. Debbono anche morire le vacche da latte, gli asini dall'arduo lavoro e i poveri canarini?
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N manca la Dichiarazione Reale e Imperiale Austro-Prussiana, che espone nella maniera pi ampia la versione di Sans-souci-Schnbrunn su tutta la Rivoluzione Francese fin dal suo inizio; e rivela con qual dolore quelle teste alte hanno visto accadere tali cose sotto il Sole! Intanto, "come una lieve consolazione per l'umanit" (220), spediscono ora Brunswick, senza badare a spese, come si vede, o a sacrifici da parte loro; poich il primo dovere non  quello di consolare gli uomini?
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Serene Altezze, che vi occupate nel fare protocolli e manifesti, nonch nel consolare il genere umano, che sarebbe se, per una volta in mille anni, le vostre Pergamene, i vostri formular e tutte le ragioni di Stato fossero mandati all'aria e la Realt Senza-Calzoni vi guardasse in faccia, con sorpresa, guardasse proprio voi; e il Genere Umano dicesse, spontaneamente, quale sarebbe la cosa che potrebbe consolarlo?
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CAPITOLO 4.
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SOTTERRANEO.
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Ma giudicate se v'era conforto per le Sezioni che sedevano in permanenza, nel deliberare come un Potere Esecutivo Nazionale poteva esser messo in azione!
Sgorga prepotente la risposta, non di starnazzante terrore, ma di sfida orgogliosa e pronta, e Vive la Nation; mentre i giovani coraggiosi affluiscono alle Frontiere; mentre la Patrie en Danger invita mutamente coi cenni sul Pont-Neuf. Le Sezioni sono occupate sempre nella loro Profondit; e pi ancora lavora il Patriottismo a oltranza, cercando la salvezza nel complotto. L'insurrezione, direte voi, diviene una volta ancora il pi sacro dei doveri? Un Comitato che s' eletto da s stesso, si riunisce all'insegna del Sole d'Oro; ne fanno parte i Giornalisti Carra, Camillo Desmoulins, l'Alsaziano Westermann, amico di Danton, l'Americano Fournier della Martinica: - un Comitato non ignoto al Maire Ption, che, come personaggio officiale, deve dormire con un occhio aperto. Non ignoto al Procureur Manuel, e meno di tutti al Sostituto Procureur Danton. Quest'ultimo, avvolto nell'oscurit, essendo anche personaggio officiale, regge questa qualit sulle sue spalle di gigante: fosco invisibile Atlante.
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Vi  tanto d'invisibile; gli stessi Giacobini hanno le loro reticenze. L'Insurrezione deve avvenire; ma quando? Solo questo possiamo discernere, che quei Fdrs, i quali non sono andati ancora a Soissons, n sono disposti ad andarvi, "per ragioni", dice il Presidente Giacobino, "che pu essere opportuno non mentovare", - hanno formato un Comitato Centrale che ha sede ivi presso, sotto il tetto della Societ Madre. Anche le Quarantotto Sezioni hanno fatto il loro Comitato Centrale; istituito "per la pronta comunicazione", il che in tale fermento e in tale pericolo d'effervescenza  veramente opportuno. A questo Comitato Centrale la Municipalit, ansiosa di averlo a portata di mano, non pu rifiutare un appartamento all'Htel-de-Ville.
Strana citt! Al disopra di tutto questo, si sbrigano le consuete faccende; si lavora di martello e di macina. Gli eleganti passeggiatori gironzano sotto gli alberi; e le passeggiatrici vestite di mussola bianca, dai parasoli verdi, si appoggiano al vostro braccio. Ballano i cani, e i lustrascarpe esercitano il loro mestiere su quel medesimo Pont-Neuf ove la Patria  in Pericolo. E cos tante cose hanno il loro corso, mentre il corso di tutte le cose  prossimo ad alterarsi, a terminare.
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Guardate le Tuileries e il Giardino delle Tuileries. Tutto  silenzio come se si fosse nel Sahara, nessuno entra se non ha il biglietto! Chiusero i Cancelli dal Giorno dei Pantaloni Neri: cosa che erano liberi di fare. Senonch, l'Assemblea Nazionale mormora un po' a proposito della Terrazza dei Feuillants, poich questa Terrazza  attigua all'entrata posteriore della loro Aula, ed era in parte di propriet Nazionale; onde la Giustizia Nazionale ha distesa per traverso una Fascia Tricolore, come segno di demarcazione, e porta "iscrizioni satiriche su biglietti", generalmente in versi; tutto ci che si trova al lato opposto  chiamato Coblenz e rimane vuoto, silenzioso, come un Golgota predestinato; dove la luce del sole e l'ombra si alternano invano. Predestinato Circuito: quale speranza pu albergarvi? Solo i Misteriosi Biglietti d'Entrata vi trovano libero accesso; si parla d'una Insurrezione assai imminente. Lo Stato Maggiore del Genio di Rivarol avrebbe fatto meglio a comprare spingarde, berretti da Granatiere, rosse uniformi svizzere. L'Insurrezione verr; ma non incontrer anche resistenza? Si pu sperare che sia tenuta lontana fino all'arrivo di Brunswick?
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Ma considerate ancora se i Termini di pietra e le Sedie portatili restano silenziosi; se il Collegio d'Araldi degli Attacchini di Manifesti dorme! La Sentinelle di Louvet d i suoi avvertimenti gratuiti su tutti i muri; Sulleau  in faccende; l'Amico del Popolo Marat e l'Amico del Re Royou gracidano a vicenda. Quanto a Marat, bench sia stato lungamente nascosto dopo il Massacro dello Champ-de-Mars,  sempre vivo. Egli  rimasto chi sa in quale grotta; forse in una grotta di Legendre; ma fin dall'Aprile la voce di Rana catesbiana echeggia un'altra volta, pi scordata di qualunque altro grido terrestre. Per ora un nero terrore l'assale: O bravo Barbaroux, non potresti tu introdurmi clandestinamente a Marsiglia, "travestito da fantino?" (221) Nella piazza del Palais Royal e in tutte le pubbliche piazze, come leggiamo, vi  una grande attivit; degli individui privati arringano esortando chi ha coraggio ad arruolarsi, e sostengono che l'Esecutivo non pu essere messo in azione. I giornali Realisti dovrebbero essere solennemente bruciati; di l argomenti e discussioni che finiscono in genere a colpi di bastone, coups de canne (222). Ora, riportatevi un po' a questa scena:  mezzanotte e siamo nella Place Salle de Mange; l'Augusta Assemblea s' allora allora aggiornata, quando "Cittadini d'ambo i sessi entrano come un torrente, gridando: Vendetta, stanno avvelenando i nostri Fratelli"; - impastano nel pane vetri macinati, a Soissons! Vergniaud deve pronunziare parole rassicuranti, dicendo che dei Commissar sono stati gi mandati per investigare circa questi vetri macinati e per provvedere all'uopo; - cos la corrente dei Cittadini "cade in profondo silenzio", e torna a casa per mettersi a letto.
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Tale  Parigi, il cuore d'una Francia che  della sua stessa natura. Il sospetto preternaturale, il dubbio, l'inquietitudine, il preconcetto senza nome, da una spiaggia all'altra: - e quei Marsigliesi dalle ciglia nere che marciano infaticabili, coperti di polvere, in mezzo a tutto questo; senza che abbiano un dubbio, essi. Marciano col ritmo della musica fiera dei loro cuori, percorrendo lunghe distanze, per tre settimane e pi; preceduti dal Terrore e dal Rumore. I Federati di Brest arrivano il 26, percorrendo le strade in mezzo agli evviva. Anche questi sono uomini decisi, portino o non portino le sacre Picche di Chteau-Vieux; o almeno decisamente avversi a Soissons, finora. Certamente i Fratelli Marsigliesi s'avvicinano ogni giorno di pi.
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CAPITOLO 5.
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A PRANZO.
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Fu un bel giorno per Charenton, quel 29 del mese, quando i Fratelli di Marsiglia realmente si videro arrivare. Barbaroux, Santerre e i Patrioti sono andati incontro agli intrepidi Viaggiatori. Il Patriota si stringe al seno il Patriota polveroso; vengono poi la lavanda dei piedi e la refezione, seguita da un "pranzo di milleduecento coperti" alla Meridiana Azzurra, Cadran Bleu, e profonde consultazioni di cui non si sa nulla (223). Consultazioni che invero non menano a niente; poich Santerre con la borsa aperta e con la voce alta, non ha quasi pi la testa. Frattanto noi passiamo qui la notte: domani sar la pubblica entrata in Parigi.
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Di questa pubblica entrata gli Storici del Giorno, Diurnalisti o Giornalisti, come essi stessi si chiamano, hanno conservato sufficente ricordo. Essi raccontano che uomini e donne di Saint-Antoine, e tutta Parigi, dettero loro fraternamente il benvenuto, fra gli evviva e i battimani sulle strade gremite di popolo; e tutto trascorse nella maniera pi pacifica; - solo che i nostri Marsigliesi notarono qua e l delle coccarde di seta e fecero un cenno perch fossero strappate e sostituite da coccarde di lana; il che fu fatto. Che la Societ Madre in corpo venne fino al suolo della Bastiglia per abbracciarli. E che voi allora veniste trionfanti, fino al Palazzo Municipale per essere abbracciati dal Maire Ption e per lasciare i vostri moschetti nelle Caserme della Nouvelle France non lontane da quel luogo; - poi vi recaste all'Osteria designata negli Champs-Elyses per prendere un frugale pranzo patriottico (224).
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Di tutto ci le Tuileries indignate potranno avere notizia mediante i loro Biglietti d'Entrata. Gli Svizzeri Rossi guardano con duplicata diligenza le Grate dello Chteau; - quantunque non vi sia nessun pericolo, non  vero? I Granatieri Bleus della Sezione Filles-Saint-Thomas son l di servizio quel giorno; uomini agiati, come abbiam visto, dalle borse piene, dalle coccarde di nastro; fra cui presta servizio Weber. Una parte di questi ultimi, coi Capitani e parecchie Notabilit dei Feuillants, Moreau de Saint-Mry dai Tremila Ordini, e altri, sono stati a pranzare, con pi etichetta, in una Osteria l vicino. Hanno pranzato, ed ora bevono facendo brindisi Lealisti-Patriottici; mentre i Marsigliesi, semplici Patrioti Nazionali, siedono intorno al loro desco frugale dalle ordinarie stoviglie. Come and la cosa resta anche oggi senza spiegazione; ma il fatto apparente  questo: alcuni di quei Granadiers Filles-Saint-Thomas escono dalla Osteria, forse un po' ilari, ma non certo ebbri dei liquori bevuti; - escono con l'intenzione prestabilita di manifestare ai Marsigliesi o alla moltitudine dei Patrioti di Parigi che vagano in quei dintorni, che essi, i Filles-Saint-Thomas, scrutati nel loro intimo, non sono meno Patrioti di qualsiasi altra classe d'uomini.
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Era una temeraria impresa! Perch, come poteva la moltitudine che s'aggirava per le vie credere un tal cosa, o far altro che riderne, eccitando e suscitando provocazioni? - fin che i Granatieri tirano fuori le sciabole e parte un grido acuto: "A nous, Marseillais, A noi, Marsigliesi!" Con la rapidit del lampo, poich il pasto frugale non  ancora servito, la Taverna dei Marsigliesi si spalanca, dalla porta, dalle finestre escono correndo, saltando, precipitandosi i Cinquecentodiciassette Patrioti ancora digiuni; e con la sciabola sguainata, si trovano sul luogo della contesa. Volete voi parlamentare, o Capitani dei Granatieri e Personaggi officiali dalle "facce divenute subitamente pallide", come dicono i Testimoni? (225) Il migliore consiglio in quel momento era una pronta ritirata! I Filles-Saint-Thomas si ritirano, indietreggiando prima; poi, ohim, volgendo le spalle, con triplicata rapidit; i Marsigliesi, secondo un Testimone, "saltano gli ostacoli e i fossi, inseguendoli come leoni: Messieurs, lo spettacolo era imponente".
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Cos si ritirano inseguiti dai Marsigliesi. La corsa diviene sempre pi rapida verso le Tuileries; ove il Ponte levatoio riceve la massa dei fuggitivi; e poi subitamente vien tirato su, e cos son salvi; o altrimenti li salva la mota verde del Fossato. Si salva la massa; non tutti; ah, no! Moreau de Saint-Mry, per esempio, essendo troppo grasso, non pot affrettarsi; e ricev un colpo, nient'altro che un colpo alla scapola, e cadde bocconi; - e cos disparve dalla Storia della Rivoluzione. Vi furono tagli e punture nelle parti carnose posteriori; molti lembi d'abiti fatti a brandelli, e altri guasti di vario genere. Ma pel povero Sottoluogotenente Duhamel, innocente Agente di cambio, qual dura sorte! Egli si volse contro il suo o i suoi inseguitori, impugnando una pistola; fece fuoco ed il colpo non part; prese una seconda pistola e gli accadde lo stesso; poi si mise a correre: disgraziatamente invano. Nella Rue Saint-Florentin lo presero e lo pugnalarono furiosamente: quella fu la fine della Nuova ra, e di tutte le re, pel povero Duhamel.
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I Lettori pacifici possono immaginare che specie di benedizione fu questa per la mensa del Patriottismo frugale; anche come il Battaglione dei Filles-Saint-Thomas "venne fuori armato", fortunatamente senz'altre conseguenze; come furono portate accuse alla Sbarra dell'Assemblea, e contro-accuse e difese; mentre i Marsigliesi reclamavano la sentenza di un giur libero - che mai fu costituito. Noi domandiamo piuttosto, qual sar mai probabilmente la conclusione di tutte queste cose folli e selvagge che si vanno accumulando? Una fine vi sar ed il tempo s'approssima! I Comitati Centrali sono in faccende, quello dei Fdrs alla Chiesa dei Giacobini e quello delle Sezioni al Palazzo Civico; cos pure le Riunioni di Carra, Camillo e Compagnia al Sole d'Oro. In faccende, come Deit sottomarine, o, se vogliamo, Dei della mota, che lavorano nell'oscurit profonda delle acque; fin che la cosa sia pronta.
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E come la Vostra Assemblea Nazionale, simile a una nave che fa acqua, procede senza timone, a sbalzi: le Gallerie gremite di Donne che urlano, di Fdrs, con le sciabole, che mugghiano sulla sua testa, spaventosamente; - ed essa aspetta dove le onde del caso vorranno gettarla, sospettando, anzi essendo conscia, nella sua Sinistra, che una Esplosione sottomarina si stia preparando! Delle Petizioni per la decadenza del Re sono spesso presentate; Petizioni dalla Sezione di Parigi, dalle Citt Provinciali Patriottiche; "da Alenon, Brianon e dai Mercanti della Fiera di Beaucaire". Ma che perci? Il 3 Agosto, il Maire Ption e la Municipalit vengono a presentare una Petizione per la decadenza, apertamente, con le loro sciarpe tricolori municipali. La decadenza  quanto ormai tutti i Patrioti desiderano e aspettano; tutti i Brissotins la desiderano, col piccolo Principe Reale per Re e noi per protettori su di lui. Enfatici Fdrs chiedono alla Legislativa: "Ci potete salvare, oppure no?" Quarantasette Sezioni hanno aderito alla decadenza; solo quella dei Filles-Saint-Thomas pretende di dissentire. Anzi la Sezione di Mauconseil dichiara che la decadenza, propriamente parlando,  gi avvenuta; onde Mauconseil, "da oggi", ultimo giorno di Luglio, "cessa di prestare ubbidienza a Luigi, e lo dichiara innanzi a tutti gli uomini". Un atto che  altamente biasimato, ma che sar poi altamente lodato; e il nome Mauconseil, Malconsiglio, sar d'ora innanzi cambiato in quello di Bonconseil, Buonconsiglio.
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Il Presidente Danton nella Sezione dei Cordeliers fa un'altra cosa: invita tutti i Cittadini Passivi a prender posto fra quelli Attivi negli Affari della Sezione, poich un pericolo minaccia tutti. Cos fa egli, quantunque Personaggio officiale; Atlante nuvoloso che tutto regge. Inoltre egli cerca di far s che il Battaglione dei Marsigliesi dal fiero cipiglio sia mandato ad alloggiare alle nuove Caserme, nella sua remota regione del Sud-Est. L'elegante Chaumette, il crudele Billaud, lo sfratato Deputato Chabot, Huguenin con la campana a stormo nel suo cuore, daranno loro il benvenuto. Onde torniamo a ripetere "O Legislatori, potete voi salvarci, oppure no?" Poveri Legislatori, con la loro Legislativa che fa acqua, con l'Esplosione vulcanica sotto di essa! La decadenza sar discussa il nove Agosto; si spera che il miserabile affare Lafayette possa terminare l'otto.
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Vorr il benigno Lettore dare un'occhiata al Ricevimento mattinale della Domenica del Cinque? L'ultimo Ricevimento mattinale! Da molto tempo non v'era stato, dice Bertrand-Moleville, un cos brillante ricevimento, almeno cos affollato. Un triste presentimento si scorgeva in ogni volto; gli occhi di Bertrand erano pieni di lagrime. Poich, invero, di l dalla Fascia tricolore sulla Terrazza dei Feuillants, alla Legislativa si discute; le Sezioni sfilano, tutta Parigi  in moto quella Domenica, chiedendo la Dchance (226). Qui, frattanto, nell'interno della Fascia tricolore, una grande proposta si fa innanzi per la centesima volta, di trasportare Sua Maest a Rouen, al Castello di Gaillon. Gli Svizzeri a Courbevoye sono pronti; tante cose sono pronte; la Maest stessa sembra pronta. Senonch, per la centesima volta, quando s'avvicina il momento d'agire, s'arretra; e scrive, dopo che si  atteso, palpitanti, una interminabile giornata d'estate, che "egli ha ragione di credere che l'Insurrezione non sia poi cos matura come si suppone". Al che Bertrand-Moleville prorompe "in un accesso di collera e di disperazione, d'humeur ed de dsespoir" (227).
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CAPITOLO 6.
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LE CAMPANE A MEZZANOTTE.
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Poich, veramente, l'Insurrezione  proprio sul punto di maturare. Gioved  il nove del mese di Agosto: se la decadenza non  pronunziata quel giorno dalla Legislativa, la pronunzieremo noi.
La Legislativa? Una povera Legislativa che fa acqua non pu pronunziar nulla. Mercoled otto, dopo un'interminabile oratoria, una volta ancora, non possono neppur pronunziare l'Accusa contro Lafayette, che  assolto - apprendilo, Patriottismo! - con la maggioranza di due contro uno. Il Patriottismo lo apprende; il Patriottismo incalzato dal terrore della Prussia e dal sospetto Preternaturale, ruggisce tumultuoso intorno alla Salle de Mange tutto il giorno; insultando molti Deputati, capi della Destra che ha votata l'assoluzione; anzi rinfaccia a loro la cosa, li investe addirittura con minacce a voce alta; al punto che il Deputato Vaublanc ed altri simili son ben felici di rifugiarsi nei Corpi di Guardia; o di scappare dalle finestre di dietro. E cos, il giorno seguente vi sono infinite doglianze: Lettere su Lettere da parte di Deputati insultati; semplici doglianze, discussioni e un chiaccherio vano; il sole del Gioved tramonta come tutti gli altri giorni, e nessuna decadenza viene pronunziata. Onde, infine: alle vostre tende, o Israele!
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La Societ Madre cessa di parlare; i gruppi cessano dall'arringare; i Patrioti, con le labbra chiuse, escono "a braccetto", per file, due alla volta, con passo lesto di gente affacendata, e si dileguano lontano, nelle oscure piazze dell'Est (228). Santerre  pronto; e noi faremo in modo che sia pronto. Quarantasette delle Quarantotto sezioni sono pronte; anzi gli stessi Filles-Saint-Thomas dalla loro parte Giacobina e dalla loro parte Feuillante, sono anch'essi pronti. Che il Patriota a oltranza guardi la sua arma, sia picca, sia fucile; e i fratelli di Brest - sopratutto i Marsigliesi dalle sopracciglie scure, si preparino per l'ora estrema! Il Sindaco Roederer lo sa, e si lamenta pi o meno, a seconda della piega che prender la cosa, che "cinquemila cartucce a palla siano state distribuite in pochi giorni ai Fdrs, all'Htel-de-Ville".
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E anche voi, galanti gentiluomini difensori della Regalit riunitevi alle Tuileries. Non per un Ricevimento del mattino, una Leve: no, ma per una Couche, in cui molte cose bisogna mettere a letto. I vostri Biglietti di Entrata sono necessari, e pi necessarie le vostre spingarde! - Essi vengono e si riuniscono da bravi che anche sanno morire: il vecchio Maill, Maresciallo di Campo, anch'egli  venuto; nei suoi occhi non  ancora un barlume, quantunque offuscati da un catarro pei suoi ottant'anni. Coraggio, Fratelli! Noi abbiamo mille Svizzeri rossi; uomini dal cuore fedele, fermo come il granito delle loro Alpi. I Granatieri Nazionali sono almeno amici dell'Ordine; il Comandante Mandat, che spira fedele ardore, "risponder di essi sulla sua testa". Sar garante Mandat e il suo Stato Maggiore; poich lo Stato Maggiore, quantunque vi siano una sentenza e un Decreto per lo scioglimento, per fortuna non  stato ancora disciolto.
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Il Comandante Mandat  stato in corrispondenza col Maire Ption; reca un Ordine scritto da lui da tre giorni, di respingere la forza con la forza. Uno squadrone sul Pont-Neuf respinger col cannone quei Marsigliesi che attraverseranno il Fiume; uno squadrone al Palazzo di Citt taglier in due Saint-Antoine, "appena uscir dall'Arcata Saint-Jean"; una met sar fatta retrocedere nell'oscura parte orientale e l'altra met sar spinta innanzi "a traverso gli Andirivieni del Louvre". Gli squadroni non saranno pochi, e anche gli squadroni a cavallo; ve ne saranno nel Palais Royal, nella Place Vendme: tutti nel momento opportuno faranno delle scariche, spazzando or questa via, or quella. Noi avremo qualcosa come un nuovo Venti Giugno; ma, sar ancora meno profittevole? O forse l'Insurrezione non oser addirittura di scoppiare? Gli Squadroni di Mandat, la Gendarmeria a cavallo e le Guardie bleues marciano fra il tintinnare delle armi e lo scalpitar dei cavalli; i Cannonieri di Mandat rombano fra le tenebre della notte, al suono della sua gnrale, che comincia a battere proprio quando sarebbe ora d'andare a letto.  la notte del nove Agosto 1792.
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Alla loro volta le Quarantotto Sezioni corrispondono mediante rapidi messaggeri, e sono intente a scegliere ciascuna i suoi "Tre Delegati con pieni poteri". Il Sindaco Roederer, il Maire Ption sono perci inviati alle Tuileries: i coraggiosi Legislatori, quando il tamburo batter l'ora del pericolo, dovrebbero rendersi alla loro Sala. La Demoiselle Throigne ha il suo berretto da Granatiere, indossa un abito per andare a cavallo col gonnellino, corto; due pistole adornano la sua piccola vita, e la sciabola le pende a lato del cinturino.
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Una tal partita si sta giuocando in questa Parigi Pandemonio, o Citt di Tutti i Diavoli! - Eppure, la Notte, mentre il Maire Ption passeggia nel Giardino delle Tuileries, " calma e bella"; Orione e le Pleiadi mandano dall'alto il loro scintillio tutt'affatto sereno. Ption era uscito all'aperto, poich all'interno il calore era molto opprimente (229). Veramente Sua Maest lo aveva ricevuto assai aspramente; come doveva accadere. Ed ora non v' uscita; gli Squadroni bleus di Mandat vi respingono ad ogni grata; anzi i Granatieri Filles-Saint-Thomas danno libero corso alla loro lingua: "La pagher e come!" il virtuoso Maire, "se le cose piglieranno cattiva piega", e simili espressioni; quantunque gli altri siano pieni di cortesia. Di certo, se v' un uomo in Francia che si trovi a mal punto questa notte, quegli  il Maire Ption: costretto, tra angoscie di morte, si pu dire, a sorridere destramente con una parte della faccia, e a piangere con l'altra; - con minaccia di morte se non lo fa abbastanza destramente! E non prima delle quattro del mattino, un'Assemblea Nazionale, udendo della sua distretta, "gl'intima di render conto di Parigi"; ma egli non ne sa nulla, onde penser di tornare a casa e mettersi a letto, lasciando solo il suo cocchio dorato. Non meno delicato  il cmpito del Sindaco Roederer, che non sa se deve lamentarsi oppur no, fin che non vede come si mettono le cose. Giano Bifronte o signor Doppia Faccia, come ricorre nel vernacolo di Bunyan! Passeggiano intanto i due Giani con altri della stessa doppia conformazione, "discorrendo di cose indifferenti".
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Roederer entra di tanto in tanto, ascolta, parla, manda a chiamare il Direttore del Dipartimento, non sapendo egli, Sindaco Procuratore, come regolarsi. Gli Appartamenti son tutti affollati; circa settecento gentiluomini in abito nero si danno attorno urtandosi: gli Svizzeri rossi sono immobili come rocce; fantasmi o fantasmi parziali d'un Ministero, con Roederer e i consiglieri, volteggiano intorno alle loro Maest; il vecchio Maresciallo Maill s'inginocchia ai piedi del Re e gli dice che egli e quei valorosi gentiluomini sono venuti a morire per lui. Ascoltate! nella placida mezzanotte, s'ode lontano la campana d'allarme! Cos, in mezzo a tutta questa dolcezza, un campanile dopo l'altro trasmette la meravigliosa novella. I neri Cortigiani ascoltano dalle finestre, aperte per fare entrare l'aria, distinguono i vari suoni delle campane (230): questo  il suono a stormo di Saint-Roch; e quello, non  di Saint-Jacques detto de la Boucherie? S, Messieurs! e non udite quello di Saint-Germain l'Auxerrois? Lo stesso metallo che suon la tempesta duecentovent'anni addietro; ma per ordine d'una Maest allora, alla vigilia di San Bartolomeo! (231) - Cos seguitano le campane dei campanili, che i Cortigiani possono distinguere. Inoltre, pare che si suoni fin la campana del Palazzo Civico; la riconosciamo dal suono! S, Fratelli,  proprio la campana del Palazzo Civico; che parla cos nella Notte. Miracolosamente, con una lingua di metallo e un braccio d'uomo miracoloso: Marat in persona, se sapeste, tira la corda! Marat tira la corda; Robespierre resta nascosto, invisibile, per altre quarant'ore; alcuni hanno coraggio, altri non ne hanno punto, e neppur la frenesia potr loro infonderne.
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Che lotta, che confusione, mentre la fine s'approssima lentamente; e l'Ora incerta, che verr nel dolore e nella lotta cieca, apporter la sua Certezza che mai potr essere distrutta! - I Delegati coi pieni poteri, tre per ogni Sezione, Centoquarantaquattro in tutto, si riuniscono al Palazzo Civico, verso la mezzanotte. Lo Squadrone di Mandat, che stazionava in quel luogo, non viet loro l'entrata; non sono essi parte del "Comitato Centrale delle Sezioni" che di solito tien l le sue sedute; quantunque in numero molto maggiore quella notte? La Confusione, l'Irresolutezza e lo Sbatter delle lingue regnano sovrani. Rapidi esploratori volano; il Rumore si propaga, di Cortigiani Neri, di Svizzeri rossi, di Mandat e dei suoi Squadroni che dovranno far fuoco. Non sarebbe meglio rimandare l'Insurrezione? S, rimandarla. Ma, ascoltate! Saint-Antoine fa rimbombare l'eloquente campana a stormo di moto proprio! - No, Amici; voi non potete rimandare l'Insurrezione; voi dovete scatenarla, e vivere con essa o morire con essa.
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Fate presto, dunque; che questi Vecchi Municipali, in vista dei Pieni poteri, e del mandato del Popolo Sovrano elettivo, diano le loro dimissioni; e questi Nuovi Centoquarantaquattro ne assumano le funzioni! Volete o non volete, degni Vecchi Municipali, voi dovete andar via. Non  una felicit per molti Municipali di lavarsi le mani in questo affare, restando l paralizzati, senza obbligo di render conto fino a che venga l'Ora; od anche tornarsene a casa pel riposo della notte? (232) Riterremo due soltanto o al pi tre degli Antichi Municipali: il Maire Ption, che per ora passeggia nelle Tuileries; il Procuratore Manuel; il Sostituto Procuratore Danton, invisibile Atlante di tutto. E cos, coi nostri Centoquarantaquattro fra cui vi sono un Huguenin Tocsin, un Billaud, uno Chaumette; l'Editore Tallien e Fabre d'Eglantine, Sergent, Panis; e in breve sul punto di spuntare, o gi spuntato o interamente sbocciato, tutto il Fiore del Patriottismo a oltranza; non abbiamo noi, come per arte magica, creata una nuova Municipalit, pronta ad agire a oltranza e a dichiararsi arditamente "in istato d'Insurrezione"? Prima di tutto si mandi a chiamare il Comandante Mandat per Ordine del Maire; e i Nuovi Municipali visitino quegli Squadroni che dovrebbero far fuoco; e le campane suonino a stormo a tutto andare; - e, sopratutto, Avanti, o Centoquarantaquattro; la ritirata non  pi possibile per voi!
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Lettore, non immaginare, nella tua languida maniera, che l'Insurrezione sia facile. L'Insurrezione  difficile: ciascun individuo non  sicuro neppure del suo simile pi prossimo; totalmente incerto poi dei suoi simili lontani; non sa qual forza  in lui, qual forza  contro di lui; d'una cosa  certo: che in caso di perdita, la sua parte individuale  la forca! Ottocentomila teste, e in ognuna di esse  una diversa valutazione di queste incertezze, un diverso teorema di azione da conformare a questo; fra tante incertezze, la certezza, il risultato netto, inevitabile, non pu esser mai annullato, progredisce ogni momento, e si fa innanzi plasmandosi; - mentre conduce anche te verso la corona civica o il cappio ignominioso.
Se il Lettore potesse prendere il Volo d'Asmodeo e, facendo scoprire i tetti e ogni luogo chiuso, guardasse gi dalla Torre di Notre-Dame, qual Parigi vedrebbe mai! Quante voci di soprano che si lamentano o minacciano; quante voci di basso che brontolano nel dubbio; il Coraggio s'impegna in una sfida disperata; la Codardia trema silenziosa dietro le porte barricate; - e tutt'intorno l'Ignavia russa nella sua calma; poich molti Ignavi si gettano sui loro materassi e dormono sempre. In mezzo al clangore delle campane a stormo che annunziano la tempesta e a quel russare dell'Ignavia, qual gamma di trepidazione, d'eccitamento, di disperazione! e al disopra di tutto, nient'altro che Dubbio, Pericolo, Atropos e Nox!
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I combattenti di questa Sezione vengono fuori; sentono che la prossima Sezione non s' mossa, e rientrano. Saint-Antoine su questa sponda del Fiume non  sicuro di Saint-Marceau sull'altra sponda. Costante  solo il russare dell'Ignavia, costanti sono i Seicento Marsigliesi che sanno morire. Mandat, che due volte ha ricevuto l'ordine di recarsi alla Municipalit, non  venuto. Gli esploratori volano di continuo con una rapidit folle, al pari della voce del Rumore nel suo molteplice bisbiglio. Throigne e i Patrioti non officiali sguisciano quasi invisibili, compiendo le loro esplorazioni dappertutto, come Uccelli Notturni sulle loro ali. Dei Nazionali circa Tremila hanno seguito Mandat e la sua gnrale; gli altri seguono ciascuno il proprio teorema d'incertezze. Un teorema dice che bisognerebbe piuttosto marciare con Saint-Antoine; innumerevoli i teoremi; cosicch il meglio sarebbe di dormire. E cos si battono i tamburi con un parossismo folle e si suonano le campane a stormo. Lo stesso Saint-Antoine non fa che avanzare e retrocedere; il Comandante Santerre non pu credere che i Marsigliesi e Saint-Marceau marceranno. E tu, infingardo Tino di Birra sonoro, dalla voce alta e dalla Testa di legno,  tempo questo di tergiversare? L'Alsaziano Westermann, sguainata la sciabola, lo afferra per la gola; e cos la Testa di legno crede. In questa maniera passa lentamente la notte: tra l'effervescenza, l'incertezza e la campana d'allarme; mentre l'umore di tutti s'eccita fino a divenire isterico: e non si fa nulla.
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Intanto, Mandat, alla terza intimazione, viene; - viene senza guardie, meravigliandosi di trovare una Municipalit nuova. Gli rivolgono delle domande stringenti su quell'Ordine del Maire di resistere alla forza con la forza; su quel piano strategico di tagliare Saint-Antoine in due parti; egli risponde ci che pu; essi pensano che sarebbe bene di mandare questo Comandante Nazionale stratega alla Prigione dell'Abbadia, e di sottoporlo al giudizio d'una Corte di Giustizia. Oim, una Corte di Giustizia - non del Libro della Giustizia, ma della primitiva Legge del bastone - si affolla, si accalca fuori le porte; in preda a un agitazione che arriva fino ad una forma isterica; crudele come la Paura, cieca come la Notte. Una tale Corte di Giustizia, e non altra, s'impadronisce del povero Mandat, strappandolo alle Guardie; lo atterra, lo massacra sui gradini del Palazzo Civico. Guardate, o nuovi Municipali; guarda, o Popolo in istato d'Insurrezione! C' sparso il sangue, e col sangue si deve rispondere; - ohim in tale stato d'umore isterico, molto sar il sangue che scorrer: poich in queste cose avviene come per la Tigre: tutto sta a cominciare.
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Diciassette Individui sono stati presi agli Champs Elyses dal Patriottismo in perlustrazione; presi, mentre ratti passavano nella semi oscurit, da esso che pur vagava nella semioscurit. Avete delle pistole, delle spade, voialtri Diciassette? Era una di quelle maledette "false Pattuglie", che vanno saccheggiando, con intenti Anti-Nazionali, in cerca di ci che possono spiare e danneggiare. I Diciassette sono condotti al pi vicino Corpo di Guardia; undici di loro riescono a fuggire, svignandosela per qualche passaggio di dietro. "Come accade ci?" La Demoiselle Throigne compare all'entrata di faccia, armata di sciabola e pistole, col suo codazzo; denunzia la connivenza traditrice; chiede e s'impossessa degli altri sei, perch la Giustizia del Popolo non sia presa in giro. Dei sei, due altri riescono a fuggire nel tumulto, e, mentre la Corte del Bastone discute, i quattro ultimi sventurati sono massacrati come Mandat; essi erano: due Ex Guardie del Corpo; un Abbate vizioso; un Pamphltaire Realista, Sulleau, conosciuto da noi col nome di Abile Editore, l'anima d'ogni lavoro. Povero Sulleau; i suoi Atti degli Apostoli e i suoi spiritosi Giornali-Manifesti  (poich egli era un uomo di abilit) cos arrivano al Finis; e la celia ambigua si muta improvvisamente in un ardore orrendo! Queste cose avvengono all'alba del Dieci Agosto 1792.
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Pensate un po' che notte ha avuto la povera Assemblea Nazionale, che siede "in numero ridottissimo", cercando di discutere; - in un continuo fremito, in un continuo brivido, cogli occhi rivolti verso i trentadue azimut a un tempo, come fa l'ago magnetico quando il temporale  nell'aria! Vi sar l'Insurrezione? E se vi sar, e non riuscir? Ahim, in questo caso non possono i neri Cortigiani con le loro spingarde, i rossi Svizzeri con le baionette, inebriati dalla vittoria, scagliarsi su noi e domandarci: O indefinibile Legislativa, che fai acqua, autrice della tua follia e della tua distruzione, che fai che non affondi?
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O figuratevi le povere Guardie Nazionali che bivaccano "nelle tende provvisorie"; o stanno allineate, poggiandosi ora su una gamba ora sull'altra, per tutta quella notte faticosa; mentre i Nuovi Municipali tricolori ordinano una cosa e i Capitani del vecchio Mandat ne ordinano un'altra. Il Procuratore Manuel ha ordinato che siano ritirati i cannoni dal Pont-Neuf, senza che nessuno osasse disubbidirlo. Par certo dunque che il vecchio Stato Maggiore da lungo tempo condannato, sia stato alfine sciolto in quel momento; e Mandat non sia pi il nostro Comandante, e sia invece Santerre? S, amici,  proprio cos: d'ora in poi il Comandante  Santerre, - non pi Mandat. Gli Squadroni che dovevano far fuoco non vedono nulla di certo, tranne che hanno freddo e fame e sono stanchi di vegliare; che  triste per loro uccidere i fratelli francesi e pi triste ancora essere uccisi da loro. Fuori del circuito delle Tuileries, e nel suo interno, un rumore incerto, acre, domina quegli uomini; solo gli Svizzeri rossi sono irremovibili. I loro ufficiali li rinfrescano con una leggera dose di acquavite, e i Nazionali, ben lungi dal pensare all'acquavite, rifiutano di prenderne.
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Frattanto Re Luigi s'era adagiato per dormire un poco; e quando ricomparve, la sua parrucca aveva perduta la polvere da un lato (233). Il vecchio Maresciallo Maill e i gentiluomini in nero si rianimano, perch l'Insurrezione non si vede; circola ora un motto umoristico: "Le tocsin ne rend pas". La campana a martello, come una vacca arida, non frutta. Dopo tutto, non si potrebbe proclamare la Legge Marziale? Non facilmente; poich il Maire Ption, a quel che sembra,  partito. D'altra parte il nostro Comandante che ha l'interim, essendo lontano il povero Mandat, all'"Htel-de-Ville", lamenta che tanti Cortigiani in nero inceppino il servizio e siano una spina nell'occhio delle Guardie Nazionali. A ci Sua Maest risponde con enfasi che essi obbediranno a tutto, si sottoporranno a tutto, e che sono uomini sicuri, quelli.
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E cos la luce giallastra delle lampade si spegne nella luce grigia del mattino, nel Palazzo del Re, a traverso questa scena. Scena di urti, di gomitate, di confusione, e pu dirsi di conclusione, poich la cosa  sul punto di finire. Roederer e i Ministri, spettrali s'agitano nella calca; si consultano nei gabinetti laterali con una o con entrambe le Maest. La sorella Elisabetta conduce la Regina alla finestra: "Vedi, sorella, che splendida aurora", proprio sulla Chiesa dei Giacobini e su quel quartiere! Che felicit se la campana a martello non suonasse ancora! Ma Mandat non torna; Ption  andato via: tante cose oscillano nella Bilancia invisibile. Verso le cinque, sale dal giardino una specie di suono; come un applauso che diviene poi un urlo, che termina, non con Vive le Roi, ma con Vive la Nation. "Mon Dieu!" esclama un Ministro spettrale, "che fa egli laggi?" Poich Sua Maest il Re  andato col col vecchio Maresciallo Maill per passare in rivista le truppe; e le compagnie pi vicine rispondono in quel modo. La Regina scoppia in un pianto dirotto. Pure, nell'uscire dal gabinetto, i suoi occhi sono asciutti e calmi, il suo sguardo  lieto magari. "Il labbro austriaco e il naso aquilino, pi prominenti del solito, davano al suo contegno", dice Peltier (234), "una tal quale maest, di cui, chi non la vide in quei momenti, non pu farsi un'idea". O figlia di Teresa!
Il Re Luigi entra, rifinito dalla fatica; ma del resto con la sua antica aria d'indifferenza. Di tutte le speranze, la pi lieta ormai  che la campana a martello non suoni.
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CAPITOLO 8.
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GLI SVIZZERI.
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Sventurati Amici, la campana a martello suona,  gi suonata! Ecco, guardate, come coi primi raggi del sole la Marea oceanica di picche e di fucili avanza, mandando bagliori dal lontano Oriente; - avanza incommensurabile; partorita dalla Notte! Marcia l'Esercito torvo: Saint-Antoine su questo lato del Fiume; Saint-Marceau sull'altro; i Marsigliesi dalle ciglie nere alla avanguardia. Con un ronzio, con un mormorare spaventoso che s'ode lontano; come la marea dell'Oceano, dicevamo; si svolge scintillante, come attratta dalla Luna, e da Influssi, su dalla grande Profondit delle Acque; non v' Re, sia Canuto, sia Luigi, che possa costringerla a retrocedere. Correnti laterali di spettatori formano larghi vortici, di qua e di l, senz'armi, ma non senza voce: e l'esercito d'acciaio procede. Il Nuovo Comandante Santerre, invero, ha preso posto al Palazzo Civico; si riposa l, quasi a mezza strada da casa sua. L'Alsaziano Westermann, con la sciabola sguainata, non ha riposo; cos le Sezioni, cos i Marsigliesi, cos Demoiselle Throigne, che marciano senza posa.
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Ed ora dove sono gli Squadroni di Mandat che dovevano caricare? Nessuno di quegli Squadroni si muove; o si muovono in una falsa direzione, fuori di strada: ben lieti gli ufficiali di far magari questo. Non si sa, oggi, con precisione, se lo Squadrone sul Pont-Neuf facesse un'ombra di resistenza, o nulla: basta, i Marsigliesi dal nero sopracciglio e Saint-Marceau che li segue, vi passano a traverso senza ostacolo; lo percorrono con sicura speranza ormai di Saint-Antoine e del resto; e come una fiumana, risalgono alle Tuileries, ov' la loro meta. Le Tuileries, al loro risuonare, rispondono con un mormorio: i rossi Svizzeri tengono l'occhio sul loro focone; i Cortigiani in nero tirano fuori le loro spingarde, le loro lunghe spade, i loro pugnali, e perfino delle palette da fuoco; ognuno ha la sua arma da guerra.
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Giudicate se in queste circostanze il Sindaco Roederer si trovava in comoda posizione! Non trover il Cielo misericordioso una via di mezzo, un rifugio per un povero Sindaco che pende in fra due? Oh se Sua Maest volesse consentire a recarsi all'Assemblea! Sua Maest il Re, e sopratutto Sua Maest la Regina, non possono consentire. A una tal proposta rispose la Regina con un "Fi donc?". Disse ella mai che piuttosto si sarebbe lasciata inchiodare al muro? A quanto pare, no. Si  anche scritto che ella offrisse al Re una Pistola, dicendo che ora o mai pi era il momento di mostrarsi quel che si era. I testimoni oculari non videro ci, n possiamo vederlo noi. Videro solo che ella si comport da Regina, quietamente; e senza disputare, senza ribellarsi all'Inesorabile, come Cesare nel Campidoglio, si avvolse nel suo mantello come tocca di fare alle Regine e alle figlie d'Adamo. Ma tu, o Luigi, di quale stoffa sei tu fatto? Non v' in te nessuno slancio per la tua Vita e per la tua Corona? Il pi stupido daino cui si d la caccia non muore cos. Sei tu il pi languido dei mortali; o il pi dolce? Tu sei il pi sventurato.
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La marea avanza; le angustie dei Sindaco Roederer e di tutti gli uomini si fanno sempre maggiori. Un clangore fremente viene dai Nazionali armati nella Corte. Dappertutto  il tumulto infinito delle voci. Qual consiglio prendere? E la marea  ormai prossima! Messaggeri e corrieri parlano affrettatamente traverso le Inferriate esterne, e a cavalcioni dei muri vi sono degli abboccamenti. Il Sindaco Roederer esce e entra. I Cannonieri gli domandano: Dobbiamo far fuoco contro il popolo? I Ministri del Re gli domandano: Sar forzata la Casa del Re? Il Sindaco Roederer giuoca una difficile partita. Egli parla ai Cannonieri con eloquenza, con fervore, tutto quel fervore che pu esservi in un uomo che deve d'un sol fiato mandar fuori il caldo e il freddo. Caldo e freddo, o Roederer? Noi, per conto nostro, non possiamo vivere e morire! I Cannonieri, per tutta risposta, gettano le loro canne da fuoco. - Pensate a questa risposta, o Re Luigi, e voi, Ministri del Re, e adottate il mezzo termine di salvezza di un povero Sindaco, che  la Salle de Mange.
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Il Re Luigi siede con le mani abbandonate sulle ginocchia, col corpo curvo in avanti; per un po' di tempo fissa il suo sguardo sul Sindaco Roederer; poi risponde, guardando la Regina di sopra la spalla di colui: Marchons! E cos marciano: il Re Luigi, la Regina, la sorella Elisabetta, i due fanciulli regali e la governante; accompagnati dal Sindaco Roederer e da Ufficiali del Dipartimento; fra una doppia fila di Guardie Nazionali. Gli uomini con le spingarde, gli infaticabili Svizzeri rossi hanno l'aria mesta, quasi di rimprovero; ma sentono soltanto queste parole del Sindaco Roederer: "Il Re va all'Assemblea; fate largo". Tutti gli orologi hanno suonato le otto qualche minuto fa. Il Re ha lasciato le Tuileries - per sempre.
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Voi, zelanti Svizzeri, voi, galanti gentiluomini in nero, per quale causa volete uccidere e andare incontro alla morte? Guardate dalle finestre ad Occidente, voi potete vedere il Re Luigi che placidamente prosegue per la sua via, mentre il povero Principe Regale, "per trastullo, spinge col piede le foglie cadute". La moltitudine fremente turbina parallelamente a lui sulla Terrazza dei Feuillants; in mezzo ad essa un uomo con una lunga pala fa grande fracasso; non ostruiranno essi la scala esterna e l'entrata di dietro della Sala quando vi giungeranno? Le Guardie del Re non possono andare oltre il fondo della scala. Ecco che la Deputazione dei Legislatori vien fuori; l'uomo dalla lunga pala  chetato dall'eloquenza. Le Guardie dell'Assemblea si uniscono alle Guardie del Re, e tutti possono montare in questo caso di necessit; la scala esterna  libera o quasi. Vedete, la Regalit ascende; un Granatiere Bleu solleva dalla stretta della folla il piccolo Principe regale; la Regalit  entrata. La Regalit  svanita per sempre dai vostri occhi. - E voi? Voi restate l fra gli abissi spalancati e il terremoto dell'Insurrezione; senza indirizzo, senza comando. Se perirete, perirete pi che da martiri, come martiri ormai senza una causa. I Cortigiani neri spariscono per la pi parte; per quelle uscite che meglio si offrono loro. I poveri Svizzeri non sanno che fare; un solo dovere  chiaro per loro, di rimanere al loro posto; e lo adempiono.
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Ma la marea scintillante d'acciaio  giunta; essa batte ora contro le barriere dello Chteau e le Corti orientali; irresistibile, coi suoi marosi che strepitano nel loro dilagare; - e alfine irrompe, riempiendo la Corte del Carrousel, coi fieri Marsigliesi alla testa. Il Re Luigi  andato all'Assemblea, direte voi. Sta bene, ma se l'Assemblea pronunzia la sua decadenza, a che monta? Il nostro posto  in quello Chteau o in qualche sua fortezza; fino allora noi dobbiamo sostenerci. Pensate, o Svizzeri zelanti, se  bene che l'orrido assassinio cominci e che i fratelli si facciano l'un l'altro a pezzi per un edificio di pietra! - Poveri Svizzeri! essi non sanno come regolarsi: dalle finestre al Sud scagliano cartucce in segno di fratellanza; sulle scale esterne dell'Est, e nell'interno, su per le scale e pei corridoi si tengono saldamente allineati, pacifici e nello stesso tempo rifiutando di muoversi. Westermann parla loro nel tedesco dell'Alsazia; i Marsigliesi si esprimono nel caldo linguaggio provenzale e con la pantomima.  un fracasso assordante, un perorare, un minacciare senza fine: gli Svizzeri stanno saldi, pacifici eppure immobili, qual pilastro di rosso granito in quel mare immenso di sfolgorante acciaio.
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Chi pu impedire l'inevitabile esito: coi Marsigliesi e tutta la Francia da un lato; i Granatieri Svizzeri dall'altro? La pantomima diviene sempre pi focosa; le sciabole marsigliesi son brandite per l'azione; la fronte degli Svizzeri si rannuvola, le dita corrono al cane del fucile. Ascoltate! tuonando alto sopra ogni rumore, tre cannoni marsigliesi, puntati dal Carrousel da un cattivo cannoniere, si annunziano con lo strepito di sopra i tetti! A voi, Svizzeri: Fuoco! Gli Svizzeri fanno fuoco di slancio, per plotoni, un fuoco di fila. Non pochi Marsigliesi, e fra essi un uomo d'alta statura che era pi rumoroso degli altri, giacciono silenziosi, sfracellati sul pavimento; - non pochi Marsigliesi, dopo una lunga marcia polverosa, hanno fatto alt in questo luogo. Il Carrousel  vuoto, la marea infausta indietreggia; i "fuggitivi corrono fino a Saint-Antoine senza fermarsi". I Cannonieri, privi delle munizioni, hanno alla chetichella abbandonato i loro cannoni; che son presi dagli Svizzeri.
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Immaginate che scarica; che si ripercuote come una voce del destino ai quattro angoli di Parigi e a traverso tutti i cuori, simile allo strepito della sferza di Bellona! I Marsigliesi dalle nere sopracciglia, riannodandosi all'istante, sono divenuti Demoni neri che affrontano impavidi la morte. N si arretra Brest, n l'Alsaziano Westermann; la Demoiselle Throigne  la Sibilla Throigne: Vendetta, Victoire ou la mort! Da ogni artiglieria patriottica, grande e piccola; dalla Terrazza dei Feuillants, da ogni terrazza, da ogni luogo ove si spande immenso il mare dell'Insurrezione, ruggisce in risposta un turbine rosso di fiamme. I Nazionali Bleus, allineati nel Giardino, non possono trattenere i loro moschetti di spianarsi contro gli Stranieri assassini. Poich vi  una simpatia nei moschetti, nelle folte masse d'uomini. Anzi, non sono gli uomini in complesso come corde messe all'unisono, una unit infinita abilmente concordata? Voi toccate una corda e tutte le altre risuoneranno, - in una dolce melodia di sfere, in un assordante stridore di follia! La Gendarmeria a cavallo galoppa all'impazzata; e su di essa si fa fuoco nient'altro che come su d'una cosa girante; galoppa sul Pont-Royal, non si sa per qual direzione. Il cervello di Parigi, cervello febbricitante qui nel suo centro,  divenuto demente; ha preso fuoco, come voi dite.
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Mirate, il fuoco non si rallenta; n il fuoco di fila degli Svizzeri si rallenta nell'interno. Essi hanno preso dei cannoni, come vedemmo; ed ora, dall'altra parte, ne prendono altri tre. Senonch i cannoni sono senza miccia, n l'acciaio e la selce potranno supplirvi, quantunque si fosse tentato (235). Se avessero potuto supplire! I Patrioti spettatori hanno i loro timori; un Patriota spettatore pi singolare crede che se gli Svizzeri avessero un comandante, vincerebbero; n  un uomo incapace di giudicare, poich il suo nome  Napoleone Bonaparte (236). E spettatori, e donne, e fra lo spirituale Dottor Moore di Glasgow stanno a guardare verso l'altro lato del fiume; mentre il cannone si slancia rombante oltre il loro posto, arrestandosi sul Pont-Royal, ove erutta le sue viscere di ferro contro le Tuileries; e ad ogni nuova scarica gli spettatori e le spettatrici "applaudono battendo le mani" (237). Citt di tutti I diavoli! .
Nelle strade remote tutti fanno colazione col caff, occupandosi dei loro affari, e hanno solo delle scosse, a quando a quando, se l'eco ripercuote un tuono pi forte. E qui? I Marsigliesi cadono feriti, ma Barbaroux ha i chirurghi; Barbaroux  in quei pressi, e regola tutto, quantunque di sotto mano, copertamente. Cadono i Marsigliesi mortalmente colpiti; lasciando in eredit i loro archibugi; e specialmente le cartucce, quando ne posseggono; e muoiono mormorando: "Vendicatemi, vendicate il vostro paese!" Gli Officiali Federati di Brest, che galoppano in abiti rossi, sono scambiati per Svizzeri e presi di mira. Ma ecco che il Carrousel  in preda alle fiamme! Parigi Pandemonio! La misera Citt , come dicevamo, in un stato febbrile, convulso; una tal crisi  durata per lo spazio di circa mezz'ora.
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Ma che cosa  mai quello che con l'Insegna della Legislativa s'avventura a traverso il tumulto e la grandine mortale dall'entrata di dietro del Mange, dirigendosi verso le Tuileries e gli Svizzeri?  un Ordine scritto di Sua Maest di cessare il fuoco! O disgraziati Svizzeri, perch non vi fu l'ordine di non cominciare il fuoco? Ben lieti sarebbero gli Svizzeri di smettere il fuoco; ma chi comander all'Insurrezione folle di fare altrettanto? All'Insurrezione voi non potete parlare, n essa, dalla testa d'Idra, pu udire. I morti e i morenti, a centinaia, giacciono tutt'intorno; sono trasportati sanguinanti per le vie in cerca di soccorso; e la loro vista, come una fiaccola delle Furie, accende la Follia. Parigi Patriottica ruggisce; come fa l'orsa quando  privata dei suoi nati. Ors, Patrioti: Vendetta! Vittoria o morte! Si son visti uomini gettarsi nella mischia armati solo di bastoni da passeggio (238). Il Terrore e le Furie dominano l'ora presente.
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Gli Svizzeri, stretti dal difuori, paralizzati all'interno, hanno cessato di sparare, ma non d'essere sparati. Che debbono fare? Il momento  disperato. Un rifugio o una morte immediata: ma come? dove? Una parte fugge per la Rue de l'chelle;  distrutta totalmente "en entier". Un'altra parte dal lato opposto si getta nel Giardino; "precipitosamente, a traverso una scarica di fucilate"; si slancia supplicante nell'Assemblea Nazionale; trova piet e rifugio, l, tra i banchi posteriori. Un'altra parte ancora, la pi grossa, si scaglia in colonna, sono trecento uomini forti, verso gli Champs Elyses: Ah, se potessimo solo raggiungere Courbevoye ove sono gli altri Svizzeri! Maledizione! ecco che sotto quella scarica di fucilate la colonna "presto si rompe, per diversit d'opinione", in folli segmenti, che vanno qua e l; - per rifugiarsi in qualche buco, per morire combattendo di strada in strada. Il fuoco, l'uccisione non cesseranno: non ancora per molto tempo. I Portieri degli Alberghi vestiti di rosso sono sparati, sia perch di nazionalit svizzera, o perch Svizzeri soltanto di nome. Finanche i Pompieri che lavoravano di pompa in quel fumigante Carrousel, erano fatti segno ai colpi; perch il Carrousel non dovrebbe bruciare? Alcuni Svizzeri si rifugiano in case private; trovano che la piet ancora alberga nel cuore dell'uomo. I bravi Marsigliesi sono pietosi, essi, or ora furenti; e lavorano al salvataggio. Il Giornalista Gorsas perora con tutte le sue forze tra i gruppi infuriati. Il mercante di vino Clemence si avanza a stento verso la sbarra dell'Assemblea, recando per mano uno Svizzero ch'era riuscito a salvare; dice con enfasi con quanta pena e con quanto pericolo riusc a salvarlo, e che d'ora innanzi lo sostenter, essendo privo di figliuoli; e alfine cade svenuto abbracciandosi al collo del povero Svizzero, fra gli applausi. Ma la pi parte sono sgozzati e anche fatti a brani. Cinquanta  (alcuni dicono ottanta) come prigionieri venivano condotti, dalle Guardie Nazionali, all'Htel-de-Ville; ma il popolo furioso si slancia su di loro, nella Place-de-Grve; li massacra fino all'ultimo. "O Peuple, invidia dell'Universo!" Peuple in folle effervescenza gaelica!
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Di certo poche cose nella Storia della carneficina sono pi penose. Che incancellabile macchia rossa, aleggiante mesta nella memoria,  quella della povera colonna rossa degli Svizzeri, che "si rompe nella confusione delle opinioni", e si disperde nelle tenebre e nella morte! Onore a voi, bravi uomini, a voi piet onorevole, per lungo tempo. Non martiri foste voi; ma quasi pi che martiri. Non era vostro Re quel Luigi: e vi abbandon come un Re di burattini: voi eravate venduti a lui per la meschina paga di sessanta centesimi al giorno; pure, voi dovevate lavorare pel vostro salario, mantenere l'impegno assunto. Il vostro lavoro ormai consisteva nel morire, e voi lo compiste. Onore a voi, o Fratelli, e possa l'antica Biederkeit e Tapferkeit tedesca, e possa il Valore, che  Pregio e Verit, sia Svizzero sia Sassone, giammai perire in nessuna et! Non erano bastardi, erano di schietta discendenza, quegli uomini; erano figliuoli di cittadini di Sempach e di Murten, che piegarono il ginocchio, ma non innanzi a te, o Borgogna! - Che il viaggiatore, nell'attraversare Lucerna, si fermi a guardare un po' il loro Leone monumentale; non solo per amore di Thorwaldsen. Estratta dalla viva roccia, la Figura riposa l, presso l'acque chete del Lago, cullata dal rance-des-vaches che risuona lontano, e le Montagne di granito tacitamente vegliano tutt'intorno; e quantunque inanimate, hanno il loro linguaggio.
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CAPITOLO 8.
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LA COSTITUZIONE FATTA A PEZZI.
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Tale  il Dieci Agosto vinto e perduto. Il Patriottismo conta i suoi uccisi a migliaia e migliaia, poich fu terribilmente mortale il fuoco che gli Svizzeri fecero dalle finestre; ma alfine si riducono a circa milleduecento. Non fu un giuoco di fanciulli; - proprio no! Alle due del pomeriggio il massacro, l'impeto, l'incendio non era finito, n il Bedlam spalancato s'era ancora chiuso.
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Come il diluvio del Sanculottismo frenetico rugg per ogni passaggio delle Tuileries, spietato nella sua vendetta; come i valletti furono sgozzati, atterrati, e Dame Campan vide la sciabola marsigliese luccicare sul suo capo, mentre l'Uomo dalle ciglia nere le disse: "Va-t-en" e l'allontan da s illesa (239): come nelle cantine le bottiglie di vino furon rotte, le botti sfondate, e fu bevuto il vino che contenevano; e su, fino alle soffitte; da tutte le finestre capitombolavano i mobili preziosi e regali; e con gli specchi dorati, le cortine di velluto, i letti di piume e i corpi dei morti, e il Giardino delle Tuileries era come nessun Giardino sulla Terra: - tutte queste cose chi s'interessa potr trovarle ampiamente descritte in Mercier, nell'acre Montgaillard o in Beaulieu dei Deux Amis. Centottanta corpi di Svizzeri giacciono ammucchiati e nudi, e non sono rimossi fino al giorno seguente. Il Patriottismo ha lacerato i loro abiti rossi e marcia coi loro ritagli in punta alle picche; i cadaveri squallidi e denudati giacciono ivi sotto il sole e sotto le stelle, e il pi curioso dei due sessi s'affolla per guardare. Ci che non faremo noi. Circa un centinaio di carri, colmi di Morti, vanno verso il Cimitero di Sainte-Madeleine; accompagnati dai lamenti e dal pianto; poich tutti avevano congiunti, tutti avevano madri, se non qui, almeno l. Era uno di quei campi di carneficina, quale vi accade di leggerne col nome di "Gloriosa Vittoria", svoltasi a casa, questa volta, sulla propria porta.
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Ma i Marsigliesi dalle nere ciglia hanno debellato il tiranno dello Chteau. Egli  caduto; molto in basso, e difficilmente potr rialzarsi. Qual momento per un'Augusta Legislativa fu quello quando il Rappresentante Ereditario entr, in tali condizioni; e il Granatiere che conduceva il piccolo Principe Regale, per liberarlo dalla folla, lo pose a sedere sulla tavola dell'Assemblea! Un momento, - che bisognava raddolcire con l'oratoria; aspettando ci che il tempo porterebbe! Luigi disse poche parole: "Egli era venuto in quel luogo per impedire un gran delitto; egli si credeva pi sicuro qui che in ogni altro luogo". Il Presidente Vergniaud rispose brevemente con un discorso vago circa "la difesa delle Autorit Costituite" e il morire al proprio posto (240). E Luigi sedette prima qui, poi altrove; poich sorse una difficolt, non permettendo la Costituzione di discutere mentre il Re  presente; finalmente egli prende posto con la sua famiglia nella "Loge du Logographe", nella tribuna d'un giornalista reporter, che  l dell'incantato Circuito Costituzionale, da cui lo separa una balaustra. A questa Loggia del Logographe, larga non pi di dieci piedi quadrati, con un piccolo gabinetto dietro alla sua entrata,  ridotto ora il Re della vasta Francia; qui egli e la sua famiglia debbono restar rinchiusi sotto gli occhi del mondo, o ritirarsi nel loro gabinetto a intervalli; per lo spazio di sedici ore. Questo momento cos speciale era toccato alla Legislativa di vedere.
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Ma qual momento fu quello, dopo pochi minuti, quando i tre cannoni marsigliesi fecero udire il loro colpi, e il fuoco incessante degli Svizzeri e il tuonare universale, come lo scoppio del Destino, cominci il suo strepito! Gli onorevoli Membri balzarono in piedi; mentre le palle fuorviate, frantumando i vetri delle finestre, entravano cantando l'epicedio. "No, questo  il nostro posto; moriamo qui!" E restarono quali Legislatori di pietra. Ma non si pu forzare la Loggia del Logographe, alle spalle? Strappate la balaustra che la divide dall'incantato Circuito Costituzionale! Uscieri, strappate, tirate con forza! Anche Sua Maest aiuta dall'interno: la balaustra cede; il Re e la Legislativa sono uniti in quel luogo, e il Destino ignoto aleggia su entrambi.
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Strepito e ancora strepito, come il rumore del tuono; un messaggero dopo l'altro irrompono senza fiato, cogli occhi smarriti; l'ordine del Re agli Svizzeri fu mandato. Era un tuono spaventoso; ma, come sappiamo, esso fin. Messaggeri senza fiato, Svizzeri fuggitivi, Patrioti denunzianti, trepidazione e alfine tripudio! - Quante cose erano accadute prima delle quattro!
I Nuovi Municipali sono venuti e se ne sono andati: con tre Bandiere, Libert, Egalit, Patrie, e il clangore degli evviva. Vergniaud, che, come Presidente, poche ore prima parlava di morire per le Autorit Costituite, ha presentata una mozione, come Relatore del Comitato, perch il Rappresentante Ereditario sia sospeso, e una CONVENZIONE NAZIONALE si riunisca subito per vedere il da farsi! Un abile Rapporto, che il Presidente doveva aver pronto in saccoccia. Un Presidente in tali casi deve aver pronte tante cose, ed altre non pronte; e al pari di Giano, guardare innanzi e indietro.
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Il Re Luigi ascolta tutto, e si ritira verso mezzanotte "in tre, piccole camere al piano di sopra"; fin che il Lussemburgo non sia preparato per lui e "la salvaguardia della Nazione". Pi sicuro se Brunswick dovesse una volta essere qui! O, purtroppo, non cos sicuro? O sventurate teste coronate! Il mattino la folla venne a gettare uno sguardo su di loro, alloggiati in quelle tre camere lass. Montgaillard dice che gli augusti Captivi avevano un'aria spensierata, allegra magari; che la Regina e la Principessa di Lamballe, che l'aveva raggiunta la sera, guardavano dalla finestra aperta, "scuotevano la polvere dei loro capelli sulla gente che si trovava disotto, e ridevano". Egli  un uomo acre e strano.
Del resto, si pu indovinare che la Legislativa e sopratutto la Nuovo Municipalit continuino ad essere affacendate. Dei Messaggeri, Municipali o Legislativi, e rapidi dispacci sono spediti a tutti gli angoli della Francia, pieni di trionfo, misto ad un lamento d'indignazione, poich Milleduecento sono caduti. La Francia risponde inviando parole di plauso misto a rammarico; il Dieci Agosto sar come il Quattordici Luglio, ma pi sanguinoso e pi grande. La Corte ha cospirato? Povera Corte! la Corte  stata vinta: e avr il danno e le beffe. Come le statue del Re cadono tutte ormai! Lo stesso Enrico di Bronzo, quantunque portasse la coccarda una volta, cade fragorosamente dal Pont-Neuf ove sventola la Patrie en Danger. Luigi Decimoquarto fa di pi, perch nel cadere dalla Piace Vendme, si rompe! Il curioso pu notare, scritto sul ferro del suo cavallo: "12 Aot 1692": un Secolo e un Giorno.
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Il dieci Agosto era Venerd. La settimana non  finita, quando  richiamato il nostro antico Ministero Patriottico, o almeno ci che di esso si pu riavere: il rigido Roland, il Ginevrino Clavire; aggiungete il pesante Monge il Matematico, un tempo spaccapietre; e come Ministro della Giustizia, - Danton, "portato qui", com'egli stesso dice con una delle sue gigantesche figure, "a traverso la breccia d'un cannone patriottico!" Costoro, sotto i Comitati Legislativi, debbono regolare il naufragio come possono: in tanta confusione, con una vecchia Legislativa che fa acqua, con una muova Municipalit cos ardita. Ma la Convenzione Nazionale si aduner; e allora! Frattanto, senza por tempo in mezzo, si istituiscano una nuova Corte di Giustizia e un Tribunale Penale a Parigi, per giudicare i delitti e le cospirazioni del Dieci. L'Alta Corte di Orlans  distante, lenta: del Sangue dei Milleduecento Patrioti, checch avvenga dell'altro sangue, bisogna chieder conto. Tremate, o Criminali, tremate, o Cospiratori; il Ministro della Giustizia  Danton! Anche Robespierre, dopo la Vittoria, fa parte della Nuova Municipalit, della "Municipalit insurrezionale, improvvisata", che si d il nome di Consiglio generale del Comune.
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Per tre giorni ormai, Luigi e la sua Famiglia hanno udito le Discussioni alla Legislativa, nella Loggia del Logographe, ritirandosi la notte nelle loro piccole camere superiori. Il Lussemburgo e la salvaguardia della Nazione non possono essere approntati; anzi, a quel che pare, il Lussemburgo ha troppe cantine e uscite, e nessuna Municipalit s'assumerebbe il cmpito di sorvegliarlo. La solida Prigione del Temple, non cos elegante invero, sarebbe pi sicura. Dunque al Temple! Il luned 13 Agosto 1792, nella carrozza del Maire Ption, Luigi e la sua triste Famiglia s'avanzano a quella volta, mentre tutta Parigi sta a guardarli per le vie. Nell'attraversare la Piace Vendme si trova la statua di Luigi Decimoquarto rotta al suolo. Ption teme che lo sguardo della Regina possa apparire sprezzante e produrre provocazione; ella abbassa gli occhi e non guarda affatto. La "calca  prodigiosa", ma quieta: qua e l applaude col grido di Vive la Nation; ma per lo pi guarda in silenzio. La Regalit Francese si dilegua fra i cancelli del Temple: quelle vecchie Torri puntute, come punti spegnitoi o Bonsoir, la coprono: - quelle stesse Torri da cui andarono al rogo il povero Jacques Molay e i suoi Templari per opera della Regalit Francese, cinque secoli innanzi. Queste sono le vicende del Destino quaggi. Gli Ambasciatori stranieri, l'Inglese Lord Gower, hanno tutti chiesto i passaporti; e viaggiano indignati verso le loro rispettive case.
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La Costituzione  dunque finita? Per sempre e in un giorno!  scomparsa questa meraviglia dell'Universo; il Primo Parlamento biennale, che fa acqua, aspetta solo che venga la Convenzione, e poi affonder nelle pi remote profondit. Si pu indovinare la rabbia silenziosa degli antichi Costituenti, edificatori della Costituzione, dei Feuillants estinti, persone fidenti che la Costituzione potesse marciare! Lafayette s'eleva all'altezza della situazione: alla testa del suo Esercito. Commissar Legislativi vanno incontro a lui, sulle Frontiere del Nord, per congratularsi e perorare: egli ordina alla Municipalit di Sdan di arrestare quei Commissar e di tenerli strettamente in custodia come Ribelli, fino a nuovo suo ordine. I Municipali di Sdan obbediscono.
I Municipali di Sdan obbediscono; ma i soldati dell'Armata di Lafayette? I soldati dell'Armata di Lafayette hanno, come tutti i soldati, una specie di sentimento indistinto che anch'essi siano dei Sanculotti a cinturino di cuoio; che la vittoria del Dieci Agosto sia anche una loro vittoria. Essi non vogliono sollevarsi per seguire Lafayette a Parigi; ma piuttosto per mandar lui a Parigi! Il 18, appena il sabato seguente, Lafayette, con due o tre Officiali dello Stato Maggiore indignati, uno dei quali  l'antico Costituente Alessandro de Lameth, dopo aver messo in ordine alla meglio le sue Schiere, - monta a cavallo e varca rapidamente la frontiera diretto in Olanda. Galoppa rapido, per gettarsi, ohim, negli artigli degli Austriaci! Dopo un lungo ondeggiare all'estremo orizzonte, s'arresta nelle Prigioni di Olmtz; e questa storia non lo rivide pi. Addio, eroe dei due Mondi; l'uomo pi esile, ma il pi saldo nell'onorabilit! A traverso la notte aspra e lunga della cattivit, a traverso altri tumulti, altri trionfi, altri mutamenti, tu sarai sempre in equilibrio, "saldamente accordato alla Formula di Washington"; e sarai l'Eroe e l'Incarnazione Perfetta foss'anche d'una idea. I Municipali di Sdan si pentono e protestano; i soldati gridano: Vive la Nation. Dumouriez Polymetis, dal suo Campo Maulde, si vede fatto Comandante in Capo.
O Brunswick! qual sorta "d'esecuzione militare" merita Parigi ora? Avanti, voi abili sterminatori; coi vostri carri d'artiglieria e tutto il bagaglio da campo che risuona lontano. Avanti, cavalleresco Re di Prussia dall'alta statura; e voi, Emigrati fanfaroni, e tu, Broglie dio della guerra; fatevi tutti avanti, "per dare qualche consolazione al genere umano", che veramente ne ha bisogno.
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FINE DEL SECONDO VOLUME.
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Note al testo:
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(1)	 Viaggi di Arturo Young, I, 264-281.
(2)	 "Deux Amis", III, c. 10.
(3)	 Le Chteau des Tuileries, ou rcit. ecc. par Roussel (in Histoire Parlementaire, ivi, 195-219).
(4)	 Moniteur, Nos. 66, 86 (29 settembre, 7 novembre 1789).
(5)	 Dumont, Souvenirs, p. 278.
(6)	 Dampmartin, Evnemens, I, 208.
(7)	 Vedi "Deux Amis", III, c. 14; ivi, c. 2, 3, 4, 7, 9, 14: "Expdition des volontaires de Brest sur Lannion"; "Les Lyonnais Sauveurs des Dauphinois, Massacre au Mans"; "Troubles du Maine" (Pamphlets ed Estratti nell'Hist. Parl., III, 251; ivi, 162-168), ecc.
(8)	 Vedi: "Deux Amis", IV, c. 14, 7: Hist. Parl., VI, 384.
(9)	 Mmoires de Barbaroux (Paris, 1822), p. 57.
(10)	 21 ottobre 1789 (Moniteur, N. 76).
(11)	 Buzot, Mmoires (Paris, 1823), p. 90.
(12)	 Dumouriez: Mmoires, I, 28, ecc.
(13)	 Dumont: Souvenirs sur Mirabeau, p. 399.
(14)	 Moniteur, 10 novembre, 7 dicembre 1789.
(15)	 De Pauw: Recherches sur les Grecs, ecc.
(16)	 Naigeon: Adresse  l'Assemble Nationale (Paris, 1790), sur la libert des opinions.
(17)	 Vedi Marmontel, Mmoires, passim; Morellet, Mmoires, ecc.
(18)	 Hannah More's Life and corrispondence, II, c. 5.
(19)	 De Staal: Mmoire, (Paris, 1821), I. 169-280.
(20)	 Dumont: Souvenirs, 6.
(21)	 Vedi Bertand-Moleville: Mmoires, II, 100, ecc.
(22)	 Dulaure: Histoire de Paris, VIII, 483; Mercier, Nouveau Paris, ecc.
(23)	 Histoire Parlementaire, VI, 334.
(24)	 Vedi Bertrand-Moleville: I, 241, ecc.
(25)	 Giornali (nell'Histoire Parlementaire, IV, 445).
(26)	 "Deux Amis", V, 7.
(27)	 Vedi "Deux Amis", V, 199.
(28)	 Hist. Parl., VII, 4.
(29)	 Resoconti, ecc (in Histoire Parlamentaire, IX, 122-147).
(30)	 Madame Roland: Mmoires, I (Discours Prliminaires, p. 23).
(31)	 Histoire Parlementaire, XII, 274.
(32)	 Vedi "Deux Amis" V. 122; Histoire Parlementaire, ecc.
(33)	 Moniteur. ecc. (nell'Histoire Parlementaire, XII, 283).
(34)	 "Deux Amis", III, IV.
(35)	 23 dicembre 1789 (Giornali, nell'Hist. Parlementaire, IV, 44).
(36)	 Vedi Giornali, ecc. (in Histoire Parlementaire, VI, 381-406).
(37)	 Mercier, II, 76, ecc.
(38)	 Mercier, II, 81.
(39)	 Racconto d'un Federato Lorenese. (nell'Hist. Parl., VI, 389-91).
(40)	 "Deux Amis" V, 168.
(41)	 "Deux Amis", V, 143-179.
(42)	 Dampmartin: vnements, I, 144-184.
(43)	 Dalaure; Histoire de Paris, VIII, 23.
(44)	 Bouill: Memoires (Londra, 1797) I, c. 8.
(45)	 Vedi i giornali del luglio 1789; Histoire Parlementaire, II, 35.
(46)	 Dampmartin: vnements, I, 89.
(47)	 Norvins: Histoire de Napolon, I, 47; Las Cases: Mmoires tradotte nella Vita di Napoleone di Harlitt. I, 23-31.
(48)	 Moniteur, 1790, n. 233.
(49)	 Bouill: Mmoires, I, 113.
(50)	 Bouill, I, 140-145.
(51)	 Moniteur (in Histoire Parlementaire, VII, 29).
(52)	 Moniteur, Sance du 9 Aot 1790.
(53)	 "Deux Amis", V, 217.
(54)	 Bouill, I, c. 9.
(55)	 "Deux Amis" V, c. 8.
(56)	 "Deux Amis", V, 206-251; Giornali e Documenti (nell'Histoire Parlementaire, VII, 59-162).
(57)	 Cfr. Bouill: Mmoires; "Deux Amis", V, 251-271; Histoire Parlementaire, ubi supra.
(58)	 "Deux Amis", V, 268.
(59)	 Bouill, I, 175.
(60)	 Ami du Peuple (in Histoire Parlementaire, ubi supra).
(61)	 Storia della Riforma, di Knox, b. I.
(62)	 Dampmartin, passim.
(63)	 Mercier, III, 163.
(64)	 Vedi Histoire Parlementaire, VII, 51.
(65)	 Ami du Peuple, n. 306. Vedi altri squarci nell'Histoire Parlementaire, VIII, 139-149, 428-433; I, 85, 93, ecc.
(66)	 Dampmartin, I, 184.
(67)	 De Bello Gallico, lib. IV, 6.
(68)	 Vedi Brissot: I Giornali dei Patrioti francesi: Fauchet: Bouche-de-Fer, ecc. (estratti nell'Histoire Parlementaire, VIII, IX, sgg).
(69)	 Giornale di Camillo (nell'Hist. Parl., IX, 366-85).
(70)	 Moniteur, Sance du 21 Aot 1790.
(71)	 Rvolutions de Paris. in Histoire Parlemantairs, VIII, 440.
(72)	 Vedi Histoire Parlementaire, VII, 316; Bertrand-Molleville, ecc.
(73)	 Campan, II, 105.
(74)	 Campan, II, 199, 21.
(75)	 Dampmartin, II, 129.
(76)	 Mercier: Nouveau Paris, III, 204.
(77)	 Campan, II. c. 17.
(78)	 Dufont, p. 211.
(79)	 "Giornale di Carra", 1 Febbraio 1791 (nell'Histoire Parlementaire), IX, 39.
(80)	 Campan, II, 132.
(81)	 Montgaillard, II, 282; "Deux Amis", VI, c. I.
(82)	 Montgaillard, II, 285.
(83)	 "Deux Amis", VII, 11-15; Giornali (in Histoire Parlementaire, IX, 111-17).
(84)	 Weber, II, 286.
(85)	 Histoire Parlementaire, IX, 139-48.
(86)	 Montgailland, II, 286.
(87)	 Vedi Mercier, II, 40, 202.
(88)	 Ordonnance du 17 Mars 1791 (Histoire Parlementaire, IX, 257).
(89)	 "Fils Adoptif", VII, 1, 6; Dumont, c. 11, 12, 14.
(90)	 "Fils Adoptif", ubi supra.
(91)	 Dumont, p. 311.
(92)	 Dumont, p. 267.
(93)	 "Fils Adoptif", VIII, 420.
(94)	 "Fils Adoptif", VIII, 450; Journal de la maladie et de la mort de Mirabeau, par P. I. G. Cabanis (Paris, 1803).
(95)	 Hnault, Abrg chronologique, p. 439.
(96)	 "Fils Adoptif", VIII, 1, 10. Newspapers and Excerpts (nell'Histoire Parlementaire, IX, 366-402).
(97)	 Histoire Parlementaire, IX, 405.
(98)	 Moniteur, 13 Juillet 1796.
(99)	 Ibid., du 18 Septembre 1794. Vedi anche du 30 Aot. ecc., 1791.
(100)	 Dumont p. 287.
(101)	 Toulongeon, I, 262.
(102)	 Giornali di Aprile e Giugno 1791 (nell'Histoire Parlementaire, IX, 449; X, 217).
(103)	 "Deux Amis", VI, c. 1; Hist. Parl., IX, 407-14.
(104)	 "Deux Amis", V, 410-21; Dumouriez, II, c. 5.
(105)	 Histoire Parlementaire, X, 99-102.
(106)	 Campan, II. c. 18.
(107)	 Bouill, Mmoires, II, c. 10.
(108)	 Moniteur, Sance du 23 Avril 1791.
(109)	 Choiseul, Relation du dpart de Louis XVI (Paris, 1822), p. 39.
(110)	 Campan, II, 141.
(111)	 Weber, II, 340-2; Choiseul, p, 44-56.
(112)	 Hnault, Abrg chronologique, p. 36.
(113)	 "Deux Amis", VI, 67-178; Toulongeon III, 1-38.
(114)	 Walpoliana.
(115)	 Dumont, c. 16.
(116)	 Dumouriez, Mmoires, II, 109.
(117)	 Madame Roland, II, 70.
(118)	 Moniteur, ecc., (nell'Hist. Parl., X, 244-253).
(119)	 Dclaration du Sieur La Gache, du Rgiment "Royal Dragons" (in Choiseul, p. 125-39).
(120)	 Rapport de M. Rmy (in Choiseul, p. 143).
(121)	 Declaration de la Gache (in Choiseul, ubi supra).
(122)	 Dclaration de la Gache (in Choiseul, p. 134).
(123)	 Campan, II. 159.
(124)	 Procs-verbal du Directoire de Clermont (in Choiseul, pagine 189-95).
(125)	 "Deux Amis", VI, 139-78.
(126)	 Rapport de M. Aubriot (in Choiseul, p. 150-7).
(127)	 Extrait d'un Rapport de M. Deslons (Choiseul, p. 164-7).
(128)	 Bouill, II, 74-6.
(129)	 Dclaration du Sieur Thomas (in Choiseul, p. 188).
(130)	 Weber, II, 386.
(131)	 Aubriot, ut supra, pag. 158.
(132)	 Nouveau Paris, III, 22.
(133)	 Campan, II, c. 18.
(134)	 Campan, II, 149.
(135)	 Madame Roland, II, 74.
(136)	 Histoire Parlementaire, XI, 104-7.
(137)	 Histoire Parlementaires, XI, 113. ecc.
(138)	 Toulongeon, II, 56, 59.
(139)	 Histoire Parlementaire, XIII, 73.
(140)	 De Stal, Considrations, I, c. 23.
(141)	 Choix des Rapports, etc. (Paris 1825) IV, 236 e 317.
(142)	 Moniteur in Hist. Parl. XI, 473.
(143)	 Dumouriez, II, 150, ecc.
(144)	 Dumouriez, II, 370.
(145)	 Choix des Rapports, XI, 25.
(146)	 Monitour, Sance du 4 octobre 1791.
(147)	 Montgaillard, III, 1, 237.
(148)	 Moniteur, Seduta del 6 luglio 1792.
(149)	 Dampmartin, venements, c. 267.
(150)	 Barbaroux, Mmoires, p. 26.
(151)	 Lescne Desmaisons, Compte rendu  l'Assemble Nationale, 16 Septembre 1791 (Choix des Rapports, VII, 273-93).
(152)	 "Procs-verbal de la Commune d'Avignon", ecc. (nella Histoire Parlementaire, XII, 419-23).
(153)	 Dampmartin, I, 251-94.
(154)	 Dampmartin, ubi supra.
(155)	 "Deux Amis", VII (Paris, 1797) pag. 59-71.
(156)	 Barbaroux, pag. 21; Histoire Parlementaire, XIII, 421-4.
(157)	 Dumont, Souvenirs, pag. 374.
(158)	 Demouriez, II, 129.
(159)	 Histoire Parlementaire, XII, 131, 141; XIII, 114, 417.
(160)	 "Deux Amis", X, 157.
(161)	 Dbats des Jacobins, ecc. (Histoire Parlementaire, XIII, 171, 92-8).
(162)	 Campan, II, 177, 202.
(163)	 Bertrand-Moleville, I, c. 4.
(164)	 Moleville, I, 370.
(165)	 Moleville, I, c. 17.
(166)	 Montgaillard. III, 41.
(167)	 Bertrand-Moleville, I, 177.
(168)	 Toulongeon, I, 256.
(169)	 30 Marzo 1792 (Registro Annuale, p. 11).
(170)	 Toulongeon, II, 100-117.
(171)	 Montgaillard, III, 5-17; Toulongeon, ubi supra.
(172)	 Vedi Histoire Parlementaire. XIII, 11-38, 41-61, 358, ecc.
(173)	 Ami-du-Roi, Giornale (nell'Histoire Parlementaire, XIII, 175).
(174)	 Moniteur, Sance 23 Fvrier 1792; Biographie des Ministres,  Narbonne.
(175)	 Dampmartin, I, 201.
(176)	 Moniteur, Sance del 13 Luglio 1792.
(177)	 Giornali, ecc. (nell'Histoire Parlementaire, XIII, 325).
(178)	 Dicembre 1791 (Hist. Parl., XII, 257).
(179)	 Moniteur, Sance du 28 Mai 1792; Campan, II, 196.
(180)	 Dumouriez, II, 168.
(181)	 Campan, II, c. 19.
(182)	 Moniteur du 7 Avril 1792; "Deux Amis" III, VII.
(183)	 Vedi Moniteur, Sances (nell'Hist. Parlementaire, XIII, XIV).
(184)	 Dumouriez, II, 137.
(185)	 16 Febbraio 1792 (Choix des Rapports, VIII, 375-92).
(186)	 Courrier de Paris, 14 Janvier 1792 (Giornale di Gorsas), nella Histoire Parlementaire, XIII, 83.
(187)	 Discours de Bailly, Reponse de Ption (Moniteur du 20 Novembre 1791).
(188)	 Barbaroux, p. 94.
(189)	 Moniteur, Sance du 29 Mars 1792.
(190)	 Toulongeon, II, 124.
(191)	 Dbats des Jacobins (Histoire Parlementaire, XIII, 259 etc.)
(192)	 Dumont, c. 20, 21.
(193)	 Madame Roland, II, 80-115.
(194)	 "Deux Amis", VII, 146-66.
(195)	 Dumont, c. 19-21.
(196)	 Giornali di Febbraio, Marzo, Aprile 1792; Jambe d'Andr Chnier sur la Fte des Suisses, etc. etc. (in Histoire Parlementaire, XIII-XIV).
(197)	 Patriote franais, (Giornale di Brissot), nell'Histoire Parlementaire, XIII, 451).
(198)	 Moniteur, Sance du 10 Juin 1792.
(199)	 Dbats des Jacobins nell'Histoire Parlementaire, XIV.
(200)	 Madame Roland, II, 115.
(201)	 Moniteur, Sance du 18 Juin 1792.
(202)	 Barbaroux, p. 40.
(203)	 Roederer, etc. (nell'Histoire Parlementaire, XV, 98-194).
(204)	 Toulongeon, II, 173; Campan, II, c. 20.)
(205)	 Moniteur, Sance, du 28 Juin 1792.
(206)	 Dbate des Jacobins (Histoire Parlementaire, XV, 235).
(207)	 Toulongeon, II, 180. Vedi anche Dampmartin, II, 161.
(208)	 Histoire Parlementaire, XVI, 259.
(209)	 Moniteur, Sance du 10 Juillet 1792.
(210)	 Dumouriez, II, 1, 5.
(211)	 Dampmartin, II, 183.
(212)	 Vedi Barbaroux: Mmoires (nota a p. 40, 1).
(213)	 Dampmartin, ubi supra.
(214)	 A. D. 1836.
(215)	 Campan, II, c. 20; De Stal, II, c. 7.
(216)	 Moniteur, Sance du 21 Juillet 1792.
(217)	 Histoire Parlementaire, XVI, 185.
(218)	 Tableau de la Rvolution,  Patrie en Danger.
(219)	 Moniteur, Sance du 25 Juillet 1792.
(220)	 Annual Register (1792), 236.
(221)	 Barbaroux, pag. 60.
(222)	 Giornali, Narrazioni e Documenti (Histoire Parlementaire, XV, 240; XVI, 399).
(223)	 "Deux Amis", VIII, 90-101.
(224)	 Histoire Parlementaire, XVI, 194. Vedi Barbaroux, pp. 51-55.
(225)	 Moniteur, Sances du 30 et du 31 Juillet 1792 (Histoire Parlementaire, XVI, 197-210).
(226)	 Histoire Parlementaire, XVI, 337-9.
(227)	 Bertrand-Moleville: Mmoires, II, 129.
(228)	 "Deux Amis", VIII, 129-88.
(229)	 Roederer: Chronique de Cinquante Jours; Rcit de Ption; Ricordi del Municipio, etc. (nell'Histoire Parlementaire, XVI, pp. 399-466).
(230)	 Roederer, ubi supra.
(231)	 24 Agosto 1572.
(232)	 Sezione dei Documenti, Documenti del Palazzo civico (Histoire Parlementaire, ubi supra).
(233)	 Roederer, ubi supra.
(234)	 In Toulongeon, II, 241.
(235)	 "Deux Amis", VIII, 179-88.
(236)	 Vedi Histoire Parlementaire, XVII, 56; Las Cases, etc.
(237)	 Moore: Journal during a residence in France (Dublino, 1793), I, 26.
(238)	 Histoire Parlementaire, ubi supra; Rapport du Capitaine des Cannoniers, Rapport du Commandant, etc. (Ibid. XVII, 300-18).
(239)	 Campan, II, c. 21.
(240)	 Moniteur, Sance du 10 Aot 1792.
...
FINE.